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Fire Emblem: Fortune's Weave, il provato del nuovo GDR strategico per Switch 2

Manca poco all'uscita di Fire Emblem: Fortune's Weave: ecco le nostre prime impressioni sul nuovo GDR strategico per Nintendo Switch 2.

PROVATO di Christian Colli   —   13/08/2026
Fire Emblem: Fortune's Weave
Fire Emblem: Fortune's Weave
Fire Emblem: Fortune's Weave
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In un autunno dominato dallo spettro di Grand Theft Auto VI, Fire Emblem: Fortune's Weave è probabilmente il gioco che più aspettano i nintendari duri e puri, quelli che hanno comprato Switch 2 sulla fiducia e per i videogiochi che possono giocare solo lì. E il nuovo strategico firmato Intelligent Systems rientra assolutamente nella categoria. In uscita il prossimo 17 settembre, Fortune's Weave è l'ultimo titolo in ordine cronologico di una serie longeva che risale addirittura al 1990 e che ha fatto capolino su quasi tutte le console Nintendo.

Fortune's Weave è anche il sequel indiretto di Three Houses, il pluripremiato Fire Emblem uscito nel 2019: quello è stato un successo straordinario che è servito a far conoscere al grande pubblico una serie che è sempre stata di nicchia. Perciò, dopo la parentesi sperimentale di Fire Emblem Engage, pensato per onorare i trent'anni della serie, lo sviluppatore giapponese ha concentrato tutti i suoi sforzi su un titolo che ambisce a diventare il nuovo punto di riferimento per i JRPG strategici a turni. Lo stiamo giocando già da qualche tempo e vogliamo anticiparvi qualcosina in vista della recensione.

Saghe a quattro mani

L'ultimo Nintendo Direct incentrato su Fire Emblem: Fortune's Weave ha sollevato un polverone quando molti spettatori hanno temuto che il trailer avesse svelato troppo presto un presunto colpo di scena legato alla narrativa del gioco. Vogliamo tranquillizzare i lettori indignati: sì, la storia di Fortune's Weave ha a che fare con i viaggi nel tempo, ma questo è qualcosa che si scopre letteralmente nel prologo. Il continente della Dagda è stato conquistato dal dio demoniaco Balor, al quale si oppongono pochi ribelli superstiti che fanno uso di tecnologie sofisticatissime e super computer che possono costruire corpi artificiali.

I quattro protagonisti di Fire Emblem: Fortune's Weave e al centro il giocatore
I quattro protagonisti di Fire Emblem: Fortune's Weave e al centro il giocatore

La battaglia però è talmente impari che Fortuna, una dea col potere di viaggiare nel tempo, mette in atto un piano disperato: tornare indietro di cinque anni, all'epoca dell'ultimo torneo dei gladiatori di Dagsion. Il nostro compito sarà osservare le disavventure di quattro grandi eroi che hanno partecipato al torneo, nel tentativo di salvarli da un destino infausto e reclutarli per combattere Balor nel futuro. È a questo punto che il gioco comincia davvero.

Chiariamo subito un dettaglio: le storie dei quattro protagonisti, dette anche saghe, sono indipendenti. Potete avviarne una e, nel momento in cui vi stancate o volete cambiare prospettiva, potete semplicemente tornare alla Stanza degli Obelischi nel futuro e sceglierne un'altra. Il gioco salverà separatamente i vostri progressi nella prima, alla quale potrete tornare in un secondo momento, riprendendola da dove l'avete lasciata. È un sistema ingegnoso che permette di giocare le quattro avventure anche in parallelo, senza dover ricominciare tutto da capo dopo aver finito l'avventura solo per scoprire le differenze o tentare nuove strategie. Tendenzialmente potreste usare una saga come banco di prova e mettere in pratica ogni trucco appreso nelle altre.

La benedizione di Fortuna permette di riavvolgere il tempo nelle battaglie
La benedizione di Fortuna permette di riavvolgere il tempo nelle battaglie

Questo sistema, che a prima vista sembrerebbe risolvere i problemi di rigiocabilità spesso lamentati in titoli longevi e impegnativi come Fire Emblem, in realtà ci ha lasciati perplessi per alcuni motivi legati sia alla scrittura che alla progressione nel gioco vero e proprio. Cerchiamo di spiegarci meglio. Noi abbiamo cominciato la saga di Dietrich, uno spadaccino alla ricerca di combattenti contro cui mettersi alla prova: una caratterizzazione enormemente stereotipata che si riflette su una scrittura piuttosto banale. Per questo motivo, dopo qualche ora in cui la storia faticava a decollare, abbiamo deciso di cominciare la saga di Cai, che si iscrive al torneo per salvare il padre, condannato a morte, esprimendo il desiderio che sarà concesso al vincitore dal dio Solel.

