Judge Eyes: vi raccontiamo la demo del TGS 2018 30

Al TGS 2018 abbiamo provato la demo di Judge Eyes, scoprendo i nuovi minigiochi di quello che sembra sempre più uno spin-off della serie Yakuza

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   22/09/2018
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Difficile non notare Toshihiro Nagoshi al Tokyo Game Show 2018. Alto più della media e vestito da capo a piedi con giovanili indumenti di marca, il cinquantatreenne creatore della serie Yakuza lo abbiamo incrociato davanti allo stand di SEGA, mentre contemplava soddisfatto l'enorme cartellone dedicato a Judge Eyes: Shinigami no Yuigon, il nuovo action investigativo con cui il team prova ad allontanarsi (ma neanche troppo) dal franchise di Ryu Ga Gotoku. Dopo aver annunciato il progetto in occasione dell'evento pre-TGS organizzato da Sony, Nagoshi ha approfittato della fiera giapponese per rivelare qualche nuovo dettaglio sul gioco e mostrare qualche nuova sequenza di gameplay.

Ritorno a Kamurocho

Judge Eyes rappresenta un cambio di prospettiva rispetto alla serie Yakuza, mettendo il giocatore nei panni di Takayuki Yagami, un ex-avvocato finito in rovina dopo essere stato accusato di aver ucciso la sua ragazza. Come Kazuma Kiryu, Yagami passa un periodo in galera, ma tornato in libertà decide di intraprendere l'attività di detective privato e seguire un caso di omicidi seriali che - immaginiamo - porterà il protagonista a confrontarsi col suo passato e con il vero assassino della sua amata. Giocando la demo di Judge Eyes al TGS 2018 - la stessa che è stata distribuita nei giorni scorsi sul PSN giapponese - emergono però le enormi somiglianze con Yakuza 6: The Song of Life, a partire dall'ambientazione. La storia si svolge ai giorni nostri tra le strade di quella stessa Kamurocho che nei panni di Kiryu abbiamo imparato a conoscere a memoria negli ultimi tredici anni. Anche molti dei negozi e dei locali presenti all'interno del quartiere hanno gli stessi nomi e addirittura si fa menzione del Tojo Clan, dando l'idea che i due franchise esistano all'interno dello stesso universo narrativo, un pretesto che ha portato il team di sviluppo a riciclare un gran numero di asset. Complice l'utilizzo del Dragon Engine, il motore grafico sotto Yakuza 6 e Yakuza Kiwami 2, la sensazione di girare per Kamurocho risulta estremamente familiare, come se Judge Eyes fosse nient'altro che uno spin-off dell'ultima avventura di Kiryu. Anche il sistema di combattimento è lo stesso, con le spettacolari heat action e i diversi stili di Yakuza 0, limitandosi a introdurre qualche piccola novità per risse di strada ancora più esagerate. Non mancano neppure i minigiochi con cui spezzare l'azione tra un capitolo e l'altro.

Proprio durante il TGS 2018 è stato possibile provarne due: in uno bisognava pilotare un drone in veloci gare aeree tra le strade di Kamurocho, cercando di evitare auto parcheggiate e pali della luce, mentre si tenta di seguire il percorso e attraversare una serie di anelli posti a mezz'aria per guadagnare velocità e caricare l'indicatore del turbo. Il drone può essere anche personalizzato nell'estetica e nelle performance, mentre si potrà scegliere tra diversi percorsi collocati in zone differenti di Kamurocho. L'altro minigioco, di sicuro più interessante, è chiamato VR Sugoroku e, come suggerisce il nome, permette a Yagami di vivere un'esperienza in una sala della realtà virtuale. L'obiettivo è arrivare alla fine di un percorso in una sorta di Gioco dell'Oca: si lancia un dado e, a seconda della casella in cui si finisce, bisogna affrontare un particolare minigioco, spaziando da combattimenti con le spade all'annientamento di orde di zombie utilizzando un cannone laser. A questi due si aggiungeranno alcuni classici della serie Yakuza e nuovi arcade da giocare al Club Sega (sono stati confermati il picchiaduro 3D Fighting Vipers e il racing cyberpunk Motor Raid). Judge Eyes non è però un semplice reskin di Yakuza, e sarà infatti interessante approfondire la componente investigativa che, stando agli sviluppatori, rappresenterà buona parte dell'esperienza finale. Yagami dovrà spesso pedinare dei sospetti, infiltrarsi all'interno di uffici e abitazioni, travestirsi e scattare foto a persone o indizi rilevanti. Speriamo non si tratti solo di semplici e banali minigiochi e operazioni di pedinamento, ma per scoprirlo toccherà aspettare l'uscita giapponese prevista per il prossimo dicembre.

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Judge Eyes è un progetto strano. Da un lato si presenta come un evidente riciclo di asset, meccaniche e abientazioni, un progetto disimpegnato che riprende molto da Yakuza scontentando chi - dopo anni di scazzottate a Kamurocho - sperava che la nuova IP potesse almeno portare un cambio di location. Dall'altro, il nuovo progetto dello Yakuza Team sembra forte di tutto quello che rende Ryu Ga Gotoku un franchise irresistibile, con un mix di dramma e comicità, momenti leggeri e combattimenti spettacolari, minigiochi ridicoli e ora meccaniche investigative che potrebbero rappresentare la base di divertenti missioni secondarie.

CERTEZZE

  • Il mix di dramma e comicità tipico dello Yakuza Team
  • Sistema di combattimento collaudato e rifinito

DUBBI

  • Alcuni minigiochi decisamente meno riusciti di altri
  • Le meccaniche da detective vanno ancora approfondite
  • Le strade di Kamurocho ormai sembrano fin troppo familiari