338

La recensione senza spoiler di Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Il seguito de Il Risveglio della Forza è forse il film più spettacolare e dirompente dell'intera saga.

SPECIALE di Vincenzo Lettera   —   12/12/2017

Nel rilanciare una nuova trilogia nell'universo cinematografico di Star Wars, Il Risveglio della Forza aveva un compito delicato, se non impossibile. Portare al cinema un pubblico che attraversa tre generazioni, da chi è cresciuto con le avventure di Luke Skywalker a chi si è emozionato nel vedere Anakin trasformarsi in Darth Vader, fino ad arrivare a quei giovani padawan che si sono appena affacciati al mondo di Star Wars e che rappresenteranno la nuova linfa per il futuro della saga (e, ovviamente, per le casse di Disney). Il film diretto da J.J. Abrams scelse per questo la via più facile ("più rapida, più seducente", direbbe il maestro Yoda), ripercorrendo in maniera evidente la struttura del primissimo Guerre Stellari e puntando molto su riferimenti, strizzatine d'occhio e personaggi iconici.

La recensione senza spoiler di Star Wars: Gli Ultimi Jedi

La parentesi di Rogue One ha dimostrato che fare qualcosa di diverso con l'immaginario di Star Wars è possibile, ma il timore più grande era che l'ottavo episodio tornasse su binari più prevedibili, scegliesse ancora una volta il sentiero più facile. Che fosse, stavolta, una copia carbone de l'Impero Colpisce Ancora. Ebbene, scesi da un giro di due ore e mezza sulle montagne russe de Gli Ultimi Jedi, possiamo riprendere fiato e ricordare l'affermazione di Luke. "Questa storia non andrà come tu pensi" sono le sue profetiche parole in uno degli ultimi trailer del film. Ed è proprio così. Dai primissimi secondi fino ai titoli di coda, il lavoro di Rian Johnson è pieno zeppo di rimandi, déjà vu e scene che fanno eco a Impero (e non solo). Le similitudini con il passato della saga sono numerose, ma è proprio in questi momenti che la pellicola sterza bruscamente in direzioni che non ci si aspetterebbe. Gli Ultimi Jedi gioca coi ricordi degli appassionati e poi spiazza. Come un remix di una canzone famosa che comincia con delle note familiari per poi schitarrare una melodia tutta nuova. I colpi di scena sono tanti e forti, e il consiglio che possiamo darvi è di staccare la spina, allontanarvi dai social network ed evitare anche la più piccola forma di spoiler. Uscite di casa solo per andare al cinema e per l'amor del cielo non parlate con nessuno lungo la strada.

La recensione senza spoiler di Star Wars: Gli Ultimi Jedi


Gli Ultimi Jedi è un blockbuster in alcuni momenti eretico, sacrilego, che per certi versi segna un punto di non ritorno per Star Wars e mette in discussione tutto quello che pensavamo di sapere sulla Forza. E questo, a molti, non piacerà. Se per voi Star Wars è una religione, sappiate che Gli Ultimi Jedi entra nella vostra chiesa gridando a squarciagola delle blasfemie. Ci sono scene esagerate e momenti destabilizzanti, toni nuovi e sequenze al cardiopalma. Alcuni simulacri considerati intoccabili vengono dissacrati, addirittura ridicolizzati. E anche questo, a molti, non piacerà. È probabilmente il capitolo di Star Wars più ricco e denso di avvenimenti, colpi di scena e momenti spettacolari: è anche quello più lungo, eppure c'è così tanta carne al fuoco che è difficile trovarlo noioso. A furia di sparare alto e prendersi dei rischi, non tutto funziona bene. Ci sono alcuni cali di stile, un momento che sconfina nel trash (e destinato a diventare una fabbrica di meme), gag meno riuscite di altre, e una premessa che a chi conosce Battlestar Galactica risulterà fin troppo familiare. Eppure i momenti da pelle d'oca stendono una gigantesca ombra sulle pacchianate. Gli Ultimi Jedi è un film che emoziona, diverte, commuove, fa venire i brividi e in certi casi infastidisce: nel bene e nel male, lascia il segno e sarà ricordato. Merito anche del cast e dei rispettivi personaggi. Eccezionale il ruolo di Mark Hamill nei panni di un dirompente Luke Skywalker, maturate le figure di Rey (Daisy Ridley) e soprattutto di Kylo Ren (Adam Driver), mentre anche le new entry (come DJ di Benicio del Toro e Rose di Kelly Marie Tran) sembrano trovarsi a loro agio all'interno della storia.

La recensione senza spoiler di Star Wars: Gli Ultimi Jedi


La colonna sonora di John Williams non introduce nuovi temi particolarmente memorabili, ma mescolando i brani più riusciti de Il Risveglio della Forza con i grandi classici della saga, riesce ad accompagnare il film con un tappeto musicale che va dall'evocativo all'epico. Così come evocative ed epiche sono certe immagini del film, con Rian Johnson che si è sbizzarrito per dare vita ad alcune delle scene visivamente più impressionanti e memorabili dell'intera saga. Gli Ultimi Jedi risponde a diverse domande, usa gli spazi lasciati vuoti dal capitolo precedente per dare stilettate ancora più profonde, ma allo stesso tempo lascia diversi punti interrogativi e questioni in sospeso, focalizzando tutta l'attenzione sui veri protagonisti di questa storia. E lo fa a costo di scontentare qualcuno, perché, se ancora non fosse chiaro, la pellicola di Rian Johnson lancia un messaggio preciso: Star Wars oggi parla un linguaggio diverso perché vuole arrivare ai cuori di un pubblico nuovo. Non gli interessa accontentare il quarantenne con la t-shirt brandizzata, il tatuaggio dello Stormtrooper, l'occhio analitico e il dito pronto a puntare ogni dettaglio fuori posto, ma - oggi come allora - vuole conquistare bambini e giovanissimi che, naso all'insù e sguardo puntato alle stelle, sognano di vivere le avventure di Luke Skywalker. Se avevate dei dubbi su questa nuova trilogia una cosa è certa: Il Risveglio della Forza era un cauto film di preparazione, ma Gli Ultimi Jedi è uno stravolgente giro di boa. Tra due anni, con Episodio 9 e la conclusione della storia, tutto potrà succedere.