Come vorremmo il videogioco di Point Break?

Cavalchiamo l'arrivo del remake di Point Break per immaginarci un videogioco basato sulla licenza

SPECIALE di Mattia Armani —   27/01/2016
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Uscito nel 1991, l'originale Point Break ci parla della sfida come motivo di vita e ci porta verso l'inevitabile arrivo a un punto di rottura, prendendo spunto dal surf che nella pellicola firmata da Kathryn Bigelow gioca un ruolo chiave. Il protagonista è Johnny Utah, ambizioso agente infiltrato costretto a confrontarsi con il proprio bisogno di sfida dopo aver subito il fascino estremo di Bodhi, sospetto rapinatore alla costante ricerca dell'onda perfetta. Legati da pulsioni simili, i due si avvicinano sempre di più sfidando la barricata che li separa, ma sulla cresta dell'onda lo status quo non può durare a lungo e l'unica certezza è l'arrivo a un confronto finale. Point Break ha avuto un impatto importante sull'immaginario comune combinando con efficacia personaggi complessi, sport estremi, rapine in maschera e un cast azzeccato, che hanno fatto della pellicola della Bigelow un vero e proprio cult. L'arrivo del remake, rilettura in chiave moderna che inevitabilmente spettacolarizza gli sport estremi e chiama in causa anche il mercato finanziario, ci regala il pretesto per tornare a parlarne e, per restare in tema con quello che è l'argomento principale di questo portale, lo facciamo immaginando un videogioco.

Sfruttiamo l'arrivo del remake per immaginare un tie-in del film cult Point Break

Questione morale

Tra rapine, protagonisti estremi e una Los Angeles in preda al crimine viene quasi naturale immaginare un open world alla Grand Theft Auto V, da cui proviamo a prendere l'idea di utilizzare più di un protagonista. Da una parte potrebbe esserci Bodhi impegnato in missioni criminali e dall'altra Utah, a partire dal suo addestramento per arrivare fino a possibili incarichi sotto copertura per l'FBI. Ma la doppia vita sospesa tra crimine e legalità potrebbe anche essere tutta incentrata sul medesimo personaggio, in stile Sleeping Dogs, ed è questa l'impostazione che scegliamo per la nostra ipotesi di gioco. D'altronde dilatando le tempistiche del film fino a quelle di un open world, ci sarebbe spazio per espandere il ruolo di infiltrato di Utah inserendolo attivamente nella vita criminale per metterlo di fronte a diverse prove, anche di natura morale.

Come vorremmo il videogioco di Point Break?

Per tradurre in termini di gameplay la dualità del personaggio ci rivolgiamo ai giochi di ruolo immaginando un sistema di punti morale che siano attribuiti in base alle azioni, alle scelte, agli errori o alle informazioni rivelate ai colleghi di polizia. Utah potrebbe avere la possibilità di salvare o meno un ostaggio, cercare di rallentare la banda dei Presidenti senza farsi scoprire, compiere un'imprudenza per salvarsi la vita o essere addirittura costretto a scontrarsi con la polizia. Il sistema a punti consentirebbe anche di implementare una struttura a bivi che troverebbero una collocazione naturale in una trama tutta incentrata sulla trivialità dell'esistenza e sulle scelte influenzate dal desiderio di sfida. A questo punto però dobbiamo soffermarci su una considerazione importante, perché ispirarsi al solo Grand Theft Auto non è sufficiente, a meno di non voler semplicemente mescolare la serie Rockstar con un paio di scenette alla Jedi Knight per i bivi e un pizzico di California Games. Tra l'altro dover aprire il fuoco contro la polizia distruggerebbe prematuramente il personaggio di Utah e per questo potrebbe essere il caso di affidarsi a un sistema open world di stampo action con acrobazie, possibilità di stordire i nemici, colpi mirati alle gambe o utilizzo di proiettili narcotizzanti. Oppure potremmo trascurare quello che succede al di fuori della trama principale, arrendendoci alle inevitabili contraddizioni del sandbox, per strutturare in maniera decisa le missioni anche perché gran parte di queste sarebbero inevitabilmente incentrate sulle rapine, che sono il fulcro della pellicola.

Come vorremmo il videogioco di Point Break?

