Baldur’s Gate 3, anteprima 243

L'anteprima di Baldur's Gate 3, l'attesissimo gioco di ruolo sviluppato dai ragazzi di Larian Studios: a distanza di mesi dall'annuncio è giunto il momento di scoprire ogni dettaglio del gameplay

ANTEPRIMA di Pierpaolo Greco   —   27/02/2020

Indice

Sembra incredibile, ma è passato quasi un anno dalla conferenza Google Stadia che Larian Studios utilizzò per rivelare al mondo intero di essere al lavoro su Baldur's Gate 3 pochissimi giorni prima dell'E3 di Los Angeles edizione 2019. Un annuncio che lasciò in preda all'eccitazione moltissimi giocatori di vecchia data, nonostante una cronica scarsezza di dettagli parzialmente mitigata da una manciata di interviste che Swen Vincke, fondatore di Larian, nonché creative director di questo sequel, rilasciò proprio in occasione della fiera losangelina. Anche a noi di Multiplayer.it. Da allora il nulla totale fino a quest'oggi: giorno di scadenza dell'embargo di un evento a cui abbiamo partecipato nella cornice di una Parigi fredda e assolata e ancora completamente all'oscuro del dramma del Coronavirus che da lì a poco avrebbe colpito l'Europa e la nostra Italia.

Una presentazione che ci ha permesso di vedere in azione in anteprima Baldur's Gate 3 giocato davanti ai nostri occhi da Vincke in persona per quasi 2 ore. Un lunghissimo spezzone di gameplay, ambientato subito dopo il tutorial iniziale e in grado di mostrarci tutti gli aspetti fondamentali di un sequel che, non fatichiamo a dirlo, appare già come il gioco di ruolo classico più interessante degli ultimi anni: il connubio perfetto tra le ambientazioni evocative e tradizionali dei Forgotten Realms di Dungeons & Dragons e il gameplay fresco, moderno e profondo dei Divinity: Original Sin di Larian Studios. Seguiteci perché cercheremo di raccontarvi nel dettaglio tutto quello che siamo riusciti a vedere e capire.

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La storia

Partiamo dalle informazioni che già sapevamo. Baldur's Gate 3 si basa sulla quinta edizione delle regole di Dungeons & Dragons ed è collocato a livello temporale subito dopo l'epilogo della campagna cartacea Baldur's Gate: Discesa nell'Avernus distribuita sul mercato nell'autunno dello scorso anno. A sua volta questa campagna è ambientata a 100 anni di distanza da Baldur's Gate 2 posizionando BG3, di fatto, poco più di un secolo dopo il secondo episodio sviluppato dalla mitica BioWare.

Come era chiaro fin dal primissimo trailer di annuncio, e lo è ancora di più nel video pubblicato in occasione della scadenza di questo embargo, le vicende narrate ruotano tutto intorno a un presunto assalto violento dei mind flayer, una tipologia di creatura particolarmente spaventosa e ben nota ai giocatori di D&D, a danno della città di Baldur's Gate e, più in generale, a sfavore delle popolazioni libere dei Forgotten Realms. Quello che ora abbiamo scoperto è che lo stesso protagonista di questo terzo capitolo, il personaggio controllato da noi giocatori, è in realtà stato catturato proprio dai flagellatori mentali ed è stato reso ospite, suo malgrado, della larva che contraddistingue il processo di ceremorfosi.

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Siamo insomma destinati a trasformarci in un nuovo mind flayer ma, da quanto abbiamo visto nello spezzone di gameplay, questa nostra situazione ci permetterà di avere alcuni poteri aggiuntivi e, probabilmente, ci renderà parte integrante di una narrazione particolarmente avvincente e ricca di colpi di scena visto che la presenza dei flagellatori, non è ben chiaro, sarà forse parte integrante di una minaccia ancora più grande o sarà essa stessa un grande pericolo che dovremo fronteggiare.

