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I 10 titoli PSOne che meriterebbero un remake

Oggigiorno i remake sembrano spuntare dappertutto, ma qualora volgessimo lo sguardo all'epoca della prima PlayStation, quali sarebbero i 10 titoli che meriterebbero di corsa un rifacimento?

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   14/03/2026
Metal Gear Solid

Il panorama videoludico attuale è un ecosistema strano: da una parte abbiamo infatti la spinta verso il futuro, rappresentata da titoli che sfruttano tutto quello che le nuove tecnologie hanno da offrire, come le intelligenze artificiali generative, tanto per fare un esempio; dall'altra, assistiamo invece a un prepotente ritorno alle origini, con remake e riedizioni forse mai così frequenti come nelle ultime due generazioni di console.

Sicuramente c'entra eccome quell'effetto nostalgia per cui i videogiocatori trentenni e quarantenni richiedono a gran voce una tirata a lucido di quei giochi che hanno tenuto loro compagnia in gioventù, ma spesso questa operazione di rispolvero può essere anche una grande occasione di scoperta per le nuove generazioni di utenti.

La prima PlayStation sarebbe una  miniera d'oro per possibili remake in chiave moderna
La prima PlayStation sarebbe una miniera d'oro per possibili remake in chiave moderna

In questo scenario, la prima, indimenticabile PlayStation rimane uno dei giacimenti auriferi più preziosi, e sebbene alcuni giganti di quell'epoca siano già tornati, come ad esempio Final Fantasy VII, esistono dei capolavori meritevoli di una seconda chance che sono però ancora intrappolati in quei poligoni e in quelle texture a bassa risoluzione.

E allora proviamo a fare una lacunosissima lista di 10 giochi risalenti alla prima PlayStation, appunto, che sarebbero degni di un remake, di una riedizione per i sistemi moderni.

Metal Gear Solid

Non si può parlare di PlayStation senza nominare l'opera che forse ha cambiato per sempre il concetto di narrazione cinematografica nel videogioco. Sebbene esistano voci insistenti di un remake, e sebbene un remake esista già, ovvero quel The Twin Snakes pubblicato su Gamecube nel 2004, il ritorno di Solid Snake a Shadow Moses oggi rappresenterebbe un evento culturale totale.

Il mitico Hind D di Liquid Snake
Il mitico Hind D di Liquid Snake

La sfida qui sarebbe certamente di carattere estetico, ma anche, se non soprattutto, strutturale: l'originale Metal Gear Solid era infatti geniale nel piegare i limiti tecnici dell'epoca come gli spazi chiusi e ristretti a favore della tensione stealth; quindi un remake moderno avrebbe senz'altro il compito di espandere quelle aree senza però perdere per la strada il senso di claustrofobia.

Tuttavia il vero salto di qualità sarebbe nell'interazione ambientale e nei boss. La battaglia contro Psycho Mantis, che nel 1998 rompeva la quarta parete leggendo la nostra Memory Card, oggi, chissà, potrebbe magari interagire con i nostri profili social, con il feedback aptico del controller o con i dispositivi smart della nostra abitazione, creando un'esperienza meta-narrativa senza precedenti.

Lo scontro con Gray Fox in un eventuale remake sarebbe un sogno che si avvera
Lo scontro con Gray Fox in un eventuale remake sarebbe un sogno che si avvera

Un remake di Metal Gear Solid sarebbe un doveroso omaggio a Hideo Kojima e un apprezzatissimo regalo per tutti i fan, ma sarebbe anche la riaffermazione di un genere che al giorno d'oggi, tra open world dispersivi e multiplayer frenetici, sembra aver smarrito la sua anima più tattica e riflessiva.

Tombi!

Dare spazio a uno dei giochi più eccentrici, variopinti e ingiustamente sottovalutati dell'intera libreria PlayStation è sì un piacere ma soprattutto un dovere: stiamo parlando di Tombi!. Nato dalla mente geniale di Tokuro Fujiwara, già padre di Ghosts 'n Goblins, questo titolo rappresentava un esperimento di game design incredibilmente avanti per i tempi, poiché mescolava una struttura da platform 2.5D con una progressione non lineare basata su oltre cento quest da portare a termine.

