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Monster Hunter Stories 3: abbiamo provato il nuovo JRPG di Capcom ed è più maturo di quanto sembri

Stiamo giocando il nuovo JRPG ispirato a Monster Hunter: ecco le nostre impressioni prima della recensione. Ci sta piacendo?

PROVATO di Christian Colli   —   12/02/2026
Monster Hunter Stories 3
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection
Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection
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A questo punto chi era interessato a giocare Monster Hunter Stories 3 dovrebbe aver provato la versione dimostrativa disponibile da qualche giorno su tutte le piattaforme, una demo che copre buona parte del primo capitolo e che sfiora alcune dinamiche inedite introdotte in questa iterazione della serie. Per chi non lo sapesse, Monster Hunter Stories esordisce su Nintendo 3DS nel 2016 e il suo successo convince Capcom a sviluppare un sequel che arriverà su Nintendo Switch nel 2021. Nel giro di pochi anni, la serie viene portata su tutte le piattaforme grazie a una remastered che contribuisce a farla conoscere e spiana la strada al nuovo capitolo.

In uscita il prossimo 13 marzo, Monster Hunter Stories 3 sarà il primo contatto per molti giocatori con un universo alternativo in cui la famosissima serie Capcom diventa un GDR giapponese a turni nello stile di Final Fantasy o Dragon Quest. Noi stiamo giocando la versione completa e ovviamente non possiamo ancora parlarvi troppo di quello che succede dopo la fine della demo, ma possiamo anticiparvi qualcosa su quello che potete aspettarvi dalle ore successive e sulle impressioni che ci hanno fatto.

Pensavo fosse Ivalice...

Sembrava Ivalice e invece era Azuria, un regno in conflitto da tempo col confinante Vermeil di cui il giocatore interpreta l'erede, creato (o creata) all'inizio della partita dopo aver scelto l'aspetto predefinito o averlo personalizzato grazie a una buona serie di opzioni e alternative. Lui/lei è il capitano dei Rider di Azuria, stimato da una cricca di compagni che includono il suo migliore amico Simon, l'indomita Kora e suo suocero Ogden, il carismatico Gaul e un fedele assistente Felyne di nome Rudy. Vi possiamo dire subito che il cast è una delle cose che più ci ha colpito in queste prime ore, grazie anche alle storie secondarie episodiche che il gioco incentra su ciascun personaggio, aiutandoci a conoscerli meglio e a sbloccare nuove ricette e funzionalità come ricompense per i nostri sforzi.

Il cast di Monster Hunter Stories 3 molto ben caratterizzato
Il cast di Monster Hunter Stories 3 molto ben caratterizzato

In particolare, ci sta convincendo il taglio più maturo della trama che, per intrighi fantapolitici, cospirazioni e drammatici colpi di scena, ci ha ricordato un po' la Ivalice dei Final Fantasy: il tono spensierato delle prime ore ha ceduto il passo a una narrativa più riflessiva e incalzante, che speriamo tenga botta fino alla fine dell'avventura senza particolari cali di ritmo come succedeva nel precedente episodio.

Abbiamo apprezzato in particolare la scrittura di certi personaggi che ci hanno veramente sorpreso, a cominciare da Rudy che, invece di essere rappresentato come la solita mascotte "kawaii" a tutti i costi, riesce a rubare più di una scena con una personalità molto più combattuta e interessante.

Tutto sommato, si difendono bene tutti i personaggi, incluso quello del giocatore: la ragionevole scelta di doppiarlo ha garantito una storia più coesa e coinvolgente, soprattutto una volta che entra in scena Eleanor. Principessa di Vermeil, un regno confinante da tempo in guerra con Azuria, Eleanor si unisce alla squadra per mettere fine al conflitto e scoprire il segreto di una malattia sempre più diffusa che muta i mostri, facendoli diventare molto più pericolosi.

Caccia, prega, ama

Sul fronte del gameplay dobbiamo ammettere che, arrivati alla fine del capitolo 2, non abbiamo notato enormi differenze rispetto al titolo precedente: Capcom ha ovviamente aggiunto un sacco di novità, andando a potenziare e sviluppare ulteriormente una formula collaudata, ma non ci sono rivoluzioni significative nell'immediato. Questo non è necessariamente un male, soprattutto se si apprezzano già le dinamiche della serie. Chi ha giocato i precedenti Monster Hunter Stories si sentirà subito a casa e sicuramente apprezzerà tanti piccoli miglioramenti alla qualità della vita, come la possibilità di scambiare al volo i Monstie cavalcati, accedendo fin dall'inizio al volo e a un'ampia rosa di creature e abilità.

Il menu radiale permette di cambiare Monstie all'istante
Il menu radiale permette di cambiare Monstie all'istante

Il titolo Capcom comincia con un tutorial che rischia di essere soverchiante e che sommerge il giocatore di informazioni, dati e funzionalità nel giro di pochi minuti: una scelta poco oculata che richiede un po' di pazienza; poi Monster Hunter Stories 3 si spalanca e concede al giocatore una gran libertà di personalizzazione già nelle primissime ore, anche se tutto dipende da quanto voglia investire nel rituale sciamanico e nel ripristino dell'habitat. Il primo sarà familiare ai giocatori dei precedenti Stories: permette di spostare i geni - cioè le abilità e i bonus passivi - da un mostro all'altro, questa volta senza penalità. Posizionandoli appropriatamente nelle griglie corrispondenti, si possono sbloccare moltiplicatori importanti e rendere il Monstie molto più forte.

