Battlefield V, provata la closed alpha 81

Abbiamo passato qualche ora con la closed alpha di Battlefield V su PC, ecco le nostre sensazioni

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   02/07/2018

Battlefield V si avvicina a grandi passi alla data di uscita, fissata al 19 ottobre, ed Electronic Arts non poteva certamente esimersi dall'organizzare una closed alpha per dar via ai primi test delle modalità multiplayer del gioco, in particolare la novità delle Operazioni su Larga Scala. Si tratta, come già saprete, di missioni strutturate su due o tre giorni, con obiettivi e situazioni differenti che trovano posto all'interno di un singolo scenario: una chiara evoluzione di quanto visto in Battlefield 1. L'organizzazione dei round non ha una valenza puramente accessoria, bensì influenza in modo sostanziale l'andamento dello scontro, aumentando ad esempio la quantità di risorse a disposizione del nostro team qualora si sia stati protagonisti di una prestazione eccellente nel giorno precedente. Le Operazioni su Larga scala garantiscono inoltre un inedito focus sulla libertà di movimento, grazie alla possibilità di effettuare il respawn in punti differenti della mappa, anche in presenza di truppe nemiche nelle vicinanze, così da accorciare le distanze e rendere più dinamico un eventuale tentativo di recupero. Non è finita: per rendere ancora più emozionante questa modalità, gli sviluppatori hanno pensato bene di introdurre una feature denominata Momento Decisivo, ovverosia una circostanza specifica al termine dello scontro che può confermare o ribaltare il risultato laddove l'esito del match sia in bilico.

Problemi e performance

Iniziata il 28 giugno su PC, la closed alpha di Battlefield V parte dalle basi della demo presentata il mese scorso a EA Play, aggiungendo però al pacchetto la classica modalità Conquista e alcune modifiche per la mappa Fiordo Artico, situata a Narvik, in Norvegia, che troveremo ricoperta da una neve che scende in maniera meno fitta, a tutto vantaggio di una visibilità che tuttavia crediamo abbia ancora bisogno di qualche limatura. L'obiettivo dei test è ovviamente quello di mettere alla prova l'infrastruttura online dello sparatutto DICE con un numero limitato di giocatori, così da apportare le dovute modifiche in vista dell'eventuale beta e, naturalmente, del lancio ufficiale.

Diamo dunque per scontato che alcuni glitch verranno sistemati, come ad esempio le compenetrazioni poligonali che affliggono le sequenze di sanguinamento, quelle in cui il nostro personaggio può richiedere l'aiuto di un compagno per poter essere riportato in vita, entro un tempo limite che può scorrere più o meno velocemente a seconda della nostra volontà di chiedere supporto o meno; o soprattutto il bug che si verifica talvolta al respawn, quando la visuale del gioco rimane fissa sulla vista della mappa e dei suoi punti d'interesse anziché metterci effettivamente nei panni del soldato che si trova sul campo di battaglia, destinato così a essere spazzato via in pochi istanti dal primo nemico che lo avrà a portata di tiro. C'è inoltre una questione riguardante le prestazioni, molto meno brillanti di quelle che certamente riscontreremo nella versione completa di Battlefield V. Una NVIDIA GTX 1080 Ti dovrebbe far girare il gioco a 2160p, con tutti gli effetti al massimo, a sessanta frame al secondo stabili, come accadeva con il capitolo precedente, ma nella closed alpha abbiamo riscontrato diverse difficoltà in tal senso, passando ai 1080p per tagliare la testa al toro ed evitare di perdere tempo con le pur numerose regolazioni disponibili, che immaginiamo troveranno posto nella release finale.

Oltre alla risoluzione, le opzioni avanzate consentono infatti di attivare o meno il supporto alle DirectX 12, limitare il frame rate a valori specifici e agire sulla qualità di texture, filtro texture, luci, effetti, post processing, mesh, terreno, vegetazione, antialiasing e occlusione ambientale. Tanta abbondanza, insieme a una doverosa opera di ottimizzazione, garantirà senz'altro una buona scalabilità dell'esperienza anche sulle configurazioni meno spinte. Discutere di matchmaking in questo caso ci sembra abbastanza inutile, visto che parliamo di una sessione limitata a pochi partecipanti, ma in presenza di partite con qualche slot libero l'accesso è molto rapido e non abbiamo riscontrato particolari problemi dovuti alla latenza, peraltro indicata in maniera chiara nel momento in cui si seleziona un server. Vedremo come e se cambierà la situazione nei prossimi mesi.

