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Blacktail, abbiamo provato la fiaba survival di The Parasight

Blacktail è il nuovo adventure in stile survival di The Parasight e abbiamo potuto provarlo grazie a una demo molto intrigante.

PROVATO di Giorgio Melani   —   15/12/2021
Blacktail
Blacktail
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Tra le iniziative più interessanti lanciate in corrispondenza dei The Game Awards 2021 ci sono numerose demo uscite apposta per l'occasione su Xbox e PC. Grazie a queste abbiamo avuto modo di provare Blacktail del team The Parasight. Dopo aver visto l'ottimo provato Nobody Saves the World, passiamo a un'altra delle esperienze di maggior impatto in questa mandata di demo con Blacktail, che si presenta in maniera molto particolare, ovvero come una sorta di fiaba trasfigurata in un survival. Il gioco ci chiede d'immergerci nell'affascinante e oscura leggenda di Baba Yaga, ma vivendola secondo i crismi classici dell'avventura survival in prima persona.

Il genere è stato esplorato ormai in lungo e in largo, andando dalla sua accezione più pura di sopravvivenza nella natura alle numerose interpretazioni post-apocalittiche o con venature horror come in Rust, DayZ o The Forest.

Ci sono anche declinazioni completamente diverse e originali come Grounded, ma in ogni caso possiamo rilevare gli elementi comuni di una tipologia di gioco che ha conquistato in pochi anni milioni di giocatori.

Quelle stesse caratteristiche si ritrovano anche in questo gioco, per quanto riguarda esplorazione, raccolta di risorse e necessità di mantenere alti i parametri vitali all'interno di un ambiente ostile. Dobbiamo dire, però, che Blacktail rappresenta una delle esperienze più strane che ci sia capitati di provare all'interno di questa struttura ormai piuttosto familiare.

Le origini di Baba Yaga

Blacktail, l'apparizione della capanna di Baba Yaga, nell'immagine, è un momento particolarmente intenso
Blacktail, l'apparizione della capanna di Baba Yaga, nell'immagine, è un momento particolarmente intenso

L'originalità deriva tutta dalla forte caratterizzazione data dalla particolare ambientazione e dalla storia di Blacktail che, come dicevamo, è una reinterpretazione della leggenda di Baba Yaga che punta a ricostruire le origini del personaggio. Nei momenti più bizzarri e inquietanti si rilevano le caratteristiche di base della celebre strega, la cui presenza è diffusa in numerose fiabe e storie della tradizione folkloristica dei paesi slavi, ma il tutto è inserito in un contesto particolare. Questo perché Yaga, la protagonista del gioco, è qui una ragazza dotata di poteri misteriosi che non ha ancora scelto se divenire a tutti gli effetti una strega malvagia o una donna in grado di sfruttare la magia per fare del bene: questa scelta è ovviamente demandata al giocatore, che può decidere di volta in volta come affrontare alcune situazioni per tendere da una parte o dall'altra in un sistema morale a due poli contrapposti, tra bene e male.

Accusata di stregoneria e cacciata dal villaggio, Yaga deve sopravvivere nelle foreste selvagge e al contempo ritrovare la sorella scomparsa in circostanze misteriose, elemento chiave per dimostrare la propria innocenza e riscattarsi agli occhi degli altri umani. Ma è veramente questo il destino che vogliamo per la ragazza? Non sarebbe più soddisfacente dare libero sfogo ai poteri magici e vendicarsi di quell'umanità che l'ha cacciata e accusata ingiustamente? Su questo dualismo si gioca tutto lo sviluppo degli eventi e l'evoluzione del personaggio di Yaga, attraverso un sistema morale semplice, ma molto efficace, che ricorda da vicino quanto sperimentato dalla serie Fable anni fa, un gioco che peraltro non può evitare di affiorare alla memoria anche guardando gli strani e fascinosi scenari fiabeschi che ci circondano.

Sopravvivere a una fiaba

Gli scenari naturali mantengono uno stile fantasticheggiante
Gli scenari naturali mantengono uno stile fantasticheggiante

Gli elementi di base del survival si riconoscono facilmente: armati di arco, ci caliamo nei panni di Yaga con la classica inquadratura in prima persona, raccogliendo piante, fiori e oggetti utili per la sopravvivenza ed esplorando il mondo di gioco. Non ci vuole molto, però, a trovarci di fronte ad elementi bizzarri, che sconvolgono un po' i canoni del genere: la foresta è abitata da numerosi esseri misteriosi tra animali parlanti, funghi senzienti e spiriti vari che compaiono frequentemente sul cammino, rafforzando la sensazione di trovarsi dentro una fiaba. Una dai toni inquietanti, però: i meravigliosi scenari naturali celano un senso di minaccia costante e, in tutto questo, l'elemento più oscuro sembra essere proprio la protagonista, nel suo rimanere sempre in bilico fra il bene e il male, spinta da una voce che preme per gli atti più malvagi e chiaramente richiamata verso il suo destino da strega.

