Little Nightmares 2, il provato

Abbiamo provato una piccola parte delle avventure di Mono e Six, protagonisti di Little Nightmares 2, e siamo rimasti piacevolmente colpiti dai passi avanti di Tarsier Studios.

PROVATO di Alessandra Borgonovo   —   28/08/2020
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Sembra passato molto più tempo e invece sono trascorsi solo tre anni da Little Nightmares, il piccolo platform survival horror sviluppato dagli svedesi di Tarsier Studios che ci ha introdotto alle avventure di Six - in un mondo che non stonerebbe nell'immaginario di Tim Burton o Guillermo Del Toro. Ancora meno ne sono passati dalla pubblicazione di Very Little Nightmares, il gioco per mobile sviluppato invece da ALIKE Studios che in qualità di prequel aiuta a fare un po' più di luce sulla storia del gioco. Uno dei difetti imputati a Little Nightmares è stato infatti aver presentato una storia fin troppo misteriosa e che per essere compresa almeno in parte ha richiesto la lettura del fumetto, prima, e l'esperienza mobile di Very Little Nightmares poi. Alcune cose restano ancora poco chiare ma la speranza è che Little Nightmares 2 possa sollevare almeno in parte questo velo, aiutandoci a capire qualcosa in più soprattutto di Six - che sembra essere il filo conduttore delle vicende. Non a caso la troviamo sia nei videogiochi sia nei fumetti, nel ruolo di protagonista o comprimaria, addirittura come "antagonista" (se così vogliamo definirla) nel DLC The Secrets of the Maw.

Il nuovo capitolo della serie la vede infatti affiancarsi a Mono, il ragazzino intrappolato in un mondo distorto dall'incessante ronzio di una torre lontana. Dopo il suo annuncio ad agosto dello scorso anno e la conferma da parte degli sviluppatori che sarebbe stato un gioco più grande e longevo del primo, dimostrando dunque la volontà di lavorare su quelli che erano stati evidenziati come difetti, di Little Nightmares II si sono poi perse le tracce. Solo di recente abbiamo potuto provare una demo che copre la primissima parte, da subito pronta a mostrare i passi avanti mossi da Tarsier Studios.

Più grande, più ricco

Little Nightmares II prende molto sul serio il concetto di ampliarsi: lasciati da parte i claustrofobici corridoi delle Fauci, il gioco ci catapulta in una foresta che per inquietudine non ha nulla da invidiare e, complice un inevitabile rimando a Limbo, è pronta ad accoglierci con il suo silenzio, intervallato solo dal ronzio delle mosche che ronzano attorno ai cadaveri, ma soprattutto con i suoi pericoli. Ci basta poco per renderci conto come non esista un luogo davvero sicuro per il nostro sfortunato Mono, che fra trappole di sorta - alcune delle quali ben nascoste alla vista - rischia di morire prima ancora di aver lasciato qualunque impressione su di noi. Nuove minacce, tuttavia, portano con loro altrettanti modi ingegnosi per superarle ed è qui che Little Nightmares II anticipa una delle meccaniche più interessanti: la possibilità di utilizzare oggetti di varia natura non solo per disinnescare le suddette trappole ma soprattutto per difendersi.

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Non abbiamo davvero avuto occasione di entrare in un conflitto diretto ma è chiaro dagli oggetti che Mono può raccogliere, ad esempio bastoni o addirittura un'accetta, l'intento di sfruttarle anche per un'eventuale offensiva. Certo, stiamo pur sempre parlando di un bambino alle prese con oggetti grandi quanto o più di lui, quindi non aspettatevi ingaggi degni del miglior fight club: si tratta sostanzialmente di azzeccare il tempismo e far sì che il vostro primo colpo sia anche l'ultimo. Ciò detto, questa soluzione apre a scenari interessanti poiché per la prima volta abbiamo modo di difenderci davvero, in solitaria oppure sfruttando la cooperazione con Six che sarà la nostra guida fino alla misteriosa torre che sembra aver gettato il mondo in cui ci muoviamo nel caos. L'aspetto interessante di tutto questo è che probabilmente non avremmo mai riconosciuto Six, non fosse stato per le premesse del gioco in cui si parla di cooperazione tra Mono e lei, perché quando la incontriamo non indossa affatto il suo distintivo impermeabile.

