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Atlas Fallen, tanta sabbia ed un guanto magico nella demo provata in anteprima

Abbiamo provato in anteprima Atlas Fallen, una sorta di Forspoken ambientato in un mondo sabbioso, zeppo di creature ostili.

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   17/03/2023
Atlas Fallen, tanta sabbia ed un guanto magico nella demo provata in anteprima
Atlas Fallen
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Atlas Fallen, forse un po' per caso, interseca perfettamente due tendenze che in questi primi mesi del 2023 hanno caratterizzato una piacevole sorpresa, da una parte, ed un insuccesso quasi annunciato dall'altra. C'è un guanto parlante, come in Atomic Heart. C'è un personaggio dotato di portentosi poteri magici che scatta in lungo ed in largo in sconfinate ambientazioni, un po' come faceva la giovane Frey in Forspoken.

Dopo l'intrigante trailer in computer grafica con cui si era presentato nel corso dell'Opening Night Live della scorsa Gamescom, avevamo avuto modo di parlare con gli sviluppatori di Atlas Fallen. L'intervista a porte chiuse, effettuata sempre nell'ambito della fiera tedesca, ci aveva permesso di tracciare ambizioni e potenzialità di un progetto di seconda fascia, ma non per questo meno interessante, soprattutto agli occhi degli appassionati di giochi di ruolo ambientati in mondi fantasy.

Grazie ad una demo provata in anteprima, possiamo dirvi qualcosa di più sul promettente Atlas Fallen, produzione sicuramente interessante, ma che avrà bisogno di un intensivo lavoro di rifinitura se vuole avere qualche speranza di emergere.

Atlas Fallen è derivativo, ma funzionale

Sappiamo che sarà possibile personalizzare l'avatar di Atlas Fallen in qualche modo, ma non ci è stato possibile farlo nella demo, visto che ce n'è stato affidato uno d'ufficio
Sappiamo che sarà possibile personalizzare l'avatar di Atlas Fallen in qualche modo, ma non ci è stato possibile farlo nella demo, visto che ce n'è stato affidato uno d'ufficio

La demo che ci ha permesso di provare con mano Atlas Fallen era ambientata qualche ora dopo l'inizio del gioco. Ciò non ci ha certamente aiutato a farci un'idea precisa della trama, ma sappiamo che il mondo che dovremo esplorare è stato sconvolto da un cataclisma di qualche tipo e da una guerra su scala planetaria. Che il guanto in cui entra in possesso il protagonista, oltre a fornirgli poteri sovrannaturali, è posseduto da uno spirito colpito da amnesia, che tuttavia di tanto in tanto ha qualche reminiscenza del mondo che fu. Che il nostro eroe è un paria, suo malgrado coinvolto in un affare più grande di lui. Che i nemici che dovremo combattere sono addirittura delle divinità corrotte.

Tra dialoghi solo parzialmente comprensibili e rimandi ad una mitologia che tira in ballo esseri superiori e potenti artefatti, ci siamo comunque fatti l'idea globale di un comparto narrativo certo non rivoluzionario, né particolarmente originale, comunque curato quel tanto che basta per creare il giusto contesto all'avventura, epopea che salvo sorprese non brillerà per complessità dell'intreccio, o per profondità di dialoghi e personaggi messi in scena, non per questo del tutto priva di suggestive implicazioni.

Anche i vari mostri che dovrete combattere in Atlas Fall non palesano chissà quale originalità nel design
Anche i vari mostri che dovrete combattere in Atlas Fall non palesano chissà quale originalità nel design

Del resto, il comparto artistico ci ha già regalato qualche scorcio degno di nota. La demo ci ha fatto vagare per lo più in un deserto apparentemente senza fine, qui e lì costellato di limitate aree boschive. Non sono mancate grotte scarsamente illuminate, mentre è quasi dominante la presenza di palazzi, edifici, gigantesche strutture in rovina, testimonianze di un passato perduto, che rimandano al cataclisma che ha ridotto in polvere, letteralmente, il passato glorioso del mondo in cui si volge l'intera vicenda.

Atlas Fallen non propone un vero e proprio open-world. Sappiamo già che la mappa sarà divisa in macroaree, ma quella messa a disposizione in questa demo, possiamo garantirvelo, ostentava dimensioni tutt'altro che limitate. Grazie alla generosa linea d'orizzonte e ai numerosi punti d'interesse sparsi qui e lì, segnati e non sulla mappa, ci abbiamo messo un bel po' per esplorare da parte a parte l'ambientazione.

Da questo punto di vista, Atlas Fallen è più vicino ad un Elden Ring che non a un Assassin's Creed. Ovunque si posi lo sguardo c'è un avamposto, una rovina, un gruppo di nemici che attira lo sguardo e incentiva l'esplorazione, complice la generosità con cui vengono elargite ricompense, nuovi poteri e risorse. Da quanto visto, insomma, c'è molto da vedere e scoprire, un risultato reso possibile con la collaborazione del già citato art design.

