MotoGP 19: il nostro provato 7

Dopo il passaggio ad Unreal e il totale rinnovo della serie, Milestone cerca di tornare in pole con MotoGP 19. Per farlo punta sui contenuti, e su un'imprevedibile alleata...

PROVATO di Aligi Comandini —   26/05/2019

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Per una software house un cambio di motore è spesso e volentieri un'esperienza traumatica. Bene l'ampliamento dei mezzi a disposizione degli sviluppatori, e ancor meglio il reset grafico capace di rendere più appetibili i propri titoli per il grande pubblico... ma in un mondo pieno di variabili e difficoltà come quello del gaming, ricominciare da zero può segnare la fine di un team, non importa quanto questo sia esperto. Se a tale impressionante numero di ostacoli si aggiungono poi tempistiche di sviluppo tutt'altro che rilassate, la situazione si fa ancor più drammatica, tanto che ci risultava davvero difficile credere in un'indolore uscita dal bozzolo di Milestone. Il team milanese, invece, ci ha lasciati a bocca aperta, non solo riuscendo ad adattarsi rapidamente ai nuovi strumenti legati all'Unreal Engine, ma anche a produrre dei titoli di qualità più che valida, nonostante una schedule affrontabile da ben poche realtà in questo campo (figuriamoci poi nel bel paese). Certo, il contraccolpo c'è stato, e specialmente i MotoGP hanno subito una spiacevole "ripartenza" contenutistica durante il passaggio, eppure nel complesso è stata una trasformazione rapida e priva di disastri, che ci ha fatto ben sperare per il futuro. Consapevoli dunque dell'ammirevole dedizione con cui i programmatori di casa nostra perfezionano gradualmente i propri pargoli di anno in anno, abbiamo fatto una visita al quartier generale per testare MotoGP 19, l'ultimo capitolo della loro serie corsistica numero uno.

Il ritorno dei re

Anche accompagnati da una gradevole dose di ottimismo, il primo imputato da interrogare erano i contenuti, viste le mancanze dell'episodio precedente. Beh, sarete lieti di sapere che in MotoGP 19 le cose si sono in larga parte risolte con il ritorno delle sfide classiche, che vi metteranno ancora una volta nei panni di alcune delle leggende della disciplina (a bordo di bolidi ben meno moderni e controllabili di quelli a cui i giochi della serie vi hanno abituati), e con l'aggiunta della Moto-E: una categoria completamente nuova dalla fisica assai diversa rispetto a quella delle altre due ruote a vostra disposizione. Nella carriera - peraltro dotata di un'ottima gestione delle varie corse, con tanto di scelta rapida per ogni evento pre-gara - è stato inoltre deciso di offrire al giocatore un numero limitato di gomme, per aumentare la tensione competitiva, oltre alla possibilità di partire da qualunque categoria si desideri (anche la Moto 2, ovviamente). Per carità, non siamo ancora davanti a una sorta di story mode con interviste ai piloti, rivalità e quant'altro - è un passo significativo che plausibilmente richiederà molto più tempo - ma se non altro il pacchetto è tornato ad avvicinarsi a quello di MotoGP 15, e non possiamo che esserne lieti visti i vari passi avanti che l'Unreal ha portato in tutti gli altri aspetti.

Il gameplay, ad esempio, che da quando MotoGP ha avuto il suo balzo evolutivo è cambiato sostanzialmente, per un feeling generale delle moto più pesante e realistico, tempi dei giri ancor più vicini a quelli veri, e una guidabilità generale che sarebbe maturata alla perfezione, non fosse per il frame rate dimezzato. Ecco, soffermandoci su quest'ultimo punto, vogliamo informarvi che il team punta a tornare ai gloriosi 60 fps delle edizioni passate in MotoGP 19, e i risultati ottenuti lasciano ben sperare. Noi non abbiamo potuto testare i loro avanzamenti durante la nostra prova purtroppo, ma riuscire a raggiungere questo obiettivo porterebbe la responsività dei mezzi al livello successivo, facendo brillare davvero le molteplici migliorie al sistema (tra cui la gestione delle temperature delle gomme, ora sempre attiva e in grado di impattare sulle prestazioni).