Nei primi minuti di gioco questo contrasto emerge con chiarezza: seguendo il sentiero del bosco che dovrebbe portare alla "quercia rossa", punto di ritrovo fissato con la sorella scomparsa, il percorso ci porta invece in un luogo arcano, adornato da radici che assumono forme terrificanti e sovrastato da una strana capanna costruita su quelle che sembrano zampe di gallina: la casa di Baba Yaga, come viene narrata nelle leggende.

In blacktail, l'arco è l'arma principale di Yaga
In blacktail, l'arco è l'arma principale di Yaga

Proprio qui, alla presenza di un gatto nero, assistiamo al risveglio dei poteri della ragazza e cominciamo ad avere dubbi sulla sua essenza: da dove derivano i suoi strani poteri? Perché indossa sul volto una bizzarra maschera? Questa ambiguità di Yaga è un elemento fondamentale, e Blacktail gioca proprio sulla prima persona e l'impossibilità di vedere chiaramente la protagonista per incrementare il senso di mistero che la circonda.

Nella demo possiamo vedere solo l'inizio di questa strana storia, ma già ci troviamo ad avere a che fare con minacciosi funghi giganti che ci spingono a prendere accordi onerosi, scegliere se aiutare o meno una "regina delle formiche" e i suoi intenti di dominazione sull'umanità e interagire con varie altre creature bizzarre che, di volta in volta, ci pongono di fronte a scelte che costruiscono l'indirizzo morale di Yaga, riassunto da una schermata che fa propendere la ragazza verso il sole o la luna, con abilità specifiche differenti a seconda dell'evoluzione. Tra queste, un interessante skill tree e ovviamente i combattimenti con l'arco sembra esserci del buon materiale per una progressione coinvolgente della protagonista, che a dire la verità nelle prime ore rimane piuttosto stabile nelle sue caratteristiche e possibilità d'interazione con scenari e creature varie, forse fin troppo.

Un mondo affascinante

Le ambientazioni di Blacktail sono molto affascinanti
Le ambientazioni di Blacktail sono molto affascinanti

La costruzione del mondo è indubbiamente l'aspetto più affascinante di Blacktail, quello che lo porta a distinguersi veramente da tutto il resto nonostante una struttura di per sé piuttosto standard. Questo risultato viene raggiunto soprattutto attraverso il design di scenari e creature che dimostrano una direzione artistica piuttosto ispirata, sotto diversi aspetti, mentre la costruzione poligonale segue i limiti imposti da una produzione pienamente indie nonché ancora un po' acerba e bisognosa di ulteriori aggiustamenti e pulizie. C'è un po' di discontinuità nella qualità delle varie aree di gioco e nella cura riposta nei vari elementi su schermo, ma in generale l'esplorazione delle zone è una vera e propria meraviglia, nel senso proprio letterale del termine, visto che con tutte queste stranezze è difficile prevedere cosa si possa incontrare lungo il sentiero, almeno sulle prime. Dopo la fase iniziale di scoperta, si comincia ad assistere a un certo riciclo degli elementi, anche perché la mappa non sembra proprio sconfinata, ma c'è comunque una notevole cura nella costruzione dei diversi scenari.

Il contrasto tra la bellezza degli scorci naturali e le stranezze degli elementi magici è quello che determina la sottile inquietudine che è costante nell'esplorazione di Blacktail: questa sensazione è supportata anche da un sound design notevole, che alterna musiche classiche e rumori rilassanti alla presenza frequente di voci distorte, compresa la misteriosa voce interiore che sembra sempre voler guidare Yaga verso il suo lato più oscuro. In generale, è un po' come tornare nelle atmosfere di American McGee's Alice, con un'atmosfera tendenzialmente più solare e meno noir, ma non per questo troppo faceta, visto che le venature oscure sono ben presenti.

Nonostante una struttura di gioco apparentemente standard e già vista, Blacktail cattura fin dai primi minuti grazie al suo strano mondo e alla promessa di una protagonista che sembra potersi evolvere in maniera piuttosto inaspettata. La sua atmosfera da fiaba distorta, costantemente in bilico tra la meraviglia e l'inquietudine che scaturisce dalla bellezza degli scenari naturali e l'oscurità di creature e situazioni, appare perfettamente in linea con l'idea di un gioco sulle origini di un personaggio ambiguo come la strega Baba Yaga. Le premesse sono davvero ottime ma c'è da vedere come verranno sviluppate, visto che al momento Blacktail è un survival piuttosto semplice nelle meccaniche, in attesa di poter valutare il sistema di progressione e quello morale nella loro completezza, magari con ulteriori arricchimenti al combattimento e al crafting che, allo stato attuale, hanno un certo bisogno di varietà e profondità.

CERTEZZE

  • Mondo di gioco affascinante e ottima atmosfera
  • Il sistema di progressione della protagonista sembra profondo
  • La possibilità di scelta proposta al giocatore potrebbe portare a evoluzioni interessanti

DUBBI

  • Per il momento un po' semplice e monotono come meccaniche di gioco
  • Da rifinire per quanto riguarda grafica e performance