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Deepest Chamber, abbiamo provato un early access forse un po' troppo scarno

Abbiamo provato Deepest Chamber, un deck building game ispirato dall'immaginario di Dark Souls, che in questa versione early access è sembrato un po' troppo scarno

PROVATO di Tommaso Valentini   —   01/09/2021
Deepest Chamber
Deepest Chamber
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Il genere dei deck building roguelike è esploso negli ultimi anni ed è davvero difficile non trovare almeno un paio di titoli che siano in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati al genere. Abbiamo amato Slay the Spyre e Monster Train ma anche titoli meno noti e di minor successo come Banners of Ruin e Legend of Keepers hanno saputo intrattenerci con il loro piglio differente e stile particolare. Ogni gioco insomma, pur restando sotto lo stesso cappello, ha saputo mettere in campo un'idea unica, una visione propria capace di non risultare un ennesimo clone nel mare sconfinato di giochi tutti simili tra loro.

Deepest Chamber prova in questo senso a conquistare il pubblico con un tema dark e oscuro che mischia l'immaginario di Darkest Dungeon con quello di Dark Souls e non è un caso se dalla copertina si può quasi scorgere un'anima pronta a riposarsi accanto ad un falò. Riferimenti chiari a parte, quando si propone un gioco di carte la strategia e le opzioni di gioco devono sempre essere messe al primo posto, situazione che con il titolo di Balcony Softworks non si verifica in maniera ottimale.

Vediamo insieme il perché nella nostra prova di Deepest Chamber.

Pesca, gioca, scarta

Meccaniche sin troppo classiche ci accompagnano in Deepest Chamber
Meccaniche sin troppo classiche ci accompagnano in Deepest Chamber

Un'oscura maledizione, una città in rovina e un eroe che si addentra nelle catacombe per scoprire cosa diamine è successo agli abitanti è il più classico dei cliché per questo genere di giochi, cliché abbracciato completamente da Deepest Chamber. Nel nostro fodero un mazzo di carte non modificabile da utilizzare come unica arma di sopravvivenza, in un loop che ci costringerà a scendere nelle profondità del dungeon fino allo scontro con il boss. Sia messo agli atti che il titolo è ancora in fase di Early Access e la situazione, sia in termini di narrazione sia di meccaniche, potrebbe andare a migliorare nei prossimi mesi, ma l'incipit iniziale non è stato proprio capace di rapirci.

Il punto focale del titolo, comunque, è la possibilità di affrontare l'avventura completamente in prima persona, una scelta stilistica che paga e che riaccende la nostalgia di quando giocavamo a Legend of Grimlock e similari sui nostri PC. Una decisione saggia altresì per risparmiare visivamente sull'eroe e concentrarsi unicamente sui nemici, modellati in 3D e dalle forme umanoidi più strampalate. Nella nostra discesa verso l'abisso non abbiamo incontrato mostri di sorta o demoni infernali, per il momento, quanto piuttosto persone fortemente disturbate decise ad annientarci una scelta coraggiosa e inaspettata.

Purtroppo, sin dai primi istanti di gioco, si capisce subito che le idee e l'originalità finiscono qui, con la solita costruzione di mana da spendere per attacchi e difese cumulabili ad attendere i giocatori più smaniosi. Deepest Chamber si perde praticamente subito, dimenticando che oltre l'aspetto estetico le vere innovazioni devono partire dalla giocabilità, ridotta invece all'osso e poco stimolante. Tre gemme di mana indicano il vostro potere di azione e il costo delle carte la loro effettiva potenza. A turni alterni dovrete quindi sferrare fendenti o difendervi dagli attacchi nemici, cercando di prevenire e prevedere le intenzioni degli avversari: nulla che non si sia già visto nella pletora di giochi usciti prima di questo.

Ci sono poi altri elementi che non brillano particolarmente come ad esempio la scarsa interazione tra le carte, qui rappresentate più come azioni singole e molto meno come combinazioni da effettuare in sequenza per creare strategie vincenti. Il tutto sembra scorrere in maniera molto più lineare di quanto dovrebbe impossibilitando il giocatore a costruire qualcosa di più complesso del normale turno di attacco e difesa.

La casualità che non vogliamo

Si gioca tutto in prima persona!
Si gioca tutto in prima persona!

Non vorremmo essere troppo netti nel giudizio di questo Deepest Chamber visto il suo stato di Early Access e dei suoi relativamente pochi contenuti al momento disponibili, ma se c'è un'altra cosa che abbiamo mal sopportato è stata la quantità variabile di danni di ogni singola carta. Solitamente in questa tipologia di giochi i danni causati dalle carte sono molto specifici, soprattutto in quelle di partenza, così da poter costruire una pianificazione precisa sui danni restanti degli avversari e quelli potenziali nella nostra mano. Gli sviluppatori hanno invece deciso di inserire un fattore casuale per il quale una carta potrebbe fare dai cinque ai dieci danni, ad esempio, lasciando che sia la sorte a decidere il risultato per voi, situazione davvero poco conveniente nella maggior parte dei casi.

Allo stesso modo i perk passivi classici, qui chiamati trinket, vengono assegnati casualmente e pescati da un vasto pool di oggetti, altra situazione che piuttosto di aumentare il fattore divertimento sminuisce quello che può essere uno schema mentale della propria build, arrivando così a doversi arrangiare con ciò che si trova per strada, situazione comune ad altri giochi ma qui esasperata. Si tratta di un qualcosa gestibile durante i primi livelli, ma se siete vagamente navigati con il genere ben saprete che per affrontare l'ennesima run velocemente il piano di gioco deve essere chiaro e procedere senza intoppi e tutti questi elementi randomici potrebbero poi intralciare il divertimento sul lungo periodo.

Uno stile grafico accattivante fa da specchietto per le allodole di questo Deeper Chamber, capace di offrire pochissime variazioni sul tema dei deck building roguelike con la volontà di inserire poi una grande quantità di casualità che poco si sposa con la pianificazione certosina richiesta dal genere. Un titolo in Early Access che, almeno per il momento, non ci sentiamo di consigliarvi ad occhi chiusi, nonostante il prezzo ridotto di soli 13 Euro sia piuttosto invitante. Attendete qualche mese per vedere l'evolversi della situazione e, nel caso foste davvero desiderosi di giocare a qualcosa di similare, affidatevi ad uno degli altri esponenti completi già sul mercato, di esempi più che positivi ne esistono davvero a decine.

CERTEZZE

  • Visivamente intrigante
  • Costo ridotto

DUBBI

  • Pochissime novità rilevanti
  • Meccaniche limitate da diversi problemi di design