Evitando di entrare maggiormente nei dettagli delle vicende che abbiamo visto diramarsi davanti ai nostri occhi, così da scansare qualsivoglia spoiler, ciò che vi deve maggiormente interessare è la volontà di Larian Studios di offrire non solo una campagna vastissima da decine di ore di gioco (centinaia?) dove Baldur's Gate sarà soltanto uno dei luoghi noti della Costa della Spada che potremo visitare, ma un'avventura dall'altissimo valore di rigiocabilità, interamente affrontabile in single player ma anche in multiplayer insieme ad un massimo di altri tre giocatori. Un elemento chiaramente mutuato dalla struttura di Divinity: Original Sin, l'eccezionale RPG a cui si deve buona parte del successo di Larian e che, con Baldur's Gate 3, ha diversi punti di contatto.

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Le origini

Ma prima di entrare nel dettaglio degli elementi caratterizzanti il gameplay di questo sequel, è doveroso approfondire un altro elemento della narrativa: il concetto delle origini. Qualcuno di voi ricorderà sicuramente quel capolavoro del passato recente che è stato Dragon Age: Origins. Una delle introduzioni più interessanti del titolo BioWare era la possibilità di affrontare un incipit alla trama del gioco differente in funzione dell'origine scelta per il proprio avatar.

I ragazzi di Larian Studios hanno realizzato una cosa similare ma ancora più approfondita e interessante per Baldur's Gate 3: accanto alla possibilità di creare il proprio protagonista ideale selezionando le centinaia di diverse variabili tipiche di ogni gioco di ruolo basato su Dungeons & Dragons (razza, statistiche, classe, estetica, fisicità e svariati attributi aggiuntivi), potremo giocare scegliendo uno dei personaggi creati proprio dallo sviluppatore. Così facendo avremo accesso a un avatar predeterminato con il suo nome, la sua storia, i suoi legami e un certo tipo di origine che avrà conseguenze non solo sulla trama raccontata ma anche sui dialoghi, sulle interazioni con altre figure chiave del gioco e persino su avvenimenti e situazioni che saranno peculiari della sua progressione storica.

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Avremo quindi accesso a un arco narrativo ulteriore che si andrà a poggiare su quello principale relativo all'assalto dei mind flayer, permettendoci di esplorare e approfondire la vita del personaggio che stiamo impersonando. E il tutto si traduce in un grado di rigiocabilità che schizza alle stelle stimolato anche dalla precisa intenzione di Larian Studios di ispirarsi all'eredità lasciata dai vari The Witcher e Disco Elysium: spingere forte sul concetto di scelte e conseguenze, non solo immediate, ma anche di medio e lungo periodo in modo tale che alcune decisioni intraprese facciano sentire il loro peso anche a ore di gioco di distanza.

Per fare un esempio specifico, nello spezzone giocato davanti ai nostri occhi, Vincke impersonava Astarion, un ladro appartenente alla razza degli elfi alti caratterizzato dall'essere un vampiro spawn e quindi soggetto a tutte quelle regole tipiche di questa progenie come l'impossibilità di toccare l'acqua corrente o di entrare nelle case senza invito, così come di essere vulnerabile alla luce del sole. La sua natura di vampiro gli permetteva di avere alcune caratteristiche di movimento soprannaturali legate alla maggiore resistenza o alla possibilità di vedere al buio e, allo stesso tempo, gli permetteva di nutrirsi del sangue dei membri del party fino al punto di stordirli o persino di ucciderli.

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Tuttavia la presenza della larva del mind flayer nella sua testa gli aveva permesso di mitigare alcune delle sue debolezze, come quella al sole, e di potenziare enormemente la telepatia, al punto da poter dialogare con gli altri essere viventi "contagiati" anche loro dal girino dei flagellatori mentali. Durante la demo abbiamo potuto assistere a un paio di incontri specifici di questo personaggio, uno dei quali addirittura in uno scenario dedicato, e questo ci lascia ben sperare in merito a tutte le ramificazioni che Larian potrebbe aver sviluppato per sfruttare al massimo queste origini.

Gameplay in tempo reale, ma anche a turni

E qui arriviamo all'altro elemento fondante di Baldur's Gate 3. Come avrete già facilmente intuito dal titolo del paragrafo e da quanto scritto all'inizio dell'articolo, Baldur's Gate 3 è figlio dell'esperienza di gameplay di Divinity: Original Sin. Chi si aspettava quindi di trovarsi di fronte a un gioco di ruolo classico con tanto di pausa tattica sulla falsariga di quelli storici BioWare potenziati dall'Infinity Engine o, guardando più alla storia recente, in stile Pillars of Eternity, potrebbe rimanere deluso sulle prime anche se, ci teniamo a sottolinearlo, quanto visto ci ha lasciato estremamente e piacevolmente convinti.

