Paradox Interactive: la Svezia guida il grande ritorno degli strategici... e non solo

Da Crusader Kings a Europa Universalis, passando per Cities Skylines e l'atteso Bloodlines 2, vi presentiamo, se ce ne fosse il bisogno, Paradox Interactive

SPECIALE di Francesco Serino   —   16/01/2022
57

Devo ringraziare Paradox Interactive: ha esaudito tutti i miei desideri garantendomi delle feste da urlo. Da Crusader Kings a Stellaris, passando per Europa Universalis ed Hearts of Iron, non c'e un suo grande strategico che non mi abbia regalato emozioni uniche, tra le più vivide mai provate giocando ai videogame.

Nei giorni appena passati, anche grazie all'Xbox Game Pass che ha colmato le lacune della mia libreria Steam, la scorpacciata non è stata soltanto di dolciumi a tema, ma in larga parte composta proprio di giochi Paradox. Ho abbracciato totalmente la visione di questi strategici, all'apparenza così simili a tanti altri e in verità totalmente diversi. Per giorni ho saltato senza continuità tra guerre mondiali a colonie africane, epopee medievali e miniere extramondo. Sentendomi infine totalmente appagato: ho raggiunto il Nirvana del videogiocatore, dal quale in realtà fatica ancora a uscire.

Le cose sono destinate a peggiorare nelle prossime settimane: Crusader Kings 3 sta per arrivare anche su console e l'8 febbraio su PC ci sarà il debutto della sua prima grande espansione, potrei successivamente acquistare una delle espansioni di Stellaris e magari provare Victoria, uno dei loro giochi che non ho mai avuto il coraggio di far partire.

Paradossi storici

Europa Universalis è una delle serie di maggior successo di Paradox Interactive
Europa Universalis è una delle serie di maggior successo di Paradox Interactive

Da quando ha conquistato la sua indipendenza nel 2004, Paradox le ha azzeccate quasi tutte. Gli unici due incidenti di percorso sono avvenuti quando ha provato a crescere più velocemente del dovuto, entrando a gamba tesa nel rischioso circuito dei giochi a doppia e a tripla A: è accaduto nel 2012 con il disastroso Gettysburg Armored Warfare e con la più recente proliferazione di progetti ad alto budget che ha portato a un importante rimescolamento della dirigenza, oltre allo stop incondizionato a oltre dieci giochi in sviluppo. Attorno a Paradox Interactive sembra esserci una maledizione/benedizione che gli impedisce di allontanarsi dalle sue origini, mettendogli i bastoni tra le ruote ogni volta che prova a imboccare direzioni che non gli si addicono completamente.

Paradox Interactive non è fatta per il pubblico di massa, o meglio non è fatta per inseguirlo nei suoi gusti e nelle sue necessità. La forza della compagnia svedese è al contrario composta da tante diverse nicchie di appassionati che ne premiano il coraggio e il non voler scendere a compromessi, che Paradox ringrazia offendo loro prodotti che, parliamoci chiaro, non hanno eguali. E non dimentichiamoci che la storia di questa software house è soltanto agli inizi. La capacità di Paradox di fare giochi sta maturando ora, di conseguenza le meraviglie a cui possiamo giocare oggi sono al principio di un percorso dalle potenzialità devastanti.

Basta comparare il più recente Crusader Kings 3 con qualunque dei loro titoli più vecchi, eccetto Stellaris, per notare un portentoso balzo in avanti nella qualità e nella pulizia dell'esperienza di gioco; una vera e propria nextgen per un genere che continua a funzionare prevalentemente attraverso menù e schermate fisse. Crusader Kings 3 non è poi meno complesso del capitolo precedente, tra qualche DLC probabilmente lo diventerà addirittura di più, ma è molto meno complicato da capire, da utilizzare e di conseguenza da apprezzare. E in questo dettaglio, nella gigantesca differenza tra complesso e complicato, si nasconde un po' tutta la filosofia alla base dei giochi Paradox, che è anche un modo per trovare una soluzione ai potenziali giocatori che sono attratti da questi titoli nella stessa misura in cui ne sono anche intimoriti. Paradox non sarà fatta per il inseguire il pubblico di massa, ma se la qualità dei suoi prodotti continuerà a crescere in questo modo, sarà impossibile non accorgersi dei suoi prodotti.

