Ryzen 5 2600 e Ryzen 7 2700: la recensione  21

Il Ryzen 5 2600 e Ryzen 7 2700 puntano al rapporto tra qualità e prezzo, seguendo le orme delle due CPU più celebri della prima serie Ryzen

SPECIALE di Mattia Armani —   26/06/2018

Abbiamo finalmente messo alla prova i due nuovi processori Ryzen pensati per chi cerca il miglior rapporto tra prezzo e offerta. La formula è la stessa della serie precedente con clock inferiori rispetto agli analoghi modelli contrassegnati dalla X, un prezzo minore di circa trenta euro e un discreto margine di overclock, ma ci aspettiamo prestazioni più consistenti garantiti dalla migliore gestione delle frequenze; questa ci viene assicurata dall'utilizzo di una scheda madre X470 che non porta clamorose novità rispetto alla serie 300, ma dovrebbe evitarci problemi di componentistica, compatibilità, memoria e quant'altro. Tra l'altro le nuove schede madri garantiscono, a differenza di alcune vincolate al chipset precedente, l'utilizzo del Precision Boost Overdrive che si unisce al Precision Boost e all'XFR di seconda generazione, garantendo quel miglioramento complessivo della gestione delle frequenze stock di cui abbiamo parlato poco fa. Ciononostante, è bene specificarlo, l'unica funzione esclusiva delle schede madri basate sul chipset 400 è lo StoreMI, che consente di combinare in un'unica unità i dischi di un sistema, ottimizzando la gestione dati delle SSD e dei dischi meccanici installati.

Ryzen 7 2700 e Ryzen 5 2600: specifiche e prezzo

Il Ryzen 7 2700, otto core e sedici thread, parte da una frequenza di 3.2GHz per spingere un singolo core fino 4.1GHz contro i 3.7 del Ryzen 7 1700. Il Ryzen 5 2600, invece, si accontenta di sei core, di dodici thread e di un picco massimo in boost di soli 3.9GHz, ma parte da un minimo più alto con 3.4GHz, torreggia comunque sul Core i5-8400 in quanto a potenza bruta grazie al multithreading e dovrebbe garantire valori massimi di overclock non troppo distanti da quelli del fratello maggiore a otto core, anche se quest'ultimo è abbinato a un Wraith Spire LED che è più rumoroso ma più potente del Wraith Stealth. Per verificarlo, comunque, abbiamo messo in campo una Gigabyte X470 AORUS GAMING 7 WIFI, la nostra fedele MSI GeForce GTX 1080 Gaming X e due banchi da 8GB di di memoria G.Skill Flare X, capaci di tenere senza problemi i 3400MHz, tutto al servizio delle evoluzioni a 12 nanometri del Ryzen 5 1600 e Ryzen 7 1700, entrambi in grado di vendere parecchio grazie al rapporto tra prezzo, prestazioni e capacità di overclock. Gli stessi vantaggi che ritroviamo, oltre all'evoluzione delle tecnologie SenseMI, sulle nuove CPU che grazie al processo produttivo più avanzato partono da frequenze stock superiori, anche se questo comporta un aumento dei consumi effettivi. Lo scarto, comunque, è di pochi watt, di fronte a un aumento prestazionale rispetto alla generazione precedente che è nell'ordine del 10% ed è quindi paragonabile a quello visto nel caso dei modelli X. Inoltre va detto che il TDP di entrambe le CPU si ferma agli stessi 65W dei modelli precedenti, contro i ben 105W di un Ryzen 7 2700X, mentre il prezzo è già sceso di qualche euro con i sei core e dodici thread del Ryzen 5 2600 venduti a circa 180 euro nella grande distribuzione, e gli otto core e sedici thread del Ryzen 7 2700 acquistabili a circa 295 euro. Ma per capire quanto vale effettivamente il risparmio è bene confrontare direttamente le CPU, tenendo conto del fatto che il miglioramento nei giochi dei Ryzen 2600X e 2700X, rispetto agli analoghi della serie precedente si è rivelato decisamente inferiore rispetto all'aumento in termini di potenza bruta.