Atlas Fallen non sarà open-world, ma l'ampia mappa messa a disposizione in questa demo palesava più che sufficiente varietà visiva
Atlas Fallen non sarà open-world, ma l'ampia mappa messa a disposizione in questa demo palesava più che sufficiente varietà visiva

Il mondo di gioco risulta certamente derivativo, c'è qualcosa dei vecchi The Elder Scrolls, di titoli come Kingdoms of Amalur: Reckoning e dello stesso Forspoken, eppure funziona. Il protagonista ci è parso un po' troppo anonimo, marionetta impegnata a svolgere compiti a destra e manca senza una reale motivazione personale per farlo, persino vestito un po' banalmente, ma si tratta di una valutazione che non tiene conto della personalizzazione che se ne potrà fare nel corso dell'avventura, né del suo background narrativo che, come detto, al momento è per buona parte avvolto nel mistero.

Sul fronte tecnico la produzione svela più che altrove la sua natura di progetto di seconda fascia, mostrando il fianco a qualche problematica che, fortunatamente, sembra già nota agli sviluppatori e per questo sicuramente in via di risoluzione. Ci è capitato di avere a che fare con nemici che sparivano inspiegabilmente nel nulla, con un po' di pop-up generalizzato e con un glitch che ci ha costretto al riavvio del gioco. Nulla di così grave, a conti fatti, ma è bene non aspettarsi l'eccellenza da Atlas Fallen.

Ovunque si guardi, le ambientazioni di Atlas Fallen abbondano di rovine parzialmente sommerse dalla sabbia
Ovunque si guardi, le ambientazioni di Atlas Fallen abbondano di rovine parzialmente sommerse dalla sabbia

La complessità poligonale generale è buona, la linea d'orizzonte è sorprendente, ma né la qualità delle texture, né le animazioni di avatar e nemici ci hanno particolarmente convinto. Pur equipaggiati di una RTX 3090 Ti e avendo impostato ogni parametro al massimo, siamo anche stati testimoni di qualche rallentamento durante i combattimenti più concitati.

Le buone intenzioni degli sviluppatori si vedono tutte, ma per questioni legate al budget sarà comunque ingiusto aspettarsi l'eccellenza sotto il profilo squisitamente tecnico. Anche perché, dando un'occhiata al gameplay, l'eccellenza potrebbe trovarsi altrove.

Un eroe ampiamente personalizzabile

Un po' come Frey in Forspoken, anche il protagonista di Atlas Fallen può correre, o meglio pattinare sulla sabbia a gran velocità
Un po' come Frey in Forspoken, anche il protagonista di Atlas Fallen può correre, o meglio pattinare sulla sabbia a gran velocità

Nelle quattro ore passate in compagnia di Atlas Fallen, alcune delle quali spese in sub-quest di stampo piuttosto classico, tra oggetti da recuperare, nemici da abbattere e luoghi da scoprire, abbiamo saggiato sia la frastagliata gestione del personaggio, sia il sistema di combattimento.

Il menù di gioco presenta diverse schermate, la quasi totalità delle quali dedicate alla gestione dei numerosi poteri e abilità speciali su cui potrà contare l'eroe nel corso dell'epopea. Ottenendo degli emblemi, completando missioni e sconfiggendo mostri, potrete innanzitutto potenziare l'armatura. Recupero vita, attacco, difesa, fortuna, tutte statistiche che beneficiano di progressivi bonus a mano a mano che l'equipaggiamento, nella sua interezza e non diviso in singole parti, sale di livello. Nella demo possedevamo solo un set completo, ma di sicuro nel corso del gioco si potranno recuperare diverse armature, tanto più che quella in nostro possesso non poteva essere potenziata per più di tre volte.

Il guanto, dal canto suo, può fornire bonus aggiuntivi tramite gli Idoli, altro genere di collezionabili che si possono reperire esplorando lo scenario. Ne abbiamo provati due, ed entrambi permettevano di rimpinzare i punti vita in base a differenti attacchi sfoderati con successo.

Oltre alla barra di salute classica, per i mostri più grandi verrà visualizzata un'altra icona che determina lo stato delle singole parti del nemico che possono essere rimosse e distrutte
Oltre alla barra di salute classica, per i mostri più grandi verrà visualizzata un'altra icona che determina lo stato delle singole parti del nemico che possono essere rimosse e distrutte

Inoltre, c'è da considerare ogni singolo potenziamento che si attiverà in combinazione al Momentum. Il protagonista, difatti, può materializzare due strumenti offensivi con il potere della sabbia. Da una parte abbiamo il martello, ideale per attacchi ravvicinati più o meno pesanti, a seconda della posizione occupata sullo schema di controllo, o una frusta, più indicata per offensive dalla media distanza. A mano a mano che si colpiscono i nemici una barra divisa in tre sezioni inizierà a riempirsi. In base al livello raggiunto potrete sia sfoderare un attacco speciale corrispondente, sia godere di due bonus ad esso allegato. Nella nostra prova, ad esempio, abbiamo potuto apprezzare la possibilità di teletrasportarci istantaneamente nei pressi di un nemico così da colpirlo con un potente fendente, e il danno ad area garantito da un turbinio di sabbia e vento, efficace soprattutto contro i boss di discrete dimensioni. Per quanto riguarda le abilità passive, invece, ce n'erano tantissime già in questa demo e spaziavano dai classici bonus di attacco e difesa, alla possibilità di ottenere più loot da ogni uccisione.

