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THE FINALS: abbiamo provato lo sparatutto in cui tutto è distruttibile

Da un gruppo di veterani dei Battlefield migliori di sempre ecco THE FINALS, uno sparatutto online adrenalinico di cui abbiamo provato la beta in anteprima.

PROVATO di Riccardo Lichene   —   06/03/2023
THE FINALS: abbiamo provato lo sparatutto in cui tutto è distruttibile
The Finals
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THE FINALS è la ventata di aria fresca che stavamo aspettando per il genere degli sparatutto online in prima persona. Bombastico, arrogante e insieme rifinito e strategico, questo gioco ci ha sorpreso, caricato di adrenalina e soprattutto divertito grazie a un ben bilanciato mix tra intrattenimento e competizione.

Il nuovo lavoro di Embark Studios (che sta lavorando a un altro gioco molto promettente ovvero Arc Riders) trasuda del passato dei suoi fondatori: si tratta di ex sviluppatori senior di DICE, gente che ha contribuito a portare alla luce i migliori Battlefield di cui si abbia memoria. Il caos e la magia di Bad Company 2 e Battlefield 3 tornano in vita in THE FINALS perché in questo gioco tutto (o quasi) è distruggibile a colpi di lanciarazzi, C4 e martello da demolizione.

Abbiamo partecipato a una prova della closed beta di THE FINALS e siamo rimasti stregati dai tanti modi in cui è possibile approcciare le situazioni di combattimento nel gioco. Ci sono piaciuti anche il ricco editor del personaggio e del suo loadout, e la modalità che unisce cattura la bandiera e la meccanica principale degli extraction shooter. Se lo proverete, sentirete che c'è ancora bisogno di qualche rifinitura, soprattutto nel bilanciamento, ma il potenziale è davvero tantissimo.

Querstioni di distruggibilità

Fatta eccezione per qualche elemento decorativo, ogni cosa è distruttibile in THE FINALS a colpi di C4 e lanciarazzi
Fatta eccezione per qualche elemento decorativo, ogni cosa è distruttibile in THE FINALS a colpi di C4 e lanciarazzi

Lo hanno detto gli sviluppatori e lo ribadiamo anche noi, il cuore pulsante di THE FINALS è la distruttibilità di quasi ogni muro, pavimento o struttura che incontrerete. C'è un'importante innovazione tecnica che ha reso possibile l'implementazione di questo pilastro di design: la gestione lato server del movimento e della distruzione. Questo vuol dire che la posizione, frame dopo frame, dei giocatori e lo stato degli edifici (presenza o assenza di muri e pavimenti) non sono gestiti in locale dal client del giocatore, ma vengono organizzati a livello di server di gioco per garantire fluidità e assenza di lag.

Dalla nostra prova possiamo confermare quanto detto dagli sviluppatori: non ci siamo mai ritrovati incastrati in muri o pareti e l'elemento della distruzione ci ha costretto a ripensare i metodi tradizionali di assalto o di protezione di un obiettivo. Gli strumenti a disposizione dei giocatori per farsi largo tra pareti e pavimenti, poi, sono diversi e variano in letalità ed efficacia. C'è il classico C4 (ottimo contro cose e persone), il lanciarazzi e la carica da irruzione che fa pochi danni ai giocatori ma è ottima per aprire un varco in un muro senza compromettere l'integrità di un edificio. Ci sono anche delle contromisure come la Goo Gun (letteralmente la pistola per sostanze viscose) che lancia delle palline di liquido che si espandono in vere e proprie barricate che si possono usare per ostacolare e rallentare gli avversari.

Storia e modalità di gioco

THE FINALS ha una storia che gli sviluppatori hanno detto di voler sviluppare ma non sappiamo ancora come
THE FINALS ha una storia che gli sviluppatori hanno detto di voler sviluppare ma non sappiamo ancora come

THE FINALS ha una storia che gli sviluppatori hanno detto di voler esplorare nel tempo e che può essere riassunta così: sarete i concorrenti di un gioco a premi virtuale ad alto numero di ottani in cui chi vince si porta a casa il malloppo. Chi gestisce il gioco? Come è fatto il mondo esterno? Questi spunti narrativi verranno svelati dopo l'uscita, ma non sappiamo ancora in che modo.

