Il fascino della danza

Il nuovo gioco dagli autori di Datura è un'originale e intrigante avventura esplorativa da affrontare a passi di danza

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   27/02/2016
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Con la demo Linger in Shadows e l'affascinante ma mediocre Datura, il team polacco Platic Studios ha dimostrato tutto l'interesse a realizzare esperienze che siano originali e ricercate, uniche sia dal punto di vista dell'estetica che della narrazione. Attualmente in sviluppo per PlayStation 4, Bound non fa eccezione, ricordando sotto diversi punti di vista Journey: come l'opera di thatgamecompany, si tratta di un platform 3D non violento e fortemente incentrato sulla narrazione, in cui si attraversa un mondo surreale nel tentativo di scoprire quale ruolo giocano i diversi personaggi all'interno di un racconto affascinante e tutto da decifrare. In attesa di sapere quando il gioco arriverà sulla console Sony, abbiamo avuto la possibilità di provare la prima parte dell'avventura, danzando (letteralmente) tra ispirazioni artistiche e delicati temi reali.

A passi di danza, abbiamo esplorato l'affascinante mondo di Bound

Tra arte e maternità

La demo che abbiamo provato si apre con un regno in pericolo e una regina preoccupata per l'arrivo di un gigantesco mostro. La sovrana convoca così sua figlia, una principessa dal corpo sinuoso e una maschera rosa che le copre il volto, chiedendole di partire in cerca di una soluzione per scacciare quella minaccia. È una premessa molto poco originale, ma già dopo pochi minuti è evidente come gli sviluppatori vogliano raccontare una storia apparentemente semplice ma ricca di metafore. In preda al caos, il mondo vibra, si spacca, muta in continuazione, facendo sfoggio di tutte le ispirazioni che gli sviluppatori hanno tratto da correnti artistiche come la Bauhaus e il movimento De Stijl.

Il fascino della danza
Il fascino della danza

Come da tradizione neoplastica, tutto appare molto astratto ed essenziale, e le forme geometriche che compongono l'ambiente sono funzionali all'esplorazione, come ad esempio una scala su cui salire o una piattaforma sulla quale saltare. Non è uno stile visivo che piacerà a tutti, ma senza dubbio è unico ed elegante. Il paragone con Journey è però azzeccato solo in parte: mentre il gioiello di Jenova Chen concedeva un minimo di esplorazione nelle sue lande desolate, Bound ci è parso decisamente più lineare e guidato, col giocatore che segue stretti percorsi e risolve semplici puzzle ambientali. A rendere l'avventura di Plantic Studios ancora più incantevole ci pensano le animazioni della protagonista. La principessa è infatti una ballerina, e i suoi movimenti all'interno del regno sono veri passi di danza realizzati in motion capture con la collaborazione di una danzatrice professionista. Come accennato in apertura, Bound è un gioco non violento, e così bisognerà utilizzare la danza principalmente per sfuggire ai pericoli e spostarsi nello scenario. Il risultato finale spiazza per grazia e armonia, con la principessa che si esibisce in un'incessante esibizione di danza classica mentre esplora il suo regno. Verso la fine della demo, la sequenza cambia improvvisamente fino a mostrare una scena statica, con un padre che gioca a scacchi con due bambini. Gli sviluppatori ci spiegano che in realtà Bound avrà diversi piani narrativi, e che la storia passerà dal mondo fantastico (quello del regno e della ballerina) al mondo reale, in cui la protagonista sarà una donna incinta. Il tema della maternità sarà quindi il filo rosso che legherà i diversi mondi, ma per scoprire quali sono i collegamenti e in che modo la storia verrà portata avanti, tocca aspettare l'arrivo del gioco su PlayStation 4. Quello che appare certo allo stato attuale è che, pur essendo indirizzato a pochi, Bound abbia tutte le potenzialità per offrire un'esperienza unica e suggestiva.

CERTEZZE

  • Ambientazione ricca di fascino e originale
  • Splendide le animazioni della protagonita
DUBBI
  • La varietà degli scenari resta tutta da verificare...
  • ...così come la trama