Uncharted il film, analisi del trailer

Il film di Uncharted si è presentato al pubblico con un primo trailer: analizziamolo nel dettaglio, tra licenze poetiche e richiami alla serie videoludica

SPECIALE di Alessandra Borgonovo   —   24/10/2021
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Dopo la discutibile coppia di trailer di Resident Evil: Welcome to Raccoon City, il ben più atteso film dedicato ad Uncharted ha debuttato pochi giorni fa con un primo trailer ufficiale. A colpo d'occhio si notano richiami ai videogiochi e licenze poetiche di sorta, che hanno di nuovo creato una spaccatura tra i fan facendo risorgere la discussione su quanto un film debba essere fedele nei confronti del materiale originale per essere accettato da chi, quel materiale, lo conosce bene.

Poiché i due film sono molto vicini l'uno all'altro, in termini di presentazione al pubblico, useremo spesso Resident Evil: Welcome to Raccoon City come metro di paragone, ma non mancheranno altri esempi di pellicole non del tutto fedeli e comunque ben riuscite - sono molto rare, però esistono.

Seguiteci dunque nella nostra analisi del trailer del film Uncharted.

Canon e headcanon

Uncharted, una scena del film
Uncharted, una scena del film

Prima di avventurarci nella disamina del trailer, occorre mettere in luce un punto fondamentale quando si parla di trasposizioni: la differenza che intercorre tra canon e headcanon, nonché su come il concetto di canon non sia e non debba mai finire in mano agli spettatori (o ai lettori), ma resti a chi ha creato l'opera e i personaggi stessi.

Per canon si intende un insieme di dogmi/concetti/momenti della storia che sono considerabili i pilastri attorno ai quali si dipana l'intero intreccio e lo sviluppo stesso dei personaggi: ci sono quindi degli elementi imprescindibili, quando si realizza un'opera "ispirata a", di cui si deve tenere conto sia quando si decide di prendere la strada della fedeltà al canone, sia quando si sceglie di deviare e creare il proprio universo narrativo (headcanon). In parole semplici, quest'ultimo è una deriva della storia nata dalla mente di un fan che va ad approfondire trame, personaggi o altri elementi della narrazione originale, in genere senza entrarvi in conflitto diretto.

È molto importante specificare "in genere" perché purtroppo si sono viste produzioni commerciali ignorare il valore del canon, agendo né più né meno come un fan qualsiasi. Il nucleo in questo caso e il punto del problema quando si vedono le sommosse popolari su internet per i motivi sbagliati, è che lo spettatore confonde canon con headcanon, pretendendo di vedere rappresentato ciò che nella propria testa vede come giusto e realizzabile: a seguire, registi e sceneggiatori molte volte, complice anche una conoscenza limitata dell'opera originale, vanno incontro a questi sentimenti espressi soprattutto per mezzo social così da raccogliere audience e spettatori.

Parlano, dunque, più a quella fetta di pubblico che rappresenta la pancia, non la testa, stravolgendo fatti e personaggi che invece, seppur in un headcanon, dovrebbero rispettare le basi dell'opera da cui sono tratti.

Canon o semplice ispirazione?

Uncharted, una scena del film
Uncharted, una scena del film

La guerra più combattuta è quella tra la necessità, per il pubblico, di fare un film che ripercorra il videogioco e l'accettazione di un film che invece sia ambientato in quell'universo narrativo, magari con gli stessi personaggi, ma racconti qualcosa di diverso. Qui si crea una seconda spaccatura: un film originale, ma canon e dunque parte dell'universo narrativo principale, o tanto a sé da creare un proprio mondo a parte. Prendendo l'esempio di Resident Evil, ci sono a livello cinematografico l'Andersonverse, creatosi attorno ai film di Anderson, e il Perryverse che invece risponde ai romanzi scritti da S. D. Perry. Entrambi fanno storia a sé venendo giudicati, e a volte persino apprezzati, per ciò che sono, con la consapevolezza che non sono da considerarsi canonici e non rappresentano offesa ai videogiochi poiché soltanto ispirati a essi.

Il punto principale, in una simile questione, è la chiarezza da parte della produzione su quello che il pubblico si troverà di fronte: mettere nero su bianco che un determinato film è o non è canon aiuta a spianare la strada verso una ricezione più comprensiva da parte degli spettatori. Vedasi il primo Silent Hill e Prince of Persia, che nel loro essere film ispirati ai rispettivi videogiochi sono risultati nel complesso godibili. Questo perché persino nelle pellicole ispirate, se si decide di prendere una particolare storia e rielaborarla, serve avere coscienza di cosa si sta facendo e mostrare comunque un certo grado di rispetto verso il materiale originale - cosa che per dire Welcome to Raccoon City sta dimostrando di non aver fatto, anche a fronte delle parole del regista. Esulando dal discorso somiglianza dei personaggi, molto importante ma su cui ci si è espressi a sufficienza, ogni opera ha dei pilastri che la rendono tale e sono il punto principale da rispettare quando la si vuole riportare in un'altra forma espressiva. Il Batman di Matt Reeves è un ottimo esempio, perché già dal trailer si percepisce la conoscenza dell'opera, dei personaggi e delle atmosfere cupe che aleggiano su Gotham City, con annessa la volontà di rispettarle. In questa giungla di canon e headcanon, come si comporta Uncharted?