Baldur's Gate 3 si svolge quindi in tempo reale durante le fasi esplorative ma si trasforma in un gioco a turni nel momento in cui si avvia un combattimento, lasciando sempre e comunque la possibilità al giocatore di entrare nella fase a turni anche durante le parti in tempo reale, semplicemente premendo la barra spaziatrice. Questi turni avvengono per fazione e non passando da un personaggio alleato a uno nemico ogni volta che si cambia il turno, avvicinandosi per concetto a quegli strategici in stile XCOM dove il posizionamento e la gestione tattica dei propri personaggi diventa un elemento cruciale per sopravvivere nel migliore dei modi.

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Durante il turno di attacco potremo quindi muovere i nostri personaggi stando bene attenti a non consumare completamente la barra dello spostamento che ovviamente sarà dipendente dalle statistiche e dalle abilità di classe, e potremo poi compiere una singola azione in qualsiasi momento, sia prima che dopo che durante uno spostamento. Il tutto cambiando continuamente focus tra tutti i nostri PG senza soluzione di continuità. All'interno della nomenclatura "azione" troviamo qualsiasi attività che il personaggio può svolgere al di fuori del semplice movimento: abilità speciali, magie, uso di oggetti e gadget, ma anche speciali attività fisiche come la possibilità di effettuare un salto, una carica o, persino, spingere da un'altura un nemico così da farlo precipitare al suolo da altezze più o meno mortali.

L'inquadratura è quella classica isometrica completamente libera in rotazione e zoom, con anche la possibilità di avvicinare la telecamera per avere una sorta di visuale in terza persona, mentre sulla parte inferiore dello schermo troviamo la classica sezione con i pulsanti di accesso rapido all'inventario, alle quest, ai personaggi e così via e un'enorme griglia per l'accesso rapido alle abilità e alle magie di ogni personaggio. Ovviamente non può mancare la mini mappa e i piccoli ritratti del nostro avatar e dei compagni di party che ci accompagneranno durante le nostre scorrerie (fino a un massimo di 4 personaggi) e che possono essere cliccati per gestirli singolarmente negli spostamenti o per riunirli poi in gruppo.

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Cruciale è la gestione della verticalità dello scenario e più in generale la capacità di sorprendere il nemico per attivare noi per primi il combattimento. Essendo infatti Baldur's Gate 3 collegato alle regole più recenti di Dungeons & Dragons, vantaggi e svantaggi sia nel posizionamento (chi è più in alto domina il campo di battaglia) che nell'interazione con gli avversari sono fondamentali non solo per aumentare le possibilità di colpire ma anche per avere l'iniziativa e poter quindi muovere per primi nel primo turno di attacco. Ovviamente danni e critici sono invece legati al tiro dei dadi visto che in background questo elemento cardine di D&D è sempre lì che funziona più o meno a nostra insaputa.

Dicevamo poco sopra che il gioco può essere sempre e comunque mandato in pausa premendo la barra spaziatrice. Così facendo potremo, ad esempio, svolgere dei puzzle senza doverci preoccupare del tempo che scorre o potremo sincronizzarci meglio con l'attivazione di eventuali trappole. Oppure, un altro utilizzo che Vincke ci ha mostrato su schermo è stato quello di intercettare e inseguire un nemico in fuga che, nell'azione in tempo reale, ci avrebbe seminato in un istante. Mandando invece il gioco in pausa il creative director ha potuto spostare alcuni suoi personaggi e utilizzare una magia per rallentare l'avversario sfruttando il fatto che ogni passaggio di turno equivaleva a 6 secondi di tempo reale: l'allontanamento del nemico per quanto rapido non è quindi stato in grado di contrastare la nostra reattività e le nostre abilità.

Stealth

Tutta la gestione dei turni raggiunge il suo apice nella gestione dello stealth. In Baldur's Gate 3 la possibilità di muoversi nell'ombra raggiunge livelli che difficilmente ci era capitato di vedere e sperimentare in altri giochi di ruolo di stampo classico. Il titolo non si limita infatti a tenere in considerazione l'effettiva esposizione dei personaggi alla luce passando per tutta una serie di stadi intermedi a seconda di quanto il corpo sia effettivamente investito dalla luce, tantomeno aggiunge soltanto le variabili relative alla capacità degli avversari di percepire il movimento nell'oscurità grazie a specifiche abilità di visione.

