Code Vein: vena pulsante  44

Un'avventura vampiresca e dalle atmosfere dark, che vuole diventare la nuova hit di Bandai Namco dopo i Souls

ANTEPRIMA di Aligi Comandini —   17/06/2017
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Per Bandai Namco la serie Souls è stata un successo clamoroso. Giochi che dovevano essere "per pochissimi" hanno portato alla nascita di un sottogenere, venduto milioni di copie e cambiato la faccia intera del panorama videoludico dando il via a una lunga serie di cloni. Con la chiusa secca alla serie voluta da Miyazaki, tuttavia, ora i Souls non sono più una risorsa per la casa, che si ritrova all'improvviso a dover trovare un sostituto. Sostituto che Namco ha scelto di sviluppare internamente, affidando però al contempo il grosso del progetto al team responsabile dei God Eater, Shift. Ben poco si è visto del gioco fino ad oggi, e nello stand di Namco al Convention Center di Los Angeles c'era purtroppo solo un video già noto in loop, senza demo o spezzoni inediti. Gli sviluppatori dell'opera erano tuttavia in loco pronti a rispondere alle nostre domande, e ci hanno dato più di qualche sugosa informazione, condividendo con noi un po' di gameplay inedito.

Sete di gameplay

La nostra prima domanda riguardava ovviamente la struttura del gioco: "ci aspetta un open world o un titolo lineare?" Non ci sono stati giri di parole o mezze misure nella risposta dei programmatori presenti: "no, Code Vein è un titolo lineare con fasi esplorative e dungeon, e alla fine di ogni dungeon vi sarà un boss da combattere". Questa scelta non significa ad ogni modo che Code Vein sarà totalmente lineare; le mappe sono pensate per avere alcune zone con bivi multipli, che porteranno l'avanzamento a cambiare. Peraltro tale gestione a missioni è legata a doppio filo al gameplay del gioco, poiché il protagonista e i suoi compagni utilizzano il sangue per le loro abilità (chiamate "doni"), e sembra che questa risorsa scarseggi al punto da dover essere gestita in modo oculato fino alla fine del dungeon. Arrivare al boss con il sangue agli sgoccioli, stando al team, renderà le cose difficilissime, pertanto dovrete trattenere un po' i canini mentre massacrate i nemici del titolo.

Abbiamo però parlato di protagonista, ed è il caso di elaborare perché non si tratterà di un personaggio fisso, bensì di un eroe personalizzabile che si circonderà di compagni afflitti dalla stessa maledetta condizione. Nel tragico mondo di Code Vein tutti sono ormai non morti succhiasangue e le mostruosità incontrate non sono altro che vampiri che hanno perso il senno, pertanto aspettatevi qualche inevitabile momento tragico nella trama. Noi, incuriositi dal setting, abbiamo chiesto se la sete di sangue potesse influenzare negativamente la natura del protagonista, ma in questo caso ci siamo sentiti rispondere con un "ci stiamo pensando" che dimostra come il gioco sia ancora nel pieno dello sviluppo. Tornando ai compagni, però, ognuno di essi avrà abilità speciali uniche - che potrebbero renderli particolarmente utili per certe sezioni - e nuovi partner verranno sbloccati avanzando per la campagna principale.

Persino sul combat system vero e proprio gli sviluppatori non si sono trattenuti nelle risposte. Quando gli abbiamo chiesto se Code Vein avrebbe ripreso parte delle meccaniche dei God Eater ci hanno candidamente detto di essersi ispirati molto di più a Dark Souls, e il gameplay mostrato non fa che confermare la cosa, mostrando un sistema basato sull'aggancio dei nemici, le schivate e i riflessi del giocatore. Elementi propri dei titoli di Shift sono però presenti, perché le armi sono molteplici e ci è stato confermato che vantano set di mosse specifici (pur rimanendo strettamente collegate a un modello di battaglie corpo a corpo base che vale per tutti gli strumenti di morte del gioco). Sicuramente le peculiarità del sistema appariranno più evidenti non appena verrà mostrato del gameplay con l'attivazione dei "doni" di cui parlavamo prima (tra quelli disponibili vi sono la capacità di velocizzare movimento e colpi, creare muri di sangue, e quant'altro), ma è evidente per ora come i fondamentali siano quelli della serie di From. Per quanto riguarda infine la progressione del personaggio, questa sarà presente, ma dovrebbe essere incentrata più che altro su poteri e armi, con elementi GDR non eccessivamente marcati. Insomma, il team sembra avere le idee abbastanza cristalline su come dovrà essere il gioco, con qualche elemento ancora da definire e molta esaltazione (mista a un po' di sana strizza) dovuta alla possibilità di lavorare su un gioco tripla A.

Code Vein non ha un compito facile davanti a se, ma il team alle redini del progetto sembra avere le idee abbastanza chiare sul da farsi, e alcune delle trovate che ci hanno rivelato durante l'intervista losangelina ci stuzzicano non poco. Se ben gestite, sia la sete di sangue che la necessità di centellinarlo per l'uso delle abilità potrebbero donare a questo emulo vampiresco dei Souls una personalità notevole. Non vediamo l'ora di avere a disposizione una build giocabile.

CERTEZZE

  • Combattimento alla Souls, impegnativo e soddisfacente
  • Necessità di gestire oculatamente il sangue
  • Struttura lineare a dungeon, quindi molto studiata

DUBBI

  • Riuscirà a concretizzare le sue tante ambizioni?