Final Fantasy Resonance è stato una delle migliori sorprese del Nintendo Direct, più che altro perché non se l'aspettava nessuno e non ci sono stati leak ad anticiparlo: è arrivato come un fulmine a ciel sereno, con un trailer promettente e una grafica HD-2D curatissima, con tanto di scene d'intermezzo nello stesso stile. Uno stile che ha i suoi detrattori, ma che cavalca l'onda della nostalgia e riesce a farsi facilmente adorare da chi ha amato i JRPG degli anni '90. Il fatto è che non tutti hanno capito subito cosa fosse Final Fantasy Resonance e lo hanno scambiato per un nuovo spin-off della serie Square Enix.
In realtà, Final Fantasy Resonance non è altro che Final Fantasy: Brave Exvius, un GDR mobile di tipo gacha che è andato avanti per ben dieci anni, tra il 2015 e il 2025, è stato scaricato oltre 40 milioni di volte in tutto il mondo e ha generato uno spin-off intitolato War of the Visions. Tuttavia non siamo di fronte a una conversione in stile Octopath Traveler 0, ma a una reinvenzione più radicale del titolo mobile: cerchiamo di capire insieme come.
È un remake di Brave Exvius?
Si tratta, in poche parole, del remake di Final Fantasy: Brave Exvius. Anche se stavolta l'operazione che sta conducendo Square Enix è molto diversa da quella di Octopath Traveler 0. In quel caso, avevano preso il gioco mobile Octopath Traveler: Champions of the Continent, avevano messo insieme gli archi narrativi e i contenuti pubblicati nel corso del tempo legandoli in modo organico, avevano rimosso le meccaniche gacha e lo avevano riproposto con un nuovo titolo, lasciando pressappoco inalterato in tutto il resto. Tant'è che la versione finale soffriva una certa obsolescenza tecnica, essendo antecedente anche a Octopath Traveler 2.
Final Fantasy Resonance gioca un altro campionato. Square Enix ci sta lavorando da anni: lo ha praticamente ridisegnato da capo, integrando il look originale con l'effettistica HD-2D, sprite inediti e animazioni nuove di zecca. Ha riscritto la maggior parte dei dialoghi per rendere la narrativa più scorrevole e coinvolgente, implementando una regia autentica in scene d'intermezzo che prima si leggevano e basta. Ha ridoppiato la maggior parte dei dialoghi, aggiunto e riprogettato le missioni secondarie, messo mano al gameplay e al sistema delle Visioni, ora spogliato delle dinamiche gacha. Ha persino aggiunto una mappa del mondo esplorabile a piedi, in sella al Chocobo o con un'aeronave, sostituendo la semplice cartina geografica originale. Resonance è a tutti gli effetti un remake, peraltro lavorato con una cura meticolosa.
La storia tuttavia adatta soltanto il primo arco narrativo di Brave Exvius, lasciando intendere che Square Enix potrebbe continuarla in futuro se il gioco avrà successo. I fan del titolo mobile sembrano concordare tutti sul fatto che il primo arco narrativo e soprattutto il secondo siano i migliori di Brave Exvius, che poi si è perso un po' per strada quando lo sviluppatore Alim ha dovuto allungare il brodo per rispondere al successo del gioco. Il director di Resonance, Hiroto Furuya, ha sottolineato che la storia è stata riscritta per dare l'impressione di essere autonoma, piuttosto che serializzata.
Il protagonista si chiama Rain: è un giovane cavaliere del regno di Grandshelt, incaricato di comandare uno squadrone aereo nonostante la sua giovane età proprio per via del suo talento in battaglia. Sebbene appaia onesto e solare, Rain ha un rapporto conflittuale col padre Raegen, scomparso da tempo. Il suo vicecomandante e migliore amico è Lasswell, un altro cavaliere straordinariamente abile che è stato praticamente adottato dalla famiglia di Rain. La storia comincia quando i due s'imbattono in Fina, una fanciulla misteriosa che può controllare la magia bianca e comunicare con gli Esper: insieme a lei e a una banda di avventurieri dovranno fermare Veritas of the Dark, uno dei Sworn Six di Paladia, che mira a distruggere i Cristalli per destabilizzare il mondo.
Come avrete intuito, la trama è fortemente Final Fantasy: ci sono i Cristalli, gli Esper, i "guerrieri della luce", i cattivi mascherati che sembrano un po' i Giudici di Ivalice e un'impressionante quantità di colpi di scena che hanno tenuto incollati tantissimi giocatori al titolo originale per sistemi mobile. L'unico problema è che non sarà tradotta in italiano, ma negli angoli del web in cui si radunano gli appassionati, Brave Exvius è considerato uno dei migliori Final Fantasy per narrativa, caratterizzazione dei personaggi e universo di gioco. Resonance migliora ogni aspetto dell'originale, già questo dovrebbe bastare a catturare l'attenzione degli amanti dei JRPG a turni, ma poi c'è tutta la questione del fanservice e dei combattimenti che ci mette il carico da cento.
