Google Stadia, il provato della GamesCom 2019 78

La GamesCom 2019 è stata l'occasione per provare nuovamente Google Stadia e fare conoscenza con il controller ufficiale

PROVATO di Umberto Moioli   —   22/08/2019

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Con la presentazione della GDC 2019, Google Stadia ha (ri)lanciato la corsa al cloud gaming: l'entrata di campo del gigante americano, l'accelerata di Microsoft con Xcloude numerose altre iniziative puntano all'adozione di questa tecnologia anche nell'ambito del gaming negli anni a venire. Il che non vorrà dire la morte del videogioco come lo conosciamo, ovviamente, ma l'apertura di nuove strade e mercati. Restando all'oggi, in attesa di capire come si evolverà il panorama nei prossimi anni, alla GamesCom 2019 siamo stati invitati da Google a provare nuovamente la sua piattaforma e, per la prima volta, il controller.

Mortal Kombat e Doom

Il set up durante la nostra prova prevedeva un Chrome Book collegato ad una TV e poi un Google Pixel 3, entrambi connessi alla rete via cavo. Da un test ufficiale è prevedibile che tutto il set up sia quello ideale: la connessione cablata per entrambi i dispositivi ha garantito una certa stabilità dell'immagine che non dava problemi né in termini di frame rate, né di artefatti grafici dovuti alla perdita di pacchetti di dati. Doom e Mortal Kombat 11 sono entrambi titoli che richiedono fluidità e il minor input lag possibile: durante il test della GamesCom non abbiamo rilevato nessuno dei due in maniera marcata. Abbiamo ripulito un livello pieno di nemici nel primo caso e giocato alcuni match contro l'intelligenza artificiale nel secondo: rispetto al PC e alle console non siamo davanti allo stesso numero di frame al secondo, qualche imperfezione c'è e per chi ad esempio è abituato a giocare gli FPS su schermi ad alto refresh rate la differenza si fa sentire, ma bisogna pensare che Google Stadia non intende necessariamente diventare la soluzione di gioco per gli utenti più hardcore.

Anzi Google potrebbe puntare a un pubblico un po' più casual (e l'integrazione con YouTube è un forte indizio) e per loro quanto mostrato dovrebbe andare più che bene. Chiaramente si tratta di test provvisori, poco indicativi per quanto riguarda l'esperienza finale ma utili per avere la certezza che, con la connessione giusta, Google Stadia funziona. Il gigante americano per ora lancerà Stadia abilitato per funzionare con connessione wi-fi o Ethernet, mentre non è previsto alcun supporto per il 4G. C'è l'intenzione in futuro di estendere l'utilizzo della piattaforma al 5G quando questo sarà più stabile e diffuso; il lancio di Stadia in Asia nel 2020 potrebbe rappresentare un banco di prova in tal senso. Riconfermata anche l'adozione, in un secondo momento, della risoluzione fino all'8K: un traguardo tecnologico più che una reale necessità negli anni a venire considerando che l'adozione di questo standard, sia in ambito TV che monitor, richiederà parecchio tempo per diffondersi su larga scala.

Il controller

Nel corso del nostro test abbiamo messo le mani anche sul controller, che non avevamo potuto testare nel corso della GDC di marzo. Il pad, disponibile dal 13 novembre assieme all'apertura del servizio, è abbastanza classico e in termini di funzionalità ricalca quello di PS4, Xbox e simili. Alle due colorazioni presenti, bianca e verde, se ne aggiunge una terza nera che però non è stata portata alla GamesCom. Buona la resa dei due stick analogici, comodi e precisi, così come i pulsanti frontali. Ok i dorsali, meno i grilletti che hanno una corsa troppo leggera, quasi impalpabile. Anche la croce direzionale non ci ha fatto impazzire. Dobbiamo dire che dalla sua il controller di Stadia è leggero e allo stesso tempo sembra piuttosto robusto, quindi potrebbe essere ideale per essere portato in giro.

Non abbiamo potuto approfondire il servizio, le opzioni e il catalogo, soffermandoci unicamente su una breve prova di Stadia "in game" con annesso test del controller. A livello tecnologico confermiamo che, quanto provato, funziona bene e la tecnologia a supporto è lì a far bella mostra di sé. Non sarà la piattaforma di gioco definitiva o quella d'elezione per gli utenti hardcore, ma come base di partenza è promettente. Il controller può ancora essere migliorato, è un buon pad da portare in giro ma non al livello, per il momento, di quelli della concorrenza.

CERTEZZE

  • Il cloud gaming si fa concreto
  • Google ha tutta l'infrastruttura tecnologica per farlo funzionare al meglio

DUBBI

  • Controller non esaltante