Il cavernicolo dai capelli rosa è sempre nei nostri cuori
Il cavernicolo dai capelli rosa è sempre nei nostri cuori

Un eventuale rifacimento potrebbe portare il suo delizioso stile artistico su vette elevatissime, senza contare che il vecchio, criptico sistema di missioni potrebbe uscirne parecchio svecchiato, magari attraverso l'utilizzo di un diario maggiormente prodigo di informazioni. Riportare in vita Tombi! significherebbe restituire al pubblico un'avventura solare, bizzarra e profondamente stratificata; un'avventura in grado di ricordarci che la creatività giapponese di fine anni '90 non aveva paura di sfidare le etichette per creare qualcosa di unico.

The Legend of Dragoon

Per anni è stato considerato il fratello minore dei Final Fantasy, ma il tempo, si sa, è galantuomo, e ha pian piano dato ragione alla visione di Sony. The Legend of Dragoon era infatti un gioco di ruolo che possedeva un'estetica fantasy-tecnologica unica e un sistema di combattimento che richiedeva un tempismo quasi da rhythm game; fattore, questo, che rendeva i turni incredibilmente dinamici.

È un peccato che The Legend of Dragoon sia praticamente finito nel dimenticatoio di Sony
È un peccato che The Legend of Dragoon sia praticamente finito nel dimenticatoio di Sony

In un periodo dove i JRPG stanno vivendo una nuova età dell'oro, il ritorno di Dart e compagni sarebbe una mossa magistrale, anche perché oggi le spettacolari trasformazioni in Dragone potrebbero essere rappresentate con una magnificenza visiva mai vista. Com'è normale un remake di questo calibro punterebbe forte sul comparto grafico, ma potrebbe essere anche un'ottima opportunità per affinare quel sistema di combo che rendeva ogni scontro una sfida di abilità; tutto questo magari introducendo una fluidità simile a quella vista nei giochi di ruolo moderni ma mantenendo comunque quella rigidità strategica che lo ha reso un autentico cult.

Legacy of Kain: Soul Reaver

Con la remaster di Defiance e il nuovissimo Ascendance, il marchio Legacy of Kain sta dimostrando che c'è una grande sete di anime ancora oggi, nel 2026. Nella seconda metà degli anni '90, in un periodo in cui "avventura" era principalmente sinonimo di "Lara Croft", Soul Reaver ha rappresentato una graditissima digressione dark, con Raziel che è diventato ben presto uno dei personaggi più riconoscibili della storia videoludica.

Raziel meriterebbe un ritorno in grande stile
Raziel meriterebbe un ritorno in grande stile

La caratteristica distintiva del titolo sviluppato da Crystal Dynamics era lo streaming dei dati che permetteva di passare dal mondo materiale a quello spettrale addirittura senza caricamenti; un miracolo tecnico per l'epoca e che oggi, con gli SSD, potrebbe essere portato all'estremo. Immaginare infatti la terra di Nosgoth come un immenso mondo aperto decadente e gotico, dove le geometrie, le architetture e persino i nemici mutano sotto gli occhi del giocatore è davvero da acquolina in bocca.

La narrazione profonda, oseremmo dire quasi shakespeariana, avrebbe poi bisogno di attori di livello elevatissimo, mentre il sistema di combattimento potrebbe sicuramente evolvere in qualcosa di simile a un action moderno, ma con una forte enfasi sull'uso dei poteri elementali e sulla manipolazione dell'ambiente.

Soul Reaver era un'avventura raffinatissima
Soul Reaver era un'avventura raffinatissima

Insomma, definire Soul Reaver soltanto un gioco è riduttivo; l'avventura di Raziel è soprattutto un'atmosfera, un lamento funebre sotto forma di poligoni che attende solo di essere riprodotto con dei mezzi all'altezza del suo nome.

