Monster Hunter World: Iceborne, i mostri migliori 1

Abbiamo scelto i cinque mostri più divertenti che abbiamo cacciato in giro per il mondo di Monster Hunter World: Iceborne

SPECIALE di Christian Colli   —   07/09/2019

Indice

Prima di scrivere la nostra recensione di Monster Hunter World: Iceborne abbiamo passato oltre settanta ore a cacciare mostri vecchi e nuovi nelle enormi mappe in cui Capcom ha suddiviso questo nuovo mondo. L'espansione implementa un nuovo livello di difficoltà, chiamato Grado Maestro, e così facendo rivisita tutti i mostri già affrontati nel gioco base uscito l'anno scorso, aggiungendo al mucchio una ventina di creature tutte da scoprire o riscoprire: alcune di esse sono completamente inedite, altre sono varianti di quelle che già conosciamo e pertanto molto diverse, altre ancora fanno capolino in questa versione dopo essere comparse nei vecchi episodi per console Sony e Nintendo. Abbiamo deciso di considerare anche le ultime nella nostra personalissima top five perché Monster Hunter World ha avuto il privilegio di far conoscere questo particolarissimo brand a tanti nuovi giocatori che adesso sono diventati cacciatori provetti, ma che non hanno mai combattuto mostri iconici come il mitico Zinogre. Ed è proprio con lui che abbiamo deciso di cominciare questo speciale.

Zinogre

Introdotto nella serie con Monster Hunter Portable 3rd per PSP (2010) lo Zinogre è diventato subito uno dei mostri più amati dal fandom per tutta una serie di motivi. Innanzitutto è una viverna zannuta particolarmente originale, visto che somiglia più a una specie di lupo che a un rettile, e poi ha un design splendido, caratterizzato da una scelta di colori azzeccata e da un profilo fiero e solenne. Lo Zinogre, inoltre, possiede una capacità molto particolare, legata alla sua dipendenza simbiotica con gli insetti elettrici: può infatti assorbire le loro cariche per energizzarsi e sprigionare un campo elettrizzante che cambia la natura dei suoi attacchi, rendendolo molto più veloce e pericoloso specialmente quando si infuria. Combattere lo Zinogre è sempre uno spasso e in Iceborne questo mostro ha guadagnato alcuni attacchi inediti che i cacciatori dovranno imparare a prevedere e schivare. Per trarre il massimo vantaggio da ogni caccia allo Zinogre, dovrete assicurarvi di tagliargli la coda, rompergli gli artigli e spezzargli entrambe le corna sulla fronte: non sarà facile, ma il vecchio trucco di addormentarlo e fargli saltare qualche Bomba botte sulla testa potrebbe aiutarvi. Ricordate, infine, di equipaggiare la rete per catturare gli Insetti-folgore sul suo dorso quando riuscirete a rovesciarlo.

Glavenus caustico

Il Glavenus è comparso per la prima volta in Monster Hunter Generations per Nintendo 3DS, 2016: è una gigantesca viverna brutale che si contraddistingue per l'aspetto molto simile a quello di un Carnotauro, eccezion fatta per l'enorme coda tagliente che ha ispirato il suo nome. Il Glavenus usa principalmente la sua coda come arma, scudisciandola a destra e a manca grazie alle massicce zampe posteriori che gli consentono di compiere balzi assurdi. Il Glavy originale può mordersi la coda, arroventarla e quindi cambiare schema d'attacco, infliggendo danni enormi con una portata ancora maggiore: anche la variante inedita introdotta con Iceborne, chiamata Glavenus caustico, può fare la stessa cosa... ma con l'acido. I suoi attacchi, infatti, non ustionano, ma abbassano la difesa del cacciatore, quindi tenete a portata di mano i vostri Semi armatura per annullare l'effetto. Il problema è che dovrete dimenticare quasi tutto quello che sapete sul Glavenus perché quello caustico attacca con animazioni quasi completamente diverse e una portata ancora più ampia e imprevedibile. Inutile dire che dovrete mozzargli quella stramaledetta coda, anche se non sarà facile: dovrete prima ferirla, quindi potrete tagliarla solo nel momento in cui è potenziata. Poi dovrete anche scalfirgli la testa due volte, le zampe e pure il dorso, se volete massimizzare le ricompense possibili a fine missione.