Attraverso i turni infatti, diventa possibile avanzare all'interno di un dungeon o di un edificio studiando le ronde dei nemici, osservando il loro cono visivo che viene concretamente alterato dalla presenza di ostacoli e di zone d'ombra e per poi muovere il nostro avatar (o l'intero gruppo se ci piace aumentare il rischio) di copertura in copertura alternando le fasi in tempo reale a quelle a turni a seconda delle nostre necessità. La presenza di frecce per spegnere candele e torce, di molteplici magie per ridurre la nostra visibilità e ovviamente di tutta una serie di abilità che permettono di saltare da un punto all'altro o di scalare superfici per raggiungere zone sopraelevate evidenziano quanto Larian abbia preso in considerazione questa componente del gioco con risultati che ci hanno stupiti in più di un'occasione.

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Baldur's Gate 3, come i Divinity: Original Sin ma ancora più di questi, è un titolo sistemico dove al giocatore vengono offerti tutti gli strumenti per influenzare e agire sul mondo di gioco che si comporterà secondo regole e variabili realistiche e comprensibili, così da dare alla luce situazioni incredibilmente sorprendenti. Entrare in una caverna e disarmare eventuali nemici morti a terra, farà sì che quando questi si rianimeranno a causa di una trappola, dovranno prima di tutto cercare e riprendere le loro armi per poter effettivamente rappresentare una minaccia.

Scaraventare un nemico da una balconata potrebbe farlo finire contro altri avversari che, per reazione, potrebbero decidere di attaccarlo, mentre lanciare in giro pozioni potrà attivare le classiche reazioni a catena a cui ci ha abituato Larian Studios: pece e grasso possono rallentare i movimenti ma anche generare muri di fiamme se incendiati e una pozzanghera può trasformarsi in vapore per nascondere le nostre movenze o condurre energia elettrica, tutto in funzione delle abilità e magie che utilizzeremo per bersagliare quella pozza d'acqua.

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E, ancora, derubare un personaggio utile per una qualche quest, potrebbe privarlo di un oggetto fondamentale per fuggire a una imboscata o una situazione particolarmente rischiosa con la conseguenza di vederlo morire (e quindi di non poter portare avanti quella linea di quest) o farlo diventare prigioniero di una qualche fazione nemica. Tutto ci è apparso davvero interconnesso e se sono bastate un paio di ore per mostrarci una lunga sequela di cause ed effetti, non osiamo neanche immaginare cosa possa voler dire giocare interamente Baldur's Gate 3.

Un tiro di dadi

Naturalmente Baldur's Gate 3 deve affondare le sue radici nel gioco di ruolo cartaceo e, più in generale, nel concetto del tiro dei dadi e difatti ogni singola azione compiuta nel gioco è basata su un qualche tipo di lancio di dadi. I danni delle armi sono determinati dal numero di dadi e dal numero di facce di questi dadi; quando in un dialogo facciamo una scelta che tira in ballo una statistica del personaggio o una sua competenza razziale, dovremo lanciare un dado virtuale per superare il check sul valore di quella statistica o competenza.

Anche lo svolgimento di specifiche azioni o l'interazione con alcuni scenari ed elementi dell'ambiente richiederà spesso il lancio effettivo di un dado e il gioco ci indicherà sempre, molto chiaramente, qual è il numero minimo che dovremo fare per poter superare con successo quel check. Se questo non dovesse avvenire, le conseguenze potranno essere più o meno tragiche e devastanti: da dialoghi che proseguiranno senza sfruttare le nostre competenze a trappole che non riusciremo a evitare, fino ad essere scoperti se magari ci stavamo avvicinando di soppiatto a un nemico oppure a perdere per sempre interruttori e segreti nascosti all'interno di alcuni scenari.

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Ma non mancheranno anche una serie di tiri che il gioco svolgerà in automatico in background per sbloccare ad esempio delle conoscenze avanzate sulla situazione in cui si troverà il giocatore o subito prima di essere coinvolti in un dialogo, oppure per avere il tiro di opportunità sul nemico. In ogni momento sarà possibile consultare la finestra dedicata alla chat e osservare tutti i calcoli che BG3 effettua di "nascosto" così da avere un'idea dei check che stiamo fallendo.

