Credere ai sogni è un bene o un male? A mio parere è un bene, se non c'è nessun obbligo dietro. Star Citizen è proprio questo: un sogno, e per fortuna tutti sono liberi di partecipare o meno al suo sviluppo. Ritengo sensato spendere migliaia di Euro per acquistare una nave digitale di un gioco che un giorno potrebbe non esistere più? Assolutamente no, non lo farei per niente al mondo. Infatti il mio contributo a Star Citizen si ferma ai quarantacinque Euro spesi per acquistare la nave più scalcagnata e l'accesso ai server, ai quali si sono recentemente aggiunti quindici Euro per un piccolo potenziamento.
Una storia da rispettare
Perché l'ho fatto? Perché sono cresciuto con Wing Commander, dai primi coloratissimi capitoli fino ad arrivare agli ultimi, molto più cupi e cinematografici. L'ho fatto perché con Privateer e Freelancer ci ho passato mesi interi, soprattutto con il primo, che a tredici anni mi lasciò letteralmente senza fiato. L'ho fatto perché adoro gli MMO vecchio stile, quelli costruiti come fossero una vita parallela e non come i luna park moderni che terminano nel momento in cui sei salito e sceso da tutte le giostre. Star Citizen è la continuazione di troppe mie passioni per lasciarmi indifferente.
Il fatto di aver speso altri quindici Euro dimostra che negli anni non ho avuto ripensamenti. Anzi, la mia più recente full immersion con il gioco è stata la più soddisfacente di sempre. Dopo quattordici anni di sviluppo e un miliardo di Dollari versati dagli appassionati, è facile pensare a una grande e grossa fregatura, a uno schema Ponzi pensato per guadagnare all'infinito promettendo un gioco sempre più grosso, ma mai realmente a portata di mano. Se questa ipotesi poteva avere una certa credibilità fino a un paio di anni fa, lo stato attuale di Star Citizen dimostra invece che il gioco esiste davvero e che qualcuno deve per forza averci lavorato duramente.
Finalmente un gioco
Per la prima volta, infatti, non ho visto un'accozzaglia di idee assemblate alla meglio, ma una struttura ludica finalmente definita, seppur ancora imperfetta. I quattordici anni di attesa, poi, sono relativi. Rockstar Games ha impiegato più di otto anni per sviluppare Red Dead Redemption 2, ma partendo da un team già formato e rodato, da un engine proprietario e da una conoscenza degli open world che non ha eguali. Star Citizen, al contrario, in quattordici anni ha dovuto costruire da zero la propria forza lavoro, scegliere un engine modificandolo pesantemente e creare tecnologie completamente nuove come il server meshing, implementato al momento soltanto in parte. Senza contare che tutto questo non vale per un solo gioco, ma per due progetti distinti: Squadron 42 e il Persistent Universe. Il miliardo di Dollari raccolto dagli utenti può sembrare una cifra folle, e in effetti lo è, ma non è così diverso da quanto fece Blizzard ai tempi di World of Warcraft, investendo una cifra enorme rispetto agli standard dell'epoca. Squadron 42 sembra ormai in dirittura d'arrivo. È l'idea da cui nasce tutto, ovvero realizzare una space opera nello stile di Wing Commander: lineare, spettacolare e ad altissimo tasso di adrenalina, con un cast impressionante che va da Mark Hamill, già visto in Wing Commander III e IV, fino a Gary Oldman, Henry Cavill e Gillian Anderson. Già lo scorso anno gli sviluppatori avevano dichiarato che Squadron 42 fosse "features complete", ovvero con tutte le funzionalità pronte e bisognose soltanto di assemblaggio e rifinitura. Una dichiarazione sulla quale molti hanno ironizzato, ma che ha acquisito una certa credibilità osservando l'accelerazione subita dal Persistent Universe negli ultimi dodici mesi, e concretezza quando Cloud Imperium ha iniziato a spedire inviti per provare il gioco ad ottobre.
Squadron 42
È plausibile che molti sviluppatori precedentemente impegnati su Squadron 42 siano ora al lavoro sul lato MMO di Star Citizen. Tutto lascia pensare che questa avventura spaziale possa uscire nella primavera del prossimo anno, un po' per evitare GTA e un po' per continuare a lavorarci sopra (perché 14 anni non bastano, eh?). Staremo a vedere. Crederci o meno non costa nulla, ma anche per uno come me che in un modo o nell'altro ci ha sempre sperato, un ulteriore ritardo sarebbe difficile da prendere sul serio.
