Persona 5 Royal, il nostro provato londinese 197

Persona 5 Royal non è un semplice tentativo di fare soldi facili sul marchio, bensì un'impressionante operazione di ritocco, che sembra voler elevare uno dei migliori JRPG di sempre in ogni singolo aspetto. Ah, a sto giro è pure in italiano

PROVATO di Aligi Comandini —   17/02/2020

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L'ultima generazione forse non avrà visto comparire molteplici capolavori nel magico mondo dei JRPG, ma questo non significa che i titoli indimenticabili nel genere siano spariti del tutto. Forse quello più significativo, peraltro, è quel Persona 5 nato come gioco cross platform, quando ancora varie produzioni navigavano sulla sottile linea divisoria tra una console e l'altra. A volerci pensare bene, è uno straordinario testamento delle capacità di Atlus il fatto che, nonostante le limitazioni tecniche dell'hardware precedente, l'ultimo capitolo della serie Persona sia ad oggi considerato da molti estimatori il miglior JRPG moderno, o forse si tratta semplicemente della prova di come gli altri sviluppatori nipponici non siano ancora riusciti a trovare la chiave di lettura necessaria a portare avanti il genere serenamente... Quale che sia la verità, comunque, Persona 5 resta un capolavoro, e la sua appartenenza alle prime battute di quest'era del gaming lo rende un candidato perfetto a un ritorno in grande stile con Persona 5 Royal: riedizione ripulita, molto allargata e miglioratissima del videogame originale. E tutti questi superlativi non li stiamo sparando a casaccio, perché Royal offre un quantitativo di contenuti extra sinceramente impressionante per un'operazione di questo tipo. Siamo dunque volati a Londra per testare con mano tanto ben di dio, e capire fino a che punto Atlus sia riuscita a migliorare un gioco di qualità già eccelsa. Non abbiamo, invero, potuto analizzare troppo a fondo il gioco (anche perché tre ore di provato sono bazzecole se paragonate alla durata complessiva della campagna), ma ci siamo se non altro già fatti un'idea molto positiva del tutto.

Un'edizione imperiale, non reale

Partiamo dalle cose importanti, perché noi non avremo avuto modo di visionarli tutti, ma i cambiamenti di questa edizione come detto sono enormi, ed è il caso di elencare i principali. Innanzitutto Persona 5 Royal contiene un intero nuovo semestre che dovrebbe offrire oltre una trentina di ore di gioco extra (in un titolo che già da solo stava tranquillamente attorno alle 100/120), due nuovi Confidant, un intero nuovo dungeon, una nuova Phantom Thief di nome Kasumi, una location extra chiamata Kichijoji, e un impressionante quantitativo di rimaneggiamenti dei dialoghi, ribilanciamenti delle abilità, aggiunte ad armi, accessori e Persona. Non vi basta? E allora sappiate che ci sono anche due nuovi finali, che la presenza di Akechi è stata rielaborata completamente nella trama, che tutti i boss dei palazzi sono stati modificati per risultare più variegati, e che persino la struttura dei vari dungeon è stata modificata per supportare l'aggiunta del rampino (una meccanica che aggiunge maggior verticalità alle fasi esplorative e apre nuove zone). Un quantitativo folle di roba fresca fresca e impossibile da percorrere in toto durante una sola giornata, dunque all'evento di presentazione siamo stati messi davanti a una demo con tre salvataggi selezionabili, tutti incentrati attorno al capitolo del Palazzo di Kamoshida (praticamente a inizio gioco). Nelle prime fasi, ad ogni modo, non scarseggiano le chicche da descrivere.

Persona 5 The Royal 3

Meglio dare il via al concerto coi boss, perché se non altro abbiamo potuto immediatamente affrontare Shadow Kamoshida per capire bene o male quali interventi aspettarci anche sugli scontri successivi. Ecco, nel suo specifico caso i cambiamenti sono stati marginali e la battaglia si è svolta più o meno allo stesso modo, ma abbiamo potuto osservare se non altro la presenza di un paio di scelte in più legate all'evocazione di due "proiezioni" (la cui identità è ovvia per chi ha giocato l'originale, ma qui non vi sveliamo) che sbloccavano la mossa speciale del nemico. Immaginiamo dunque che la maggior parte delle battaglie di questo tipo siano state ritoccate solo in minima parte, con una o due fasi aggiuntive per variarle un po' senza far impennare la difficoltà in modo eccessivo. Più significativo invece l'intervento sul palazzo, correlato al rampino sopra descritto: la sua presenza ha aggiunto stanze esplorabili al dungeon, favorendo peraltro l'esplorazione minuziosa per trovare dei nuovi "semi della bramosia" sparsi qua e là. Ci dovrebbero essere, per l'esattezza, tre semi per dungeon, che se trovati offrono un accessorio unico e permettono di recuperare SP per usare le abilità. Potrà sembrare robetta, ma considerando la struttura di questo Persona - che è più una lotta contro i palazzi per non consumare risorse, che contro i nemici veri e propri - si tratta di una chicca davvero interessante (specie se si fa parte del gruppetto dei completisti).

