L’altra metà del cielo

Primo contatto al TGS col nuovo JRPG di Spike Chunsoft e tri-Ace

PROVATO di Fabio Palmisano   —   19/09/2015
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Non è certo una sorpresa che il Tokyo Game Show si riconfermi anche quest'anno come la fiera videoludica con la maggiore concentrazione di JRPG: tra i tanti titoli messi in mostra dagli sviluppatori nipponici, in questa sede ci concentreremo su Exist Archive: The Other Side of the Sky, frutto della produzione congiunta di Spike Chunsoft e tri-Ace e destinato a raggiungere gli scaffali dei negozi giapponesi entro la fine dell'anno in corso. All'interno dello stand Sony abbiamo potuto giocare una demo di una decina di minuti, e di seguito vi diamo le nostre impressioni.

Al TGS abbiamo provato una demo di Exist Archive, il nuovo RPG di Spike Chunsoft e tri-Ace

Problemi existenziali

La storia alla base di Exist Archive è ancora parzialmente avvolta nel mistero, e la versione di prova presente in fiera non ha certo chiarito le cose, dato che il testo a schermo e i dialoghi erano completamente in giapponese: per il momento si sa che la trama verterà attorno a un protagonista che, svegliatosi in un mondo alieno a seguito di una terribile esplosione, dovrà unirsi ad altri undici personaggi per sopravvivere a una devastante battaglia tra divinità.

L’altra metà del cielo

In questo articolo dunque, ci limiteremo a descrivere le sensazioni che abbiamo ricavato dalla nostra breve sessione di gameplay, cominciando con una valutazione dal punto di vista grafico e stilistico: Spike Chunsoft e tri-Ace hanno optato per un look di evidente derivazione anime, con personaggi leggermente deformed e una predilezione per i colori accesi che risaltano particolarmente nei (bellissimi) fondali che accompagnano la navigazione dello scenario.

L’altra metà del cielo

Questa si sviluppa su un piano bidimensionale e non disdegna qualche divagazione nel campo dei platform, in maniera non dissimile da quanto insegnato da Valkyrie Profile: il personaggio principale può saltare, abbassarsi, scivolare e lanciare dei proiettili magici ai nemici, facendoli così entrare in una sorta di sfera di stasi che è possibile sfruttare per proiettarsi in una qualsiasi direzione con un brevissimo boost. La demo non consentiva di esplorare in maniera approfondita questo aspetto, ma verosimilmente si tratterà di un escamotage che tornerà utile per raggiungere zone nascoste o superare dei puzzle ambientali. Se invece si entra a contatto con l'avversario di turno, il gioco passa alla sezione di combattimento, classica nell'impostazione (con le due fazioni schierate ai lati opposti dello schermo e indicatori vari a segnalare energia, punti magici, andamento dei turni e via discorrendo) ma piuttosto peculiare nelle meccaniche: in qualunque momento si può effettuare una rotazione del proprio party, con i due membri avanzati che attaccano e quelli arretrati che si mettono al riparo da eventuali pericoli. Quando si seleziona il nemico da colpire, si attiva solo il personaggio in testa alla formazione, che provoca danni diversi per entità e raggio d'azione: un sistema che non ci ha dato l'impressione di poter garantire grande profondità e varietà, ma che è davvero difficile da valutare in una sessione così breve. D'altro canto, anche la fase di esplorazione/platform ci è parsa abbastanza blanda, ma poteva essere anche una conseguenza del fatto che la zona scelta per la demo fosse volutamente spoglia e facile da navigare. Quello che possiamo dire per certo, invece, è che la versione mostrata al Tokyo Game Show non era ancora impeccabile sotto il profilo del frame rate: nonostante il gioco non muova una mole di poligoni strepitosa - anzi - abbiamo notato più di qualche rallentamento che è auspicabile verrà messo a punto per l'uscita nei negozi.

CERTEZZE

  • Il setting sembra intrigante
  • Stile grafico ispirato
  • Il gameplay tenta qualche via alternativa...
DUBBI
  • ...ma non sembra troppo convinto
  • Frame rate incostante
  • Nessuna conferma su una release occidentale