PS4 e Xbox One, esclusive a confronto 200

Una panoramica sui giochi esclusivi sfornati da Microsoft e Sony fino a questo punto della generazione

SPECIALE di Davide Spotti —   30/11/2018

In questi anni Sony non ha mai smesso di credere nelle potenzialità delle proprie esclusive; ha continuato a investire nello sviluppo di progetti ambiziosi assecondando lo zoccolo duro della sua community. Il vantaggio accumulato nei confronti della diretta concorrenza è stato considerevole fin dall'inizio, reso possibile da una crescita costante del numero di PS4 commercializzate a livello globale, ormai avviato verso il traguardo dei 100 milioni di unità. Chi ha avuto modo di seguire l'evoluzione del mercato console negli ultimi anni, ricorderà nitidamente gli errori strategici commessi da Microsoft. Scelte azzardate, che hanno portato la casa di Redmond a smarrire la bussola e a vanificare buona parte dei risultati ottenuti nell'epoca PS3/Xbox 360. In virtù di una pianificazione errata, ma anche di un sostanziale allontanamento dagli obiettivi che avevano sancito il successo dell'hardware precedente, Xbox One ha faticato non poco a trovare una propria dimensione in un mercato nuovamente aggredito e cannibalizzato dal marchio PlayStation. L'inevitabile passaggio di testimone tra Don Mattrick e Phil Spencer è servito come stimolo per imbastire un lento ma costante processo di rinnovamento, partendo da un presupposto fondamentale: la necessità di rimettere i giochi al centro dell'offerta.

I primi frutti di questa rinnovata politica stanno iniziando a cogliersi solo nell'ultimo periodo, complici una serie di cruciali acquisizioni che dovrebbero dare nuova linfa al catalogo di titoli destinati alla famiglia di dispositivi Microsoft. Per quanto al giorno d'oggi i prodotti multipiattaforma siano perfettamente in grado di sostenere una grossa fetta delle unità vendute su ogni console, è evidente che le esclusive debbano ancora considerarsi indispensabili per tracciare una sorta di linea di demarcazione strategica, dando al contempo ai giocatori ragioni valide per affezionarsi al marchio e non passare alla concorrenza. Proprio in questo senso si muovono i recenti accordi raggiunti con studi blasonati come Obsidian e InXile Entertainment, Playground Games e Ninja Theory, o l'istituzione di una nuova e ambiziosa etichetta come The Initiative. Ad ogni buon conto, il bello per Microsoft arriverà soprattutto d'ora in avanti: la dirigenza della divisione gaming dovrà garantire un'efficace transizione verso la prossima generazione, per dare al brand Xbox lo slancio che merita, anche con l'ausilio di uno strumento efficace come Xbox Game Pass.

Il corposo catalogo delle esclusive Sony

Come sempre accade agli albori di ogni nuova generazione, la prima parte del ciclo di vita di PS4 è stato caratterizzato da una partenza solida sul piano delle vendite, ma nel complesso avara di veri e propri acuti per quanto riguarda il catalogo delle esclusive. In quella fase uno dei giochi che ha senz'altro goduto di maggiore credito, agli occhi degli appassionati, è stato Bloodborne di From Software, che ha interpretato lo stile dei Souls in un'ottica ancora più action, guadagnandosi di diritto un posto tra le opere di maggiore qualità uscite negli ultimi anni. Tra le proposte della prima ora vale la pena ricordare soprattutto inFamous: Second Son. Come sappiamo, la serie è finita momentaneamente in soffitta perché nel frattempo Sucker Punch si è messa al lavoro sull'atteso Ghost of Tsushima, di cui peraltro ignoriamo ancora la data d'uscita. Decisamente meno convincenti, invece, le esperienze offerte da titoli Killzone Shadow Fall di Guerrilla e The Order 1886 di Ready at Dawn: il primo ha rappresentato un evidente passo indietro rispetto agli episodi comparsi su PS3, mentre il secondo ha finito per essere inesorabilmente schiacciato dal peso delle aspettative che si erano create prima della sua uscita. Nella prima fase della generazione attuale Sony ha proposto anche Driveclub, accolto con un pizzico di freddezza dalla comunità dei giocatori ma poi rivalutato anche in virtù dei contenuti introdotti dagli sviluppatori dopo il lancio. Purtroppo ciò non è comunque bastato a salvare Evolution Studios dalla chiusura.