Ladri localizzati

Giusto per elencare un'altra caratteristica che rende il gioco degno di essere recuperato, specialmente dalle nostre parti, ci teniamo a precisare che stavolta Persona 5 Royal sarà completamente localizzato nella nostra lingua, e che la demo aveva già l'italiano. Il lavoro di traduzione ci è peraltro sembrato ben fatto, con una caratterizzazione migliore dei personaggi e più legata alla lingua originale (la versione in inglese del gioco base era tutt'altro che fantastica). È stato interessante, poi, durante la prova affrontare alcuni dei nuovi eventi, concentrati nel quartiere extra di Kichijoji che avevamo citato nel paragrafo precedente. Più precisamente, abbiamo sfidato Ryuji a freccette, e cercato un vecchietto particolarmente molesto per le strade della nuova zona, anche se non abbiamo fatto in tempo a completarne la quest direttamente collegata a Mementos. Ah, parlando di Mementos, persino il dungeon procedurale del gioco è stato allargato, con nuovi piani, nuove quest secondarie, e nuove ricompense legate a un sistema di modificatori della difficoltà, anche se gli amanti degli exploit dovranno accettare un grosso mutamento: non sarà più possibile battere il Reaper (un boss facoltativo potentissimo che gironzola per Mementos) facilmente sfruttando i giorni dell'epidemia di influenza.

Persona 5 The Royal 11

Se credete sia finita qui, comunque, siamo lieti di smentirvi per la seconda volta. Una delle modifiche più piacevoli, ad esempio, riguarda Morgana e le attività notturne. Il maledetto gatto non vi chiederà di andare a letto con la stessa costanza, e in generale Persona 5 Royal dovrebbe offrire molte più possibilità di interazione per portare al massimo i Tarocchi dei vari Confidant più facilmente. Una scelta comprensibile, anche legata all'aumento di quest ed eventi del gioco. Tornando ai bilanciamenti invece, pare che ogni Phantom Thief disporrà addirittura di una terza forma del proprio Persona in Royal, di una abilità "Showtime" equivalente a una super, che gli status durino molto di meno, e che le armi da fuoco si ricarichino dopo ogni scontro, risultando sensibilmente più efficaci durante l'avanzamento. Infine, durante la prova abbiamo avuto la chance di entrare nel Covo dei Ladri: praticamente una zona pensata per essere una sorta di galleria di filmati, foto, e achievement, con tanto di gioco di carte dedicato e nuovo NPC di nome Josè. Un'altra piccola miglioria che si aggiunge al mare di novità sopra elencato. Non c'è che dire, dopo aver provato l'edizione Royal ci è tornata voglia di giocare Persona 5, nonostante la sua impressionante longevità. L'unica cosa che potrebbe spezzare questo idillio è il bilanciamento, che rischia di ribaltare come un calzino un sistema estremamente brillante e ben concretizzato. Ci riesce ad ogni modo difficile credere che le cose siano state fatte superficialmente in quel campo, considerando le nostre ottime prime impressioni e la cura riposta in ogni elemento.

Se amate i JRPG e non avete ancora giocato Persona 5 non avete più scuse. Persona 5 Royal sembra essere una riedizione coi fiocchi, dotata di contenuti extra impressionanti, e rimaneggiata in modo molto furbo in ogni singolo aspetto. Non è ancora possibile valutarne a dovere il bilanciamento generale visti i molti cambiamenti, ma siamo davvero fiduciosi, e dopo il test londinese riteniamo che ci siano davvero molte possibilità di avere per le mani una versione pressoché perfetta di un gioco che nel suo genere è già un capolavoro.

CERTEZZE

  • Contenuti extra impressionanti
  • Alla base resta un gioco stilisticamente e strutturalmente eccezionale
  • Molteplici ritocchi al bilanciamento...

DUBBI

  • ...che vanno ancora valutati a dovere