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Nightingale, abbiamo provato l'ispirato survival di Inflexion Games

In un periodo esplosivo per i survival arriva un altro concorrente, Nightingale, sviluppato da veterani dell'industria provenienti per lo più dalla vecchia Bioware.

PROVATO di Aligi Comandini   —   12/02/2024
Nightingale, abbiamo provato l'ispirato survival di Inflexion Games
Nightingale
Nightingale
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Non che sia mai andato male, per carità, ma siamo sinceramente convinti che l'esplosione di popolarità del genere survival abbia di recente superato ogni più rosea aspettativa. Il fenomeno non è nemmeno relegato al successo mostruoso (pun intended) del non proprio originalissimo Palworld: altri giochi dalla formula ben diversa stanno comunque spopolando, e persino il recente Enshrouded (che molti davano già per morto viste le vendite del diretto sfidante) ha raggiunto numeri da capogiro, dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio come il mix di crafting ed elementi di sopravvivenza sia ancora ricercatissimo da enormi masse di videogiocatori.

I survival vengono spesso visti un po' con sdegno da una certa fetta di videogiocatori, vuoi per la qualità non proprio impeccabile di molti di loro o per la ripetizione di formule ormai viste e straviste, ma se si analizza un po' il loro funzionamento, è facile capire perché il loop di gameplay che offrono sia così attraente, senza contare che negli anni non sono mancate le sperimentazioni curiose e i titoli di buona qualità.

È quasi poetico quindi come, dopo la confermata morte di un gioco di questa tipologia ad opera di Blizzard, stia per arrivare tra noi un'altra opera simile sviluppata da veterani dello sviluppo... parliamo di Nightingale, un ispirato survival presentato ormai qualche anno fa e sviluppato da Inflexion Games, team canadese che conta tra le sue fila molteplici ex-Bioware. Un team del genere (nel gruppo vi sono esperti che hanno lavorato a titoli eccezionali) ha sicuramente ancora molto da dare ai videogiocatori, specie in un genere dove finezza e cura per il dettaglio raramente sono di casa. Abbiamo quindi testato Nightingale per qualche giorno, cercando di carpirne il potenziale sia da soli che in compagnia.

Storia di un'umanità dispersa

Se credete che Nightingale sia artisticamente scialbo solo perché è un survival vi sbagliate di grosso
Se credete che Nightingale sia artisticamente scialbo solo perché è un survival vi sbagliate di grosso

Già per quanto riguarda la narrativa Nightingale sembra volersi distinguere da chi lo ha preceduto: il gioco ha un universo precisamente delineato, in pratica un mondo magico spezzato e raggiungibile per lo più tramite portali, che fa da casa sia al misterioso popolo dei Fae, che a entità maligne provenienti dal pericolosissimo "Pale", a cui peraltro si deve la quasi estinzione della razza umana. In parole povere, l'opera di Inflexion si svolge in una linea temporale alternativa in cui gli esseri umani hanno scoperto la magia contattando i Fae e l'hanno sfruttata per dare il via a una nuova rivoluzione industriale durante l'era vittoriana. Fin qui tutto bene, peccato che dai portali usati per raggiungere i reami dei cari amici fatati appena conosciuti è in seguito fuoriuscita una misteriosa nebbia chiamata, appunto, Pale, che ha sterminato innumerevoli persone e bloccato qualunque possibilità di viaggiare liberamente tra i portali, compresi quelli che si trovano nella capitale dell'umanità, Nightingale. Nei panni di un esploratore disperso dopo il disastro, dovrete sfruttare le risorse naturali per non venire sopraffatti dai pericoli sparsi per i reami, e trovare il modo di raggiungere la capitale, il tutto guidati da un misterioso "valletto" fatato di nome Puck, che - come tutti i Fae - sembra avere secondi fini.

