Game Boy: tutte le versioni della console 19

Continuiamo a omaggiare i trent'anni del Game Boy con un video che ripercorre tutte le versioni della console: dal Game Boy Color al Pocket, arrivando alla famiglia Advance.

VIDEO di Francesco Serino —   17/04/2019

Indice

Il 21 aprile del 1989, Nintendo portò nei negozi il Game Boy. Questo vuol dire che tra pochi giorni, la famosa console spegnerà ben trenta candeline. Con le sue tante forme e gli altrettanti colori, quella Nintendo è stata forse l'unica console ad essere riuscita, prima di PlayStation, ad entrare nell'immaginario collettivo popolare. Anche se non è mai stato realmente tascabile, se non nelle sue ultimissime versioni, portarselo dietro era un piacere a cui nessun appassionato di videogiochi poteva rinunciare. E a poco sono serviti gli sforzi degli avversari: del resto quando hai a che fare con un oggetto destinato a diventare leggenda, non basta un design più accattivante e nuove risorse grafiche per avere la meglio. Che ne dite di ripercorrere insieme la storia di questo mito?

Game Boy (1989)

Il primo Game Boy arrivò sul mercato come un meteorite, e come un meteorite cancellò dalla faccia della terra dieci anni di Game&Watch e videogiochi a cristalli liquidi, quelli che in Italia venivano chiamati semplicemente schiacciapensieri, proprio come il famoso strumento a molla molto popolare tra la Sicilia e la Sardegna. Era il 1989 quando l'idea dello scomparso Gunpei Yokoi si abbatté nei negozi diventando immediatamente l'oggetto più richiesto da tutti i bambini dell'epoca. A dispetto del nome, che oggi non verrebbe mai accettato per quel "boy" cosi limitante, la console Nintendo riscosse un grande successo anche tra un pubblico femminile che all'epoca era praticamente inesistente, e il merito va soprattutto a Super Mario Land e Tetris. Un successo, quello del primo Game Boy, che lo tenne in vita nonostante lo schermo monocromatico e una potenza di calcolo sempre più irrisoria per molti anni: ce ne vollero ben sette prima che Nintendo si decise a sostituirlo con un nuovo modello.

Game Boy Pocket (1996)

Nel 1996, Nintendo presenta il Game Boy Pocket. Dopo sette anni dal capostipite ci si aspetterebbe un bel passo in avanti dal punto di vista tecnico, ma l'azienda giapponese si limita ad apportare solo qualche piccola miglioria pensata per ridurne le dimensioni. L'unico aspetto negativo di questo redesign è che le batterie all'interno scendono da quattro a due, riducendo anche le ore di gioco garantite: quasi quaranta quelle dell'originale, poco più di dieci quelle del Pocket. Il Pocket ebbe comunque una certa importanza anche solo perché pensato per spingere ulteriormente il successo dei "pocket monster", i mostriciattoli che tutti conosciamo come Pokémon. Questo Game Boy è anche il primo ad essere venduto fin dall'inizio in più colorazioni, abbandonando il grigio tipico dell'era ad 8-bit. Nel 1997, in Giappone ne venne anche commercializzata una versione chiamata Game Boy Light, dotata di quella retroilluminazione che venne poi di nuovo abbandonata nei modelli successivi.

Game Boy Color (1998)

La versione Light non uscì mai dal Giappone perché per l'anno successivo Nintendo aveva già nuovi piani: distribuire in tutto il mondo il primo Game Boy a colori. Totalmente retrocompatibile con i giochi dei suoi illustri predecessori, su cui a richiesta poteva aggiungere nuove gradazioni di colori, il Game Boy Color poteva vantare su uni schermo decisamente più appagante di quelli montati sui modelli precedenti, e non solo grazie alle novità più appariscente. Per la prima e unica volta, sul Game Boy Color viene montata anche una porta a infrarossi per uni scambio dati tra più console totalmente wireless.

Game Boy Advance (2001)

Bisogna attendere il 2001 per mettere le mani sul Game Boy Advance, un Game Boy tecnologicamente molto più avanzato della console del 1989, quindi in grado di rappresentare una sorta di Game Boy 2.0. Dodici anni sono un lasso di tempo assolutamente impensabile oggi, ma anche quelli che servirono al Game Boy per evolversi non passarono certo inosservati. Il Game Boy Advance poteva contare su un'architettura a 32-bit, contro gli 8 degli altri altri Game Boy, cosa che lo rendeva molto più simile al Super Nintendo che al Nes usato come base per tutti i modelli precedenti. Oltre che per la sua rinnovata potenza, il Game Boy Advance spiccava per un design a dir poco eccezionale, creato dal designer francese Gwaenel Nicolas e il suo laboratorio creativo, con sede a Tokyo, Curiosity Inc. l'unico aspetto negativo di una console davvero unica era rappresentato dall'assenza della retroilluminazione, per questo motivo divennero molto famosi kit da montare in proprio come l'afterburner. Sarebbe di per sé una bella novità anche la capacita da parte dell'Advance di gestire un numero comunque esiguo di poligoni, se non fosse che alcuni coraggiosi sviluppatori riuscirono a creare elementari giochi 3D anche sulla primissima console portatile Nintendo.

Game Boy Advance SP (2003)

Ed eccolo qui il Game Boy perfetto. L'Advance SP aveva gli stessi muscoli del normale Advance ma finalmente poteva contare su una retroilluminazione di qualità, oltre che a una scocca pieghevole che ne proteggeva lo schermo quando non utilizzato. Il Game Boy Advance SP aveva dimensioni da tasca perfette, un layout dei comandi che non rinunciava per questo a una certa comodità e, per la prima volta, una batteria ricaricabile proprio come quella dei telefoni cellulari dell'epoca. Non è quindi un caso che dopo l'SP, Nintendo decise di passare ad altro, abbandonando il Game Boy in favore della linea DS (Dual Screen).

Game Boy Micro (2005)

Prima di salutare il Game Boy, Nintendo decide di commemorarlo con una versione Game Boy Micro, grande circa come un portachiavi e perfettamente compatibile con l'intera libreria software del sistema. Un oggetto più da collezione che altro, visto che le ridottissime dimensioni gli impedivano quella comodità standard oramai raggiunta dai modelli superiori.
E poi vennero il DS e il 3DS, a loro volta soppiantati da uno Switch che dopo tanti anni è riuscito ad unire la potenza di una console casalinga alla versatilità di un sistema portatile. Un punto di arrivo raggiunto dopo trenta lunghi anni che Nintendo ha passato perfezionando con meticolosa attenzione un sistema capace di creare un mercato parallelo florido e sorprendente, di cui è sempre stata regina indiscussa. E il vostro Game Boy preferito qual è?