Tenchu: Stealth Assassins

Anni luce prima che i ninja videoludici diventassero supereroi in grado di abbattere interi eserciti frontalmente, Tenchu ci insegnava che il vero ninja è un'ombra che colpisce per poi sparire nel nulla. Oggi sembrano elementi da considerare come scontati ma va sottolineato come, nel lontano 1998, la libertà d'approccio offerta dal titolo di Acquire e l'uso del rampino fossero a dir poco rivoluzionari; oggi, nel 2026, dopo il successo di titoli come Sekiro, ci sarebbe sicuramente uno spazio enorme per uno stealth puro ambientato nel Giappone feudale, ma con un tono più realistico e crudo.

È stato un peccato veder sparire pian piano Rikimaru dal panorama videoludico
È stato un peccato veder sparire pian piano Rikimaru dal panorama videoludico

Un remake dell'avventura originale di Rikimaru e Ayame a nostro modo di vedere potrebbe magari puntare tutto sulla simulazione sensoriale, tra il rumore dei passi sulle tegole bagnate, la direzione del vento che trasporta l'odore del protagonista verso i cani da guardia e la necessità di studiare le ronde delle pattuglie prima di agire.

Sul fronte della difficoltà, ci piacerebbe immaginare un livello violento e punitivo: sarebbe infatti bello vedere le probabilità di sopravvivenza calare drasticamente una volta che si viene scoperti; fattore che costringerebbe il giocatore a servirsi dell'astuzia e delle trappole piuttosto che di un approccio frontale per avere la meglio, e che preserverebbe rispettosamente l'anima stealth del titolo.

Driver

Col passare del tempo la serie Driver si è avvitata su se stessa, proponendo capitoli solo in alcuni casi degni di condividere il nome con il primo episodio apparso su PlayStation nel 1999.

Il tutorial di Driver era fondamentale per acquisire le nozioni base del gioco
Il tutorial di Driver era fondamentale per acquisire le nozioni base del gioco

Stiamo infatti parlando di quello che era un autentico inno alla guida cinematografica, ispirato ai grandi film degli anni '70 come ad esempio Driver - L'imprendibile o Bullitt. Per chi non lo sapesse, Tanner era un poliziotto infiltrato, e la propria auto era il prolungamento del suo corpo; in questo carnevale di sgommate e borchie perse per strada, i folli inseguimenti con la polizia e le fughe sul filo di lana erano il cuore pulsante dell'esperienza.

Oggi, un remake di Driver potrebbe significare una Miami e una New York ricostruite con un livello di dettaglio fotorealistico, dove ogni auto è un concentrato di fisica avanzata, con carrozzerie che si accartocciano in modo credibile e ancora più adrenalina innescata dall'incessante confronto con la polizia.

L'ultima missione di Driver era un autentico incubo
L'ultima missione di Driver era un autentico incubo

Va da sé che il comparto narrativo potrebbe beneficiare magari di una sceneggiatura potenziata e quindi adeguata agli standard attuali; un poliziesco su quattro ruote dal sapore vintage e con una colonna sonora che grida anni '70. Sarebbe un vero spettacolo.

Vagrant Story

Più di un quarto di secolo fa Yasumi Matsuno e Squaresoft hanno dato vita a un capolavoro barocco che ancora oggi sfida ogni categorizzazione, ogni etichetta, e questo capolavoro risponde al nome di Vagrant Story. Quello approdato su PlayStation nel 2000 era infatti un dungeon crawler, un puzzle game e insieme un RPG con un sistema di crafting talmente profondo da risultare quasi intimidatorio per l'utente.

Lo stile artistico di Vagrant Story era stupefacente
Lo stile artistico di Vagrant Story era stupefacente

Ma non era solo questo a rendere l'avventura di Ashley Riot leggendaria, quanto piuttosto un gameplay a dir poco sopraffino e un comparto estetico quasi da concept art in movimento. Ragion per cui un eventuale remake moderno non dovrebbe fare in modo di semplificare le profonde meccaniche messe a punto all'epoca da Square, ma di renderle più leggibili attraverso un'interfaccia utente elegante e moderna, e naturalmente dovrebbe conservare quella peculiarità visiva che rese il titolo un unicum al momento della sua pubblicazione.

