Per Crom!

Conan Exiles è solo l'ennesimo survival o ha una marcia in più?

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   03/02/2017
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Conan Exiles è un survival ambientato nel mondo di Conan, il personaggio di Robert E. Howard reso iconico nella cultura di massa dall'interpretazione che ne ha dato Arnold Schwarzenegger in due film degli anni '80: Conan il Barbaro e Conan il Distruttore. Esiste anche un terzo film dedicato al personaggio, più recente, ma è meglio dimenticarsi della sua esistenza.

Per Crom!

Vicende cinematografiche a parte, il mondo di Howard è perfetto per il genere nato con Robinson's Requiem, che vede tra i suoi rappresentanti più famosi titoli vendutissimi quali Ark: Survival Evolved e Rust (non li citiamo a caso). Insomma, per Funcom, lo sviluppatore di Exiles, è stato un approdo quasi naturale, nonché l'ultima spiaggia per salvarsi finanziariamente dopo una serie di insuccessi commerciali che l'hanno messa seriamente a rischio. Il gioco inizia con il classico editor di personaggi. In realtà prima si deve scegliere se giocare online contro altri umani, oppure se affrontare da soli i pericoli di questo arido mondo dove tutto complotterà per renderci cadaveri. I server sono altamente configurabili e permettono di alterare moltissimi valori, che vanno dalla quantità di giocatori, alla censura o meno delle parti intime dei personaggi (no, non potete fare l'elicottero, ci dispiace). Comunque sia è quando ci si trova crocefissi nel deserto che la partita ha inizio. Scelto il sesso del nostro eroe e definito il suo aspetto modificandone i molti parametri presenti, ossia corporatura, colore della pelle, conformazione del volto, capigliatura, religione e così via (curiosità: lo sapevate che in questi giochi uno degli elementi più costosi a livello produttivo è proprio l'editor? Sì, quello con cui si passano dieci minuti e poi lo si dimentica), si leggono i reati per cui si è stati condannati, non necessariamente veri e solitamente molto divertenti, quindi si viene liberati e si può iniziare a vagare per l'area in cerca di materie prime.

Si legge Conan, si pronuncia RustArk

Chiunque abbia una minima esperienza con un survival non faticherà molto a comprendere le meccaniche di gioco principali di Conan Exiles, che sono per la gran parte identiche a quelle dei vari Ark: Survival Evolved e Rust.

Per Crom!

Non stiamo parlando in termini eufemistici: sono proprio uguali. Poco male, visto che anche i due titoli citati non sono propriamente definibili originali (sicuramente Rust più di Ark, anche se il papà di tutti è Minecraft). Ma non perdiamoci in chiacchiere, per Crom, e torniamo al nostro deserto. Siamo soli e nudi in un ambiente ostile. Che fare? Per prima cosa diamo uno sguardo all'inventario e alla scheda del nostro personaggio, per scoprire che abbiamo dei punti da distribuire alle sue caratteristiche (forza, agilità, sopravvivenza, ingombro e così via) e che disponiamo già di alcune ricette base. Su una roccia troviamo anche un messaggio che ci dà alcuni ragguagli sulla storia del luogo in cui ci troviamo, introducendoci a uno degli elementi che differenziano Conan Exiles dai concorrenti: il lato narrativo. Disponendo di un mondo ricco come quello di Howard, Funcom ha avuto la buona idea di sfruttarne la mitologia. Pur non essendoci filmati o altro a narrarci una storia in modo canonico, l'effetto dei testi che si trovano in giro è meno scontato di quello che sembra, perché anche solo questi vaghi accenni servono a rendere Conan Exiles più profondo dei concorrenti. Insomma, sapere che stiamo sopravvivendo in un mondo con un suo passato, invece che in un mero parco giochi con mostri, cambia completamente lo stato d'animo con cui si affronta l'avventura. La verità però è che siamo ancora soli nel deserto e dobbiamo fare subito qualcosa perché rischiamo di morire di fame e, soprattutto, di sete.

Abbiamo provato Conan Exiles per scoprire se vale la pena giocarci o se è un'occasione sprecata

Darsi da fare

Guardandoci intorno troviamo a terra sassi e bastoni. C'è anche qualche cespuglio da cui prendiamo delle fibre vegetali, degli insetti e dei semi. Non è molto, ma è quanto basta per costruire gli strumenti che ci servono per ottenere altre materie prime: un'accetta con cui tagliare gli alberi per la legna, un piccone con cui spaccare le rocce, delle corde e i primi stracci da indossare per migliorare le difese e coprire le pudende.

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Per Crom!

