Assassin's Creed Valhalla: l'analisi del finale

Tiriamo le somme sul finale di Assassin's Creed Valhalla, analizzando la conclusione della storia di Eivor e il presente di Layla Hassan.

SPECIALE di Alessandra Borgonovo   —   28/11/2020
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Assassin's Creed Valhalla ci ha portato in un lunghissimo viaggio attraverso l'Inghilterra del tardo IX secolo, vestendo i panni del norreno Eivor mentre ai giorni nostri Layla Hassan cerca ancora risposte e soprattutto come prevenire l'ennesima catastrofe su scala mondiale dai tempi di Desmond Miles. Dopo novanta ore trascorse in loro compagnia, è tempo di tirare le somme attraverso un'analisi sul finale andando a spiegare i punti ancora oscuri, persino a fronte del completamento di alcune storie secondarie necessarie per una maggiore comprensione.

Chiaramente si tratta di un articolo contenente massicci spoiler, perciò girate alla larga se non avete completato il gioco non solo nella sua storia principale ma anche per quanto riguarda l'Ordine degli Antichi, le anomalie dell'Animus sparse per l'Inghilterra e le missioni di Valka al vostro insediamento. Prima di entrare nel dettaglio, una premessa: Valhalla presenta un finale buono e uno cattivo ma, nei fatti, non sono diversi tranne che per un evento specifico al tempo di Eivor. Il vero discrimine per avere una minima comprensione dei fatti narrati è risolvere le anomalie e assistere in tal modo al finale segreto.

Il finale di Eivor

Per comodità, divideremo il finale nei rispettivi spezzoni: dal passato al presente fino a un tempo ancora più remoto per quanto riguarda il già citato filmato segreto. Partendo da Eivor, la sua trama ha ben poco di continuativo per quanto riguarda quello che dovrebbe essere il filone principale della narrazione di Assassin's Creed, ovvero la lotta fra Assassini e Templari: sappiamo che il protagonista è tormentato da visioni profetiche (o almeno ne veniamo a conoscenza se facciamo due chiacchiere con Valka) e tra una missione di alleanza e l'altra, le volte in cui ci riuniamo a Sigurd veniamo piano piano a conoscenza del fatto che lui sembri essere una sorta di eletto. O, quantomeno, una persona fuori dal comune - glielo dicono sia Basim, l'assassino che ha conosciuto a Costantinopoli, sia Fulke, una dei rari Antichi coinvolti nella trama principale. Dopo aver salvato Sigurd in seguito ad alcuni eventi che non andremo a esaminare, l'ultima missione del gioco che lo coinvolge ci vedrà tornare in Norvegia per cercare un luogo specifico da lui visto in diverse visioni: scopriremo così uno dei tanti templi eretti dagli Isu nel passato ma soprattutto che Yggdrasil esiste e non è affatto un albero, bensì una costruzione degli Isu stessi.

Sigurd, grazie al misterioso potere che gli scorre nelle vene, attiva il supercomputer e invita Eivor a unirsi a lui: entrambi vengono trasportati nel Valhalla, dove si dedicano instancabili a banchetti e battaglie come nella tradizione norrena, finché Eivor percepisce qualcosa di sbagliato in tutto quello e intende liberarsi dal giogo, qualcosa che Odino - rimasto nel suo subconscio fino a quel momento, non intende accettare. Inizia così un combattimento fra i due, durante il quale Eivor cerca di tornare dalle persone che lo aspettano nel mondo reale: riuscito nell'impresa, si risveglia nel tempio e vede Basim minacciare Sigurd con un coltello alla gola. Per un motivo ignoto, l'assassino è furioso con Eivor e lo accusa di essere stato lui a portargli via quel figlio di cui vi accenna nel corso di una delle missioni alleanza: come e quando, tuttavia, non viene reso noto ed Eivor non ha altra scelta che affrontarlo in uno scontro all'ultimo sangue che termina con la sconfitta di Basim e la sua prigionia all'interno del macchinario Isu. Anziché ucciderlo, infatti, i due fratelli collaborano per rinchiuderlo per sempre all'interno della simulazione di Yggdrasil. Fatto questo, in base alle vostre scelte nel corso del gioco potrete tornare a casa con o senza Sigurd: qui diventerete il nuovo jarl e procederete con l'epilogo della storia, concludendo le alleanze per scoprire l'identità del Padre - la persona al comando di tutto l'Ordine degli Antichi. Perché lo scheletro di Eivor sia in Nord America, dunque cosa l'abbia spinto fin lì, sarà molto probabilmente materiale da DLC.

