La storia dei videogiochi di calcio

Facciamo una panoramica sulla storia dei videogiochi sul calcio, che è antica quasi quanto quella dell'industria stessa.

SPECIALE di Giorgio Melani   —   19/05/2022
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Può sembrare strano, ma i giochi di calcio rappresentano uno dei generi più antichi dell'industria videoludica, trovando un punto d'incontro ideale tra uno degli sport più popolari del mondo e l'intrattenimento elettronico che puntava a diffondersi nei soggiorni delle case fin dalla fine degli anni 70.

Se a questo aggiungiamo poi alcune affinità elettive, come la vicinanza del Regno Unito allo sport in questione e la sua fervente attività di sviluppo per buona parte degli anni '80, è facile vedere come le caratteristiche comuni fra il calcio e il videogioco siano diverse e abbiano dato via a una fruttuosa collaborazione i cui risultati sono ben visibili ancora oggi.

Basti vedere come uno dei titoli più venduti regolarmente ogni anno sia proprio FIFA, altra serie dalla lunga storia che meriterebbe probabilmente un approfondimento a sé stante. D'altra parte, abbiamo deciso di ripercorrere un po' la genesi e l'evoluzione delle simulazioni di calcio proprio partendo da una notizia dal sapore storico: il divorzio tra Electronic Arts e la FIFA, che imporrà l'adozione di un nuovo titolo per la celeberrima serie sportiva.

Mentre attendiamo dunque i risultati della transizione verso EA Sports FC, una volta che verrà abbandonata la nomenclatura della federazione mondiale (ma ci sarà da aspettare ancora un paio d'anni), vediamo dunque il lungo percorso che questi giochi hanno fatto per diventare sempre più spettacolari e fedeli alla realtà.

Le origini

NASL Soccer su Intellivision (1979)
NASL Soccer su Intellivision (1979)

I primi esperimenti con il calcio elettronico si confondono con i primordi del videogioco in generale: dopo l'avvento di Pong, verso la fine degli anni '70 cominciarono a diffondersi nelle case alcuni strani apparecchi da collegare alla TV, che sostanzialmente fornivano la possibilità di giocare a diverse varianti di Pong tra le quali inserivano in qualche modo anche una sorta di "calcio". Il Binatone TV Master IV, uno dei più noti e diffusi di questi dispositivi, aveva tra i giochi "preinstallati" anche un Football, sebbene il collegamento con lo sport vero e proprio fosse decisamente ardito. Di fatto, si trattava di una variante di Pong con doppie palette e delle "porte" ai bordi dello schermo che restringevano l'area in cui la pallina poteva uscire, simulando così il gol. La rappresentazione del calcio era così vaga ed ermetica che lo stesso gioco, in Nord America, veniva definito hockey, senza nemmeno dover apporre alcuna variazione alla struttura.

Nel 1979 si iniziò a intravedere qualcosa di più concreto con l'Intellivision, grazie all'arrivo di NASL Soccer da parte di Kevin Miller e Mattel. L'aspetto era ancora alquanto primitivo, ma la grafica aveva effettuato passi da gigante rispetto al simbolismo estremo delle prime macchine da videogioco. NASL Soccer, se non altro, metteva in scena una partita su una campo di calcio, con inquadratura laterale e strutturata in maniera simile alla dinamica effettiva dello sport in questione e con ben 22 giocatori in campo (sebbene solo 6 siano visibili di volta in volta nella porzione di schermo inquadrata).

Pele's Soccer, Atari, 1980
Pele's Soccer, Atari, 1980

L'anno successivo fu la volta di un altro importante passo nell'evoluzione dei giochi di calcio: Pele's Soccer di Atari rappresentò infatti il primo esempio di titolo su licenza ufficiale, cosa che sarebbe poi diventata sempre più frequente negli anni successivi. Con inquadratura dall'alto e grafica ancora decisamente acerba, il gioco per Atari 2600 era ancora molto lontano da un gameplay raffinato, ma ci si avvicinava sempre più a un vero calcio simulato.