Completa libertà

Crusader Kings è una serie avveniristica, capace di offrire un gameplay che non ha eguali. Uno dei giochi più incredibili di sempre
Crusader Kings è una serie avveniristica, capace di offrire un gameplay che non ha eguali. Uno dei giochi più incredibili di sempre

La strategia sembra funzionare: i numeri dei giochi Paradox sono in costante crescita, come anche la loro esposizione mediatica. Complice la presenza di Stellaris ed Hearts of Iron IV su Xbox Game Pass, negli ultimi tempi non è difficile imbattersi in insospettabili streamer che provano a portare questi giochi nelle loro live, anche con un buon riscontro di pubblico. La cosa non deve sorprendere, visto che l'ingrediente segreto di tutti i principali strategici sviluppati dai Paradox Development Studios è proprio lo storytelling. Qui il giocatore può essere chiunque, il grande imperatore o il più fesso dei vassalli: non si è mai condannati al ruolo di protagonisti, non devi essere per forza Ghandi, Giulio Cesare o Winston Churchill per divertirti perché in questi giochi è proprio il concetto di vittoria a essere stato riscritto.

Hearts of Iron è quello con il traguardo più tangibile, devi far parte dello schieramento rimasto per vincere, ma come in tutti gli altri strategici sviluppati da Paradox solo a volte si gioca per primeggiare. Il vero obiettivo di ogni partita è partecipare a quello che accade, nel bene o nel male; recitare un ruolo più o meno grande nella lunga storia umana rivivendola, riscrivendola e immaginandone il futuro siderale. In fondo non è tanto diverso dall'aprire un libro magico capace di contenere un numero più o meno infinito di storie: devi solo scegliere l'epoca e l'approccio che fa per te.

Lavoro da publisher

Cities Skylines è un altro grande successo di Paradox, ma in questo caso come publisher. Non dovrebbe mancare poi molto al seguito...
Cities Skylines è un altro grande successo di Paradox, ma in questo caso come publisher. Non dovrebbe mancare poi molto al seguito...

Come publisher, Paradox sta in fondo occupando tutti gli spazi che i grandi publisher hanno lasciato stupidamente incustoditi: ha permesso ad Obsidian di creare Pillars of Eternity facendo tornare un certo tipo di gioco di ruolo, con i Colossal Order ha rifondato il genere dei city builders e in futuro sono attese diverse novità piuttosto importanti. C'è poi l'attesissimo Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2, per Paradox questo il più grande e costoso progetto di sempre, il gioco della possibile svolta e come tale non immune dalla maledizione che ci siamo immaginati all'inizio di questo speciale. Il GDR dedicato all'universo della White Wolf, casa editrice che Paradox ha acquistato nel 2015, si trova sull'orlo del precipizio dopo uno sviluppo da incubo che lo scorso anno ha visto persino cambiare radicalmente il team di sviluppo.

Il grande ritorno

Riuscirà Vampire The Masquerade - Bloodlines 2 a sopravvivere al suo sviluppo travagliato?
Riuscirà Vampire The Masquerade - Bloodlines 2 a sopravvivere al suo sviluppo travagliato?

Comunque vada a Bloodlines 2, per Paradox Interactive e Paradox Development Studio il futuro è più che mai roseo. L'interesse del pubblico verso i giochi più cerebrali sta effettivamente crescendo, su ogni piattaforma, come cresce con lo stesso ritmo l'offerta: c'è naturalmente Paradox con i suoi atipici strategici, la più piccola ma non meno aggressiva Slitherine, recentemente è stata resuscitata persino la leggendaria Microprose, mentre tra i grandi nomi spiccano gli investimenti di Sega (Total War, Two Point...), Microsoft (Age of Empire, Flight Simulator...) e Take-Two, quest'ultima attualmente impegnata a trasformare in un fenomeno di massa l'incredibile Kerbal Space Program.

Se proviamo a immaginare dove potrebbe arrivare un Crusader Kings con un bilancio sempre più importante, in cosa potrebbe trasformarsi un progetto come Kerbal con alle spalle un team che sa davvero quel che sta facendo, non vediamo altro che possibili capolavori, idee che hanno già dimostrato di essere vincenti e che ora, finalmente, sono pronte a quel salto di qualità necessario per abbattere tutte quelle pareti e tutti quegli ostacoli che per quasi due decenni li hanno tenuti lontani dal grande pubblico, senza che il grande pubblico sapesse della loro esistenza.