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Oddworld: Soulstorm, provato all'E3 2019

Abe sta tornando in Oddworld: Soulstorm, una reinterpretazione di Abe's Exoddus che introduce un gran numero di novità tecnologiche e di design. Lo abbiamo provato all'E3 2019

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   20/06/2019
Oddworld: Soulstorm
Oddworld: Soulstorm
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Per più di qualcuno, Abe era il brutto anatroccolo della prima PlayStation. In un periodo in cui la console Sony era alla disperata ricerca di mascotte e personaggi memorabili, il Mudokon protagonista di Oddworld: Abe's Oddysee era un tipetto sgraziato, irriverente e del tutto non convenzionale. Un alieno un po' rozzo, con la bocca cucita, che camminava ingobbito, faceva versi strani e aveva grossi problemi di meteorismo. Quando uscì nel 97 su PlayStation e PC, Abe non aveva il carisma esplosivo di Crash Bandicoot, eppure, costruito attorno a questo personaggio pieno di stranezze, c'era un universo angosciante che nascondeva un originale sottotesto dietro a un piccolo e semplice platform 2D. Per chi aveva l'età e la sensibilità adatta a coglierlo, Abe non era (solo) un inquietante alieno che dispensava flatulenze, ma il protagonista di una critica al capitalismo, l'eroe di un'avventura che raccontava la lotta contro il sistema. Dopo aver risuscitato la serie con il remake Oddworld: New'n'Tasty, l'autore, Lorne Lanning, prova a raggiungere un pubblico oggi più maturo, riproponendo quello stesso messaggio attraverso Oddworld: Soulstorm, totale reinterpretazione del secondo storico episodio del franchise, Abe's Exoddus.

Trouble From Belowllad

Contro il sistema

Se New'n'Tasty era un remake molto più vicino all'originale Abe's Oddysee, Oddworld: Soulstorm fa un balzo in avanti notevole in termini tecnologici e di design, presentandosi come un'esperienza del tutto inedita anche per i fan della primissima ora. Abe's Exoddus e Soulstorm hanno in comune la premessa narrativa, con Abe che deve attraversare una serie di livelli con l'obiettivo di salvare gli altri Mudokon schiavizzati delle fabbriche. Le animazioni di Abe mentre corre, si muove quatto quatto, salta, rotola o usa i suoi poteri sono rimaste pressoché identiche, ma il repertorio di abilità è stato espanso drasticamente. I movimenti sono ora meno legnosi, è possibile eseguire un doppio salto, e la nuova struttura tridimensionale degli scenari permette di vedere altre aree che verranno raggiunte più avanti o di interagire con elementi in profondità. Il team di sviluppo ne ha approfittato per creare giochi di prospettiva e gag di vario tipo, come treni che arrivano dallo sfondo e frammenti che volano verso il giocatore dando l'impressione di voler uscire dallo schermo. Oltre a rendere i livelli più interessanti e a creare anticipazione su quello che verrà dopo, questo stratagemma enfatizza visivamente un concetto che nel capitolo del 1998 si perdeva quasi del tutto: Abe e i Mudokon sono piccoli ingranaggi di una catena di montaggio gigantesca, dei "nessuno" presi singolarmente, ma che possono far esplodere una rivoluzione quando uniscono le forze.

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L'unica grande vittima di questo restyling grafico sembra però essere l'atmosfera cupa e opprimente dell'originale, visto che le schermate anguste di Abe's Exoddus lasciano il posto ad ambientazioni che si perdono a vista d'occhio e colori molto più caldi. Va detto che la demo che abbiamo giocato (e di cui vedete le immagini allegate) era tutta ambientata nella stazione FeeCo Depot, e immaginiamo che scenari come le Miniere Necrum e lo Stabilimento Tempesta d'Anime avranno tonalità abbastanza diverse. In un mix di Another World e Lemmings, l'obiettivo è ancora una volta quello di condurre quanti più Mudokon alla fine di ogni livello: più se ne salvano e più Quarma (sic) positivo si guadagna, mentre eliminando i nemici o sacrificando i Mudokon si guadagna Quarma negativo. Lanning ci ha detto che il livello morale di Abe avrà un'influenza importante sia sul protagonista e i suoi seguaci, sia sulla trama del gioco, portando presumibilmente a un finale alternativo a seconda del proprio allineamento. La vera grande novità rispetto al passato si trova però nel sistema di oggetti e di crafting: in qualsiasi momento si può infatti entrare nel menù e utilizzare le risorse raccolte per costruire una grande varietà di strumenti. Strumenti che possono poi essere combinati tra loro per ottenere degli effetti completamente nuovi. Con i giusti elementi, una bottiglia si può trasformare in una molotov, un estintore in un lanciafiamme, e avvolgendo un oggetto con degli elastici è possibile farlo rimbalzare quando lanciato sulle pareti. L'equipaggiamento creato può poi essere assegnato ai Mudokon che ci seguono, così che anche loro possano utilizzarli per difendersi o attaccare.

Let There Be Firellad

Quel poco che abbiamo provato di Oddworld: Soulstorm all'E3 2019 ci ha lasciato positivamente colpiti. Chi si aspetta un lavoro di restyling simile a quello di New'n'Tasty rimarrà sorpreso da quanto le novità siano numerose e sostanziali, ponendo le basi per quello che potrebbe essere l'episodio di Oddworld più interessante e divertente da giocare.

CERTEZZE

  • La comicità e lo spessore tipici della serie
  • Più fluido, elaborato e divertente dei vecchi episodi
  • Gestione degli oggetti ricca e articolata

DUBBI

  • Potrebbe essersi persa l'atmosfera cupa dell'originale
  • Varietà dei livelli e dei puzzle tutta da verificare