2

Monster Hunter, le migliori alternative da giocare oggi

Monster Hunter ha creato un genere tutto suo: ecco le migliori alternative per chi vuole nuove creature giganti da cacciare.

SPECIALE di Silvio Mazzitelli   —   27/07/2026
Wild Hearts

La saga di Monster Hunter di Capcom, oltre a essere diventata un fenomeno mondiale, ha praticamente dato vita a un vero e proprio sottogenere degli action game basato sulla caccia a creature gigantesche e letali. Questi titoli vengono comunemente definiti "hunting games" proprio perché fondano la loro esperienza sulle meccaniche rese celebri dalla serie di Capcom.

Se ci si vuole avvicinare a questo genere, il punto di partenza migliore resta inevitabilmente Monster Hunter. Negli ultimi anni la serie è diventata sempre più accessibile anche ai neofiti, senza però rinunciare alla profondità che l'ha resa celebre. Il primo passo in questa direzione è stato Monster Hunter World, uscito in Giappone nel 2018 e ancora oggi estremamente valido, soprattutto insieme all'espansione Iceborne. A seguire, è arrivato Monster Hunter Rise nel 2021, poi ampliato con Sunbreak l'anno successivo. Il capitolo più recente, e probabilmente il migliore per chi vuole iniziare oggi, è invece Monster Hunter Wilds, pubblicato lo scorso anno e destinato a ricevere nel 2027 la tradizionale espansione di grado maestro, Ascendance.

Nel corso degli anni, tuttavia, numerose software house hanno provato a realizzare il proprio gioco di caccia ai mostri nel tentativo di sfidare il dominio di Monster Hunter. Nessuno è ancora riuscito a contendere davvero a Capcom il trono del genere, ma questo non significa che manchino alternative valide. Anzi, per chi ha già consumato decine o centinaia di ore sui vari capitoli della serie, esistono diverse produzioni interessanti che reinterpretano la loro formula in modi differenti. Per questo abbiamo selezionato alcuni dei migliori hunting games degli ultimi anni, perfetti per affrontare qualche nuova caccia in attesa dell'arrivo di Ascendance.

God Eater

Quello di God Eater è stato probabilmente uno dei primi veri rivali di Monster Hunter. Il gioco di Bandai Namco è ambientato in un futuro post-apocalittico in cui la Terra è stata devastata da forme di vita chiamate Aragami, creature che hanno quasi portato all'estinzione l'umanità con la loro fame insaziabile e la loro immensa potenza. L'unica speranza rimasta è l'organizzazione Fenrir, che ha sviluppato speciali armi chiamate God Arc, create proprio a partire dalle cellule degli Aragami per poterli affrontare.

La saga di God Eater prende molto da Monster Hunter e lo reimmagina più in stile anime
La saga di God Eater prende molto da Monster Hunter e lo reimmagina più in stile anime

Rispetto a Monster Hunter, God Eater punta molto di più sulla componente narrativa, tanto che dalla serie è stato tratto anche un anime. Le differenze, però, non si fermano qui. Il gameplay è decisamente più veloce e frenetico, pur mantenendo una struttura molto simile ai titoli Capcom, con missioni in cui si affrontano uno o più Aragami all'interno di arene dedicate. Il protagonista può impugnare una God Arc, un'arma in grado di trasformarsi istantaneamente da arma corpo a corpo - spada, lancia o martello - a un'arma da fuoco, come fucile d'assalto, fucile di precisione o persino un cannone. A questo si aggiunge la caratteristica più iconica della serie: la possibilità di trasformare l'arma in enormi fauci capaci di divorare gli Aragami, ottenendo materiali rari e potenziamenti durante lo scontro.

La saga conta attualmente tre capitoli. Il primo, uscito originariamente nel 2010, è stato ripubblicato in una versione migliorata chiamata God Eater Resurrection; il secondo è arrivato nel 2013, mentre il terzo e più recente è stato pubblicato nel 2018. Ancora oggi la serie rappresenta una delle migliori alternative a Monster Hunter, soprattutto per chi apprezza un'estetica e una narrazione fortemente ispirate agli anime.

Eternal Strands

Più che un vero e proprio hunting game, Eternal Strands è un action RPG con una forte componente esplorativa, che prende ispirazione da opere come gli ultimi The Legend of Zelda e Shadow of the Colossus. Eppure, diversi combattimenti contro le gigantesche creature che popolano il mondo di gioco ricordano molto da vicino Monster Hunter. Le battaglie rappresentano infatti il cuore dell'esperienza e richiedono di studiare attentamente i schemi d'attacco dei nemici, individuarne i punti deboli e sfruttare l'ambiente circostante per ottenere un vantaggio.

