I migliori giochi da tavolo per videogiocatori 9

L'influenza dei giochi da tavolo sulla nostra cultura si estende dal cinema al gaming, da pellicole come Game Night fino a boardgame legati a doppio filo ai videogiochi

SPECIALE di Mattia Armani —   26/10/2018

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I giochi da tavolo sono una delle forme di divertimento di gruppo più antico, forse addirittura antecedenti alla scrittura e di sicuro parenti stretti dei giochi astratti di strategia, anche se nei secoli addomesticati per diventare attività sociali, forme di aggregazione perfette per raccogliere un gruppo di amici intorno a un tavolo. Questo non esclude che due persone legate da un'amicizia fraterna possano arrivare all'odio sempiterno per la conquista del sopravvalutato Parco della Vittoria, ma l'occasionale rottura di un rapporto ventennale non diminuisce l'importanza dei giochi di società nella nostra cultura. Non stupisce quindi che invadano spesso altri campi, con il cinema che li ha celebrati a più riprese, e non senza un discreto successo, a partire dal memorabile Signori, il Delitto è Servito, immortale adattamento di Cluedo mescolato con la parodia dei grandi gialli d'epoca. E successivamente i giochi da tavolo sono tornati sul grande schermo con i due Jumanji, con il meno riuscito Zathura e con lo spettacolarmente disastroso Battleship, diventando anche il fulcro del recente Game Night, disponibile ora su Infinity, una riuscita commedia hollywoodiana interpretata da Jason Bateman e Rachel McAdams che colloca i giochi da tavolo in un ambientazione realistica, per quanto ironica, aggiungendo alla ricetta elementi da caccia al tesoro e cena con delitto. Dal punto di vista delle meccaniche, però, il mezzo di comunicazione più vicino al gioco da tavolo è quello del videogioco. Un media che deve molto a giochi di strategia e di società e che da qualche anno restituisce il favore, diventando spesso protagonista di prodotti di ogni forma e fattura. Oggi la scelta è davvero ampia e benché diversi titoli siano il semplice frutto di operazioni di branding, non mancano sorprese capaci di trasformare le meccaniche digitali in interessanti dinamiche da tabellone.

Xcom The Board Game

Uno sposalizio nel nome della cooperativa

Se c'è una tipologia di gioco da tavolo che si sposa particolarmente bene con il videogioco, questa è quella cooperativa. E talvolta il legame dipende dalla natura stessa della fonte di ispirazione, come nel caso celebre strategico a turni X-Com, che a sua volta nasce dai giochi di miniature chiudendo il cerchio. Eppure l'adattamento da tavolo della serie creata da Julian Gollop non riprende le meccaniche sul campo del videogioco, incentrando invece tutto sul Geoscape, la mappa strategica della terra che nell'adattamento cartaceo permette ai giocatori, ognuno legato a uno specifico compito che va dalla ricerca al comando di una squadra di intervento, di affrontare le minacce extraterrestri. Oltretutto gli alieni, come altri aspetti del gioco, sono delegati a un'applicazione che gestisce eventi, timer e minacce aliene, rendendo X-Com: The Board Game uno dei giochi da tavolo più vicini a un vero videogioco.

Non tutto è perfetto, sia chiaro, ma si tratta di un'esperienza senza dubbio interessante. E lo stesso vale per la trasposizione da tavolo di Gears of War, uno sparatutto in tempo reale difficile da accostare all'idea di un gioco di società a turni, ma caratterizzato da una buona componente tattica esaltata da coperture, mappe e meccaniche cooperative. Il risultato non è il boardgame più raffinato in circolazione, ma ripropone l'anima caciarona e divertente della sua fonte di ispirazione, godendo della varietà tipica dei giochi che permettono di costruire mappe sempre diverse grazie a un set di tessere. Le meccaniche sono meno complesse e profonde di quelle di un dungeon crawler come Gloomheaven, ma l'appeal del brand ha permesso a Gears of War: The Board Game di incontrare un buon successo. Ciononostante risulta pressoché introvabile e questo significa che i pezzi ancora reperibili sono venduti a prezzi esorbitanti.