Puck vi salverà la pellaccia... solo per poi mettervi costantemente in pericolo con le sue 'indicazioni'
Puck vi salverà la pellaccia... solo per poi mettervi costantemente in pericolo con le sue "indicazioni"

Già dalla descrizione fatta poc'anzi si nota la differenza dal resto del genere. Tra gli Inflexion non sono pochi gli sviluppatori che hanno lavorato a noti GDR, ed è cristallino come abbiano cercato in tutti i modi di dar forma a un universo narrativamente stuzzicante in questo survival. Certo, le prime battute di Nightingale non sono dissimili da quelle di molti altri giochi dove il focus è la sopravvivenza, ma avanzando troverete ad aspettarvi varie fazioni di Fae e umani sopravvissuti, con quest'ultime guidate da un misto di personaggi storici e di fantasia ognuno con specifici interessi e missioni. È un endgame che durante il nostro provato non è stato possibile approfondire, ovviamente, eppure questo tipo di complessità potrebbe donare al gioco una resistenza sul lungo periodo che molti altri competitor semplicemente non possiedono. Peraltro, la cura per i testi e l'ambientazione è accompagnata da un'art direction di tutto rispetto. Sviluppato in Unreal 5, Nightingale vanta una varietà estrema nei biomi esplorati, e nelle sue mappe non troverete solo grandi masse di pietra e vegetazione, ma anche statue e strutture imponenti, chiaramente di natura magica, che donano parecchia personalità a ogni luogo. Questa profondità, fortunatamente, pare esserci anche nel gameplay, seppur non senza inciampi.

Gioca le tue carte

Non sottovalutate il crafting di Nightingale. Anche solo con i progetti iniziali è possibile creare strutture notevoli
Non sottovalutate il crafting di Nightingale. Anche solo con i progetti iniziali è possibile creare strutture notevoli

Tra le cose che Nightingale propone meglio della concorrenza c'è già il tutorial, nonostante il gioco sia ancora chiaramente in early access. Si comincia infatti guidati dal già citato Puck in dei reami predefiniti, pensati per far prendere dimestichezza al giocatore con le meccaniche di crafting e combattimento. Nightingale è in prima persona, ma è possibile passare in terza (anche se è sconsigliabile perché il puntamento è tremendo con la telecamera alle spalle) e le sue prime battute non sono dissimili da quanto visto altrove: si raccolgono materiali, si costruiscono utensili primitivi e banchi da lavoro, e si cerca di mettere in piedi un rifugio improvvisato per la notte. Superate le poche fasi introduttive, tuttavia, la situazione cambia sensibilmente.

Basta poco per scoprire, infatti, che nei vari reami si arriva usando delle carte speciali che ne decidono i connotati. Attraverso macchinari di fronte ai portali, il giocatore può modificare le mappe esplorabili per essere più o meno pericolose, e appartenere a uno specifico bioma tra palude, deserto o foresta (ma crediamo se ne troveranno altri più avanti). I biomi sono profondamente diversi tra loro per aspetto, flora, fauna e distribuzione delle risorse - nella foresta, ad esempio, prevedibilmente non scarseggiano legna e fibre vegetali - ma è la difficoltà la chicca da tenere più in considerazione, perché ogni mappa principale ha degli obiettivi sotto forma di oggetti da costruire o dungeon da esplorare, e più il livello di sfida è alto, migliori sono i premi. Sì, in pratica, anche se le mappe sono procedurali, troverete ad attendervi varie zone ricche di nemici con oggetti importanti da recuperare, il tutto mentre cercate di sbloccare gradualmente tutte le opzioni offerte dal crafting. E il bello è che non solo i dungeon sembrano piuttosto diversificati tra loro, ma anche il crafting è pieno zeppo di possibilità, tanto che siamo rimasti un po' stupiti da quanti banchi da lavoro e oggetti offrisse già nelle prime ore.

Il gioco è zeppo di boss. Anche se il combattimento e la loro intelligenza artificiale possono ancora migliorare
Il gioco è zeppo di boss. Anche se il combattimento e la loro intelligenza artificiale possono ancora migliorare