Assassins Creed Valhalla 01

Il finale di Layla

Conclusa la parte con Eivor, prima di riprendere il suo controllo torneremo al presente un'ultima volta per vestire i panni di Layla: veniamo così a sapere che la catastrofe fermata da Desmond nel 2012 può essere bloccata di nuovo proprio interagendo con Yggdrasil. Parte dunque alla volta della Norvegia, con la raccomandazione di portare con sé il Bastone di Ermete Trismegisto affinché la protegga: raggiunto il punto in cui c'è il meccanismo di attivazione, Layla viene agganciata al supercomputer ed entra nella sua simulazione, perdendo tuttavia il bastone nel processo. Al suo interno ritrova Basim, che le spiega di essere stato lui a inviarle il messaggio con le coordinate su dove ritrovare il corpo di Eivor affinché tutto potesse procedere come prestabilito - ossia che Layla raggiungesse Yggdrasil. Nel momento in cui tocca una Mela dell'Eden, Basim scompare e con esso le Norne che fino ad allora avevano continuato a tessere instancabili un misterioso destino. Significa che il loro compito si è in qualche modo concluso con l'arrivo di Layla nella desolata simulazione di Yggdrasil.

Subito dopo assistiamo a un incontro fra lei e il cosiddetto Interprete, con il quale Basim ha detto di aver collaborato per tutto il tempo trascorso nella simulazione: dal doppiaggio inglese (come l'abbiamo giocato noi) è impossibile non riconoscere la voce di Nolan North, aka Desmond Miles. Questo non significa necessariamente che l'Interprete sia lui, tuttavia parlandoci ci rivela di essere lì per prevenire la fine del mondo con una serie pressoché infinita di calcoli che vanno a prendere in considerazione le altrettante possibili linee temporali, nella speranza di trovare una soluzione. Layla gli suggerisce allora di provare a considerare il 2012 come se il sacrificio di Desmond non fosse mai avvenuto, ovvero dando per assodato che la catastrofe si sia abbattuta e l'umanità abbia trovato un modo per ricominciare: ringraziandola per una possibilità che non aveva considerato fino ad allora, l'Interprete le rivela tuttavia che, avendo perso il bastone, il suo corpo mortale morirà in poco più di un minuto. Layla decide così di restare nella simulazione per aiutarlo a figurare un futuro possibile per la razza umana, sfruttando la simulazione di Yggdrasil per mandare un messaggio a Rebecca e Shaun (rimasti indietro) e spiegare loro cosa sia successo. Questo chiude il ciclo narrativo dell'Erede dei Ricordi e dell'ennesimo tentativo di salvare la Terra da una fine apparentemente inevitabile. Almeno fino al nuovo Assassin's Creed. E Basim, invece?

Layla Hassan

Chi è davvero Basim

Il nostro buon maestro assassino è semplicemente uscito dalla simulazione, invecchiato ma vivo e vegeto sebbene non sia chiaro come abbia fatto Yggdrasil a mantenerlo vivo per oltre un millennio: libero, si impossessa del bastone lasciato cadere da Lyla e riprende il suo aspetto giovane, poi torna da Rebecca e Shaun spiegando loro la situazione. Prima, però, lo vediamo interagire con il bastone e parlare con Aletheia, all'interno del quale lei è racchiusa, in termini affettuosi: diventa così ancor più evidente che Basim è ben più di un semplice essere umano. Egli infatti altri non è che l'Isu Loki e la stessa voce che, durante la risoluzione delle anomalie Animus sparse nel gioco, abbiamo potuto ascoltare. Abbiamo dunque un Isu vendicativo a piede libero per la Terra, in un corpo giovane e forte, in possesso di una reliquia dalla potenza considerevole. Cosa mai potrebbe andare storto? Questo lo scopriremo nel prossimo capitolo della saga, di fatto il ruolo stesso di Basim è abbastanza oscuro al momento. Confusi? Lo siamo stati anche noi, e in parte lo siamo ancora, ma per capire meglio tutto il discorso legato a Basim/Loki è necessario fare un salto altrove, in un altro tempo e luogo per vivere una delle più conosciute saghe epiche della mitologia norrena: è tempo di andare ad Asgard.