Il crafting è molto semplice: se si dispone della giusta quantità di materie prime, basta cliccare sulla ricetta per costruire l'oggetto selezionato. Da notare che nell'area iniziale non ci sono sorgenti d'acqua. In questo modo si è costretti ad abbandonarla prima possibile se non si vuole morire di sete (si ha comunque il tempo di fare pratica con le meccaniche di base). Esplorando e raccogliendo materie prime si accumulano punti esperienza che fanno salire di livello, dandoci altri punti da distribuire tra le caratteristiche e facendoci sbloccare nuove ricette. Per le prime ore però, si è praticamente senza difese dalle creature che si incontrano girovagando. Ossia, le si può prendere a pugni, cercando di schivare i loro colpi, ma, a parte alcuni nemici più deboli, già quelli medi come i coccodrilli, i rinoceronti, i ragni giganti, gli indigeni e fauna varia sono pericolosissimi da affrontare. Usare piccone o ascia è una soluzione che può andare bene per combattimenti una tantum: se si vuole avere qualche chance di sopravvivere esplorando le zone interne della mappa, bisogna armarsi e corazzarsi (oltre a rifornirsi di provviste), ma non prima di aver costruito un rifugio in cui rintanarsi in caso di necessità. Farlo non è complicato: quando si hanno abbastanza materie prime si possono costruire fondazioni, pareti, soffitti, porte e arcate. Sbloccando ricette si ottengono anche scale, colonne e altri elementi architettonici. Soprattutto, si può migliorare la resistenza dell'edificio sfruttando le materie prime avanzate: essenziale contro gli altri giocatori umani, sempre pronti a razziare i nostri beni. Il nostro primo, piccolo rifugio, lo abbiamo costruito di fronte a un fiume, nelle vicinanze di un buon numero di materie prime e lontani dai nemici più aggressivi. In questo modo non c'è mai mancata acqua con cui dissetarci, mentre per il cibo abbiamo ammazzato qualche coniglio prendendone la carne e cucinandola su un falò, costruito alla bisogna (dopo un po' mangiare insetti stanca). I primi oggetti di arredamento di cui abbiamo dotato il rifugio, indispensabili, sono stati un letto di foglie, che funge da punto di rinascita in caso di morte, e una cassa in cui mettere i beni in eccesso. Andando avanti se ne sbloccano molti altri, come delle candele e delle torce, per garantire l'illuminazione di notte, o dei banchi da lavoro, per costruire l'equipaggiamento avanzato. Insomma, in breve siamo diventati dei bravissimi artigiani, capaci di sopravvivere anche in condizioni estreme.

Qualche indicazione di massima

Come avrete capito leggendo, Conan Exiles non fa davvero niente di originale dal punto di vista della sopravvivenza. Nelle fasi avanzate di gioco si ottengono degli schiavi da far lavorare al nostro posto, ma è tutto qui. Ciò che va notato però, è che a differenza dei concorrenti più volte citati, il titolo di Funcom è stato pubblicato in uno stato molto migliore.

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A parte qualche problema iniziale con i server, prontamente risolto, il gioco è risultato fluidissimo e molto stabile sin da subito, nonostante la qualità grafica ottima, anche su computer non proprio potenti. Soprattutto sembra avere una direzione precisa, fattore da non sottovalutare per capire le potenzialità del gioco sulla lunga distanza. Si vede che Funcom dispone di un'esperienza diversa da quella di Studio Wildcard (Ark: Survival Evolved ancora oggi ha dei problemi di ottimizzazione, nonostante sia da anni in Accesso Anticipato) e Facepunch Studios (Rust ha avuto moltissimi problemi in fase di sviluppo, tali che a un certo punto è diventato un altro gioco... letteralmente), visto che è riuscita a lanciare un titolo in Accesso Anticipato perfettamente godibile dal punto di vista tecnico e da quello del gameplay. Certo, mancano molte rifiniture e alcuni aspetti andrebbero rivisti, come l'intelligenza artificiale di alcuni nemici e la loro interazione con gli scenari (ci è capitato di vederli spesso incastrati). Anche il sistema di combattimento andrebbe reso più fisico: attualmente è fin troppo scivoloso, soprattutto nelle fasi iniziali, quando si picchia a mani nude. Al momento di impugnare le prime armi le cose migliorano, e i corpi dei nemici si riempiono di ferite sotto ai nostri colpi, però c'è sempre una sensazione di burrosità complessiva che non rende benissimo. In generale, comunque, la prova di Conan Exiles ci ha convinti, anche perché è già molto completo e vale sicuramente il prezzo che costa. La mappa non è grandissima, ma ha le giuste dimensioni per non risultare dispersiva. Insomma, se attualmente dovessimo scommettere su un survival tra quelli più giocati, il titolo di Funcom verrebbe per primo, davanti ai suoi concorrenti che nel frattempo si sono persi un po' per strada.

Commento

Versione testata PC Windows
Multiplayer.it

Lettori (4)

8.0

Il tuo voto

PRO

  • Fluido e stabile nonostante sia in Accesso Anticipato
  • Meccaniche survival solide
  • La storia del mondo di Howard ha il suo peso sul gameplay
CONTRO
  • Non c'è niente di davvero originale
  • I combattimenti andrebbero migliorati