Questo ci ha portato per un attimo a riflettere se non stessimo giocando l'ennesimo scenario prequel ma non avrebbe senso, a quello ha già pensato Very Little Nightmares: il mistero dunque si infittisce, poiché la key art mostra chiaramente Six come abbiamo imparato a conoscerla e soprattutto noi la ricordiamo in attesa di una nave (forse) di soccorso dopo essere uscita vittoriosa dallo scontro con la Signora ed essersi in qualche modo vendicata di chiunque ci fosse a bordo della nave. È probabile, o almeno lo speriamo, che Little Nightmares II faccia luce su quanto successo dopo e come si è arrivati alla situazione mostrata in questa particolare sezione - che a conti fatti dovrebbe rappresentare il prologo dell'avventura.

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Non avere paura del buio

La presenza di Six, a quanto pare costante lungo il corso del gioco, apre a un'interessante cooperazione che però non è chiaro se si estenderà ai giocatori oppure rimarrà esclusiva dell'intelligenza artificiale. In sua compagnia non solo le tenebre fanno meno paura (ma non per questo sono più indulgenti verso di noi) ma gli enigmi diventano potenzialmente meno lineari rispetto al gioco originale, che un po' è stato bacchettato per la sua a volte eccessiva prevedibilità. La nostra compagna di sventure può aiutarci a raggiungere altezze altrimenti inarrivabili, essere una mano tesa nel buio quando non si sa più come procedere, attivare meccanismi o addirittura lottare fianco a fianco assieme a noi. Non possiamo dirvi altro in tal senso ma c'è stata un'interessante piega degli eventi proprio in chiusura della demo, dopo un'estenuante boss fight costituita principalmente da sezioni di stealth e fuga, similmente a quanto visto nel gioco precedente. Una scelta che rende la sopravvivenza ancora più cruda e disperata di quanto già non fosse nel primo Little Nightmares, che pure non mancava di sezioni inquietanti - Six che divora uno Gnomo per placare la sua fame è fra queste.

Le stesse sequenze di inseguimento e nascondino hanno dei piccoli ma visibili guizzi in più: ad esempio, Mono e Six possono immergersi per breve tempo sott'acqua così da sfuggire allo sguardo di chi sta dando loro la caccia (al solito si tratta di creature deformi che sembrano arrivare direttamente da Coraline o film simili). A volte persino produrre rumore potrebbe essere la soluzione indicata per distrarre il nemico, scivolando poi nell'oscurità dove i suoi occhi e la sua luce non arrivano. Come sempre, il minimo errore o la più piccola esitazione sono fatali ma Little Nightmares II è piuttosto generoso nei checkpoint e le volte in cui abbiamo sbagliato i calcoli non siamo stati costretti a rifare tanta strada, anzi. La durata della demo è stata contenuta ma quanto abbiamo visto si è rivelato promettente.

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Con Little Nightmares II, Tarsier Studio ripropone l'atmosfera inquietante che ha caratterizzato il gioco originale, calcando ancora di più la mano sotto certi aspetti, e il fatto che si sia scelto almeno per ora di abbandonare la linearità di un luogo chiuso in favore di spazi più aperti - sebbene anche in questo caso abbastanza guidati - apre alla possibilità di un level design più articolato tanto nella struttura quanto negli enigmi proposti. Abbiamo lasciato Mono e Six a bordo di una zattera di fortuna, dopo un primo estenuante combattimento, che li ha condotti alle coste di una città piuttosto minacciosa da cui dubitiamo possa uscire qualcosa di buono: siamo curiosi di sapere cosa ci aspetta scesi a terra.

CERTEZZE

  • Atmosfera affascinante come sempre
  • La cooperazione apre a possibilità interessanti
  • Le nuove meccaniche si ineriscono bene nel gameplay

DUBBI

  • La storia questa volta riuscirà a svelarsi meglio?
  • Resta da verificare l'effettiva longevità e linearità