Basim

L'avvento del Ragnarǫk

In teoria sarebbe meglio affrontare la saga di Asgard prima di finire il gioco, giusto per provare a comprendere meglio gli eventi, ma nulla vi vieta di farlo in seguito e mettere assieme i pezzi con calma. Parlando con Valka dopo averla accolta nel vostro insediamento, darete il via al ciclo narrativo di Asgard nel corso del quale ripercorrerete i passi che condurranno gli dei al Ragnarǫk: nel ruolo di Havi (Odino) pur mantenendo l'aspetto di Eivor, prenderete parte alla lotta contro gli jötunn, andrete a Jǫtunheimr, catturerete prima e affronterete poi Fenrir, insomma tutto ciò che prelude alla fine del mondo - cui invece assisterete tramite filmato. Come Assassin's Creed in maniera piuttosto nebulosa ha dimostrato, gli dei per come le varie civiltà li hanno intesi non sono mai esistiti: si tratta sempre degli Isu, ai quali gli umani hanno dato connotati di divinità ricamandoci attorno storie.

Ciò significa che lo stesso Ragnarǫk, per come viene raccontato dalla mitologia norrena, non esiste: sono però vere le figure che vi hanno preso parte, dunque esistono Loki, Thor, Odino, Freya, Tyr e tutti gli altri ma sono Isu, mentre la Asgard dall'aspetto medievale altro non è che una delle loro città tecnologicamente avanzatissime. Questo ci porta a una domanda: il Ragnarǫk è esistito? Sì, è la Catastrofe di Toba, quella che ha quasi del tutto decimato Isu e umani dopo aver causato un'esplosione solare tanto potente da distruggere le difese magnetiche della Terra. Di per sé, il ciclo asgardiano mette la pulce nell'orecchio sul fatto che tutta la questione non fosse altro che un riflesso della civiltà perduta Isu ma l'unico indizio utile della vicenda è vedere otto dei bere l'idromele sottratto da Havi allo jötunn Suttungr, affinché potessero reincarnarsi a dispetto del disastro cui sarebbero andati incontro. Per dare un senso definitivo a questa scena occorre trovare e risolvere le dieci anomalie dell'Animus disperse nel gioco.

Fenrir

Il finale segreto

Raccogliendo i dati ricavati dalle anomalie, si viene a creare un filmato che rappresenta i fatti come sono andati al tempo della Catastrofe di Toba - ossia quelli cui avete assistito in forma asgardiana. Sapendo di non poter più fronteggiare il cataclisma, nonostante i precedenti fallimentari tentativi, otto Isu tra cui Odino, Thor, Freya, Tyr ed Heimdall non hanno bevuto dell'idromele come leggenda narra bensì si sono seduti attorno a Yggdrasil (il supercomputer di cui abbiamo già parlato) e sfruttandone l'avanzata tecnologia hanno caricato la propria coscienza al suo interno, così da preservarla e trasmetterla in futuro. Nel filmato si vedono anche altrettanti feti, il che presuppone fossero i primi contenitori della coscienza di questi Isu. Compiuto il processo, mentre tutto attorno a loro collassa, sette di loro si alzano e vanno incontro al proprio destino. Solo uno si attarda, molto probabilmente Heimdall, ma viene ucciso da Loki che ne prende il posto per inserire in Yggdrasil la propria coscienza: questo fa sì che Basim sia la prima reincarnazione nota di Loki, dando il via agli eventi di Assassin's Creed Valhalla.

