System Shock, torniamo a parlare del reboot 26

Partito come remaster, il reboot di System Shock si è evoluto, con un cambio di engine che porta una nuova luce sul progetto Nightdive Studios.

ANTEPRIMA di Mattia Armani —   29/01/2019

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Farsi carico del reboot di un titolo come System Shock significa accettare una grossa responsabilità, una di quelle che possono mettere nei guai uno studio in caso di fallimento. L'originale non è solo un bel gioco ma una pietra miliare, una fonte di ispirazione per innumerevoli successi e una complessa avventura d'azione in prima persona fatta di scelte, puzzle, evoluzione del personaggio, fisica e sparatorie. Il gunplay, va detto, era primordiale già all'epoca, e non ha niente a che vedere con quello che ha caratterizzato l'evoluzione successiva di questo sottogenere, ma parliamo di un titolo del 1994 che ha segnato l'evoluzione del videogioco, con un bagaglio di possibilità tanto ricco da comprendere anche la possibilità di sfruttare la postura del corpo per avere un vantaggio in azione. Il tutto condito con un'interfaccia visiva ai tempi decisamente avanzata e messo al servizio di una trama dal forte sapore cyberpunk, una storia che ha segnato un'epoca rendendo la malvagia intelligenza artificiale SHODAN, che nel parlato inglese di questo reboot dovrebbe essere doppiata ancora una volta dalla stessa memorabile voce dell'epoca, un personaggio iconico del videogioco anni '90.

Una sfida complessa e ambiziosa

Riprendere in mano un titolo come System Shock, lo ribadiamo, è una grossa responsabilità, anche per un team come quello di Nightdive Studios che può contare sulla collaborazione degli ex di Looking Glass Studios e sull'esperienza di sviluppatori che hanno lavorato a Fallout, New Vegas, Mass Effect e Bioshock. Questi nomi, però, fanno un certo effetto e per quanto l'impresa appaia difficile sembrano proprio quelli giusti per un progetto del genere, che deve rispettare l'originale nello spirito e nel corpo, puntando al massimo in termini di atmosfera, trama e complessità per non deludere le aspettative di un'agguerrita schiera di fan. Aspettative che si sono inevitabilmente gonfiate con il passaggio da remaster a reboot, deciso poco prima del lancio della campagna Kickstarter, e che sono cresciute ancora di più di fronte alla demo del 2016, un primo incontro decisamente interessante con la visione del team. Parliamo di una piccola demo, sia chiaro, realizzata per spingere la campagna di finanziamento, ma l'assaggio ha senza dubbio centrato l'obiettivo garantendo al progetto, nonostante le perplessità sul sistema di combattimento, un'attenzione a cui dobbiamo probabilmente la decisione di Nightdive Studios di spingere questo reboot verso un livello superiore. Da qui un nuovo cambio di rotta, a inizio 2017, con l'adozione dell'Unreal Engine 4 al posto di Unity, voluta anche per superare le difficoltà con un sistema di combattimento tutt'altro che soddisfacente. Ed eccoci tornare alla grossa responsabilità di chi non può permettersi di deludere una platea famelica e che si è trovato anche a dover ricombinare e potenziare il team di sviluppo, durante lo scorso anno, per tenere testa a un progetto che si è fatto sempre più grande. Ma se il motivo è una questione di qualità, ben vengano i ritardi, anche se c'è voluto parecchio tempo per arrivare da un titolo che nel 2016 sembrava già sui binari giusti al trailer ancora pieno di placeholder della GDC 2017, tornando finalmente a qualcosa che si avvicina a un prodotto vero e proprio con questo nuovo video, che tra l'altro non sembra rivoluzionare nulla. Ma, mentre speriamo che il lavoro sui contenuti sia andato avanti, non ci stupiamo del fatto che quanto fatto con la versione Unity non sia stato buttato via. Quanto abbiamo visto ormai più di due anni fa era già la testimonianza di un ottimo lavoro, che comunque assume una luce diversa grazie alle peculiarità dell'Unreal Engine.

System Shock, torniamo a parlare del reboot

Gli effetti del passaggio all'Unreal Engine 4

L'evoluzione nel segno dell'Unreal Engine 4 di questo atteso reboot conserva l'atmosfera a dir poco eccezionale della prima versione, ma si fa notare sia per il fumo volumetrico che per la qualità elevata degli effetti grafici, adottando gli asset finalmente definitivi nonostante il titolo sia ancora in pre-alpha. Il livello di dettaglio di alcune stanze, va detto, sembra inferiore al passato, ma l'immagine risulta più vivida e, grazie al motion blur che fa la sua in movimento, restituisce un colpo d'occhio eccellente. E questo anche se non parliamo certo di un titolo dalla mole poligonale massiccia, tutto ambientato tra i claustrofobici corridoi di una stazione spaziale che sarà senza dubbio esplorabile, ma che difficilmente ci metterà di fronte a orizzonti chilometrici. Per questo ci aspettiamo che il System Shock di Nightdive Studios possa girare alla grande anche su hardware relativamente modesti, puntando principalmente sulle meccaniche, sull'oscurità e sulla tensione per coinvolgere il giocatore. Ed è proprio quello che ci attendiamo dal reboot di un ibrido tra gioco di ruolo, sparatutto e avventura che deve buona parte del suo successo alla sua capacità di volteggiare tra cyberpunk e horror, circondandoci con mutazioni, potenziamenti biomeccanici, cadaveri straziati e telecamere che ci osservano costantemente. Tutti elementi che troveremo senza dubbio nel System Shock di Nightdive Studios, ma che dovranno incastrarsi alla perfezione per regalarci qualcosa di comparabile al titolo con cui Looking Glass Studios si è fatta un nome nel 1994. Il team, comunque, ha ancora parecchio tempo a disposizione per fare le cose per bene, considerando che con la ripartenza dei lavori il lancio si è spostato di due anni, finendo nel limbo di un generico 2020 per PC, PlayStation 4 e Xbox One. Ed è un bene che sia così, vista l'importanza del progetto, anche se nel frattempo potrebbe arrivare System Shock 3, sviluppato dallo stesso Warren Spector che ci auguriamo sia in grado, assieme a Starbreeze Studios, di guidare sulla retta via gli smarriti ragazzi di OtherSide Entertainment.

System Shock, torniamo a parlare del reboot

Il reboot di System Shock torna in pista con un video che promette bene, anche se non basta a rassicurarci di fronte a un progetto ambizioso che ha attraversato uno sviluppo travagliato. Gli incidenti, però, sono legati alla volontà di fare qualcosa di importante ed è abbastanza per mantenere elevato il nostro interesse nei confronti del titolo Nightdive Studios.

CERTEZZE

  • Atmosfera in quantità
  • Effetti grafici migliorati grazie al cambio di motore grafico
  • Il progetto è vivo e può contare su un team più robusto

DUBBI

  • Non abbiamo ancora potuto vedere i miglioramenti del combat system
  • Un reboot di System Shock non è una cosa semplice con cui misurarsi
  • L'uscita è slittata al 2020