Tra i titoli della prima ora ricordiamo anche LittleBigPlanet 3, buon platform che tuttavia viene ricordato per le numerose similitudini con i predecessori per PS3. E poi Knack, che al contrario si è rivelato essere una delle esclusive di minor caratura nel catalogo proposto da Sony. Il sequel ha apportato miglioramenti, ma si parla pur sempre di una serie first party piuttosto trascurabile nell'ambito dell'offerta che PS4 vanta oggi. Restando in ambito platform, ben più convincente si è rivelato il reboot di Ratchet & Clank, con cui Insomniac Games ha riportato in scena il primo capitolo della saga, impreziosendolo con una serie di modifiche anche di carattere strutturale. Nella prima parte del ciclo generazionale abbiamo avuto modo di addentrarci nei meandri di Until Dawn, esperienza horror slasher di Supermassive Games che, pur non potendosi considerare un capolavoro, rimane interessante per chi apprezza ancora un tipo d'interazione fortemente story driven. Dal 2016 è disponibile Uncharted 4: Fine di un Ladro: l'ultima avventura di Nathan Drake ha ricevuto molti consensi e con l'approdo su PS4 ha visto ulteriormente ampliarsi il bacino d'utenza; merito anche della Nathan Drake Collection, che include i primi tre capitoli della saga in versione rimasterizzata. Ma non dimentichiamoci nemmeno di Uncharted: L'Eredità Perduta, riuscita espansione stand alone incentrata sulle figure di Chloe Frazer e Nadine Ross. Sempre rimanendo in tema di storie, The Last Guardian è stato in grado di toccare le corde dell'animo umano come pochi altre opere di oggi e di ieri, permettendo agli estimatori di Fumito Ueda di chiudere un occhio sulle evidenti problematiche di natura tecnica. In termini di esclusive, PS4 ha macinato i maggiori consensi soprattutto nell'ultimo biennio, quando al catalogo hanno iniziato ad aggiungersi nuove proprietà intellettuali o ulteriori capitoli di franchise particolarmente cari al grande pubblico o a nicchie consolidate di appassionati. Nel 2017 abbiamo avuto modo di giocare all'ottimo Horizon Zero Dawn, prima esperienza di Guerrilla nel complesso settore degli action RPG, mentre Persona 5 ha deliziato i fan del genere JRPG con una nuova avventura già entrata nel gotha del settore.

Quest'anno a tenere banco ci ha pensato soprattutto il nuovo capitolo di God of War, con cui Santa Monica ha reinterpretato la serie sia in termini di setting che di caratterizzazione del protagonista e struttura del gameplay. Detroit: Become Human non è riuscito a mettere d'accordo proprio tutti, ma per certi versi può considerarsi il miglior lavoro di David Cage e del team francese Quantic Dream, specialmente per la varietà dei bivi narrativi e la quantità di sfumature con cui è stata delineata la storia di Marcus, Kara e Connor. Non dimentichiamoci nemmeno di Yakuza 6: The Song of Life, ultimo capitolo dedicato alle vicende di Kazuma Kyriu. Negli ultimi mesi è stata la volta di Marvel's Spider-Man, ottima interpretazione delle avventure dell'Uomo Ragno affidata alle cure di Insomniac Games. Senz'altro meno eclatanti gli arrivi di Gravity Rush 2 ed Everybody's Golf, mentre con Gran Turismo Sport abbiamo dovuto fare i conti con una oggettiva carenza di contenuti che è stata in parte colmata strada facendo, attraverso l'introduzione di nuovi materiali, tracciati e automobili. Il quadro delle esclusive Sony non può prescindere nemmeno dalla ricca quantità di edizioni rimasterizzate che hanno contraddistinto la generazione. Negli ultimi cinque anni abbiamo infatti assistito all'approdo su PS4 di titoli come The Last of Us, God of War III, Valkyria Chronicles, e ancora Final Fantasy XII: The Zodiac, e ancora Dragon's Crown, Odin Sphere Leifthrasir, Journey e Tearaway Unfolded, per arrivare a WipEout Omega Collection, Heavy Rain, Beyond: Due Anime, Kingdom Hearts 1.5+2.5 ReMIX, Kingdom Hearts HD 2.8: Final Chapter Prologue e Gravity Rush Remastered. Prima di passare a parlare di Microsoft, non si può fare a meno di ricordare alcune delle esclusive attualmente disponibili nel catalogo di PlayStation VR: Astro Bot Rescue Mission e Moss hanno riscosso grandi consensi pur senza fare uso di una prospettiva in prima persona, mentre per quanto riguarda il genere shooter si sono distinti Farpoint e il recente Firewall Zero Hour. RIGS Mechanized Combat League ha portato sul visore Sony un nuovo genere sportivo in chiave futuristica, ma si possono citare anche Driveclub VR, Until Dawn: Rush of Blood e Battlezone. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti, e non è finita qui. In attesa di capire le sorti di Days Gone, la line-up futura di Sony si sta da tempo focalizzando su tre punte di diamante: The Last of Us: Parte 2, Death Stranding e il già citato Ghost of Tsushima, a cui bisogna aggiungere Dreams di Media Molecule.