Avendo visionato una versione del gioco ancora molto provvisoria, è complesso dilungarsi sull'aspetto tecnico del titolo. Baldur's Gate 3 si presenta come una naturale evoluzione di Divinity: Original Sin 2 come è facile notare dalle immagini e dai video: Larian è stata molto brava e competente nell'innestare tutte quelle peculiarità artistiche tipiche dei Forgotten Realms e ovviamente a ricreare su schermo creature e razze iconiche di D&D ma, ancora più dei modelli e delle animazioni, ci hanno stupito gli eccellenti scenari tutti colmi di dettagli e arricchiti dalle infinite interazioni che l'engine è in grado di gestire.

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Pavimenti che si rompono per rivelare ingressi e accessi secondari, oggetti che possono essere spostati, lanciati e impilati per creare scale o posizioni di vantaggio da sfruttare in combattimento, lampadari e massi che possono essere colpiti così da farli cadere in testa a gruppi di nemici ignari di quanto stia per accadere: ancora una volta a stupire in un progetto di Larian è l'incredibile libertà di agire che viene concessa al giocatore tenendo conto della gestione avanzata della fisica e di una verticalità degli scenari che mai ci è capitato di vedere in altri giochi di ruolo classici.

C'era ancora tanta sporcizia in movimento, è vero, così come una certa instabilità di fondo è venuta allo scoperto nelle ultime fasi di gioco, ma considerato che il titolo difficilmente arriverà sul mercato a brevissimo, siamo convinti che ci sarà adeguato tempo per pulire e ottimizzare il titolo.

Data di uscita

Larian Studios non ha voluto in alcun modo sbottonarsi in merito alla data di uscita di Baldur's Gate 3. Il gioco è previsto al momento soltanto su PC, sulle principali piattaforme di digital delivery e su Google Stadia dove sarà disponibile già al lancio. Tra l'altro con una compatibilità cross-platform per quello che concerne il multiplayer. Visto quanto fatto dallo sviluppatore con gli altri suoi RPG più recenti, non fatichiamo a immaginare che il gioco possa arrivare in futuro anche sulle console di questa e della prossima generazione.

Larian ci ha poi confermato che verrà sicuramente distribuita una versione di Baldur's Gate 3 in early access nei prossimi mesi, così da permettere ai giocatori più interessati e volenterosi di mettere subito le mani sul progetto e lasciare una bella dose di feedback e commenti sullo stato dei lavori e sulla qualità del gameplay. Purtroppo anche in questo caso non è stato possibile riuscire a scucire dalla bocca dello sviluppatore una ipotetica data di distribuzione.

Ma se dovessimo lanciarci nelle nostre consuete previsioni, non fatichiamo a immaginare che l'accesso anticipato possa arrivare nel corso di questa estate mentre per l'uscita del Baldur's Gate 3 finale, dovremo probabilmente aspettare fino all'inizio del 2021. Staremo a vedere, ma intanto la nostra attenzione è tutta rivolta a quello che sembra già essere un progetto di grandissimo valore.

Baldur's Gate 3 sembra unire alla perfezione la competenza tecnica e di design dei ragazzi di Larian Studios maturata con i due Divinity: Original Sin, alla profondità della componente artistica e delle meccaniche di Dungeons & Dragons, il tutto arricchito dall'iconografica ambientazione dei Forgotten Realms. Il risultato è un gioco di ruolo classico profondo e incredibilmente attraente nel suo gameplay e nella possibile evoluzione della storia narrata. Rimaniamo a questo punto in trepidante attesa, speranzosi di poterlo rivedere quanto prima.

CERTEZZE

  • Una storia interessante e piena di sfaccettature
  • Una interazione con gli scenari e con l'ambiente che non ha eguali
  • I combattimenti sono profondi e ricchi di possibilità
  • Persino lo stealth guadagna un senso grazie alla gestione dei turni

DUBBI

  • Tutta quella libertà di azione può portare a risultati imprevisti in termini di bug
  • Quanto tempo dovremo aspettare per poterlo giocare?