Virtual Boy per Nintendo Switch 1 e 2 è una periferica che guarda apertamente al passato, riprendendo nome e concetto di una delle console più discusse mai prodotte da Nintendo. Non si tratta solo di una ricostruzione fedele della pionieristica console del 1995, ma di una reinterpretazione moderna che punta a recuperare l'intuizione originale della tridimensionalità, provando però a smussare i limiti tecnici e strutturali che ne decretarono il fallimento.
Un'operazione nostalgia a tutto tondo, che punta più a soddisfare tutti coloro che questa mitologica macchina l'hanno solo sentita nominare o vista di sfuggita, più che ad offrire un nuovo servizio di peso per la Virtual Console.
Breve storia del Virtual Boy originale
Per contestualizzare questa periferica è inevitabile non ricapitolare la breve e poco gloriosa storia del Virtual Boy originale. Progettato da Gunpei Yokoi, storico autore del Game Boy, il Virtual Boy nacque nel 1995 come tentativo di portare la tridimensionalità nel gioco domestico a un costo relativamente contenuto. La macchina utilizzava due schermi a LED rossi che oscillavano per creare un effetto stereoscopico, ma la tecnologia dell'epoca impose compromessi evidenti.
L'uso esclusivo del colore rosso, una struttura scomoda da utilizzare e una libreria di giochi limitata contribuirono a un'accoglienza negativa. Il Virtual Boy rimase sul mercato per meno di un anno e divenne uno degli insuccessi commerciali più noti di Nintendo, non raggiungendo nemmeno il milione di unità vendute. Con il tempo, però, si è trasformato in un oggetto di culto, simbolo di una fase di forte sperimentazione hardware.
Cos’è il Virtual Boy per Nintendo Switch 2
La nuova versione del Virtual Boy si presenta come una periferica di visualizzazione stereoscopica pensata per essere utilizzata in abbinamento a Nintendo Switch 1 o 2. Il visore integra due lenti separate fisse, una per occhio, e sfrutta il rendering tridimensionale della console per restituire un effetto 3D più stabile e ben definito che in passato, nonostante sia stata mantenuta la curiosa bicromia rosso/nera.
La console si occupa dell'elaborazione grafica e dell'audio, mentre il visore non è un semplice vezzo estetico, ma contiene le due lenti rosse fondamentali per vedere in stereoscopia. I Joy-Con e i controller compatibili restano il sistema di input principale, evitando soluzioni dedicate e mantenendo continuità con l'esperienza standard di Switch 1 e 2, mentre dal punto di vista dell'interfaccia, oltre al classico layout della Virtual Console, utile per cambiare giochi al volo, è possibile regolare la distanza tra le due immagini in base alla conformazione degli occhi, così da trovare la configurazione migliore.
Dal punto di vista ergonomico, il dispositivo è regolabile e sensibilmente più leggero rispetto al Virtual Boy originale, con un'impostazione che sembra pensata per sessioni di gioco non troppo prolungate. Nonostante questo non è possibile giocare in modalità "visore", ma solo con la periferica appoggiata al tavolo: una scelta dettata dal peso complessivo che Virtual Boy+Switch 1 o 2 raggiungono, decisamente troppo per essere sostenuti dal collo.
La versione in cartone, invece, andrà sempre tenuta davanti agli occhi con i Joy-con infilati nella console, una scelta che mostra tutti i limiti di questo progetto, che nemmeno 30 ani dopo si riescono a smussare.
I giochi disponibili al lancio
Al lancio, l'esperienza Virtual Boy su Nintendo Switch 1 e 2 è legata alla raccolta Virtual Boy - Nintendo Classics, accessibile tramite Nintendo Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo. I titoli disponibili includono quasi tutto il catalogo originale della console del 1995, tra produzioni Nintendo e giochi di terze parti.
Tra i giochi confermati al debutto troviamo:
- Mario's Tennis
- Galactic Pinball
- Teleroboxer
- Virtual Boy Wario Land
- RED ALARM
- Jack Bros.