In Eternal Strands si sfideranno creature colossali utilizzando il potere degli elementi
In Eternal Strands si sfideranno creature colossali utilizzando il potere degli elementi

Nel gioco vestiremo i panni di Brynn, una guerriera impegnata a scoprire i segreti dell'antica civiltà conosciuta come l'Enclave, esplorando un mondo popolato da costrutti e creature leggendarie. Durante il viaggio, Brynn non dovrà soltanto affrontare enormi avversari, ma anche risolvere numerosi enigmi sfruttando il potere degli elementi. Le magie, infatti, non servono soltanto in combattimento: possono essere utilizzate anche durante l'esplorazione, ad esempio creando un ponte di ghiaccio per attraversare un incendio.

Proprio il sistema elementale rappresenta uno degli aspetti più interessanti del gioco. Ogni creatura reagisce in maniera diversa agli elementi e capire quale utilizzare al momento giusto diventa fondamentale per infliggere più danni o creare trappole ambientali. Se si cerca un'esperienza diversa dal classico hunting game, ma comunque ricca di scontri spettacolari contro creature colossali, Eternal Strands rappresenta una valida alternativa grazie al suo forte equilibrio tra esplorazione, enigmi e combattimenti.

Freedom Wars Remastered

Freedom Wars uscì originariamente su PS Vita nel 2014, per poi tornare nel 2025 con una versione rimasterizzata. La sua struttura ricordava da vicino quella dei vecchi Monster Hunter, con missioni cooperative in cui gruppi di giocatori affrontavano enormi creature, affiancate anche da modalità competitive che permettevano di scontrarsi contro altre squadre.

In Freedom Wars si affrontano enormi creature meccaniche in un'ambientazione post-apocalittica
In Freedom Wars si affrontano enormi creature meccaniche in un'ambientazione post-apocalittica

L'ambientazione, però, è completamente diversa. Il gioco ci porta in un futuro in cui la superficie terrestre è diventata inabitabile e l'umanità vive all'interno di città-stato sotterranee chiamate Panopticon. La sovrappopolazione ha portato a un sistema sociale estremo: ogni individuo nasce con una condanna di un milione di anni di carcere semplicemente per essere venuto al mondo. Il protagonista, completamente personalizzabile nell'aspetto e nel sesso, dovrà quindi affrontare missioni sempre più pericolose contro altre città e contro giganteschi mostri chiamati Abductors, con l'obiettivo di ridurre progressivamente la propria pena e riconquistare i propri diritti civili.

Il sistema di combattimento permette di utilizzare sei diverse categorie di armi, sia corpo a corpo sia a distanza, tra cui fucili, mitragliatrici e pistole laser. Inoltre è possibile utilizzare un rampino per velocizzare gli spostamenti o colpire le creature in punti altrimenti irraggiungibili. Sebbene siano presenti anche scontri contro nemici umani, controllati sia dalla CPU sia da altri giocatori, il vero cuore dell'esperienza resta la caccia agli enormi Abductors, gigantesche macchine che tengono in ostaggio dei civili. Abbatterle significa ottenere materiali e ricompense indispensabili per migliorare il proprio equipaggiamento, sbloccare nuovi diritti e affrontare missioni sempre più impegnative, in un ciclo di progressione che richiama da vicino quello dei migliori hunting games.

Dragon’s Dogma 2

No, Capcom non si fa concorrenza da sola, ma è innegabile che i due capitoli di Dragon's Dogma condividano con Monster Hunter la stessa filosofia quando si tratta di affrontare gigantesche creature. Anzi, si può dire che le due saghe si siano influenzate a vicenda: il primo Dragon's Dogma introdusse, infatti, la possibilità di arrampicarsi sui mostri per colpirne i punti deboli, una meccanica che sarebbe poi arrivata anche in Monster Hunter 4.

Le sfide contro i giganteschi mostri di Dragon's Dogma ricordano molto le cacce di Monster Hunter
Le sfide contro i giganteschi mostri di Dragon's Dogma ricordano molto le cacce di Monster Hunter

Dragon's Dogma è prima di tutto un action RPG a mondo aperto, ma il secondo capitolo, uscito nel 2024, amplia e rifinisce praticamente ogni aspetto del predecessore. Il sistema di combattimento è più profondo, la gestione dei Pawn - gli alleati controllati dall'intelligenza artificiale, che possono anche essere condivisi online con altri giocatori - è stata migliorata e l'esplorazione risulta ancora più coinvolgente. Si viaggia in un gruppo composto da quattro membri appartenenti a classi differenti, come guerriero, ladro o mago, ognuna con abilità uniche che permettono di affrontare colossi come grifoni, ciclopi, chimere e, naturalmente, draghi.