Acv Eivor Basim Banner

Tempo di tirare le somme

Non è semplice fare i conti con questo insieme di informazioni frammentarie, soprattutto considerato che vanno a ripescare elementi dal passato per inserirli e ampliarli in modo piuttosto forzato in questo ormai concluso ciclo narrativo. È la prima volta che si parla di reincarnazione in Assassin's Creed? No, perché in alcuni capitoli precedenti abbiamo incontrato diversi Saggi, ovvero la reincarnazione umana di Aita, marito di Giunone: in breve, nell'ennesimo tentativo di prevenire la Catastrofe di Toba, l'Isu Aita si offre di trasferire la propria coscienza in un corpo sintetico molto più resistente con l'aiuto di sua moglie, la scienziata Giunone che tenta di replicare il lavoro svolto da Conso - un Isu introdotto con il gioco di Facebook Project Legacy e sviluppato soprattutto offscreen, nei giochi viene solo menzionato. L'esperimento fallisce, Aita perde la vita ma Giunone, prima di essere imprigionata, riesce a manipolare il codice genetico umano impiantandovi un trigger che avrebbe casualmente modificato l'aspetto e la coscienza di alcuni individui, sostituendo la loro coscienza con quella di Aita. Alcuni esempi sono Bartholomew Roberts (Assassin's Creed IV: Black Flag), il Gran Maestro dei Templari Jacques de Molay e François-Thomas Germain (Assassin's Creed: Unity). Senza stare a scendere in disamine biologiche, biogenetiche e quant'altro, la reincarnazione sì esisteva già da prima di Assassin's Creed Valhalla ma era limitata a un solo individuo e, tutto sommato, motivata in modo abbastanza plausibile - abbastanza perché manipolare un intero codice genetico è cosa non da poco ma, dopotutto, gli umani sono creazioni degli Isu quindi avrebbe quasi senso poter agire in maniera tanto radicale. Domande e perplessità ci sono anche qui, tuttavia passeremmo più tempo a elencarle che a provare a dar loro risposta.

In Valhalla questo concetto viene preso e inutilmente ampliato spostando di nuovo il focus dall'eterna lotta tra Assassini e Templari, deviandolo ancora di più verso gli Isu, verso il fantascientifico, e portando maggior confusione in una macro serie di eventi di cui già è difficile tenere traccia causa la transmedialità della saga: se da un lato abbiamo avuto la manipolazione genetica di Giunone che dà vita ai futuri Saggi, molto stiracchiata eppure a modo suo giustificabile, qui abbiamo un supercomputer (Yggdrasil) la cui potenza di calcolo ed elaborazione è tale da, in modi del tutto non spiegati, reincarnare chiunque abbia in memoria negli esseri umani sparsi per il mondo. Come succede? Non si sa. Non è un elemento legato a quanto fatto da Giunone per Aita e, anzi, pare quasi sovrascrivere questa operazione perché se davvero Yggdrasil esisteva al tempo della Catastrofe di Toba perché non è stato usato da Aita e Giunone? Difficile pensare che, a dispetto di alcune inimicizie, gli Isu non comunicassero tra loro per cercare soluzioni alla salvaguardia della loro razza. Dopotutto Loki, un "norreno", si è innamorato di Aletheia, una "atlantidea": dunque anche ipotizzando diversi nuclei di Isu, tanti quanti sono i pantheon creati in seguito dalla razza umana, c'era contatto tra loro. Eppure in oltre dieci anni di saga non è mai stata fatta menzione di una tecnologia incredibile come Yggdrasil - poco credibile in termini di potenzialità, d'accordo, ma siamo sempre nell'ambito della fantascienza profonda.

Similmente, com'è possibile che in tutti i capitoli di Assassin's Creed e nelle epoche toccate, non si sia mai manifestata una reincarnazione di Loki, Odino e degli altri? In Ubisoft ci si è innegabilmente creati una serie di scappatoie per cercare di giustificare qualunque idea più o meno esplosiva possa venire in mente agli autori, sfilacciando sempre di più un filo narrativo che avrebbe al suo centro la prevenzione di una catastrofe destinata a ripetersi. O addirittura, l'esplosione solare sembra essere di volta in volta la giustifica ai cicli narrativi messi in gioco, attorno ai quali è poi possibile sviluppare ogni tipo di storia perché, sostanzialmente, gli Isu possono. Ci riesce sempre più difficile trovare una logica continuativa in quello che succede e Assassin's Creed Valhalla in particolare, con la sua trama confusionaria, a volte persino poco pertinente con il tema in questione, non aiuta in questo senso, chiudendo un ciclo con più domande che risposte e aprendone un ennesimo dove gli interrogativi sono, se possibile, ancora di più.

Assassins Creed Valhalla Nuova Prova 3