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Il seguito di Head Over Heels è stato un atto d'amore, svela il suo sviluppatore di 81 anni

Iniziato nel 1989 e interrotto nei primi anni '90 a causa dell'ascesa delle console domestiche, il sequel del classico Head Over Heels ha finalmente visto la luce grazie all'incoraggiamento di un ex dirigente di Ocean Software e all'accordo sui diritti d'autore con Atari.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   29/05/2026
La copertina di Return to Blacktooth

La recente pubblicazione di Return to Blacktooth, seguito di Head Over Heels, segna la conclusione di un ciclo di sviluppo lunghissimo. Al suo creatore, Colin Porch, ormai ottantunenne, sono infatti serviti 37 anni per portare a termine il progetto, i cui lavori iniziali risalgono al 1989.

In una recente intervista rilasciata all'emittente televisiva britannica ITV, Porch ha ripercorso le tappe che hanno portato al recupero del titolo. Il gioco era stato quasi del tutto abbandonato nei primi anni '90, in concomitanza con la rapida affermazione delle console domestiche. Il merito della ripresa dei lavori, spiega lo sviluppatore, va attribuito a un suo ex superiore ai tempi di Ocean Software, storico editore inglese, attivissimo negli anni '80 e '90.

Grande richiesta

"Il mio vecchio capo, Gary Bracey, mi chiese: 'Che fine ha fatto il sequel a cui stavi lavorando?'", racconta Porch. "Gli risposi: 'L'ho abbandonato'. 'Devi finirlo', mi disse, 'oggi c'è una grande richiesta per i retro game'."

Una volta presa la decisione di riprendere in mano il codice, il team ha dovuto affrontare un ostacolo di natura legale: capire chi detenesse la proprietà intellettuale dei personaggi. Le ricerche hanno rivelato che i diritti appartenevano all'attuale Atari. "Non potevamo commercializzarlo finché non avessimo ottenuto il loro permesso", ha precisato Porch.

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Risolta la questione dei diritti, il passo finale è stato individuare un editore, ruolo che è stato poi assunto da Thalamus Digital, un altro nome che proviene dagli albori del medium videoludico.

Riflettendo sul lungo percorso di realizzazione, lo sviluppatore ha descritto l'impegno personale riversato nel titolo. "È stato un progetto dettato dalla passione, perché fin dall'inizio ero molto legato a questo gioco", ha dichiarato a ITV. "Il titolo è pieno di enigmi e mi sono divertito molto a idearli. Sarà una sfida tra il mio ingegno e quello del giocatore che lo affronterà".

Return to Blacktooth è attualmente disponibile per le piattaforme d'epoca Atari ST e Commodore Amiga, al prezzo di 12,99 dollari.

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