Bioshock Siege Of Columbia

Videogiochi trasformati in classici da tavolo

La formula adottata da Fantasy Flight Games per Civilization: The Board Game è complicata di quella dell'omonimo strategico realizzato qualche anno prima da Eagle Games, e risulta semplificata anche rispetto ai videogiochi della serie di Sid Meier. Ma le somiglianze non mancano e si mescolano in un riuscito gioco da tavolo basato sulla costruzione di un impero. Questo grazie anche a un bilanciamento che funziona a prescindere dal numero dei giocatori, a patto di apprezzare il particolare sistema di combattimento, la durata di partite che possono arrivare a 4 ore e la necessità di un ampio spazio per giocare. Lo stesso requisito dell'ormai datato Starcraft: The Board Game, uno strategico di conquista che come la controparte digitale gira intorno alla raccolta delle risorse e al combattimento. Video 57435Lo scontro diretto tra Protoss, Terran e Zerg, però, prende il sopravvento a causa degli obiettivi necessari a raggiungere le condizioni di vittoria, restituendoci un'esperienza non perfettamente bilanciata. La scelta, comunque, taglia le tempistiche di gioco, nonostante il massimo numero di giocatori arrivi a sei, e contribuisce a dare una connotazione particolare a un titolo imperfetto ma senza alcun dubbio affascinante, grazie anche alla alla componentistica di primo livello. Basta invece l'ambientazione per dare un sapore particolare a BioShock Infinite: The Siege of Columbia che oppone due fazioni, quella della Vox Populi e dei Fondatori, impegnate nella conquista di Columbia. Carte, upgrade delle unità e comandanti garantiscono un buon controllo sul combattimento, ma c'è una componente casuale che determina lo spostamento tra i distretti della città e per qualcuno risulta decisamente frustrante. Ma nel complesso parliamo di un gioco decisamente divertente che, come anticipato, vanta un setting dal grande fascino.

Zombicide

Giochi di società originali ma chiaramenti ispirati a videogiochi

Boss Monster sfrutta le carte ma è un vero e proprio gioco di società che trasuda gaming da ogni poro, a partire dal design. Tutto realizzato in pixel art, il titolo targato Fever Games permette a quattro giocatori di competere per la costruzione graduale di un dungeon che viene creato affiancando carte legate a questa specifica categoria. Le altre invece includono gli incantesimi, fondamentali per infastidire gli avversari, e gli eroi, che dovranno sfidare il nostro dungeon permettendoci così di accumulare punti. Il risultato è una combinazione tra side-scrolling e Dungeon Keeper che funziona a meraviglia grazie alle dinamiche tutt'altro che banali ma decisamente intuitive, tanto per un appassionato di giochi da tavolo quanto per un videogiocatore. Parliamo di un prodotto divertente e immediato, due parole che possiamo usare anche per Zombicide anche se in questo caso non mancano miniature, tabellone e strutture da esplorare. Il videogioco di riferimento, in questo caso, è senza alcun dubbio Left 4 Dead, autentico mostro sacro nell'ambito dei giochi di combattimento cooperativo. In questo caso, però, lo scenario viene tutto costruito a inizio partita, i sopravvissuti possono arrivare a 6 e le dinamiche trascendono quelle del titolo Valve. Inoltre ci sono delle abilità speciali che comprendono una skill di partenza in alcuni casi capace di garantire un'arma iniziale. Il resto invece è molto simile (escludendo ovviamente la formula a turni) allo sparatutto cooperativo più celebre di sempre, a partire dalle armi e dall'equipaggiamento per arrivare al rumore prodotto da alcune azioni. Ed è qui che brilla la stella di un gioco che esalta la dimensione cooperativa, causando brutali ma sacrosanti litigi in caso di errore, con la stessa efficacia dei giochi a cui si ispira.

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