Visioni e risonanze
Final Fantasy Resonance si gioca come un vero e proprio JRPG della vecchia scuola: si gira per il mondo e per le città, interagendo con i personaggi non giocanti e raccogliendo collezionabili e consumabili dentro scrigni e punti luccicanti, poi si esplorano i dungeon, dove i nemici ci attaccano in consueti scontri casuali. Ecco, vale la pena sottolineare che i nemici non sono visibili e non si possono colpire per primi per avere l'iniziativa come succede nei JRPG più moderni: un aspetto che forse potrebbe fare storcere il naso ma che ci sembra perfettamente in linea con il tipo di gioco che Resonance vuole rievocare.
Anche il sistema di combattimento è profondamente cambiato rispetto a Brave Exvius. Adesso possiamo schierare solo quattro personaggi al massimo, che agiranno secondo un ordine prefissato - probabilmente dettato dalle loro velocità individuali - e rappresentato da un indicatore sulla sommità dello schermo, un po' come in Final Fantasy X. Niente Active Time Battle, quindi, ma ciascun personaggio possiede i classici HP, MP e pure un indicatore che si carica nel tempo e serve a lanciare una spettacolare e pirotecnica Limit Break. I personaggi guadagnano punti esperienza e imparano nuovi incantesimi e abilità a certi livelli, e fin qui è tutto abbastanza standard: bisogna dire, però, che ogni personaggio incarna un ruolo piuttosto specifico grazie al suo kit di abilità. Per esempio, e questa è una novità di Resonance, Fina è l'unica Summoner del gruppo e può invocare gli Esper durante gli scontri, anche se prima bisogna affrontarli e sconfiggerli in battaglia.
Nel Brave Exvius mobile, i giocatori potevano reclutare le Visioni attraverso un sistema gacha: praticamente personaggi extra pescati dal multiverso di Final Fantasy che si schieravano in combattimento. In Resonance questa meccanica è completamente cambiata in meglio. Esplorando il mondo potremo imbatterci in grotte o santuari che nascondono queste Visioni: dopo un momento fanservice in cui rivedremo alcune scene del Final Fantasy di provenienza, la Visione si unirà alla nostra squadra come una specie di spettro che potremo associare a un personaggio normale. Sul campo di battaglia, la Visione aleggerà poi alle sue spalle come succede nei Persona di Atlus o in Fire Emblem Awakening.
Quando una Visione, come Cloud o Tidus, è associata a un personaggio, quest'ultimo può sfruttare le sue abilità e sbloccarne di nuove aumentando il suo livello di maestria con i punti guadagnati combattendo. Gli sviluppatori hanno spiegato di essersi ispirati al Job System di Final Fantasy V: le abilità apprese dalle Visioni possono essere infatti equipaggiate anche dopo aver cambiato Visione - che sostanzialmente funzionano come accessori - ma ogni abilità costa un numero di Ability Point che va da 10 a 20 e ogni personaggio può impegnarne un massimo di 100. In questo senso, il sistema delle Visioni offre uno strato di profondità aggiuntivo al sistema di combattimento, pur essendo molto accessibile e non particolarmente complicato come negli Octopath Traveler o nei Bravely Default.
Le Visioni offrono poi un altro vantaggio spettacolare, ovvero le Risonanze, ma per parlarne dobbiamo prima soffermarci sul sistema Stagger: i nemici possiedono un indicatore sotto il nome che si riempie a ogni colpo che incassano, e se usiamo contro di loro gli elementi a cui sono più vulnerabili, questo indicatore si riempie più velocemente. A quel punto il nemico va in Break, perde un turno e riceve più danni, proprio come succede negli Octopath Traveler o nei Persona. Se il giocatore riesce a mandare in Break tutti i nemici contemporaneamente oppure l'unico rimasto, per esempio un boss, allora ottiene l'opportunità di invocare la Risonanza di una Visione: in pratica, la sua super mossa finale, rappresentata da una breve cinematica in computer grafica che si sovrappone brevemente alla scena 2D.
La commistione di computer grafica realistica e pixelart 2D è un po' strana e non siamo sicuri che piacerà a tutti, ma certo richiama alla perfezione le invocazioni dei vecchi Final Fantasy, quelle lunghissime che si guardavano a ogni occasione proprio per la loro spettacolarità, cosa che peraltro conferiva loro un'aura di maggiore importanza. Forse è proprio in questo spirito così tradizionalista che Final Fantasy Resonance trova la sua ragion d'essere: nonostante tutti gli ammodernamenti e le migliorie apportate al gameplay mobile originale, il nuovo titolo Square Enix sembra comunque riuscire a omaggiare il passato di Final Fantasy in un modo che gli appassionati di JRPG riconosceranno all'istante.
Non mancano molti mesi all'uscita: Final Fantasy Resonance sarà infatti disponibile per Nintendo Switch e Switch 2, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC il prossimo 22 ottobre.
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