Banbaro

Il Banbaro è una new entry di Monster Hunter World: Iceborne e uno dei mostri più interessanti che abbiamo affrontato nelle prime ore di gioco. A prima vista sembra l'ennesima viverna brutale, una specie di Anjanath o Glavenus col muso di un montone, un paio di palchi giganteschi e una pelliccia morbidissima in cui affondare le manine e la faccia quando vi ci aggrappate: vi terrà così caldo che non vorrete scendere più! E invece dovrete farlo se volete portarvi a casa la sua pellaccia. Essendo uno dei primi mostri che affronterete nell'espansione, il Banbaro è piuttosto mite e non vi darà troppo filo da torcere, ma può diventare fastidiosamente aggressivo, specie se infuriato. Inutile dire che dovrete fare maggiormente attenzione ai suoi palchi, visto che vi attaccherà in carica, spesso inforcando tra di esse alcuni elementi dello scenario come macigni o interi tronchi d'albero. Nel secondo caso, il Banbaro potrebbe decidere di spazzare l'area in corsa, e schivarlo potrebbe diventare parecchio complicato, senza contare che in qualche caso vi scaglierà contro direttamente il tronco d'albero. Naturalmente dovrete rompergli i palchi almeno due volte per portarvi a casa un maggior numero di ricompense, ma sono così grandi che non dovrebbe essere affatto difficile, specialmente se riuscirete a farlo schiantare contro una parete rocciosa con l'aiuto del rampino artiglio.

Velkhana

Il drago anziano sulla copertina di Monster Hunter World: Iceborne è uno dei nemici più temibili che affronterete nella campagna, ma chi ha avuto il piacere di combatterlo nella beta pubblica di qualche giorno fa avrà sicuramente una marcia in più, conoscendo già i suoi schemi di attacco, ma per tutti gli altri potrebbe essere un momento traumatico. Il Velkhana è un mostro estremamente aggressivo, agile e complicato che inizialmente potrebbe sembrarvi persino ingiusto, ma che una volta imparato a contrattaccare saprà darvi grandi soddisfazioni ogni volta che lo sconfiggerete. Questo drago padroneggia il ghiaccio, perciò vi consigliamo di premunirvi in anticipo con una buona resistenza allo stesso elemento e magari il Mantello antighiaccio, meglio se potenziato. Oltre a sfoggiare un look cristallino spettacolare, il Velkhana combatte soffiando aria gelida e generando blocchi di ghiaccio nell'aria e sul suolo che dovrete schivare ma che, in seguito, potrete usare come trampolini per balzargli addosso o attaccarlo in salto. State particolarmente attenti alla sua coda acuminata, che sferza con gran velocità e ha una portata straordinaria, e cercate a tutti i costi di distruggere la sua corazza gelida, specialmente se si infuria e comincia a rivestire il pavimento di cristalli ghiacciati. Il Velkhana vi farà sudare sette camicie, probabilmente, ma è un combattimento dinamico che vi terrà continuamente sulle spine, uno dei migliori nella serie.

Namielle

Il Namielle è un altro drago anziano che affronterete poco dopo aver scoperto il Velkhana nella campagna: per certi versi, questo mostro ci è piaciuto anche più del drago di ghiaccio summenzionato. Tanto per cominciare, ha un look spettacolare: la peculiare apertura alare, comprensiva della coda sottile, ricorda volutamente le pinne di un pesce razza, così come il muso non troppo dissimile da quello dei pesci gatti... tant'è che dovrete spaccarglielo due volte per aumentare le probabilità di ricevere i suoi Baffi tra le ricompense. Il Namielle attacca principalmente sputando potenti getti d'acqua che infliggono parecchi danni, riducono il consumo della resistenza (portatevi le Nullbacche!) e riempiono di pozzanghere il campo di battaglia. Attenzione, perché non si tratta di un mero effetto grafico. Quando si infuria, e guarda caso comincia anche a piovere, il Namielle si illumina e genera un campo elettromagnetico come un vero e proprio pesce elettroforo. A quel punto iniziano i guai. Non solo vi attaccherà aggressivamente, anche in volo, con colpi caricati elettricamente, riducendo la vostra difesa all'elemento elettrico nel caso vi colpisca, ma userà le pozzanghere come conduttori per friggervi sul posto. Dovrete quindi stare attenti a dove mettete i piedi, consapevoli che combatterlo in uno spazio ristretto potrebbe essere ancora più pericoloso. Il Namielle, insomma, è diventato il nostro mostro preferito di Iceborne non solo per il suo aspetto strepitoso, specialmente quando si infuria, ma anche per il peculiare stile di combattimento a doppio elemento che vi costringerà a muovervi con ancora più cautela del solito.