Un remake di Vagrant Story oggi sarebbe l'occasione per riscoprire questa gemma nascosta
Un remake di Vagrant Story oggi sarebbe l'occasione per riscoprire questa gemma nascosta

Vagrant Story era un gioco per un pubblico maturo; un pubblico che non aveva paura di leggere tra le righe di una trama politica e teologica complessa. Tutto materiale che secondo noi, al giorno d'oggi, potrebbe essere valorizzato alla grande da un rifacimento.

Final Fantasy IX

Parlando ancora di Square, dobbiamo ammettere che la casa giapponese sta facendo penare non poco quei fan che sono in attesa di un remake di Final Fantasy IX. Mentre il settimo capitolo della saga è stato protagonista di una riedizione che ha incontrato il favore del pubblico e che ha apportato pesanti cambiamenti alla ricetta originale, chissà, magari la nona fantasia finale potrebbe meritare un approccio diverso, una celebrazione della sua estetica fiabesca.

L'estetica di Final fantasy IX disorientò molti di quelli che venivano dall'ottavo episodio della serie
L'estetica di Final fantasy IX disorientò molti di quelli che venivano dall'ottavo episodio della serie

Nel 2026, un remake di FFIX potrebbe quindi essere innanzitutto un trionfo visivo su vasta scala, ma senza dimenticare le meccaniche ruolistiche che potrebbero essere rifinite per offrire una maggiore personalizzazione. Indubbiamente il cuore del gioco ci piacerebbe rimanesse la narrazione corale, ma dobbiamo confessare che rivedere quel design morbido, colorato e favolistico potenziato dalla tecnologia odierna sarebbe veramente un'emozione indicibile.

Syphon Filter

Gabe Logan è stato spesso oscurato da altri agenti segreti, ma la verità è che la saga di Syphon Filter offriva un mix di azione e tattica che ha incontrato pochi eguali sul mercato. Le missioni internazionali, la caccia a un virus letale dal nome improbabile e l'utilizzo del taser rendevano ogni livello una piccola avventura a sé stante, zeppa di piombo, granate e capriole per salvare in extremis la pellaccia.

La mitica prima missione di Syphon Filter ambientata in Georgia Street
La mitica prima missione di Syphon Filter ambientata in Georgia Street

Qualora ci fosse la volontà di realizzarlo, un remake nel 2026 potrebbe trasformare Syphon Filter in un thriller d'azione moderno ad alto budget, tra coperture distruttibili, proiettili dotati di traiettorie realistiche e una sceneggiatura magari meno fumosa di quella originale. La trama, infatti, sebbene legata agli anni '90, potrebbe essere attualizzata con temi legati, perché no, alla cyber-sicurezza, mantenendo però quell'anima da blockbuster estivo che ha reso grandi soprattutto i primi due capitoli del franchise.

Ape Escape

E chiudiamo questa lista dei ricordi con il gioco che ha di fatto sdoganato l'uso del DualShock. C'è poco da fare, Ape Escape era pura gioia ludica, un concentrato di creatività e follia giapponese che ci obbligava a catturare scimmie dispettose usando una serie di gadget a dir poco assurdi.

Un remake di Ape Escape potrebbe generare una serie di situazioni che definire assurde sarebbe poco
Un remake di Ape Escape potrebbe generare una serie di situazioni che definire assurde sarebbe poco

Oggi, un suo remake spingerebbe al massimo le potenzialità del DualSense, su questo non ci piove, e sebbene ne dessero evidente prova già nel 1999, grazie alle moderne intelligenze artificiali le stesse scimmie potrebbero manifestare personalità distinte, reagendo in modo unico ai tentativi di cattura e generando dunque situazioni comiche sempre diverse.

Questi sono i dieci titoli per la prima PlayStation che secondo noi meriterebbero un remake oggi, ma, ehi... Dino Crisis, Xenogears, Alundra, C-12: Final Resistance... insomma, il nostro elenco è lontanissimo dall'essere esaustivo; ecco perché ora tocca a voi completarlo nei commenti.