Pochi anni dopo, sulla stessa console, fu il turno di RealSports Soccer, che si basava su un'impostazione simile a NASL Soccer, ma con solo 3 giocatori contro 3 e nessun portiere, stranamente. Tuttavia, il titolo forse più particolare della prima metà degli anni '80 risulta essere Tehkan World Cup (di quella che sarebbe poi diventata Tecmo), un gioco arcade che replicava forse per la prima volta in maniera convincente una partita di calcio, con 11 giocatori per squadra e un campo rappresentato con notevole ricchezza di particolari.

Exciting Soccer, arcade (Alpha Denshi, 1983)
Exciting Soccer, arcade (Alpha Denshi, 1983)

La caratteristica più bizzarra risiedeva però nel sistema di controllo, visto che prevedeva l'uso di un trackball per controllare i giocatori, cosa che rendeva peraltro la macchina piuttosto fragile. La sua evoluzione diretta fu la serie Exciting Soccer di Alpha Denshi, sempre per macchine arcade, che avviò un'evoluzione tecnica destinata a porre le fondamenta del genere da parte dell'industria nipponica, con risultati che sarebbero apparsi evidenti dopo alcuni anni. Nel frattempo, nel 1982 su ZX Spectrum usciva Football Manager, destinato a dare inizio a una storia parallela di videogiochi manageriali sul calcio, peraltro caratterizzata da numerosi casi di omonimia.

L'era del football britannico

Emlyn Hughes International Soccer, Audiogenic (1988)
Emlyn Hughes International Soccer, Audiogenic (1988)

La seconda metà degli anni '80 e la prima degli anni '90 può essere considerata l'epoca classica dei videogiochi di calcio, una vera e propria Arcadia che ha il suo centro geografico totalmente puntato sulla Gran Bretagna. L'esplosione degli home computer insieme al rigoglio del panorama dello sviluppo in tale zona portò ai primi veri capolavori di questo genere, che possono essere sintetizzati nel duopolio formato da Kick Off e Sensibile Soccer. Prima di questi, tuttavia, emersero altri titoli che meritano di essere menzionati: nel 1983, la stessa Commodore lanciò International Soccer (o Cup Final) su Commodore 64, distribuito nel raro formato cartuccia e anche per questo non molto diffuso. Ad ogni modo, pose le basi per altri titoli simili con inquadratura laterale a scorrimento, tra i quali spicca soprattutto Emlyn Hughes International Soccer del 1988, da parte di Audiogenic, ripubblicato in seguito anche con il titolo Retee! In una versione che contava addirittura sulle licenze ufficiali del campionato italiano di Serie A.

Nel frattempo, proseguiva anche la tradizione dei giochi di calcio con inquadratura dall'alto e, nonostante questa impostazione comportasse sicuramente una minore spettacolarità, sembrava dimostrarsi più aperta ad approcci sempre più tecnici e interessanti, anche perché l'attenzione si era spostata dalle macchine a 8-bit ai più prestanti computer a 16-bit, con il passaggio di testimone a favore di Amiga e Atari ST.

Kick Off, Anco, 1989
Kick Off, Anco, 1989

Nel 1988, il leggendario Jon Hare i suoi compagni d'avventura di Sensibile Software proposero una prima interpretazione in questo senso con Microprose Soccer, ancora acerbo ma già dotato di una magia particolare che sarebbe esplosa in seguito, mentre il rivale storico, Dino Dini, si apprestava a lanciare sul mercato il primo pilastro dell'era classica dei videogiochi: Kick Off, giunto nel 1989 e salutato da molti come il "miglior gioco per Amiga" in assoluto, almeno per qualche anno, rafforzato dall'uscita di Kick Off 2 nel 1991.

Arriviamo dunque al 1992, anno che per molti rappresenta il momento culminante di questa stagione calcistica dei videogiochi: dalla tranquilla cittadina di Chelmsford, nell'Essex, un variopinto gruppo di sviluppatori lanciò Sensible Soccer e il calcio videoludico non fu più la stessa cosa. Riprendeva parte dell'impostazione di Kick Off e la particolarità del controllo palla "imperfetto", ovvero con questa che non restava attaccata ai piedi del giocatore, introducendo alcune variazioni fondamentali nel gameplay che spingevano all'uso più frequente di passaggi e schemi tattici, favoriti anche dall'inquadratura distante che mostrava un'ampia zona di campo.