Da questa storia nasce la modalità di gioco che è un ibrido tra cattura la bandiera un extraction shooter. In una mappa quattro squadre da tre giocatori ciascuna si scontrano per impossessarsi di alcune scatole dorate, scortarle fino a un punto di cui incassarle e difenderle dagli avversari finché i soldi non sono stati depositati. Vince chi ha depositato più denaro quando il tempo finisce. Prima di potersi impossessare di una cassa di soldi questa va attivata, un processo di cui tutte le altre squadre verranno notificate. Poi il malloppo va trasportato e chi lo tiene in mano non può sparare, ma può correre. Infine, durante il deposito, è quasi una certezza che gli avversari vorranno rubarvelo e starà a voi fermarli. La morte di un singolo giocatore fa partire un timer per tornare in vita di 15 secondi mentre se l'intera squadra viene spazzata via, tutti dovranno aspettarne 25.

Ci vuole un fisico bestiale

THE FINALS ha tre classi, chiamate corporature, ognuna delle quali ha accesso ad armamenti ed accessori specifici e ha uno stile di gioco unico
THE FINALS ha tre classi, chiamate corporature, ognuna delle quali ha accesso ad armamenti ed accessori specifici e ha uno stile di gioco unico

THE FINALS, poi, vuole essere un gioco in cui i giocatori possano "creare il proprio eroe, non semplicemente giocarne uno" ha detto Rob Runesson, co-founder di Embark Studios. Questa mentalità si concretizza nel profondo sistema per creare il proprio personaggio ricco di opzioni sia dal punto di vista dell'attrezzatura sia per quanto riguarda l'aspetto estetico. THE FINALS ha tre classi, chiamate corporature, ciascuna con bonus e malus, pensate per svolgere un ruolo specifico sul campo di battaglia. Le tre corporature disponibili sono quella leggera, media e pesante, un po' come nel caro vecchio Brink. La prima ha un'elevata velocità di corsa, poca salute e armamenti per la corta distanza come una mitraglietta e una pistola silenziata. La seconda è armata di fucile d'assalto, ha accesso a un defibrillatore per rianimare i compagni e tra le mani è molto simile al classico soldato degli sparatutto per quanto riguarda movimento e durabilità. La terza è un vero e proprio tank con poca mobilità, un sacco di salute e accesso ad armamenti pesanti come l'M60 o il martello da demolizione

Insieme alle armi ci sono davvero molti gadget (specifici di ogni classe anche se alcuni sono condivisi) che vanno dai diversi tipi di granata (incendiaria, stordente, fumogena ecc...) agli esplosivi come il C4, per finire con abilità come la visione termica per la classe leggera. Se ne possono portare tre oltre all'arma principale e non è prevista una pistola secondaria. È indubbio che questo sistema riceverà delle revisioni prima dell'uscita ufficiale perché certe combinazioni (come la goo gun insieme a una torretta automatica) rendono quasi impossibile la riconquista di un obiettivo. Oltre che del loadout, ci sono anche ampie personalizzazioni cosmetiche perché THE FINALS sarà free to play e metterà a disposizione un battle pass gratuito, uno premium e uno store dove acquistare vestiti e accessori per differenziarsi dagli altri contendenti.

Armi mollicce

Le armi, al momento, sono leggermente gommose e instabili, abbiamo fatto fatica a controllarle ma forse bisogna solo abituarsi
Le armi, al momento, sono leggermente gommose e instabili, abbiamo fatto fatica a controllarle ma forse bisogna solo abituarsi

La criticità più evidente che abbiamo incontrato è nel comportamento delle armi da fuoco. Il rinculo elevato, l'assenza di mirini e una generale sensazione di instabilità hanno reso le sparatorie un tantino più caotiche del dovuto rendendo difficile portare a termine un'uccisione. Specialmente con la mitragliatrice pesante M60, l'impossibilità di sdraiarsi a terra e usare il bipiede che pendeva dalla sua canna ci ha causato non poca frustrazione. Bisogna dire che abbiamo avuto a disposizione solo 3 ore scarse con il gioco e che, probabilmente, abituandosi ai sistemi e ai controlli di THE FINALS, la risposta percepita dei vari armamenti cambia.