Questa dinamica ora è legata a doppio filo col ripristino dell'habitat, una novità di Stories 3. In pratica possiamo liberare in ogni area i mostri che abbiamo fatto schiudere, sbloccando gradualmente le loro controparti più rare e potenti, che potremo cacciare oppure trovare sotto forma di uova nelle tane. Manipolare l'habitat permette di sbloccare delle varianti dei Monstie che magari usano un elemento diverso dal normale, aprendo le porte a nuove combinazioni e intrecci di geni. Si tratta di una meccanica non proprio immediatissima con cui bisogna fare un po' di pratica, ma che non è necessario padroneggiare per forza se si preferisce insistere sulla storia e sugli altri contenuti che il gioco offre.

Il bestiario include mostri comparsi in Monster Hunter Rise come il Magnamalo o il Somnacanth
Il bestiario include mostri comparsi in Monster Hunter Rise come il Magnamalo o il Somnacanth

Almeno, noi fino a tutto il capitolo 2 della campagna non ci siamo sentiti costretti a "farmare" tane e habitat per vincere i combattimenti, anche se probabilmente ha aiutato avere in squadra dei mostri di grado S con parametri migliori del normale. Monster Hunter Stories 3 ha una curva della difficoltà un po' strana, dovuta anche al fatto che non è strettamente necessario combattere continuamente per progredire: proprio come nel gioco precedente, si possono aggirare quasi tutti i nemici, salvo i boss che, dovendo essere impegnativi per antonomasia, tendono a richiedere una migliore preparazione, in termini quantomeno di equipaggiamento. Per sconfiggerne alcuni, poi, come quelli indomiti e quelli invasivi, bisogna ricorrere a strategie particolari che richiedono anche un po' di attenzione.

Il livello della difficoltà sembra essere tarato per premiare i giocatori che esplorano i sistemi e già nel secondo capitolo ci siamo trovati ad affrontare qualche Game Over - niente paura, si torna semplicemente all'ultima Gattovana sbloccata - perché non abbiamo scelto i compagni di squadra, le armi o i Monstie adatti alla situazione. Non si può giocare alla cieca e non si può contare sempre sull'intelligenza artificiale che governa i nostri compagni di squadra, che qualche volta tenderanno ad abusare dei consumabili curativi e qualche volta li ignoreranno completamente.

La Spada Lunga entra di prepotenza nell'arsenale di Monster Hunter Stories 3
La Spada Lunga entra di prepotenza nell'arsenale di Monster Hunter Stories 3

D'altra parte, il sistema di combattimento conta ancora sulla dinamica casuale del rapporto sasso-forbici-carta tra attacchi di tipo Potenza, Tecnica e Velocità che obbliga prima a tentare la fortuna e poi a memorizzare le tendenze dei mostri prima e dopo che si infuriano, sempre tenendo d'occhio le intenzioni del nostro Monstie e dei nostri compagni di squadra per massimizzare gli attacchi combinati e i momenti migliori in cui salire in sella e sganciare le spettacolari tecniche finali dei vari mostri.

A questo proposito, sottolineiamo che stiamo giocando in versione Nintendo Switch 2 e che Capcom sembrerebbe aver fatto un ottimo lavoro, al netto di qualche momento di stuttering nelle mappe all'aperto e soprattutto se si gioca in portabilità. Con la console nel Dock il gioco appare un po' più fluido, sebbene non proprio granitico, e per adesso sembrerebbe essere la soluzione ideale anche perché consuma una quantità di batteria impressionante.

Non è ancora il momento di tirare le somme, ma sulla direzione artistica c'è poco da dire: Monster Hunter Stories 3 è sublime a vedersi di primo acchito, ma è nelle cinematiche che siamo rimasti veramente incantati grazie a una regia davvero sopra le righe e a una colonna sonora incalzante.

Rivolgendoci ai vecchi giocatori della serie possiamo dire che poco è cambiato ma tanto è stato aggiunto, limato e migliorato; ai nuovi che si avvicinano allo spin-off JRPG di Monster Hunter invece confermiamo un titolo profondo sia a livello di storia che di gameplay, almeno nelle prime 15 ore di gioco circa. Le prossime dovranno rispondere a diverse domande sulla longevità, sull'importanza dei vecchi e nuovi sistemi e, soprattutto, sulla qualità di una storia che per il momento ci sta convincendo molto positivamente. Tireremo le somme al momento opportuno ma, come avrete capito, per il momento siamo molto, molto ottimisti.

CERTEZZE

  • La direzione artistica è sublime
  • Libertà di personalizzare i mostri fin da subito
  • Per ora la narrativa è di altissimo livello

DUBBI

  • L'assenza di rivoluzioni potrebbe pesare su chi ha consumato Stories 2
  • La storia convincerà fino alla fine?
  • Quanto sarà importante la manipolazione di geni e habitat a lungo termine?