Sensible World of Soccer, Sensibile Software, 1994
Sensible World of Soccer, Sensibile Software, 1994

L'evoluzione naturale fu Sensibile World of Soccer, che aggiungeva un'importante componente manageriale costruendo così un pacchetto completo e rispondendo in un colpo solo anche all'ottima serie Player Manager da parte di Anco, publisher di Kick Off. Il dibattito su quale sia stato il miglior gioco di calcio tra il titolo di Dino Dini (che nel 1993 pubblicò poi Goal!, il seguito non ufficiale) e la serie Sensible è stato uno dei più accesi nella storia videoludica e non ha mai trovato una soluzione univoca.

Tra Giappone e occidente

Super Sidekicks, SNK, 1991
Super Sidekicks, SNK, 1991

Al di fuori di PC e home computer, la storia dei giochi di calcio si scrive soprattutto in Giappone, ma non mancano le sortite occidentali. D'altra parte, negli anni '90 la maggior parte dei titoli di successo su Amiga e Atari ST viene comunque convertita su SNES e Mega Drive, spesso con risultati anche sorprendenti, visto che invece di semplici port ci si trovava di fronte a giochi sostanzialmente nuovi. Mentre SNK, come spesso accadeva, faceva intanto storia a sé con la spettacolare serie di Super Sidekicks in sala giochi, con un'interpretazione fortemente arcade del calcio ma decisamente giocabile e parzialmente ripresa ed evoluta in 3D da Sega con Virtua Striker, sulle console si assisteva a nuove sperimentazioni, alcune delle quali destinate a diventare dei capisaldi della tradizione calcistica.

Verso la metà degli anni '90, il team Amax ed Epoch avviavano una serie destinata a rimanere perlopiù confinata in territorio nipponico con J-League Excite Stage, altra elaborazione arcade dello sport basata sulla licenza del campionato giapponese di calcio.

International Superstar Soccer Deluxe, Konami
International Superstar Soccer Deluxe, Konami

Sega, oltre al noto Virtua Striker che avrebbe spopolato in sale giochi e bar anche in Europa, lanciò l'ottimo Victory Goal su Saturn a metà degli anni '90, dando origine al franchise chiamato anche Worldwide Soccer e destinato a proseguire fino al Dreamcast con l'edizione 2000.

Quasi contemporaneamente, si assiste alla nascita di una serie destinata a diventare fondamentale nella storia del calcio videoludico, con un cambio di nome avvenuto poi negli anni successivi: dopo le prime sperimentazioni, Konami lancia Jikkyou World Soccer: Perfect Eleven nel 1994, raggiungendo la notorietà internazionale con il nome International Superstar Soccer in occidente l'anno successivo, dando vita a una lunga serie che ha attraversato le generazioni dal Super Nintendo al Nintendo 64 (su cui uscì anche Jikkyou World Soccer: World Cup France 1998) fino a PS2, Xbox e Gamecube nei primi anni 2000, con successivi cambi di nome da Winning Eleven a Pro Evolution Soccer.

El Clásico: PES vs FIFA

Il primo FIFA International Soccer
Il primo FIFA International Soccer

Dalla seconda metà degli anni '90 prende il via la sfida che avrebbe poi monopolizzato l'intero panorama calcistico negli anni successivi, con l'emergere dei due contendenti Pro Evolution Soccer e FIFA, il primo proveniente dalla scuola del gameplay nipponico di Konami e il secondo come risultato di un continuo affinamento di Electronic Arts sulla propria interpretazione del "Soccer" americano, forte di una notevole spettacolarizzazione tecnica e della licenza ufficiale posta già nel nome. È curioso notare, tra l'altro, come queste due serie abbiano di fatto assorbito completamente tutta l'attenzione di sviluppatori e utenti tra la fine degli anni '90 e l'inizio dei 2000, con la progressiva sparizione di qualsiasi altro pretendente al trono, o anche solo eventuale sperimentazione alternativa sul mercato, fatta eccezione per i manageriali (comunque generalmente appiattiti soprattutto sul Football Manager di Sports Interactive/Sega).