Il Persistent Universe, ovvero lo Star Citizen MMO, è invece una bestia completamente diversa. Qui la domanda non è "Quando sarà finito?", ma piuttosto quando questo gioco dai tratti avveniristici sarà finalmente in grado di rispettare il nostro tempo. Perché al momento Star Citizen è giocabile, ma ciò che propone è ancora instabile oppure destinato a essere cancellato con il prossimo reset dell'economia. Inoltre molte di queste lacune non avrebbe senso risolverle tramite semplici patch, perché sono legate a funzionalità temporanee che verranno sostituite dai sistemi definitivi.
Chi gioca deve quindi convivere con bug e lavori in corso. Eppure, nonostante questo, capita spesso di dover fare la fila per entrare nei server. Cosa spinge migliaia di utenti giornalieri a collegarsi a questo folle progetto in divenire? Un'esperienza che oggi non ha eguali e che, soprattutto, non sembra avere concorrenti all'orizzonte.
Contro tutti e tutto
A me piace questa idea quasi romantica di spendere e investire in qualcosa che prima semplicemente non esisteva. È la stessa filosofia che ha reso il gaming su PC così eccitante tra gli anni Novanta e Duemila. Come già detto, non spenderei mai più di quanto abbia già speso per Star Citizen, ma sono ben contento che ci sia qualcun altro disposto a continuare a farlo al posto mio. Ricconi annoiati, siete i benvenuti. Tutti quei soldi non potrete mica spenderli soltanto alla Gintoneria. Cinico? Forse sì, ma a patto che non ci sia dolo e che i lavori continuino davvero ad andare avanti.
Però questo articolo non lo avrei mai scritto se non avessi provato la versione 4.7 del gioco uscita a inizio anno. Per la prima volta non mi sono fermato a qualche sessione di prova, ma ho potuto immergermi completamente nei suoi sistemi, che oggi iniziano finalmente a essere articolati e convincenti. Ho trasportato casse in giro per la galassia, fatto mining, combattuto e perfino festeggiato nel primo bar di Lorville insieme agli altri abitanti delle stelle. Ho anche passato un intero pomeriggio tentando di attivare i tunnel che conducono agli altri sistemi presenti: Pyro, davvero a buon punto, e Nyx, che necessita ancora di tempo. La versione 4.8 è stata molto più problematica e si spera che la prossima e imminente 4.9 possa dare un po' più di stabilità.
In attesa, di nuovo
La versione 1.0 includerà altri due sistemi già in lavorazione, Castra e Terra. Per vederli sarà probabilmente necessario attendere la versione definitiva della tecnologia Genesis utilizzata per la creazione dei mondi di gioco. Con la recentissima 4.8 sono arrivate ulteriori novità importanti, anche se molte di queste mettono a dura prova sistemi ancora imperfetti, causando diversi problemi al flusso di gioco. Mi riferisco soprattutto al salvataggio dei loadout delle navi e al nuovo sistema assicurativo, entrambi molto interessanti ma ancora troppo severi per lo stato attuale del progetto. La 4.8 risulta quindi meno amichevole della precedente, ma anche più vicina a quel traguardo che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile e che oggi, invece, appare finalmente concreto.
Bugie? A Star Citizen si può dire di tutto, tranne che si nasconda. Se volete testare personalmente il gioco e capire davvero a che punto sia arrivato, vi basta partecipare ai numerosi eventi Free Fly, durante i quali l'accesso è gratuito e vengono messe a disposizione diverse navi. La vendita delle astronavi tramite denaro reale resta un sistema pensato per finanziare lo sviluppo e dovrebbe interrompersi una volta raggiunta la versione 1.0 del Persistent Universe. Uso il condizionale perché, ovviamente, nessuno può sapere con certezza cosa accadrà dopo. Però, almeno oggi, la sensazione è che Star Citizen non sia più soltanto una promessa eterna o una demo mastodontica buona per i trailer. Per la prima volta sembra davvero un videogioco che, lentamente e tra mille contraddizioni, sta cercando di diventare realtà.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.