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Esploriamo le più interessanti e curiose opere videoludiche dedicate ai dinosauri

SPECIALE di Andrea Centini —   27/11/2014

In occasione del lancio del premiere trailer di Jurassic World, terzo sequel del capolavoro Jurassic Park (1993) firmato da Steven Spielberg e tratto dal romanzo di Michael Cricthon, abbiamo pensato fosse cosa buona e giusta dedicare uno speciale ai videogiochi plasmati sui protagonisti delle suddette pellicole, le creature più incredibili e affascinanti che abbiano mai solcato questo pianeta. Del resto, a chi non piacciono i dinosauri? Tutti i bambini sono sempre andati pazzi per questi animali, una innocente passione infantile rimasta integra anche in tantissimi adulti, che, oltre ad attendere con curiosità il nuovo film - in uscita a giugno del 2015 - magari da videogiocatori sognano anche un prodotto moderno, in grado di rendere giustizia ai "lucertoloni" e di regalare le medesime emozioni di una volta, quando si scartavano le buste dell'edicola colme di dinosauri plasticosi. In realtà le scoperte scientifiche su questi rettili stanno lentamente modificando - almeno per alcune celebri specie - la loro spettacolare fisionomia stampata nell'immaginario collettivo e promossa dai media, suffragando la tesi del biologo-naturalista Thomas H. Huxley che, nel lontano 1854, definì gli uccelli "rettili glorificati dalle piume". Dal punto di vista puramente tassonomico, infatti, la linea dei cosiddetti dinosauri teropodi (Tyrannosaurus Rex e Velociraptor, giusto per citare i membri più famosi) non si estinse circa 65 milioni di anni fa, nel Tardo Cretaceo, ma è sopravvissuta sino ad oggi negli uccelli. Nei due prossimi paragrafi faremo un rapido excursus sui videogiochi più interessanti che hanno tentato - in alcuni casi con successo - di tradurre il fascino di questi misteriosi animali sui nostri schermi.

Un viaggio nel mondo di quei titoli che hanno reso onore (oppure no) alla figura dei dinosauri

Il mio amico Denver

Citarli tutti è impossibile e probabilmente ne sfuggirà qualcuno, ma questi, almeno secondo il nostro giudizio, sono i titoli "dinosaurocentrici" - perdonate il neologismo - che meritano di essere ricordati in uno speciale a tema. Partiamo da lontano ma non troppo, poiché al di là del discreto Dino Eggs del 1983 uscito su Commodore 64 e Apple II, un platform di Micro Fun nel quale il protagonista doveva raccogliere uova, l'epoca d'oro per questa tipologia di giochi fu indubbiamente il decennio degli anni '90, un intervallo di tempo in cui le vendite di diversi titoli furono catalizzate dall'enorme successo di Jurassic Park.

Di-di-si sauro
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Ma procediamo con ordine. I giocatori più esperti che hanno superato la trentina e che hanno vissuto appieno l'epoca Amiga, probabilmente ricorderanno con affetto Dino Wars di DigiTek Sofwtare uscito nel 1990, una sorta di board-game assimilabile agli scacchi che sfociava in spettacolari combattimenti uno contro uno alla stregua di un picchiaduro. Nonostante il gameplay legnosetto e poco approfondito, il titolo si fece apprezzare per il numero di specie giocabili, la bella grafica e la soundtrack orecchiabile, oltre che per il database enciclopedico. Benché fosse ricco di informazioni, c'erano diverse inesattezze soprattutto sul piano della classificazione, includendo nella lista dei dinosauri anche animali che effettivamente non lo erano, un errore piuttosto comune ancora oggi. Giusto per sfatare qualche mito, lo pterodattilo non è un dinosauro volante, il plesiosauro ("Nessie") e l'ittiosauro non sono dinosauri marini, così come il dimetrodonte (quello con l'enorme vela sul dorso) non è un dinosauro terrestre, ma si tratta semplicemente di altri gruppi di rettili. Chiusa la parentesi zoologica, al di là delle nozioni scientifiche sbagliate si trattava di un prodotto affascinante che in molti vorrebbero riproposto in chiave moderna. Nel 1991 vi fu un vero e proprio boom di titoli liberamente ispirati alla preistoria, tra i quali si impose l'indimenticabile Chuck Rock di Core Design, un action platform nel quale, ai comandi del burbero uomo preistorico - mascotte della software house sino all'arrivo della prosperosa Lara Croft - si dovevano superare livelli ambientati nella giungla popolati da numerose specie di dinosauri, fino alla liberazione della compagna Ophelia Rock. Il titolo fu un grande successo soprattutto su Amiga, sebbene uscì su numerose piattaforme dell'epoca. Nello stesso anno venne lanciato uno dei cabinati arcade più amati in assoluto, ovvero Joe & Mac: Caveman Ninja di Data East, action platform alla stregua di Chuck Rock ma caratterizzato da un comparto tecnico e da un gameplay decisamente più raffinati, tanto da essere rimasto saldamente impresso nella memoria di chi lo ha provato. Al comando di due uomini preistorici - con capigliatura blu e verde - i giocatori dovevano superare una decina di livelli infestati da dinosauri per liberare le immancabili pulzelle, sebbene il triplice finale regalasse sorprese e sorrisi a profusione. Nel medesimo anno uscì su Amiga e PC anche Metal Mutant di Silmarils, un action-adventure a scorrimento laterale nel quale il protagonista meccanizzato, in un futuro distopico, poteva trasformarsi in un robot-dinosauro e fare piazza pulita di nemici sul pianeta Kronox, anch'esso ispirato agli habitat che hanno ospitato i dinosauri dal Triassico al Cretaceo per 160 milioni di anni.