Per la cronaca, in Nightingale la progressione è più lenta ed elaborata rispetto alla maggior parte dei survival classici, e a tratti l'impressione è quasi quella di giocare una sorta di ibrido tra un survival e un GDR, vista la cura per l'ambientazione. Il fatto che vi siano vari boss da eliminare (come in giochi come Valheim o V Rising) e un gran numero di armi non fa che amplificare questo aspetto. Durante la nostra prova, però, eravamo impossibilitati a testare i contenuti avanzati, quindi gli sviluppatori di Inflexion ci hanno gentilmente invitato a una sessione coop, riempiendoci di oggetti top di gamma e mostrandoci fino a che punto il loro gioco può spingersi. E le impressioni sono davvero positive: ad alti livelli Nightingale permette non solo di costruire armi dotate di poteri magici (cure, dardi traccianti per trovare nemici potenti, barriere e via così) e abilità uniche, ma anche di esplorare liberamente le mappe planando con un ombrello, o scalando le pareti rocciose con speciali picconi. Non mancano poi boss unici e inquietanti, che popolano le mappe più avanzate e offrono importanti materiali se cacciati. Pure il crafting legato agli edifici ci ha lasciato a bocca aperta, dato che, una volta sbloccati i progetti desiderati, è possibile creare interi villaggi con stili architettonici unici. Per capirci, nella mappa iniziale della sessione cooperativa gli sviluppatori avevano dato forma a una sorta di melting pot di culture, costruendo un villaggio con fortezze di ispirazione cinese, una sorta di castello medievale, una grossa villa vittoriana, e molto altro.

Le armi più avanzate non sono solo belle esteticamente, possiedono poteri speciali utilissimi in battaglia
Le armi più avanzate non sono solo belle esteticamente, possiedono poteri speciali utilissimi in battaglia

La cosa più interessante, però, non sono i dungeon né la varietà del crafting, bensì la possibilità di usare le carte per aggiungere "effetti" alle mappe esplorate. I reami creati, infatti, possono venir modificati con carte secondarie per ottenere effetti aggiuntivi: una luna rossa che potenzia i nemici e diminuisce i punti vita del giocatore, gravita ridotta, pioggia perenne per favorire le coltivazioni, e così via. Difficile dire quante saranno le variabili al lancio, ma già quelle testate mutavano molto l'esplorazione, e la possibilità di trasformare mappe già esplorate con una semplice carta rafforza a nostro parere parecchio l'esperienza.

L'unica vera delusione? Al momento il sistema di combattimento è ancora un po' goffo. C'è una bella varietà di manovre e le armi non mancano come detto, ma l'intelligenza artificiale dei nemici è davvero carente, e in particolare abbiamo visto dei boss impallarsi nel nulla fino a divenire praticamente inermi. Per risolvere un po' la cosa, gli Inflexion hanno reso estremamente aggressivi gli avversari, che tendono a comportarsi come una sorta di orda impazzita, tuttavia come potete immaginare non è certo una soluzione aggraziata e manca della finezza che abbiamo visto in tutti gli altri elementi. Se non altro, nei dungeon avanzati ci sono anche puzzle piuttosto elaborati oltre ai semplici scontri, quindi non sono solo le battaglie a dominare il giocato. Nel complesso, comunque, Nightingale ci ha stupito molto: di rado abbiamo visto un survival così ricco nonostante sia ancora in accesso anticipato, e con un po' di feedback da parte della fanbase, e qualche ritocco ai sistemi e alle battaglie, potremmo aver per le mani uno dei migliori rappresentanti di questo peculiare genere.

Nightingale è, chiaramente, uno dei survival più ambiziosi che abbiamo mai visto. Capace di distinguersi dal resto del genere grazie a un universo molto più strutturato della media, a una direzione artistica curatissima, e a una complessità davvero notevole dei suoi sistemi, questo è un titolo con il potenziale per occupare davvero a lungo il tempo degli appassionati. Certo, ha chiaramente delle debolezze al momento, in primis quando si tratta di combattimenti, ma il feedback dell'accesso anticipato sarà prezioso per dare al tutto le ultime rifiniture, e perfezionare la struttura generale. Il potenziale per un'altra hit nel genere c'è tutto, ora le carte passano nelle mani dell'utenza.

CERTEZZE

  • Direzione artistica e narrativa molto più curate rispetto al resto del genere
  • Notevole profondità e varietà
  • Sistema delle carte molto ispirato e interessante

DUBBI

  • L'IA nemica e il combattimento sono abbastanza goffi al momento
  • Solo sei giocatori per reame potrebbe essere troppo limitante