One Piece: World Seeker, il provato dal TGS 2018 6

Un'ambientazione inedita, personaggi creati per l'occasione e un mondo open world aspettano i fan in One Piece: World Seeker. Siamo tornati a provarlo!

PROVATO di Umberto Moioli   —   20/09/2018

Con One Piece: World Seeker il publisher Bandai Namco e lo sviluppatore Ganbarion stanno tentando un esperimento interessante: i ritmi imposti dallo sfruttamento delle licenze, con un prodotto che in teoria dovrebbe uscire ogni anno, sono poco compatibili con le aspirazioni di innovare e creare prodotti diversi dal solito, quindi abbiamo accolto con curiosità l'annuncio di un open world con meccaniche action che non rientra però nel genere musou, ma prova ad elaborare un gameplay un po' più strutturato. Un titolo con delle ambizioni, insomma, che abbiamo già potuto provare alla GamesCom di Colonia ma che è tornato disponibile per un nuovo test nel corso del Tokyo Game Show. Bandai Namco ha anche sfruttato l'occasione per confermare che la data d'uscita è stata spostata alla prima parte del 2019, qualche mese in più per rifinirlo che non potrà che fare bene all'esperienza finale.

Rufy al centro del gameplay

In One Piece: World Seeker protagonista sarà innanzitutto l'ambientazione: Prison Island è, come il nome suggerisce, una gigantesca isola un tempo nota come Jewel Island, quindi ricostruita dalla Marina che vi ha installato alcune sue basi, una grande prigione e soprattutto una metropoli estremamente moderna (per gli standard pirateschi di One Piece). Questi elementi la rendono molto diversa dai panorami classici visti nel manga e nell'anime, un cambio di direzione che tutto sommato troviamo interessante e non potrà che sollevare la curiosità degli appassionati. A gestire per la Marina questo angolo di mondo c'è Isaac: comandante sprovvisto di poteri ma capace con le sue invenzioni di creare armi temibili, che usa per sé ma con cui ha dotato anche i suoi soldati. Che infatti nel gioco sono muniti di fucili a pompa, mitragliatori e altre armi da tiro che difficilmente vediamo nel setting di One Piece.

One Piece World Seeker Gamescom Rufy

In questo contesto quantomeno atipico ci muoveremo utilizzando unicamente Rufy, con il compito di aiutare la giovane Jeanne nella sua crociata per sconfiggere la Marina e, insieme al suo gruppo di resistenza, riportare la libertà su Prison Island. Non sappiamo quanto la storia e i personaggi avranno spazio nel corso dell'avventura, però il fatto che Eiichiro Oda ci abbia messo lo zampino ci fa ben sperare. Il gameplay sarà in parte caratterizzato da missioni da completare per portare avanti la storia, in parte da incarichi secondari che stimoleranno l'esplorazione della mappa open world. Purtroppo la demo che ci è stato concesso di provare, la stessa della GamesCom 2018, metteva a disposizione solo una piccolissima porzione del terreno di gioco. Abbastanza per fare pratica con un sistema di combattimento molto immediato, basato su una serie di attacchi di base e poi colpi speciali disponibili una volta caricata l'apposita barra. Rufy ha anche alcuni poteri, come l'Observation Haki che gli dà modo di vedere per alcuni secondi dietro alle pareti, il che suggerisce che ci saranno momenti nei quali bisognerà muoversi con un po' di attenzione, senza buttarsi nella mischia a cervello spento. Nella sua semplicità questa struttura può tranquillamente funzionare, purtroppo però al momento ci sono alcuni problemi che vanno risolti per non inficiare la qualità del risultato finale: la telecamera è un po' troppo macchinosa e certe interazioni che sembrano scontate, sia con i nemici che con l'ambiente, spesso lasciano invece a desiderare. Il gioco non risponde sempre ai comandi come ci si aspetta, insomma, e questo non è un bene per un titolo che vuole fare dell'immediatezza parte del suo richiamo.

Siamo molto curiosi anche di capire se l'impostazione open world abbia suggerito allo sviluppatore di adottare un sistema di crescita e come questo verrà strutturato; nella demo testata non ce n'era traccia ma bisogna considerare che la quantità di contenuti a disposizione era davvero limitata. In termini grafici, invece, ci siamo trovati al cospetto di un prodotto che da una parte è dotato di personaggi ben caratterizzati e "disegnati" in cel shading (questo vale tanto per Rufy quanto per i boss) mentre gli ambienti potrebbero avere qualche dettaglio extra. Dobbiamo anche dire che non abbiamo potuto osservare da vicino le parti di mappa caratterizzate dai centri abitati, che dovrebbero essere le più interessanti.

In definitiva siamo usciti dal secondo provato di One Piece: World Seeker con sensazioni contrastanti: da una parte c'è una licenza che ha sempre molto fascino con in più alcune trovate originali niente male, dall'altra parte del potenziale sembra ancora inespresso a causa di alcuni problemi di bilanciamento e mancate rifiniture che andranno assolutamente risolti. C'è parecchio potenziale per un titolo che ha le carte in regola per rivelarsi un successo commerciale: i mesi che ci separano dalla nuova data d'uscita, ora prevista per il 2019, dovranno essere sfruttati al meglio.

CERTEZZE

  • Ambientazione e personaggi intriganti
  • Un mondo open world interamente esplorabile

DUBBI

  • Il gameplay non è ancora rifinito come dovrebbe
  • Tecnicamente non lascia a bocca aperta