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GIGABYTE TRX40 AORUS MASTER, schede madri per Threadripper di terza generazione

La GIGABYTE TRX40 AORUS MASTER cerca di coniugare le capacità dei nuovi Threadripper con un prezzo tutto sommato contenuto

SPECIALE di Mattia Armani   —   21/11/2019

Mentre aspettiamo l'arrivo dei Threadripper di terza generazione abbiamo dato uno sguardo da vicino alla GIGABYTE TRX40 AORUS MASTER, una scheda madre che grazie al nuovo socket sRTX4 promette di sfruttare all'osso la nuova serie di processori per PC HEDT basati su tecnologia Zen 2 a 7 nanometri. Ci aspettiamo quindi un ulteriore miglioramento della scalabilità nonostante l'elevato numero di core di CPU che partiranno con modelli da 24 e 32 core per arrivare, molto probabilmente, fino a 48 e 64 core. Da qui la necessità di rifinire la mappatura dei contatti del processore, pur mantenendo lo stesso numero di 4094 pin dei socket precedenti, per tirare fuori il massimo da un'architettura già ottima e dai margini di miglioramento sensibili come abbiamo visto con i modelli desktop e nello specifico con il Ryzen 9 3950X. Sono infatti bastati alcuni mesi di ritardo per garantire, con il modello da 16 core, un'ottimizzazione sensibilmente superiore ai primi modelli, anche in ottica gaming. Certo i Threadripper non sono pensati giocare, ma promettono comunque di cavarsela in ogni campo, garantendo al contempo una potenza bruta fino a qualche tempo fa impensabile per un desktop di qualsiasi fascia.

Gigabyte Trx40 Aorus Master 1

Connettività interna, storage e overclock

Oltre a supportare le CPU Threadripper di terza generazione, GIGABYTE TRX40 AORUS Master gode ovviamente di tutte le novità correlate all'architettura Zen 2, inclusa l'interfaccia PCIe 4.0 che permette di spingere un'unità M.2 NVMe M.2 di ultima generazione fino a oltre 6GB di velocità di lettura. Ed è possibile installarne parecchie di fronte a un sistema che offre 86 linee PCIe di cui 72 utilizzabili liberamente. Da qui eccoci di fronte a 3 porte M.2 tutte x4, una porta LAN AQUANTIA da 5GbE, una classica porta da Gigabit targata Intel e quattro slot PCIe 4.0 x16, di cui due viaggiano a x16 e due a x8, che sono adatti per supportare al meglio configurazioni da quattro schede NVIDIA o AMD senza paura di alcun collo di bottiglia. Non male per una scheda madre che cerca di contenersi, evitando di caricare il prezzo con schede di espansione M.2, LAN 10GbE o lussi eccessivi. Da qui il prezzo consigliato di circa 510 dollari, senza dubbio elevato ma commisurato a processori da oltre mille dollari e decisamente inferiore a quello dei modelli di punta che dovrebbero avvicinarsi ai 900 dollari di listino.

Gigabyte Trx40 Aorus Master 11

Ma pur non puntando ad alcun record, la GIGABYTE TRX AORUS Master non ci fa mancare la possibilità di alzare le frequenze dei massimo 8 banchi da 32GB di memoria DDR4 quad-channel che possono essere spinti fino a 4400MHz. Sia chiaro, probabilmente come per i Ryzen consumer saranno sufficienti 3600/3733MHz per sfruttare a fondo il sistema, ma non sono escluse sorprese viste le modifiche rilevanti al chipset. Siamo invece sicuri di vedere guadagni dalla CPU con una scheda che permette di alzare i giri e sperimentare grazie a una dotazione niente male che conta doppio connettore ausiliario a 8-pin per l'alimentazione della CPU, VRM Infineon Digital a 16+3 fasi da 70 Ampere, doppio BIOS con funzione flashback, LED di debug, possibilità di installare il BIOS senza installare la CPU e PCB a 8 strati. Il tutto raffreddato da un lungo dissipatore passivo che si inserisce in un sistema di raffreddamento non certo estremo ma dotato di tutto il necessario tra ventola sul chipset, 8 connettori per ventole o pompe d'acqua, 2 sensori per la rilevazione delle temperature esterna in aggiunta ai 7 interni, rilevamento del sonoro per bilanciare le ventole e backplate. Promette quindi di garantire comodità, resistenza e buoni margini di manovra anche di fronte a processori dai consumi inevitabilmente più elevati di quelli dei modelli desktop consumer. Per il Threadripper 3970X si parla infatti, almeno secondo le indiscrezioni emerse in questi giorni, di 280W per 32 core e 64 thread che girano a un clock base di 3.7GHz, con un aumento del 15% dell'efficienza rispetto alla generazione precedente.

Gigabyte Trx40 Aorus Master 8

USB, comparto audio ed estetica

L'incremento di linee del sistema garantisce un aumento della connettività USB complessiva, cosa che coinvolge il numero di porte USB ad alta velocità. Sul retro della GIGABYTE TRX40 AORUS Master troviamo infatti ben quattro ingressi Gen 2 3.2 Type-A affiancati da un ingresso Gen 2 3.2 Type-C e due classici ingressi 2.0 utili per periferiche vecchio o che non hanno bisogno di velocità di trasferimento particolarmente elevate. Inoltre, collegando il case o schede di espansione agli appositi connettori della scheda madre, possiamo accedere a un'altra porta USB 3.2 Gen 2 Type-C, quattro porte 3.2 Gen 1 e quattro porte USB 2.0. Non mancano inoltre comodità come 8 porte SATA, connessione USB TurboCharger, un piccolo slot PCIe x1, l'unico sprovvisto di rinforzo in metallo, e l'ovvia connessione integrata Intel Wi-Fi 6 AX200 con antenna annessa da agganciare ai due connettori sul retro della scheda madre, poco sopra ai cinque contatti in oro del comparto audio, gestito dalla combinazione tra Realtek ALC1220-VB e ESS Sabre 9218.

Gigabyte Trx40 Aorus Master 9

Parliamo quindi di un reparto audio piuttosto buono, almeno parlando di una soluzione integrata, che può vantare anche l'impiego di condensatori tedeschi WIMA a garantire pulizia del segnale e longevità. Ed è un bene visto che parliamo di un prodotto che pur inseguendo un relativo risparmio, non lesina sulle cose importanti, come i rinforzi in metallo per tutti gli otto banchi di RAM, piazzati come d'abitudine per queste soluzioni ai due lati della CPU. Si nota invece il risparmio dal punto di vista del look, almeno in confronto alle classiche soluzioni di fascia estrema piene di luci e di schermi. In questo caso il LED RGB Fusion 2.0 è uno solo, piazzato sulla copertura del backpanel, ma si incastra bene in un'estetica che risulta pulita ed elegante grazie ai dissipatori passivi, alle linee pulite e all'efficace alternanza tra nero e grigio metallizzato. Sulla scheda, comunque, troviamo un nutrito numero di connettori RGB programmabili per garantire la piena personalizzazione luminosa, oggi sempre più in voga, attraverso strisce LED e ventole con illuminazione incorporata. Non manca nulla, quindi, per una scheda che non si spinge all'estremo, ma si pone come soluzione bilanciata per un sistema Threadripper attento anche al prezzo complessivo.