A essere del tutto onesti, neppure la saga di Cai ci ha convinto più di tanto nelle prime ore, ma dobbiamo ammettere che si è riscattata abbondantemente con alcuni colpi di scena abbastanza inattesi che l'hanno risollevata tantissimo, facendole prendere una piega molto dark che non ci aspettavamo. La scrittura, in particolare dei dialoghi, resta tuttavia abbastanza puerile, ma d'altro canto la prospettiva di Cai è quella di un adolescente dall'approccio solare e ottimistico. Ogni saga rispecchia un punto di vista diverso, e infatti le saghe di Leda e Theodora, da quel poco che abbiamo visto finora, ci sono sembrate sensibilmente più interessanti e mature sia nelle tematiche che nella scrittura.

Le Mosse ardenti di Cai gli permettono di sparare fuoco dalla mano
Le Mosse ardenti di Cai gli permettono di sparare fuoco dalla mano

Fortune's Weave, insomma, offre una buona varietà di situazioni, ma questo in un certo senso è anche un problema perché le quattro saghe, pur seguendo percorsi narrativi diversi, condividono comunque un buon numero di combattimenti e scene d'intermezzo. Cambiano naturalmente la storia che ruota intorno al protagonista scelto e i personaggi che possiamo reclutare, ma resta invariato l'ordine con cui si svolgono gli incontri nell'arena, si sbloccano le strutture di Dagsion e diventano disponibili le medesime missioni secondarie. Siccome i progressi in termini di Fama e livelli di esperienza ripartono da zero a ogni saga, questo significa che ogni volta dovremo ripetere sostanzialmente lo stesso iter con le dovute differenze minori.

Cosa succederà una volta portata a termine almeno una saga... beh, lo scoprirete nella recensione.

A zonzo per la Dagda

Sul fronte del gameplay, Fire Emblem: Fortune's Weave è sostanzialmente un Three Houses agli steroidi che abbandona i virtuosismi anime di Engage per tornare coi piedi per terra. Si fa per dire, considerando l'insistente elemento soprannaturale che caratterizza la narrativa, tra dèi millenari che camminano tra gli uomini, reincarnazioni, culti diabolici, automi con le orecchie da gatto, pistole laser e riferimenti incrociati che dapprincipio possono apparire incomprensibili. La scrittura è piuttosto criptica, con scene d'intermezzo che fanno oscuri riferimenti a questo o quel nome, ma che diventano più chiare giocando ogni saga: allora i pezzi del puzzle vanno al loro posto e l'intreccio assume contorni più definiti.

La mappa del mondo è un'intricata rete di servizi, funzionalità e luoghi di interesse
La mappa del mondo è un'intricata rete di servizi, funzionalità e luoghi di interesse

Tuttavia non si passano ore a leggere i dialoghi, che sono molto scorrevoli e succinti. Il tempo si divide tra le battaglie principali che portano avanti la storia e le attività secondarie da svolgere liberamente tra un incontro e l'altro nell'arena. Il gioco ci dà un tot di giorni per prepararci, scanditi come una risorsa che si consuma soprattutto spostandoci sulla mappa del mondo: una soluzione che abbiamo trovato un po' farraginosa, ma simpatica, perché il livello di Fama - che cresce completando le missioni secondarie e gli incontri nell'arena - sblocca nuovi punti di interesse da cui si diramano altri percorsi che conducono a obiettivi diversi, come piccole città, punti di trasporto e altre funzionalità.

Il divertimento sta anche nello spingersi sempre più lontano, cercando nuovi percorsi e risorse, completando le eventuali missioni secondarie sulla mappa prima di tornare a Dagsion in tempo per l'incontro nell'arena: un obiettivo che, se mancato, significa Game Over. In questo tempo libero disponibile è quindi fondamentale macrogestire ogni aspetto sul fronte del combattimento: bisogna lottare direttamente o attraverso specifici allenamenti per migliorare i livelli e le competenze dei nostri personaggi, indispensabili per sbloccare nuove classi più potenti, e bisogna gestire l'inventario, comprare armi o eventualmente ripararle, visitare il teatro, le terme o la mensa per migliorare l'affinità tra i combattenti.

Le battaglie strategiche promettono di essere le migliori nella lunga storia di Fire Emblem
Le battaglie strategiche promettono di essere le migliori nella lunga storia di Fire Emblem

Il ritmo lo scegliete voi, ma state attenti a non rovinarvi l'esperienza. Nella nostra saga di Cai siamo entrati in un loop sfavorevole, cercando di reclutare ogni personaggio possibile: abbiamo passato un sacco di tempo a girare per la città facendo doni ai personaggi, che si uniranno a noi solo dopo aver raggiunto un certo livello di affinità e di Fama. Questo approccio, alla lunga si è rivelato assai ripetitivo, spezzato solo dai combattimenti nell'arena e sulla mappa, in cui abbiamo potuto provare le nostre reclute. Va da sé che i giocatori possono decidere liberamente come gestire la situazione, magari puntando solo determinati personaggi in base alla loro classe o anche soltanto al loro design, che è estremamente diversificato, ma quasi sempre tendente all'esotico più che al medievaleggiante.