C'è stato un momento, nella nostra prova, che può riassumere perfettamente le vette di creatività e divertimento che THE FINALS può regalare. Durante una partita abbiamo incontrato una squadra formata da due giocatori con corporatura pesante armati di martello e uno con corporatura leggera armato di mitraglietta. La loro strategia era semplice: correre verso un obiettivo, martellare chiunque ci si trovasse dentro, rubargli il carico di denaro e fuggire, l'incarnazione letterale del meme "entro, spacco, esco, ciao".

Un ambiente ben sviluppato

Le mappe di THE FINALS sono ben sviluppate e varie grazie a un sistema di gestione dell'ora del giorno e del meteo davvero realistico
Le mappe di THE FINALS sono ben sviluppate e varie grazie a un sistema di gestione dell'ora del giorno e del meteo davvero realistico

Nella nostra prova abbiamo avuto a disposizione solo due mappe, una ambientata in cima ai grattacieli di Seul e una che ha portato caos e distruzione tra le vie strette del principato di Monaco. THE FINALS può contare su di un sistema di gestione del meteo e dell'ora del giorno molto dinamico quindi ogni partita ci ha fatto vivere le due mappe sotto una luce diversa. Essendo ambientato in un game show, gli sviluppatori non hanno avuto paura di inserire degli eventi ambientali per rimescolare un po' le carte in tavola. C'è low gravity che diminuisce la gravità e permette di saltare più in alto; exploding corpses che fa esplodere i cadaveri di tutti i nemici sconfitti e, per non farsi mancare niente, anche una pioggia di meteoriti.

Quando morirete, poi, entrerete automaticamente in una modalità volo d'uccello a camera libera e potrete girovagare per la mappa in lungo e in largo. Questo strumento è ottimo per segnalare ai compagni di squadra dove sono e cosa stanno facendo i nemici ma ci ha lasciato un po' perplessi il fatto che fosse attivo anche quando abbiamo provato la Tournament Mode, che dovrebbe essere la playlist competitiva. In questa modalità 16 squadre si affrontano in una serie di partite a eliminazione diretta per incoronare un vincitore. Le prime 4 avvengono in contemporanea ed eliminano 8 squadre, poi ci sono quarti, semifinali e finali.

L'intera industria degli sparatutto competitivi sta lavorando sull'implementare una modalità torneo nei loro giochi e THE FINALS (se, come dicono, arriverà presto) potrebbe battere sul tempo la concorrenza.

THE FINALS è un gioco che ha il coraggio di allontanarsi dal realismo in favore del divertimento restando, però, solido e quasi sempre equilibrato. La distruttibilità di ogni cosa rende i match davvero diversi gli uni dagli altri e la profondità con cui è possibile personalizzare il proprio personaggio fa si che non troverete mai due squadre identiche. Embark Studios ha, nei suoi fondatori, un curriculum eccellente che in THE FINALS emerge chiaramente per la gioia dei nostalgici del caos dei vecchi Battlefield. La presenza di una modalità torneo, poi, fa ben sperare per il futuro competitivo e dimostra l'attenzione degli sviluppatori alla direzione presa dal mercato degli sparatutto online che puntano agli eSport. Se vi piacciono gli sparatutto adrenalinici e dinamici allora la beta di THE FINALS, in arrivo il 7 marzo, è un'occasione che non potete perdere per provare un gioco che, forse, ha il potenziale di lasciare un segno indelebile sul genere.

CERTEZZE

  • Ogni cosa è distruggibile
  • Ampia scelta di armi e gadget tattici
  • Flusso di gioco adrenalinico

DUBBI

  • Armi instabili o difficili da controllare
  • Alcuni gadget sono molto sbilanciati