Il Momentum, tuttavia, è un'arma a doppio taglio, caratteristica che rende il sistema di combattimento estremamente intrigante. A mano a mano che sale, godrete sì di una lista sempre più ampia di vantaggi, ma i colpi subiti, oltre a svuotare la relativa barra, causeranno danni proporzionalmente maggiori. Questo dettaglio, già da solo, rende ogni battaglia via via più tesa e determinata da singoli errori, a tutto vantaggio di chi cerca un'esperienza relativamente impegnativa. Atlas Fallen, beninteso, non è e non vuole essere un soulslike. Ci siamo fatti strada non troppo difficilmente sino al boss con cui si è conclusa la demo, ma abbiamo comunque collezionato qualche game over, segno che l'avventura non va comunque presa sottogamba.

In Atlas Fallen vi capiterà anche di dover scalare rovine ed edifici per raggiungere collezionabili inizialmente celati alla vista
In Atlas Fallen vi capiterà anche di dover scalare rovine ed edifici per raggiungere collezionabili inizialmente celati alla vista

Ovviamente ogni abilità e perk legato al Momentum può essere potenziato. Torna sempre utile quindi esplorare la mappa in cerca di risorse, ma anche abbattere i nemici, soprattutto quelli più generosi in termini di dimensioni che, similmente ad un Monster Hunter qualsiasi, se colpiti con insistenza in determinate parti del corpo possono elargire loot particolarmente prezioso e raro.

L'ultima caratteristica interessante del sistema di combattimento è invece relativa alla parata. Se la schivata è sempre disponibile in qualsiasi momento, attivando con il giusto tempismo il contrattacco potrete congelare i nemici. Feature piuttosto interessante, non c'è dubbio, a suo modo estremamente intuitiva anche da padroneggiare, ma che svela il primo dei problemi che attualmente affliggono le battaglie di Atlas Fallen. Come in God of War, ai piedi dell'avatar si palesano indicatori che, in linea teorica, segnalano posizione ed eventuali attacchi dei nemici non inquadrati dalla telecamera. Sulla carta il sistema funzionerebbe anche, ma purtroppo attualmente le icone sono fin troppo piccole e discrete per essere visualizzate facilmente, soprattutto durante gli scontri più accesi in cui effetti speciali e sabbia riempiono lo schermo.

Purtroppo in questa demo di Atlas Fallen non era possibile testare la co-op
Purtroppo in questa demo di Atlas Fallen non era possibile testare la co-op

Inoltre, proprio in queste fasi, vengono a galla diverse problematiche legate ad un comparto tecnico e ad un gameplay che hanno evidentemente bisogno di una bella lucidata. Ci è capitato spesso di combattere con nemici che ad un tratto sono spariti nel nulla, di restare incastrati da qualche parte a causa di una telecamera non sempre sul pezzo o di faticare a comprendere cosa stesse accadendo esattamente, perché nemici e avatar erano completamente sommersi dai già citati effetti speciali e tempeste di detriti. Le legnose animazioni, in questo senso, aiutano poco, anche con la complicità di un sistema di controllo tutt'altro che fluido.

Atlas Fallen è certamente un progetto molto interessante. Difficile ne venga fuori un capolavoro, ma le potenzialità per ritrovarsi tra le mani un action-RPG di tutto rispetto ci sono eccome. Il comparto narrativo e artistico, per quanto derivativi, hanno il loro perché. La gestione del personaggio sembra profonda al punto giusto, soprattutto per merito delle tante abilità e perk abbinate al Momentum. Attualmente però restano diversi dubbi da sciogliere. Animazioni legnose e un sistema di controllo non proprio fluido pesano non tanto sull'esplorazione, piacevole soprattutto per le qualità ginniche fuori dal normale del protagonista, quanto sulle battaglie. Inoltre andrà valutata la solidità della campagna sul lungo periodo, visto che il rischio di quest e sub-quest estremamente ripetitive già si staglia all'orizzonte. Inoltre, questa demo non ci ha permesso di saggiare la co-op, altra feature che dovrebbe caratterizzare il gioco e che non vediamo l'ora di testare in prima persona. Le speranze di un titolo interessante ci sono, ma solo quando il gioco esordirà a tutti gli effetti, in un giorno non meglio specificato del 2023, sapremo dirvi se Deck13 Interactive sia riuscita a limare a dovere i difetti che attualmente affliggono la sua creatura.

CERTEZZE

  • Art design sufficientemente ispirato
  • La mappa è ricca di luoghi d'interesse
  • Gestione del personaggio profonda

DUBBI

  • Tecnicamente qualche incertezza di troppo
  • Combat system interessante, ma legnoso