Il 1993 coincide con l'uscita al cinema di Jurassic Park, dal quale sono stati tratti innumerevoli videogiochi su licenza per quasi un ventennio, sino al 2011 con l'uscita dell'avventura "Jurassic Park: The Game" firmata da Telltale Games. Il titolo, purtroppo, dal punto di vista qualitativo e narrativo è ben lungi dallo spessore di altri prodotti della casa - come The Walking Dead - e nonostante avesse alcuni spunti interessanti, con una storia parallela a quella del film, è stato bocciato da critica e pubblico per le evidenti mancanze e l'inconsistenza ludica. Decisamente migliori i tie-in usciti in concomitanza del film praticamente su tutte le piattaforme dell'epoca, con una serie di prodotti peculiari sviluppati da BlueSky Software, Ocean e Sega; tra essi vi erano avventure punta e clicca, giochi d'azione con visuale isometrica o dall'alto e platform a scorrimento laterale.

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A noi piace ricordare l'action adventure per Super Nintendo, caratterizzato da una grafica ispirata, un ottimo comparto sonoro e alcune interessanti sequenze da sparatutto in prima persona. Impossibile non citare anche gli affascinanti cabinati arcade su licenza, lightgun games su binari - alla stregua di Operation Wolf - con una splendida grafica e dinosauri in quantità da abbattere con i "pistoloni" in dotazione. Il 1993 fu anche l'anno dello spettacolare Cadillacs and Dinosaurs di Capcom, picchiaduro a scorrimento laterale tratto dall'omonimo fumetto e apprezzatissimo sia per il gameplay delizioso - evoluzione diretta di Final Fight - che per la bellissima grafica, con dinosauri splendidamente disegnati e animati. Chi ricorda la truce sequenza in cui il secondo boss affetta un povero stegosauro? Nel 1994 esce un altro picchiaduro a tema, ovvero il famoso Primal Rage di Atari, che più per il gameplay si fece notare per le Fatality e l'eccezionale comparto tecnico, laddove i vari personaggi (dinosauri e creature di fantasia) erano modellati con l'argilla e animati con una tecnica peculiare chiamata "frame by frame" o a passo uno. Oltre alla spettacolare versione arcade, Primal Rage venne pubblicato - con diversi limiti - su tutte le piattaforme casalinghe. Il 1997 è l'anno dello sparatutto in prima persona Turok: Dinosaur Hunter, ispirato all'omonimo fumetto degli anni '50 e indubbiamente uno dei migliori videogiochi dedicati ai dinosauri. Uscito su Nintendo 64 e su PC, per la console giapponese rappresentò una vera e propria Killer Application, forte non solo di un eccellente comparto tecnico (al di là dell'immancabile nebbione) ma anche di un gameplay raffinato e vario. Il titolo Iguana Entertainment faceva scontrare il giocatore con Velociraptor, T-Rex, Triceratopi e altre specie, benché il loro fascino ad un certo punto venisse sminuito, con l'introduzione degli armamenti. I seguiti non ebbero il medesimo successo e, sebbene il remake del 2008 fu ingiustamente sottovalutato, il carisma del primo Turok era comunque ormai perduto. Il 1998 è stato probabilmente l'anno più triste per gli appassionati di Jurassic Park e di dinosauri, non solo per il flop de "Il Mondo Perduto" dell'anno precedente, ma soprattutto per quello dell'attesissimo Jurassic Park: Trespasser di DreamWorks Interactive. Quello che doveva rappresentare IL gioco su licenza Jurassic Park, fu infatti un clamoroso tonfo nell'acqua, anche dal punto di vista commerciale, tanto da essere additato come la peggior delusione dell'anno. Probabilmente perché atteso con aspettative troppo elevate, non furono immediatamente evidenti alcuni dei pregi di questo originale sparatutto in prima persona, afflitto da comandi legnosi, grafica datata e animazioni discutibili. Il 1999 chiude l'epoca d'oro con uno dei titoli più apprezzati in assoluto, ovvero quel Dino Crisis di Capcom che, facendo il verso a Resident Evil, probabilmente esplorava il genere più adatto per trattare i dinosauri. Il survival horror giapponese uscì dapprima su PlayStation e successivamente su PC e Dreamcast, dove ottenne un ottimo riscontro di critica e pubblico che gettò le basi per i seguiti, incapaci tuttavia di replicare il successo dell'originale, soprattutto il terzo con una surreale trama ambientata nello spazio. A differenza di Resident Evil, Dino Crisis aveva fondali totalmente in 3D e una gestione della telecamera diversa, inoltre offriva una buona varietà di specie con cui confrontarsi, come il Compsognato, l'immancabile Velociraptor, il Tirannosauro e lo Pteranodonte.