Tra easter egg e citazionismo

Uncharted, una scena del film
Uncharted, una scena del film

Partiamo dalle basi: il film di Uncharted è potenzialmente slegato dal canone. Rimaniamo cauti perché l'ultima parola non va a noi, tuttavia già solo il trailer è pieno di indizi che portano a una produzione headcanon ispirata all'opera originale ma indirizzata verso una strada propria - da Chloe, quasi coetanea di Nathan nei videogiochi e qui, invece, è più vecchia di lui, passando per l'incontro con Sully e per la ricerca del fratello Sam. Si è dunque optato, all'apparenza, per una soluzione alla Prince of Persia, con la differenza che la scelta di un attore come Tom Holland potrebbe essere legata alla volontà di farlo crescere assieme a Nathan e dunque andare a creare una vera e propria saga cinematografica: un primo film che strizzi l'occhio ad alcune scene tratte dai videogiochi, in salsa cameo, e probabilmente altri che andranno a plasmare un diverso percorso per Nathan pur tenendone gli aspetti distintivi. In generale questo trailer di Uncharted convince, nonostante traspaia molto più il videogioco del cinema, e sembra avere chiaro il tono della saga videoludica e dei personaggi.

Detto questo, vediamo la trama: il film mostra il primo incontro fra Nathan e Sully, dal quale poi si dipanerà il resto dell'avventura, incentrata sull'inseguire la rotta percorsa da Ferdinando Magellano così da trovare il più grande tesoro al mondo. In un certo senso, l'alleanza tra i due nasce da necessità diverse che però coincidono in un punto preciso - il tesoro, appunto. Nathan è alla ricerca del fratello Sam e ripercorrere le orme di Magellano potrebbe portarlo da lui. Sully è più pratico, in tal senso, e interessato al guadagno. Assieme a loro, in un momento non specificato, troveremo anche Chloe Frazer.

Il retcon per quanto riguarda l'incontro fra Nathan e Sully, avvenuto in realtà in Colombia quando entrambi cercavano di rubare il famoso anello di Francis Drake con inciso Sic Parvis Magna, rafforza ulteriormente la convinzione che questo film sia un headcanon. Ancora di più quando si viene a sapere che Sam, il fratello di Nathan, è stato considerato disperso durante la ricerca del suddetto tesoro: questo cambia in modo significativo il rapporto tra i due fratelli, pescando da Uncharted 4 per quanto riguarda il personaggio di Sam, ma ignorandone le vicende - proprio come con Uncharted 3. A questo proposito, il famoso anello Sic Parvis Magna fa la sua apparizione già in possesso di Nathan e considerata la sua importanza non solo a livello di sviluppo del personaggio, ma proprio in termini di storia quando si pensa ai videogiochi, il fatto che l'abbiano inserito in modo tanto evidente nel film fa ben sperare su eventuali coinvolgimenti futuri. Passando a Chloe, per quanto avremmo preferito fosse mantenuta la rispettiva, lieve differenza d'età come nei videogiochi, il film di Uncharted pare voglia affrontare un classico degli headcanon: dare una spiegazione a certi eventi del canon lasciati in secondo piano, come il primo incontro fra Nathan e Chloe. Dai giochi sappiamo aver avuto una storia assieme, ma non è mai stato specificato come si siano incontrati: il film potrebbe aggiungere questa parte mancante.

Tra altre citazioni e strizzate d'occhio qua e là, si arriva infine a due elementi chiave nel rapporto tra il film e i videogiochi: anzitutto, l'abbigliamento di Nathan. Non è chiaro in che punto preciso della storia, ma Holland veste letteralmente i panni della sua controparte videoludica. La maglietta Henley bianca con le maniche sollevate, l'anello al collo, la fondina agganciata alle spalle e, ovviamente, la pistola in mano sempre pronta a sparare. Sebbene Holland nel complesso sia lontano dal Nathan che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare, bisogna ricordare che questo film si vuole proporre per raccontare le origini del personaggio e presumibilmente, come già scritto, farlo crescere assieme all'attore: da qui la decisione di selezionare Holland per il ruolo, il cui aspetto giovanile ben si adatta all'idea di portare avanti una saga cinematografica per diversi anni.

Per quanto Nathan Fillion, nella famosa scena amatoriale, avesse una somiglianza più netta con il Nathan videoludico, parliamo di un attore cinquantenne che non riuscirebbe a portare avanti il personaggio per un tempo prolungato e che in ogni caso risulta adesso troppo vecchio per il ruolo (in Uncharted 4 Nathan ha trentanove anni e l'epilogo non è da prendere in considerazione proprio perché la vita dell'avventuriero è già stata appesa al chiodo). Film e videogiochi viaggiano in parallelo.

Uncharted, una scena del film
Uncharted, una scena del film

Da ultima, la famosa scena dell'aereo, quella che più di tutte fa pendere il film verso il videogioco e ha un po' scaldato gli animi sul web a causa della sua collocazione sbagliata rispetto ai videogiochi.

Considerato quanto scritto fino adesso, diventa chiaro che le proteste non hanno senso di esistere perché, seppur non apertamente dichiarato, ormai è evidente che il film di Uncharted è un headcanon dal quale si svilupperà una potenziale saga cinematografica: il fatto che questo primo film, proprio per attirare quanto più pubblico possibile, scelga di introdurre alcuni tra i momenti iconici dell'intera saga videoludica è normale e non va in contrasto con niente. L'opera originale è lì come la conosciamo. Quella cinematografica, al di là di alcune licenze poetiche per quanto riguarda i personaggi, ci sembra abbastanza rispettosa: a un primo sguardo sembra esserci più videogioco che cinema, tuttavia da un trailer è impossibile stabilirlo e dovremo aspettare l'uscita del film per trarre le nostre conclusioni.