Stray e le sue chicche per gli amanti dei gatti

Stray include numerose chicche per gli amanti dei gatti, simulando in maniera sorprendentemente realistica il comportamento dei nostri amici a quattro zampe.

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   23/07/2022
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Stray ha per protagonista un gatto randagio e questa scelta ha senza dubbio contribuito ad aumentare le possibilità promozionali del gioco, in un mondo social che condivide continuamente contenuti legati appunto ai nostri amici a quattro zampe. Ebbene, gli sviluppatori hanno voluto abbracciare tale decisione appieno, cercando di essere più precisi possibile nel rappresentare sullo schermo il comportamento dei piccoli felini.

Insomma, Stray è pieno di chicche per gli amanti dei gatti e abbiamo pensato di raccontarle in un articolo, perché magari ve ne siete persa qualcuna oppure perché non avete ancora acquistato il gioco, ma questa scoperta potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di curiosità nei confronti del titolo di BlueTwelve Studio. E si sa che anche la curiosità è una caratteristica tipica dei gatti...

Sedere basso!

Stray, il protagonista "parla" con il drone B-12
Stray, il protagonista "parla" con il drone B-12

Chi ben comincia è già a metà dell'opera: gli autori di Stray evidentemente conoscono questo antico adagio nella sua corrispondente versione francese, visto che durante i minuti iniziali della campagna hanno messo in scena sequenze di affetto, strusciamenti e fusa fra i gatti che appartengono alla colonia da cui arriva il protagonista, che un giorno cade in un canale di scolo e si ritrova poi a vagare nella misteriosa Città Morta, come abbiamo raccontato nella recensione di Stray.

A quel punto il personaggio viene attratto da una serie di insegne luminose che invocano il suo aiuto e raggiunge l'edificio in cui si trova il drone B-12, un androide dotato di una sofisticata intelligenza artificiale che lo accompagnerà nel corso dell'intera avventura. Al fine di essere trasportato in giro, B-12 materializza sul dorso del gatto una pettorina dotata di zainetto e a quel punto il felino si comporta esattamente come ci aspetteremmo: tiene il sedere basso e cammina in modo buffo finché non si abitua al contatto con l'oggetto.

Farsi le unghie

Stray, una stanza con alcuni divani su cui rifarsi le unghie
Stray, una stanza con alcuni divani su cui rifarsi le unghie

Il gatto protagonista di Stray è ben capace di miagolare, anzi lo fa con un numero impressionante di differenti intonazioni, tanto che gli sviluppatori hanno inserito addirittura un Trofeo legato a tale pratica. Tuttavia c'è un altro comportamento che attira fin da subito l'attenzione del giocatore, ovverosia il farsi le unghie su varie superfici.

Comportamento naturale per i felini ma al contempo fonte di rabbia e disperazione per chi possiede un arredamento dignitoso, questa pratica viene riprodotta nel gioco coinvolgendo i trigger adattivi del controller DualSense, che applicano una resistenza variabile simulando in tal modo la frizione con i materiali contro cui stiamo grattando, che si tratti di un divano o di un tappeto.

Passione scatole di cartone

Stray, il gatto esplora uno degli scenari
Stray, il gatto esplora uno degli scenari

Un'altra attitudine ben nota dei gatti è quella di entrare in qualsiasi scatola di cartone abbiano a tiro, per poi adagiarsi al suo interno e gustarsi un po' di relax. Non è chiaro a cosa sia dovuto questo istinto, forse semplicemente legato alla sensazione di essere coperti da tutti i lati e dunque protetti da eventuali pericoli, fatto sta che anche in Stray questa pratica viene utilizzata ai fini del gameplay.

Capita infatti di affrontare sequenze stealth in cui bisogna nascondersi dai sensori dei droni di sicurezza, attraversando rapidamente una porzione di scenario prima che il loro fascio di luce ci colpisca oppure approfittando di oggetti dietro o dentro cui nascondersi, come appunto le scatole di cartone. Del resto l'avevamo già detto: se funziona in Metal Gear Solid, perché non dovrebbe funzionare in Stray?

L'ora del sonnellino

Stray, un sonnellino accanto a un suonatore di strada
Stray, un sonnellino accanto a un suonatore di strada

Come saprete, la versione PS5 di Stray utilizza le peculiari capacità del DualSense in maniera piuttosto fantasiosa, ma il culmine lo si può apprezzare quando il gatto protagonista dell'avventura si accuccia in un luogo adatto a farsi un sonnellino, che si tratti di un divano, di un tappeto, di un cuscino o di una mensola. Ebbene, in questo caso il controller... fa le fusa.

Utilizzando un mix di feedback aptico e altoparlante integrato, il DualSense simula in tale frangente il comportamento dei gatti quando dormono "russando", e la cosa viene resa in maniera così realistica e convincente che il vostro cucciolo di casa potrebbe pensare che abbiate accolto un altro randagio senza dirgli nulla. Occhio alle scenate di gelosia!

Sacchetti di carta, palline e libri

Stray, un altro luogo con cui interagire
Stray, un altro luogo con cui interagire

Alcune chicche presenti in Stray vengono utilizzate nell'ambito del gameplay, altre risultano simpatiche ma fini a se stesse, e abbiamo un paio di esempi interessanti. Il primo è quando il gatto trova un sacchetto di carta e se lo mette in testa, rimanendo "cieco" per alcuni secondi al punto da invertire i controlli, così da simulare l'incapacità del personaggio di vedere dove sta andando.

Ci sono però anche altri easter egg, come ad esempio le palline che solitamente vengono utilizzate per rilasciare croccantini all'ora della merenda, nel caso in cui il nostro gatto sia un po' troppo pigro, oppure la capacità dei piccoli felini di saltare sulle cose e farle cadere: nel titolo di BlueTwelve Studio accade con i libri, ma anche con barattoli di vernice e persino tessere di un gioco da tavola, lasciando i due contendenti a disperarsi e a imprecare.