Dragon Quest XI, abbiamo testato la versione per Nintendo Switch 50

Dragon Quest XI ha già catturato l'attenzione dei fan dei jrpg su molte piattaforme, ma la sua attesa versione Switch sarà all'altezza delle altre? L'abbiamo provata

PROVATO di Aligi Comandini —   22/07/2019

Che le differenze di gusti tra oriente e occidente in fatto di videogiochi siano alquanto marcate è cosa nota, ma vi sono giochi che simboleggiano tale scissione con una forza incredibile. I Dragon Quest, ad esempio, dalle nostre parti non hanno mai smosso mari e monti, forse anche per via del loro attaccamento quasi morboso ai canoni classici dei JRPG. In Giappone, invece, l'uscita di un capitolo della serie porta più assenze da lavoro di un'epidemia influenzale, il marchio è praticamente religione tra gli appassionati di gaming, e il motivo di tanta fedeltà ai capitoli storici è strettamente legato a una fanbase che mal sopporta rivoluzioni in una formula a cui si è ormai affezionata fin troppo. Dragon Quest XI, pertanto, non ha potuto disfarsi di queste catene, ma pur tenendosele strette è riuscito ad allentarle parecchio, con una trama più strutturata, un ritmo gestito sensibilmente meglio del solito, e una lunga lista di migliorie sistemiche che lo hanno reso senza ombra di dubbio uno dei migliori GDR orientali di questa generazione (anche se, volendola dire tutta, al di fuori di Persona 5 non sono usciti molti sfidanti temibili...). Impossibile dunque privare Nintendo Switch di un titolo così perfetto per il mercato nipponico e quantomai adeguato anche per la portabilità, come dimostrato dal buon port per 3DS. Curiosi di vedere le prestazioni della versione per l'ibrida di Nintendo, siamo pertanto corsi a Milano a testarla, nella speranza di trovare ad attenderci un lavoro di fino. E il port che ci ha accolto ha mostrato più di qualche sorpresa, per carità, ma forse il livello tecnico non è in toto quello sperato.

Verdi pianure, un po' sfocate

La nostra prova è iniziata in uno dei villaggi del gioco, dove abbiamo potuto subito notare un frame rate granitico e una buona resa grafica. Solo due problemi: un aliasing marcato - presente invero su buona parte delle terze parti Switch - e una risoluzione all'apparenza bassina anche per la versione docked, che spesso non sembra raggiungere i 1080p (purtroppo non avevamo dati ufficiali alla mano, quindi ci stiamo basando solo sull'osservazione diretta, e non è da escludere che la risoluzione risulti "variabile" come accade in molti altri port). Nel complesso il titolo di Square Enix fa la sua porca figura anche su grossi schermi, anche in virtù di un'ottima art direction e di colori molto accesi che valorizzano paesaggi e personaggi, eppure è abbastanza chiaro come ci siano stati un po' di sacrifici rispetto alle altre versioni. Se non altro, comunque, le meccaniche si mantengono solide e restano in larga parte invariate: le battaglie mantengono il sistema già visto altrove, e la possibilità di muovere i personaggi durante gli scontri è solo "scenica" (non ha davvero alcun effetto pratico), mentre i nemici risultano ancora visibili nella mappa. Le cose tuttavia cambiano quando si utilizza una delle feature "esclusive" della versione Switch...

Dragon Quest Xi E3 2018 00004 W8Nd9R6

Questo port, infatti, permette di godere del gioco nella sua versione 2D, in modo simile a quanto accadeva su 3DS. Quando parliamo di esclusività, infatti, intendiamo una forma leggermente diversificata da quella vista sulla nota portable nintendiana, perché per modificare Dragon Quest XI e abbandonare i poligoni in favore dei pixel è necessario andare in una delle chiese cittadine, e chiedere espressamente che ciò accada. A quel punto l'avventura non si trasla immediatamente al 2D, ma costringe a selezionare un checkpoint fisso già superato della trama principale e a ripartire da lì: il sistema in versione retro è leggermente più semplicistico e reintroduce gli incontri casuali, andando quindi a modificare la fruizione generale della campagna (anche se ci siano effettivi contenuti tagliati, e nel caso quali siano). Si tratta in parole povere di un'idea carina, ma più legata al fanservice che ad altro.

Dragon Quest Xi E3 2018 00002 Iuuwwsa

Più significative, invece, due modifiche legate alla rapidità e accessibilità del gioco: la prima è una semplice opzione di velocizzazione delle battaglie, che permette di liberarsi degli scontri contro i mostriciattoli delle mappe in pochissimo tempo quando si è eccessivamente livellati (è disponibile anche nella versione 2D, anche se con meno livelli di velocità); la seconda è invece la possibilità di evocare ovunque una Forgia Celeste portatile, che rende meno tedioso il suo utilizzo, e ritocca ulteriormente in positivo il già ottimo ritmo del gioco. Possono sembrare piccolezze, ma si tratta comunque di miglioramenti piacevolissimi, che innalzano ulteriormente un prodotto già di elevata qualità. Per la cronaca, vi saranno altre sorprese per gli appassionati in questa versione Switch, correlate a vecchi capitoli della storica saga... durante la nostra breve prova, però, non abbiamo avuto la possibilità di osservarle, e i responsabili hanno tenuto la bocca cucita, quindi starà ai fan scoprirle.

Anche se con qualche alto e basso, la versione Switch di Dragon Quest XI ci è sembrata solida e perfettamente in grado di mostrare le qualità dell'ottimo JRPG di Square anche sull'ibrida di Nintendo. Non resta che valutarne la stabilità affrontando nuovamente in toto la lunga campagna, e scoprire in prima persona le altre "sorprese" promesse.

CERTEZZE

  • Fluido e sempre molto bello graficamente
  • Alcune modifiche migliorano ulteriormente il ritmo di gioco
  • Opzione per giocare tutta la campagna in stile retro

DUBBI

  • Aliasing marcato e qualche problema di definizione e dettaglio generale