Fire Emblem: Fortune's Weave supporta la modalità mouse dei Joy-Con 2 di Nintendo Switch 2 Fire Emblem: Fortune’s Weave supporta la modalità mouse dei Joy-Con 2 di Nintendo Switch 2

Se la parte gestionale è migliorata rispetto a Three Houses, resta comunque spigolosa e sicuramente perfettibile nelle partite successive, il sistema di combattimento sembra potenzialmente uno dei migliori nella lunga storia della serie Intelligent Systems. È meno "anime" rispetto a Engage, ma praticamente assimila ogni funzionalità che abbiamo visto in passato, spesso associandole sotto forma di abilità uniche chiamate Mosse ardenti ai protagonisti delle saghe e a pochi altri personaggi importanti che possiedono armi o poteri straordinari.

Il bignami di Fire Emblem

Naturalmente torna lo storico triangolo delle armi di Fire Emblem, che ormai è diventato qualcos'altro visto che i rapporti di forze e debolezze si sono espansi nel tempo andando a incorporare anche armi a distanza, unità volanti, incantesimi e, novità di Fortune's Weave, persino le unità sulle bighe. Il posizionamento resta fondamentale, e siamo inciampati in una serie di espedienti come esplosivi e nemici speciali che hanno sorpreso anche noi che giochiamo la serie dalle sue prime iterazioni, ma il livello di difficoltà predefinito in queste ore ci è sembrato piuttosto semplice, tant'è che ci sentiremmo di consigliare ai veterani il gradino successivo, magari attivando la morte permanente, tanto in battaglia si può sempre riavvolgere il tempo per tornare ai turni precedenti.

Il fatto è che i nemici sono astuti e spesso anche un po' balordi, ma la gran quantità di informazioni a schermo, riassunte da un'interfaccia più chiara e leggibile che mai, aiuta a leggere le loro strategie in anticipo e a comportarsi di conseguenza. Il tempo libero, inoltre, permette di migliorare notevolmente i personaggi spendendo poche risorse: noi abbiamo praticamente speso i nostri denari solo nei doni per l'affinità, acquistando raramente armi e accessori che abbiamo trovato anche nelle cosiddette rovine ispirate a Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia. Le rovine sono veri e propri mini dungeon che si esplorano in terza persona e in cui i combattimenti diventano più simili ai JRPG tradizionali, con la nostra squadra e i nemici ripresi a distanza ravvicinata gli uni di fronte agli altri.

Questi combattimenti a turni, in cui persistono le regole dei combattimenti strategici anche se lo scopo diventa azzerare la salute media cumulativa dei nemici prima che loro azzerino la nostra, si possono saltare completamente affidandone la gestione all'intelligenza artificiale e conferiscono maggiore varietà al gameplay, anche se le rovine sono dungeon estremamente semplici e lineari in cui si rompono casse, si aprono scrigni e si picchiano i nemici finché non scompaiono. Sono anche i luoghi migliori in cui aumentare il livello dei personaggi, dato che tutti guadagnano punti esperienza e non solo quelli schierati in prima linea durante i combattimenti.

L'interfaccia è quella classica, anche se le informazioni date sono più chiare che mai
L'interfaccia è quella classica, anche se le informazioni date sono più chiare che mai

Come molti altri contenuti, le rovine sono quasi completamente opzionali, ma anche di breve durata. In realtà, quasi ogni combattimento opzionale ci è sembrato molto più corto rispetto alle missioni principali, che sono invece più articolate e impegnative. La nostra impressione è che Intelligent Systems abbia voluto limare ogni potenziale sovraccarico, riempiendo il gioco di attività contenute, ma che allo stesso tempo sono così tante e intrecciate che si rischia di soverchiare comunque il giocatore. In questo senso, Fire Emblem: Fortune's Weave tenta diverse soluzioni interessanti, pescando a piene mani nella lunga e gloriosa storia della serie, ma se il risultato alla lunga sia armonico o dissonante lo scoprirete soltanto tra qualche settimana, perciò restate sintonizzati.

Le circa quaranta ore che abbiamo passato su Fire Emblem: Fortune's Weave sembrano solo aver scalfito la superficie del nuovo strategico Nintendo, e stiamo parlando della sola saga di Cai. Questo significa che già le quattro saghe si traducono in uno sproposito di ore di gioco per chi vuole cogliere ogni sfumatura di una storia tutt'altro che banale ma che a tratti poteva essere scritta meglio. Siamo al giro di boa, comunque, e non è ancora finita. Prima di tirare le somme, possiamo già confermare la bontà di un sistema di combattimento che sa ancora sorprendere dopo tutti questi anni e che Intelligent Systems ha puntato a diversificare più che può, riempiendo il gioco di contenuti e attività secondarie che promuovono la libertà di azione del giocatore e la sua capacità di microgestire risorse e personaggi.

CERTEZZE

  • È praticamente un compendio di trent'anni di Fire Emblem
  • Una notevole varietà di personaggi e attività
  • La storia è più interessante di quanto appaia dai primi dialoghi

DUBBI

  • La sovrabbondanza di contenuti potrebbe confondere i nuovi giocatori
  • Ricominciare da zero ogni saga non finirà per essere ripetitivo?
  • Come sarà la difficoltà nelle fasi finali dell'avventura?
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