Ogni scontro richiede preparazione e strategia: è fondamentale studiare gli schemi dei nemici, sfruttarne i punti deboli e le vulnerabilità elementali, coordinando il proprio gruppo per avere la meglio sui boss più impegnativi. A ottobre arriverà inoltre l'espansione Dark Arisen, che riprende anche nel nome quella del primo capitolo, introducendo nuove aree, equipaggiamenti e, soprattutto, nuove creature da affrontare. Pur appartenendo a un genere diverso, Dragon's Dogma 2 riesce a regalare quella stessa scarica di adrenalina tipica delle grandi cacce di Monster Hunter, pur restando ancorato ad un genere profondamente diverso.

Granblue Fantasy: Relink

Il titolo di Cygames rappresenta probabilmente il punto d'incontro ideale tra un hunting game e un MMORPG. L'avventura è infatti divisa in due fasi ben distinte: una prima parte fortemente narrativa, in cui si attraversano livelli lineari affrontando creature di vario tipo e soprattutto boss spettacolari, e un endgame che cambia completamente ritmo, trasformandosi in un susseguirsi di missioni dedicate alla caccia di potenti creature all'interno di arene, con una struttura che ricorda da vicino quella di Monster Hunter.

Le sfide avanzate di Granblue Fantasy Relink ricordano nella struttura le cacce di Monster Hunter
Le sfide avanzate di Granblue Fantasy Relink ricordano nella struttura le cacce di Monster Hunter

Ogni boss sconfitto permette di ottenere materiali unici con cui migliorare il proprio equipaggiamento, ma la componente RPG è molto più marcata rispetto alla serie Capcom. Oltre a forgiare armi sempre più potenti, bisogna far crescere i numerosi personaggi disponibili, sbloccare nuovi talenti e costruire vere e proprie build. Più si procede nell'endgame, più i combattimenti diventano impegnativi, fino ad arrivare a boss capaci di eliminare un intero gruppo con un singolo attacco se non si è preparati a dovere. Molte battaglie richiamano inoltre la struttura dei raid degli MMORPG, con attacchi ad area, meccaniche da imparare e la barra della tensione da riempire per rendere il nemico vulnerabile.

Di recente il gioco è stato arricchito dall'espansione Endless Ragnarok (da noi recensita di recente), che introduce una nuova campagna, sei nuovi personaggi giocabili, equipaggiamenti inediti e numerose missioni di altissimo livello dedicate ai giocatori più esperti. Naturalmente tutte queste sfide possono essere affrontate anche in cooperativa fino a quattro giocatori, rendendo Granblue Fantasy: Relink una delle alternative più ricche e longeve per chi cerca l'atmosfera delle grandi cacce di Monster Hunter.

Wild Hearts

Sicuramente il titolo che più di tutti si avvicina negli ultimi anni alla qualità di Monster Hunter. Wild Hearts è stato realizzato dal team Omega Force di Koei Tecmo e pubblicato da EA, che già in passato aveva realizzato un altro titolo che riprendeva le meccaniche di Monster Hunter: questo si chiamava Toukiden e, rispetto al gioco Capcom, vedeva i giocatori affrontare mostri ispirati al folklore nipponico. Uscirono due capitoli della serie, di cui l'ultimo nel 2016. Wild Hearts si può definire una sorta di successore spirituale, in quanto ha sempre un'ambientazione molto giapponese, ma amplia ancor di più le sue meccaniche e il design dei mostri.

Wild Hearts è una della alternative recenti più valide a Monster Hunter
Wild Hearts è una della alternative recenti più valide a Monster Hunter

La struttura resta quella tipica degli hunting game: si affrontano mostri sempre più potenti per ottenere materiali con cui forgiare equipaggiamenti migliori e prepararsi alle cacce successive. A differenza di Monster Hunter, però, Wild Hearts introduce una meccanica esclusiva che ne caratterizza profondamente il gameplay: i Karakuri, particolari costrutti che possono essere creati sul momento durante i combattimenti. È possibile evocare muri per bloccare le cariche dei mostri, trampolini per raggiungerne rapidamente i punti deboli, piattaforme sopraelevate o persino vere e proprie armi d'assedio, rendendo ogni battaglia estremamente dinamica e creativa.

Anche la cooperativa svolge un ruolo fondamentale, perché i giocatori possono combinare i propri Karakuri per creare strutture ancora più elaborate e affrontare le cacce con strategie sempre diverse. A questo si aggiunge un sistema di combattimento profondo, che richiede di padroneggiare le numerose armi disponibili - dalla classica katana all'arco, passando per il gigantesco martello fino allo spettacolare ombrello da combattimento - e di studiare con attenzione il comportamento di ogni creatura. Grazie a queste idee, Wild Hearts riesce a distinguersi senza limitarsi a imitare Monster Hunter, mostrando di avere una forte identità propria.

Aggiungici come fonte preferita su Google
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.