Pokémon: il misterioso caso di Uri Geller e del Kadabra scomparso

Carte da gioco, Pokémon e illusionisti: la storia più assurda di sempre

SPECIALE di Simone Pettine   —   06/12/2020
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Stiamo per raccontarvi una storia davvero curiosa, intitolata il misterioso caso del Kadabra scomparso. I protagonisti del racconto sono innanzitutto i celebri mostriciattoli tascabili targati Nintendo e Game Freak, i Pokémon. Su di loro nessun dubbio: troppo famosi per non conoscerli. Altri protagonisti importanti: un curioso illusionista di origini israeliane, e delle carte da gioco collezionabili che - soprattutto all'inizio degli anni Duemila - spopolavano nei cortili delle scuole e in fumetteria. Presto capirete dove vogliamo arrivare, e sarete in possesso di una vicenda da narrare alle generazioni a venire.

Uri Geller: questione di cucchiaini

Avete mai sentito parlare di Uri Geller? Forse sì, forse no: di certo meno dei Pokémon. E in effetti la vicenda che lo lega ai mostriciattoli di Game Freak è piuttosto strana: c'entra in qualche modo una causa legale scomoda. Ma cominciamo dall'inizio, come si conviene: Uri Geller è un illusionista, uno di quelli bravi. Bravi tanto da tenere spettacoli piuttosto noti, da comparire in televisione, da aver costruito insomma un'intera carriera professionale attorno alla sua persona. Potete considerarlo un mago o prestigiatore molto talentuoso.

Pokemon Kadabra Uri Geller 6

Il "potere" che Uri Geller attribuisce alla sua figura è quello telecinetico: sarebbe in grado di piegare dei cucchiaini solo grazie alla forza della sua mente. Se sia vero o meno, beh... chi siamo noi per giudicare o commentare tale talento, cioè lo spoon bending? Ci limitiamo a riportare le sue parole, e quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di assistere ai suoi spettacoli. Esattamente vent'anni fa, la strada di Uri Geller e quella di Nintendo si incontrarono.

Pokemon Kadabra Uri Geller 4

Si incontrarono perché anche Geller era stato colpito dal fenomeno del momento, cioè dai Pokémon. E aveva notato che uno di essi - Kadabra - sembrava possedere i suoi stessi poteri. Questione di cucchiaini, insomma: e l'illusionista non poteva di certo lasciar correre.

La causa legale e le carte Pokémon

Ben presto si arrivò ad una vera e propria causa legale: l'avvocato di Uri Geller, cioè, scrisse a Nintendo. Disse che Kadabra, il Pokémon di prima generazione ed evoluzione intermedia tra Abra e Alakazam, era stato creato basandosi proprio sulla personalità dell'illusionista, sul suo "dono" e sui suoi spettacoli. Insomma rappresentava una violazione in tutto e per tutto: Nintendo non poteva usare quel mostriciattolo senza permesso. Tanto più che Kadabra sfruttava poteri telecinetici palesi (come Geller), piegava i cucchiaini con la mente (proprio come Geller), e il suo nome giapponese era Yungerer, che guarda un po' poteva essere scritto anche come Yungeller (Geller! Ancora Geller!).

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L'artista minacciò di portare Nintendo in tribunale ed espresse la sua richiesta, a dire il vero curiosa: rimuovere Kadabra dal gioco di carte collezionabili. Non dai videogiochi, solo dal gioco di carte collezionabili: valli a capire, gli artisti. In quella che oggi appare a tutti come una piccola follia personale, Nintendo accettò: e dal 2003 Kadabra non venne più stampato come carta collezionabile. Magari neppure ci avevate fatto caso, ma le cose stanno esattamente così: tanto che, per ovviare a tutti i problemi successivi per il bilanciamento del gioco stesso, venne permesso ad Abra di evolvere direttamente in Alakazam.

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Se la rivelazione vi appare sconvolgente, perché non andate a recuperare la vostra collezione dedicata a Pokémon: Gioco di Carte Collezionabili? Magari troverete tantissimi Abra, diversi Alakazam olografici... ma quanti Kadabra? Cercate, cercate.

Il pentimento: Kadabra è tornato

Questa storia ha un lieto fine, come presto vi accorgerete. Invece di terminare in tragedia, si conclude con un pentimento. Qualche giorno fa, infatti, Uri Geller ha rilasciato tramite il canale ufficiale Twitter una comunicazione importantissima: "sono davvero dispiaciuto per ciò che ho fatto 20 anni fa". E via: 26.000 cuori, quasi 10.000 condivisioni, più di 1500 commenti. Tutti gli estimatori dei Kadabra di tutto il mondo, uniti, sono tornati alla luce dopo una lunga permanenza nelle grotte della dimenticanza.

L'artista ha concesso nuovamente il permesso di stampare Kadabra a Nintendo, che ne torna così detentrice dei diritti; e la società non è ovviamente più minacciata (almeno per il momento e salvo ripensamenti ulteriori) da una nuova causa legale. Ma come mai questo pentimento improvviso, ad oltre vent'anni di distanza?

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Una rapida occhiata ai commenti e al profilo Twitter di Uri Geller fornisce alcuni spunti, ma non risposte: nessuno potrà mai entrare all'interno della sua mente... psichicamente intensa. Alcuni sostengono che si sia trattata di una scenata per recuperare un po' di notorietà, soprattutto nel mondo del web. Al tempo stesso, non sembra che Geller ne abbia bisogno più di tanto, non di quella dei fan dei Pokémon almeno. Che si sia davvero sentito dispiaciuto, all'improvviso, di una vicenda così "vecchia"?

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Comunque, va data la giusta attenzione anche alle parole scelte. "Ora spetta a Nintendo riportare indietro la mia carta Pokémon di Kadabra". Eh sì, avete letto bene "la mia carta Pokémon di Kadabra". A quanto pare l'illusionista pensa ancora che quel Pokémon sia nato proprio prendendo spunto dai suoi spettacoli. Chiudiamo con un commento divertente trovato proprio su Twitter: "perché, li hai forse inventati tu i cucchiaini?"