FIFA International Soccer, nel 1994, stupì il mondo con la particolare inquadratura isometrica, una scelta decisamente inusuale e che infatti non sarebbe durata a lungo, considerando che venne adottata ancora nel secondo capitolo e poi abbandonata a partire da FIFA 96, con la progressiva transizione verso il 3D pieno, prima a partire dal campo e coinvolgendo poi anche la modellazione dei giocatori. FIFA: Road to World Cup 98 rappresentò l'evoluzione definitiva alla grafica poligonale applicata su ogni aspetto del gioco, dando il via a una progressione costante che ha attraversato diversi engine grafici e soluzioni tecnologiche successive fino a quest'anno.

Ricostruire la storia di Pro Evolution Soccer può risultare più complicato a causa dei frequenti cambi di nome e delle differenze tra le versioni distribuite sui diversi mercati. È sostanzialmente un'evoluzione diretta d'International Superstar Soccer degli anni '90, che in Giappone si chiamava Winning Eleven, diventato poi Pro Evolution Soccer a partire dal 2001 su piattaforme PlayStation.

Winning Eleven 97, Konami, 1997
Winning Eleven 97, Konami, 1997

La serie ha poi acquisito la denominazione internazionale "PES" dal capitolo 2008, mantenendola fino agli ultimi anni in cui si è trasformata in eFootball PES e successivamente in eFootball nel 2021. Konami effettuò una trasformazione radicale fin da Winning Eleven 97/International Superstar Soccer Pro nel 1997 su PlayStation, quando il gioco venne costruito interamente su un nuovo engine 3D, pur mantenendo l'impostazione classica con inquadratura laterale e un gameplay raffinato, derivato direttamente dalla tradizione dei capitoli precedenti. Da lì in poi, l'evoluzione è stata costante, così come la rivalità con FIFA, dando origine a un altro dualismo storico nel mondo dei videogiochi, che progressivamente ha visto però prevalere la serie EA in termini di vendite.

Prospettive future

eFootball 2022, Konami
eFootball 2022, Konami

Giunti al 2022, stiamo probabilmente vivendo un periodo di crisi nelle simulazioni di calcio nel mondo dei videogiochi, almeno per quanto riguarda le spinte innovative e le evoluzioni tecniche che sono diventate quasi impalpabili tra un capitolo e l'altro. Le due serie che continuano a dominare il panorama stanno affrontando modifiche importanti: FIFA perderà il nome storico e la licenza ufficiale che l'ha sempre contraddistinta, anche se questo probabilmente porterà semplicemente a un cambio di branding, mentre Konami sta cercando, da tempo, di effettuare dei cambiamenti più sostanziali a eFootball, che nel frattempo è diventato una sorta di piattaforma free-to-play in evoluzione e strutturata come un gioco live service con micro-transazioni. In entrambi i casi, non si può dire che i fan siano proprio felicissimi, ma c'è da dire che, almeno sul fronte EA, il calcio simulato continua ad essere un vero e proprio schiacciasassi sul mercato, in grado di totalizzare vendite impressionanti.

Come storicamente accade nelle epoche di crisi e transizione verso nuove ere, dalle crepe dell'ordine costituito cominciano a emergere nuovi germogli, che potrebbero portare infine a una modifica dello status quo con la comparsa di nuovi attori importanti.

UFL, una delle prime immagini del nuovo gioco di calcio
UFL, una delle prime immagini del nuovo gioco di calcio

Alcuni nuovi sfidanti stanno iniziando infatti ad affacciarsi: UFL e Goals si propongono come possibili alternative al duopolio storico, e dopo tanti anni gli utenti cominciano a guardare altrove con una notevole curiosità. Non solo: la rimozione della licenza ufficiale FIFA dalla serie Electronic Arts, che diventerà EA Sports FC a partire dal 2023, significa che la ricca eredità del brand potrebbe andare a qualche altro produttore. A questo proposito, alcuni parlano di una possibile entrata in scena di Take-Two o di qualche altro publisher di grosso calibro, che potrebbe rappresentare improvvisamente una svolta nel panorama, e sebbene siano solo voci di corridoio indicano comunque un fermento che fino a qualche anno fa era impossibile da pensare nel granitico genere delle simulazioni di calcio.