Contenuti e sensazioni

Come accennato in precedenza, la closed alpha di Battlefield V include al momento due modalità e un'unica mappa, Narvik. Si tratta di uno scenario affascinante, in cui nel 1940 si è svolta una celebre battaglia fra le truppe tedesche e quelle alleate, che alla fine furono costrette alla ritirata pur dopo aver riconquistato la città. Le atmosfere di questo storico scontro si respirano soprattutto nella modalità Operazioni su Larga Scala, che nel caso dell'Operazione Norvegia si aprono con l'arrivo delle truppe a bordo di un manipolo di aerei, bersagliati dalle torrette, da cui dovremo paracadutarci per poi toccare terra e trovare rapidamente riparo, visto che gli avversari staranno ad aspettarci dietro dei ripari, al culmine di alcune colline, per bersagliarci non appena ci vedranno nel mirino. Il nostro obiettivo primario, nel caso si faccia parte della forza d'attacco, sarà quello di individuare e distruggere delle postazioni antiaeree, difese invece dall'altro team.

Successivamente lo scontro si sposterà nella zona più interna dello scenario, che si sviluppa in lunghezza per alcuni chilometri ed è caratterizzato da zone molto interessanti, come la stazione ferroviaria o l'insediamento urbano nella parte centrale, composto da case devastate dai bombardamenti ma ancora utili come punti dietro cui ripararsi. Gli stessi edifici assumono un ruolo più rilevante in Conquista, la modalità classica di Battlefield in cui le due squadre si contendono una serie di luoghi strategici da conquistare e controllare il più a lungo possibile al fine di totalizzare un punteggio superiore a quello degli avversari. In tutti i casi è possibile selezionare la propria classe fra Assalto, Supporto, Medico e Scout, ritrovandosi però solo con due caricatori più un eventuale terzo da raccogliere all'interno dello scenario: una scelta di bilanciamento che magari verrà modificata, visto che da un lato spinge a razionalizzare l'uso dei proiettili, dall'altro risulta effettivamente limitante per le tipologie di soldato più avvezze a farsi largo a suon di raffiche.

Lo spawn avviene nell'ottica di una squadra attiva sul campo o di un punto di interesse visualizzato sulla mappa, come detto senza i vincoli dei precedenti episodi, quando risultava impossibile materializzarsi nei pressi di una zona sotto il controllo delle truppe nemiche. Naturalmente si può effettuare il respawn anche a bordo dei veicoli, ritrovandosi ad esempio a fare il mitragliere su di un aereo, e sono effettivamente cambiate alcune cose nella gestione dei mezzi e nella loro manutenzione. Carri armati più grossi e potenti, per dirne una, richiedono una tempistica di riparazione sostanzialmente superiore rispetto a quelli più minuti e leggeri. Tornando letteralmente con i piedi per terra, bisogna dire che il feeling della battaglia è quello a cui il franchise di DICE ci ha abituato, e che ovviamente può risultare molto punitivo nei confronti di chi è un po' arrugginito o ha poca dimestichezza con il comparto online della serie. L'enorme quantità di giocatori sulla mappa implica la possibile presenza di nemici letteralmente ovunque, e altresì spinge a coordinare le proprie azioni con i compagni, visto che l'approccio solitario non produrrà che effetti trascurabili rispetto all'esito dello scontro.

Nella closed alpha abbiamo notato qualche difficoltà a scavalcare determinati ostacoli, alcuni glitch come quelli descritti in precedenza e una generale fatica nello scorgere i bersagli, figlia però delle tonalità della mappa Narvik. Il gunplay appare solido come sempre, la capacità di resistere ad alcuni colpi prima di cadere a terra fornisce qualche possibilità in più nel momento in cui ci si rende conto di essere sotto tiro e si riesce a trovare rapidamente una copertura; anche se da questo punto di vista sembra che gli sviluppatori abbiano voluto apportare qualche modifica nella direzione dell'immediatezza e dell'accessibilità, agendo al contempo sull'efficacia delle armi per enfatizzarla pur in maniera lieve. Elementi che tuttavia verranno probabilmente modificati proprio sulla base del feedback fornito dall'utenza nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Il feeling generale di Battlefield V appare per il momento invariato, ma è stato fatto un grosso lavoro di contorno e sembra effettivamente di trovarsi nel mezzo di una spettacolare battaglia, avanzando guardinghi mentre sulle nostre teste si consumano ulteriori, fragorosi scontri. Angeli sulle nostre spalle?

La closed alpha di Battlefield V fornisce un interessante assaggio di quella che sarà l'offerta multiplayer del nuovo episodio della serie firmata DICE. Le Operazioni su Larga Scala si confermano una modalità affascinante, specie se supportata adeguatamente in termini di contenuti, mentre le opzioni più classiche ribadiscono la propria solidità, fornendo ai numerosi fan del franchise un confortevole punto di partenza, qualcosa di familiare con cui confrontarsi. Forse troppo. Vedremo con i prossimi appuntamenti quali modifiche verranno apportate all'esperienza e se verranno risolti gli inevitabili problemi che caratterizzano la versione alpha.

CERTEZZE

  • Le nuove modalità promettono bene
  • L'impianto è quello, solido, che ben conosciamo
  • Alcune sequenze davvero emozionanti e spettacolari

DUBBI

  • Inevitabili glitch e bug più o meno gravi
  • Manca al momento l'ottimizzazione tecnica
  • C'è il timore che alla fine le novità reali siano poche