- VERTICAL FORCE
- Mario Clash GOLF
- VIRTUAL BOWLING
- The Mansion of Innsmouth
- SPACE INVADERS VIRTUAL COLLECTION
- V-TETRIS
- 3-D TETRIS
- D-HOPPER
- ZERO RACERS
Si tratta, di fatto, di gran parte dei titoli più rappresentativi del Virtual Boy originale, riproposti con supporto alla visualizzazione stereoscopica moderna. Resta da capire se e come il catalogo verrà ampliato nel tempo e se Nintendo o i partner esterni investiranno in nuovi contenuti pensati specificamente per la periferica. Per il momento sappiamo solo che Zero Racers, una versione di F-Zero mai pubblicata per Virtual Boy, sarà riproposto in futuro nella Virtual Console, e diventerà probabilmente una vera e propria chicca per i collezionisti.
Prezzo e disponibilità in Italia
Nintendo ha confermato l'esistenza di due versioni della periferica Virtual Boy compatibili con Switch 1 e 2. Una versione standard, più solida e rifinita, in plastica e che riproduce perfettamente la console originale e una versione economica realizzata in cartone, che richiama apertamente alcune soluzioni sperimentali già viste in passato con Nintendo Labo.
I prezzi ufficiali europei sono di 79,99 euro per la riproduzione in plastica (la potete comprare sul sito ufficiale di Nintendo), mentre la versione in cartone costerà 19,99 euro (questo è il sito ufficiale dove acquistarla).
In entrambi i casi, per accedere ai giochi è necessario un abbonamento attivo a Nintendo Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo, mentre all'interno della confezione sarà possibile trovare gli adattatori per Switch 1 e Switch 2, così da renderle compatibili con entrambe le generazioni di console.
Prime sensazioni
Questo primo contatto con il Virtual Boy per Nintendo Switch 2 restituisce l'idea di un progetto interessante, per certi versi divertente, ma anche limitato. L'effetto tridimensionale è sorprendentemente pulito e stabile e il Virtual Boy in plastica dà l'impressione di essere un accessorio fatto con cura, ben studiato e dagli ottimi materiali. Il vero punto interrogativo resta il supporto software e la qualità dello stesso: non stiamo parlando di Nintendo 64, GameCube o di Wii U che, nonostante il poco successo, erano zeppi di capolavori, ma di una console che in tutta la sua storia ha visto arrivare 22 giochi, alcuni piuttosto belli, come Wario Land, ma nessuno memorabile.
Tetris, storicamente uno dei giochi imprescindibili per le console portatili di Nintendo, è forse in una delle versioni meno magnetiche di sempre, con musiche anonime e una struttura in 3D che rende meno immediato il gameplay, mentre Wario Land prova a sfruttare il 3D per divertenti effetti di parallasse, ma non è il capolavoro visto su Game Boy. L'effetto 3D, oltretutto è buono, ma non sorprendente e va considerato che stiamo parlando di un hardware di 30 anni fa, quindi estremamente arretrato rispetto agli standard attuali.
È stato divertente mettere le mani sul "nuovo" Virtual Boy per Nintendo Switch. La qualità dell'accessorio di plastica è elevata e l'effetto stereoscopico che si ottiene è superiore a quello originale, per via di un hardware in grado di gestire senza problemi i giochi del 1995 e uno schermo migliore, che rende decisamente più piacevole l'esperienza visiva. Dopo l'entusiasmo iniziale, però, questa operazione potrebbe iniziare a mostrare subito il fianco: non potendo contare sulla qualità, ma soprattutto sulla quantità della lineup delle altre console della grande N, una volta svanito l'effetto sorpresa potrebbe perdersi anche l'interesse per la periferica. Periferica che, oltretutto, non dà accesso alla Virtual Console, con la sezione Virtual Boy della Virtual Console che non è utilizzabile senza il visore. Il rischio è quindi che il Virtual Boy resti un'interessante curiosità storica, ottimamente realizzata, ma che non sarà centrale nell'offerta di Nintendo Switch Online.
CERTEZZE
- È la possibilità di recuperare un pezzo di storia videoludica
- La periferica in plastica è fatta molto bene
- L'effetto è migliore che in passato
DUBBI
- Libreria molto limitata
- Nonostante i miglioramenti, il Virtual Boy resta un progetto fallace