Estinti dagli zombie

Probabilmente a causa dell'incredibile successo avuto dai giochi con gli zombie, da una decina di anni a questa parte i dinosauri sono stati praticamente estromessi come nemesi dalle produzioni Tripla A, una situazione che, con l'uscita di Jurassic World, potrebbe tuttavia cambiare repentinamente. Fantasticare su un tie-in con la medesima qualità di Alien Isolation, del resto, è più che lecito, anche se il rischio di derive commerciali sia sempre concreto. Tornando al nostro elenco, saltiamo nel XXI secolo, precisamente nel 2002, quando su PC uscì l'espansione di Zoo Tycoon "Dinosaurs Digs", che permetteva di costruire giardini zoologici a tema preistorico e allevare ben ventisei specie di animali estinti.

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Sulla stessa lunghezza d'onda, nel 2003 su PC, PlayStation 2 ed Xbox venne pubblicato l'interessante Jurassic Park: Operation Genesis di Blue Tongue, un titolo strategico gestionale che, nei panni di un dirigente della InGen Corporation, permetteva di realizzare un nuovo Jurassic Park con numerosissime specie a disposizione, alcune delle quali mai viste nei film usciti al cinema, come l'Edmontosauro, il Carcarodontosauro e il Kentrosauro. Scopo del gioco era costruire un parco efficiente e sicuro, facendo particolare attenzione a pericolosi fenomeni naturali come tornado e tempeste. Dopo questi discreti esperimenti di inizio secolo, si balza direttamente ai giorni nostri, e purtroppo non c'è da esultare: al di là del flop di Telltale Games con la già citata avventura, nel 2011 si segnala anche quello di Dino D-Day, un particolare FPS dove alleati e nazisti - siamo negli anni '40 - si fronteggiano con armi ed eserciti anticonvenzionali, come Ceratopsidi muniti di mitragliatrici e cannoni o Compsognati kamikaze. Idea bizzarra, risultato anonimo. Nel 2012 esce il mediocre Orion: Dino Horde (poi rielaborato in Dino Beatdown) di Spiral Game Studios su motore Source, altro FPS multiplayer afflitto da problemi di ogni genere, sia dal punto di vista strutturale che ludico, che gli valgono una media del 36 su Metacritic. Sicuramente migliore Primal Carnage di Lukewarm Media, sempre su PC, dove il classico scontro asimmetrico tra dinosauri e mercenari si fa più interessante e divertente, anche se non mancano diverse criticità e una certa monotonia di fondo. Sebbene presenti, non sempre i dinosauri hanno rappresentato il core dell'esperienza ludica, giocando un ruolo più o meno marginale in diversi titoli: tra essi possiamo sicuramente citare i primi due Tomb Raider (mitici gli scontri con i T-Rex), il buon tie-in dedicato a King Kong uscito in concomitanza con la vecchia generazione di console e anche Killer Instinct, dove il personaggio Riptor è un chiaro omaggio - anche sotto il profilo degli effetti sonori - ai velociraptor di Jurassic Park. Impossibile non menzionare anche Yoshi di Nintendo, un teropode stilizzato con tanto di bizzarro nome scientifico in latino, ovvero T. Yoshisaur Munchakoopas. Per i più nostalgici, infine, ricordiamo la mitica demo tecnica uscita con la prima PlayStation, dove un possente T-Rex in puro stile Jurassic Park mostrava i muscoli della neonata console Sony.