Ma a differenza di quanto succede in Grand Theft Auto V queste sarebbero ideate in modo da variare non solo in base al piano ma anche a seconda delle abilità possedute o acquisite dal protagonista. L'evoluzione del personaggio potrebbe essere legata a punti abilità elargiti in base al livello o al raggiungimento di determinati traguardi che verrebbero quindi spesi in una serie di abilità in stile gioco di ruolo, ed è qui che abbiamo l'occasione di inserire una sinergia per conferire ulteriore spessore alle scelte basate sulla morale. Un comportamento corretto potrebbe garantire sconti o bonus nelle abilità da agente mentre un valore morale negativo potrebbe facilitare l'acquisto di abilità legalmente discutibili anche se utili. Un'impostazione del genere aprirebbe la strada a dinamiche in stile Deus Ex: Human Revolution consentendoci di accedere a un edificio scassinandone le porte, di accedere a una banca sfondando un muro, di sfruttare l'hacking in stile Watch Dogs e di agire silenziosamente per aggirare le guardie. Inoltre, sarebbe possibile variare ulteriormente lo scenario e introdurre abilità che permettano a Utah di mantenere la situazione quanto più sicura possibile pur vestendo i panni del rapinatore. Le possibilità sono innumerevoli tra ostaggi da tenere calmi, guardie che guardano nervosamente la propria fondina e cassieri tentati dal pulsante rosso che si trova sotto il bancone.

Come vorremmo il videogioco di Point Break?

No limits

Stiamo dipingendo un titolo costoso e complesso da realizzare, lo sappiamo bene, ma l'integrazione di più generi è una dinamica fondamentale nell'evoluzione degli open world. Per questo nel nostro Point Break ideale non rinunciamo agli sport estremi, e non stiamo parlando di attività secondarie da sacrificare nel nome della struttura sandbox. Nel nostro gioco da sogno gli sport sarebbero integrati alle rapine tra parkour, surf, skateboard e attrezzature speciali implementate come in Metal Gear Solid V, Just Cause o Battlefield Hardline.

Come vorremmo il videogioco di Point Break?

Una sorta di fulton sfruttabile da una banda di rapinatori non sarebbe niente male, magari limitandone l'utilizzo in modo da mantenere la coerenza di cui un titolo di questo tipo avrebbe bisogno, mentre l'introduzione di dispositivi paralizzanti e di possibilità di movimento extra potrebbe permetterci di evitare sparatorie che comprometterebbero l'integrità del nostro personaggio. E un'eventuale componente shooter troverebbe comunque una collocazione nella possibilità di mirare punti del corpo non vitali oppure nel confronto con altre bande criminali di Los Angeles, contro cui potremmo sfogarci senza troppi problemi di natura morale. Quello che immaginiamo è un misto tra Grand Theft Auto V, Sleeping Dogs e Hitman. Stiamo parlando di una sorta di meglio del meglio dei titoli incentrati sulla criminalità condito con una vena di Deus Ex: Human Revolution e con il dinamismo Assassin's Creed, per una ricetta massiccia a cui dobbiamo necessariamente aggiungere una spina dorsale narrativa forte. D'altronde il ruolo sotto copertura, le pulsioni, il senso di colpa e un confronto con la legge screziato da sfumature di giustizia romantica fanno di Point Break uno serbatoio di idee per una storia fatta di scelte. Nel drammatico finale, forse Bodhi non avrebbe avuto il coraggio di sfidare la tempesta se non si fosse trovato di fronte alla prospettiva della prigione. Ma il punto di rottura alla fine è arrivato e l'unica cosa che resta da fare è cavalcare l'onda perfetta e forse è proprio per questo che Utah lo libera, perché è l'unico che può capirlo. Avrebbe anche potuto decidere di condannarlo alla galera per non lasciargli una via d'uscita comoda, ma sceglie di concedersi un'ultima fiammata di romanticismo per regalarsi e regalarci un finale certamente drammatico ma meno desolante del dover vedere un ribelle chiuso a morire in galera. Qualora foste come noi fan dell'originale e aspettando un ad oggi improbabile videogioco, ovviamente il prossimo appuntamento è quello al cinema con il remake. Per le informazioni relative al film, vi rimandiamo alla pagina su Movieplayer.it.