I benchmark del Ryzen 7 2700 e del Ryzen 5 2600

Rispettando le gerarchie, partiamo con i benchmark del Ryzen 7 2700 che si è dimostrato più caldo di un paio di gradi rispetto al Ryzen 7 2700X. Questo probabilmente a causa sia del grado in più della temperatura ambientale, sia dell'utilizzo di un dissipatore di potenza inferiore, per un processore che senza senza ricorrere all'overclock si ferma a 1533 punti in Cinebench R15 contro i 1773 della versione X. Ed è una differenza che ritroviamo nel test single core, con 156 punti contro 172, e nel test della fisica di Firestrike, con 17738 punti contro 20425 che tra l'altro lo piazzano non troppo al di sopra di un Ryzen 5 2600X, nonostante i due core di differenza. Ma come abbiamo detto parliamo di un processore che in termini di potenza effettiva ha bisogno di un pizzico di overclock per esprimersi al massimo. E lo stesso vale per i benchmark del Ryzen 5 2600 che senza spingere le frequenze si accontenta, tornando a Cinebench R15, di 1243 punti nel test multicore e di 160 in quello single core. In quest'ultimo caso, però, il valore massimo è superiore a quello del Ryzen 7 2700, ed è probabile che questo dipenda dal minore differenziale tra clock minimo e massimo che riduce le fluttuazioni di potenza laddove i processori Ryzen non riescono a lavorare sempre al massimo. Fluttuazioni ben più marcate di quelle rilevate con i corrispettivi, più performanti, della serie X la cui resa single-thread è paragonabile a quella dell'Intel Core i5-8400. Ma questa superiorità non è sempre evidente nei videogiochi che abbiamo provato in 1080p, come al solito, in modo da evitare che il carico di lavoro si sposti quasi esclusivamente sulla GPU. Nel caso di Kingdom Come: Deliverance parliamo, guardando al framerate medio, di una differenza infinitesimale tra i processori AMD Ryzen 2 più economici e quelli più costosi, con il medesimo scarto di circa due frame rispetto alle CPU di prima generazione Ryzen. A cambiare, come per Overwatch, è il framerate minimo, che risulta superiore con i processori della serie X e punisce nello specifico il Ryzen 5 2600, che paga lo scotto di essere l'unico a non arrivare a 4GHz. E il più lento del gruppo subisce anche nel caso di Deus Ex: Mankind Divided con 93fps di media contro i 95 del Ryzen 2700 che sono a un soffio dai 96 frame per secondo dei corrispettivi della serie X. E la stessa gerarchia prestazionale la ritroviamo nel caso di DOOM e The Witcher 3: Wild Hunt, anche se in questi casi il divario tra i processori più costosi e quelli più economici arriva a circa 5 punti percentuali nel caso del titolo id Software e sfiora i 6 punti percentuali nel caso del gioco di CDProject RED. La differenza, dunque, non è una mera questione di picchi minimi di framerate, anche se lo stacco nei giochi tra le CPU più economiche e quelle più costose, in termini di framerate medio, sembra essersi ridotto rispetto a quanto visto con i processori Ryzen di prima generazione.