Esclusive Microsoft, tra presente e futuro

In questo momento il panorama delle esclusive Microsoft annovera un parco titoli discreto ma non esente da lacune. Una delle proposte che ha avuto maggiore successo negli ultimi anni è senza ombra di dubbio Forza Horizon: giunta ormai al quarto capitolo, la serie spin-off di Playground Games viene comunemente riconosciuta come un'eccellenza nell'ambito del genere racing di stampo arcade contemporaneo. Ciò nondimeno non si è placato nemmeno il successo del fratello maggiore Forza Motorsport, arrivato alla sua settima incarnazione. Tra i grandi classici non può mancare Halo 5, affiancato dal nuovo spin-off strategico Halo Wars 2 e dalla Halo: Master Chief Collection, che ha permesso anche agli utenti più giovani di entrare in contatto con i vecchi episodi della saga. Tra i tentativi più risalenti ricordiamo il deludente Ryse: Son of Rome e Dead Rising 3, che a sua volta non è riuscito a reiterare il successo delle precedenti avventure. Il primo capitolo di Titanfall lasciò una buona impressione tra gli appassionati del multiplayer, pur mancando l'appuntamento col single-player (poi introdotto nel sequel multipiattaforma). Più che discreto l'apporto di Insomniac Games con il colorato e frenetico Sunset Overdrive - che peraltro è da poco approdato anche su Steam - mentre Quantum Break di Remedy ha diviso pubblico e critica senza ottenere risultati molto lusinghieri a livello di vendite.

Gears of War 4 non è stato esente da critiche, e proprio per provare a riacquistare i fan delusi The Coalition sembra voler cambiare le carte in tavola con Gears 5. Vale poi la pena ricordare quei titoli disponibili in esclusiva console ma accessibili anche al pubblico PC su Steam. Due spanne sopra a tutti troviamo il delizioso metroidvania Ori and the Blind Forest e l'ostico run 'n gun Cuphead. Qualcuno magari si ricorderà anche di ReCore, discreto progetto di Keiji Inafune passato in sordina due anni fa e tutto sommato fin troppo bastonato dalla critica. Tra gli studi acquisiti da Microsoft c'è anche Undead Labs, il team di State of Decay Year One Survival Edition e del più recente State of Decay 2. Uno dei titoli più spinti da Microsoft negli ultimi mesi è stato però Sea of Thieves, l'action game multiplayer a tema piratesco che Rare continua a supportare con nuovi update e contenuti a cadenza periodica. Per completezza citiamo anche Super Lucky's Tale, Fantasia: Music Evolved, lo sfortunato remake di Phantom Dust, e poi Killer Instinct e Kinect Sports Rivals: giochi che di sicuro non spostano gli equilibri nel confronto tra piattaforme, ma che rilevano comunque nel novero delle esclusive offerte attualmente da Microsoft. Nel 2019, invece, tireremo finalmente le somme sul travagliato sviluppo di Crackdown 3. Più nebulosa la situazione inerente le uscite di Gears 5, Ori and the Will of the Wisps e di un paio di altri titoli nel frattempo letteralmente scomparsi dai radar, ovvero Ashen e The Last Night. Se per Sony il catalogo dei giochi esclusivi viene rimpinguato dalle edizioni rimasterizzate e dalle produzioni per la realtà virtuale, un punto a favore di Microsoft resta senz'altro l'ampio catalogo di titoli disponibili in retrocompatibilità, che permette ai possessori di Xbox One di fruire ancora oggi, in assoluta libertà e con qualche miglioria tecnica, le esclusive della precedente generazione e qualche classico della prima Xbox.