Nella rete, anche neurale

Non che a Milestone si siano dimenticati dell'online, di grazia (e vorremmo vedere, vista la fatica fatta dalla casa per mettere in piedi vari eventi esport negli ultimi anni). Ci sarà ancora una notevole spinta sulle competizioni internettiane, l'esport championship tornerà in tutto il suo splendore, e soprattutto le partite in rete verranno supportate finalmente da un'infrastruttura di tutto rispetto, grazie all'uso dei server Amazon. L'esperienza dovrebbe quindi risultare più solida e piacevole per tutti i giocatori, e sarà anche possibile gestire nel dettaglio le lobby vestendo i panni del direttore di gara, con a disposizione una elaborata personalizzazione delle regole dei campionati. Neppure questa, però, è l'innovazione primaria del titolo, poiché la sorpresa più grande del nuovo MotoGP ha un nome femminile, e risiede curiosamente in un elemento spesso trascurato dagli sviluppatori odierni: l'intelligenza artificiale.

Battezzata affettuosamente A.N.N.A. dai suoi creatori, l'IA neurale del gioco è particolarmente evoluta, e le sue capacità sono state sviluppate da zero, attraverso una serie di input esterni che le hanno permesso di apprendere il modo migliore di affrontare una pista. Vedere il video della sua "formazione" è stato alquanto affascinante: con basi quasi inesistenti A.N.N.A. a malapena era in grado di muoversi sulla pista inizialmente, ma a forza di valutazioni negative e positive ha imparato prima l'importanza dei limiti del percorso, poi delle traiettorie migliori, fino ad arrivare a una gestione quasi perfetta di moto e pista equiparabile a quella dei migliori piloti umani. Se non ci credete, sappiate che Milestone l'ha fatta sfidare da Trastevere73 (Lorenzo Daretti, il campione mondiale dei MotoGP), e il ragazzo sembra aver faticato non poco per sconfiggerla, nonostante le sue comprovate e impressionanti abilità. Attenzione però: A.N.N.A. non è un'I.A. adattiva, che si sviluppa in base al comportamento del giocatore e assorbe le sue tattiche ad ogni gara: le sue capacità sono scalabili (basta regolarla attraverso un comodo indicatore) ma ben definite. Non aspettatevi insomma di sfidare una variante di Skynet con la passione per Valentino Rossi; in questo gioco gli avversari sono pensati per darvi filo da torcere e comportarsi molto più realisticamente del normale, non per assorbire i vostri comportamenti in pista.

Nel complesso? Siamo positivamente sorpresi e curiosi di vedere fino a che punto arriverà il pacchetto completo, che tra le tante cose vanta anche sensibili migliorie grafiche, e un editor di caschi e tute preso di peso da quello già impressionante dell'ultimo RIDE (anche se non si potranno toccare le livree ufficiali delle moto, per una questione di licenze a dir poco insormontabile). Il lavoro fatto è indubbiamente titanico considerando il tempo limitato a disposizione del team, e siamo abbastanza convinti che la serie con questo capitolo saprà zittire molti dei suoi detrattori. Bene così.

Rafforzato da un'intelligenza artificiale incredibilmente evoluta, e da contenuti di tutto rispetto, questo MotoGP 19 potrebbe rappresentare il ritorno alla forma di cui la serie aveva bisogno dopo lo stravolgimento del diretto predecessore. Per ora tutto quello che abbiamo visto ci ha convinto, e anche se sono ancora parecchi i dubbi che circondano A.N.N.A., il framerate, e la nuova infrastruttura online, siamo fiduciosi. Ci aspettiamo un bel passo nella giusta direzione, da questo capitolo.

CERTEZZE

  • Intelligenza artificiale estremamente evoluta, che aumenta sensibilmente il realismo
  • Molteplici migliorie alla fisica e al sistema
  • Contenuti di tutto rispetto, tra cui le sfide classiche
  • Nuova infrastruttura online

DUBBI

  • La validità di A.N.N.A. è ancora da dimostrare
  • Il framerate migliorerà rispetto al capitolo passato?