Overclock, tra potenza bruta e resa in gioco

Come al solito il secondo passaggio prevede l'overclock della memoria che di solito, nel caso delle CPU Ryzen, produce effetti relativamente importanti nella potenza bruta ma consente, grazie alla tecnologia Infinity Fabric, di migliorare nettamente le prestazioni in gioco. Ebbene, con la RAM portata a 3400MHz entrambe le CPU in esame hanno rispettato un copione che abbiamo già visto più volte con le CPU AMD, che anche questa volta ci hanno messo di fronte a incrementi di circa 2 punti percentuali nei test Cinebench R15 e Passmark per stupirci con salti notevoli nei giochi. Con Deus Ex: Mankind Divided siamo passati da 95 a 108fps con entrambi i processori ed è parità anche con DOOM e con Kingdom Come: Deliverance, abbastanza stabile intorno ai 40fps dall'alto della città di Rattay. Risulta invece più veloce di un frame il Ryzen 7 2700 sia con i 115fps di The Witcher 3, sia con i 190fps di Overwatch di fronte alla squadra schierata nella mappa di Gibilterra. Si assottiglia, tra l'altro, la differenza con i modelli della serie X, egualmente abbinati alla memoria spinta a 3400MHz, nonostante lo stacco in termini di potenza bruta che abbiamo cercato di colmare portando tutti i core di entrambe le CPU a 4GHz con un voltaggio di 1.35v. Una volta alzati i giri le temperature sono salite a circa 52 gradi durante le operazioni desktop per salire, in stress prolungato, fino a 90 gradi con il Ryzen 7 2700 e 92 gradi con il Ryzen 5 2600, mettendo subito in evidenza i limiti dei due dissipatori inclusi che non possono tenere testa al Wraith Max e non sono lontanamente paragonabili con una ventola come la Noctua NH-D15. Ma questo non ci ha impedito di effettuare qualche prova visto che con gli altri test e i giochi siamo sempre rimasti entro temperature più che accettabili toccando i 1734 punti in Cinebench R15 con il Ryzen 7 2700 e i 1376 con il Ryzen 5 2600. Abbastanza per avvicinare i corrispettivi della serie X, anche se questi restano comunque superiori di circa 2 punti percentuali con punte di 3 punti percentuali nel calcolo single thread, grazie al picco di frequenza sul singolo core. Picco che resta il fattore determinante con molti giochi ma che talvolta non sembra avere un gran peso con le CPU AMD. Per esempio l'overclock del Ryzen 5 2600 e del Ryzen 7 2700 non sposta di una virgola il framerate di Deus Ex: Mankind Divided che resta inchiodato a 108fps, esattamente come con i processori della serie X. Sale invece a 116fps il framerate di The Witcher 3: Wild Hunt, ma l'incremento è inferiore al punto percentuale ed è lo stesso che ritroviamo negli altri giochi. L'aumento di potenza bruta, dunque, produce effetti decisamente limitati guardando alle prestazioni in gioco, che tra l'altro premiano i processori della serie X che nel caso di The Witcher e Kingdom: Come Deliverance strappano uno o due frame in più con The Witcher 3 e Kingdom Come: Deliverance con le frequenze stock, godendo al contempo di framerate minimi più elevati e di margini di overclock superiori. Ciononostante parliamo di differenze minime che, sommate all'aumento delle prestazioni brute garantite dal bloccare tutti i core a 4GHz, evidenziano come il Ryzen 5 2600 e il Ryzen 7 2700 riescano a tallonare i corrispettivi più costosi, facendo valere come i loro predecessori un ottimo rapporto tra prezzo e prestazioni.

Degni eredi dei processori più gettonati della prima generazione di CPU Ryzen, il Ryzen 5 2600 e Ryzen 7 2700 conservano le peculiarità dei predecessori e garantendo incrementi prestazionali simili a quelli visti con le CPU della serie X. Non possiamo che promuoverli, dunque, come ottime alternative per chi vuole risparmiare qualche euro recuperando tutto il terreno possibile rispetto ai modelli più costosi grazie all'overclock. Questo, ovviamente, tenendo conto del fatto che i corrispettivi Intel mantengono medie più alte con la maggiorparte dei giochi, che le temperature con i dissipatori stock sono tutt'altro che esaltanti e che l'overclock ha una minore rilevanza grazie ai miglioramenti nella gestione autonoma delle frequenze che tra l'altro premia, con framerate minimi più elevati e prestazioni più consistenti, il picco in boost dei Ryzen 2600X e 2700X, con quest'ultimo che non a caso è il secondo processore più venduto su Amazon.

PRO

  • Ottimo rapporto tra prezzo e potenza bruta, migliorabile ulteriormente con l'overclock
  • Miglioramenti rispetto ai modelli precedenti paragonabili a quelli visti con la serie X
  • Prestazioni massime in gioco non troppo distanti da quelle dei modelli più costosi...

CONTRO

  • ...ma framerate minimi e valori dei test altalenanti evidenziano performance meno consistenti
  • Il potenziale massimo e gli effetti in gioco dell'overclock della CPU sono limitati
  • Nel gaming le CPU Intel hanno ancora una marcia in più