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Western alla Morricone, cinque titoli a tema

Ennio Morricone, il "Maestro" autore di innumerevoli colonne sonore senza tempo, è recentemente scomparso lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli appassionati e degli addetti ai lavori. Abbiamo provato ad associare cinque videogiochi ad altrettante opere dell'autore

SPECIALE di Claudio Camboni   —   09/08/2020

Nel cinema e nella musica pop, Ennio Morricone ha saputo innovare, inventare e produrre centinaia di canzoni e musiche considerate capolavori in tutto il mondo. Ha ridefinito e plasmato il concetto stesso di western, genere cinematografico letteralmente esploso in Italia nell'epoca di Clint Eastwood e Sergio Leone, concetto già di per sé pazzesco pensando che stiamo parlando di un prodotto culturamente e tipicamente affine agli americani, ma che gli italiani hanno reso concettualmente riconoscibile con il filone chiamato "spaghetti western". Un genere nato povero e con scarsi mezzi, ma che si è imposto nel mondo grazie alle idee rivoluzionarie, probabilmente nate proprio a causa della limitatezza dei budget dell'epoca. Morricone ha ispirato non solo un intero settore cinematografico ma tutti i media ad esso collegati: fumetti, letteratura e non per ultimi i nostri amati videogiochi. I suoni delle sue melodie si ritrovano praticamente in ogni gioco di questo genere, e con questo speciale vogliamo ripercorrere la storia di cinque giochi western iconici della storia videoludica, accompagnati da altrettante composizioni del Maestro che vogliamo abbinarci per stile, vicinanza e affinità.

Sunset Riders

Erano i primi anni '90 quando in sala giochi arrivò un titolo dal sapore fortemente spaghetti western. L'intro a cartone animato si faceva apprezzare proprio per una splendida musica in stile Morricone, regia all'italiana e taglio cinematografico alla Sergio Leone. I personaggi erano carismatici esattamente come succedeva in quei vecchi film anni '80, retaggio sicuro degli autori Konami che avevano ideato il gioco. Billy, Steve, Bob e il messicano Cormano erano i quattro pistoleri selezionabili in questo meraviglioso sparatutto a scorrimento "Contra-style" in salsa western. Ambientazioni meravigliosamente caratterizzate e boss finali che ancora ricordiamo con odio e simpatia fanno di Sunset Riders uno dei titoli da sala giochi più apprezzati e ricercati dell'epoca. Arrivò anche su Super Nintendo e MegaDrive. Per questo grande classico scegliamo un brano famosissimo in tutto il mondo: "Per qualche dollaro in più", soundtrack del secondo film della cosiddetta trilogia del dollaro diretti da Sergio Leone e con Clint Eastwood protagonista assoluto. Must indimenticabile, proprio come Sunset Riders.

Call of Juarez

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei titoli più iconici legati al west con un videogioco del 2006: il bellissimo Call of Juarez che apprezzammo sia su PC che su Xbox. Uscito in sordina e senza tanti proclami, ad opera dei polacchi Techland, Call of Juarez rappresentò uno dei migliori sparatutto in soggettiva di quegli anni con un gameplay divertente e personaggi iconici. Il gioco era vario e attraverso tante ambientazioni diverse e ben caratterizzate non ci si annoiava facilmente. La storia si svolge tra ranger, apache, fattorie e fortini nel bel mezzo del Texas e a seconda del personaggio utilizzato l'azione di gioco era radicalmente diversa: nei livelli dedicati a Billy (nome evidentemente legato alla cultura western) si agiva di nascosto, camuffati in mezzo a cespugli e frasche, mentre in quelli dove giocavamo con Ray si sparava frontalmente come in tutti gli shoot'em up classici. Il gioco aveva anche una parte per il multiplayer dove si potevano fare duelli, rapine e classici deathmatch. Per Call of Juarez abbiamo pensato a un altro capolavoro indimenticabile del Maestro: "Il mio nome è Nessuno", colonna sonora del film omonimo con protagonista Terence Hill. Il film era ambientato negli stessi anni in cui si svolge Call of Juarez, ovvero a fine '800, periodo conclusivo dell'epoca western.

Red Dead Redemtpion

Non si può parlare di videogiochi e west senza ovviamente citare quello che rappresenta il "compendio" di tutte le storie, i clichè e la cultura di quell'epoca: Red Dead Redemption di Rockstar Games. Si tratta in realtà di una trilogia di giochi iniziata nel 2004 con Red Dead Revolver, uscito su Xbox e Playstation 2, e arrivata all'ultimo capitolo con lo straordinario successo di Red Dead Redemption 2 sulle attuali console. Questo gioco rappresenta un concentrato pazzesco di cultura western, ritrovando durante l'avventura praticamente ogni situazione vista nei classici film di Sergio Leone. Woody Jackson, compositore della serie per Rockstar Games, dichiarò che Ennio Morricone era l'unica persona al mondo che aveva "timore di incontrare", e che lo storico compositore italiano veniva chiamato "Maestro" non senza ragione. Il 6 Luglio 2020, data in cui si è spento il grande compositore, Rockstar Games gli ha dedicato un tweet di ricordo chiamandolo "leggendario" e postando il video della meravigliosa canzone "E per tetto un cielo di stelle", che vi riproponiamo proprio perchè legata al mondo di Red Dead Redemption.

Gun Smoke

Ricordiamo con tanto affetto uno dei giochi più belli di fine anni '80, ed era proprio un titolo western: Gun Smoke, uscito inizialmente in sala giochi e poi su qualsiasi piattaforma esistente dell'epoca, dallo Spectrum al NES. Nelle versioni casalinghe risultava graficamente molto semplice, ma con una colonna sonora potentissima e meravigliosa. Gun Smoke racconta le avventure dello sceriffo Billy (ovviamente) che deve sgominare una banda di fuorilegge che sta mettendo a ferro e fuoco la città. La trama (si fa per dire, visto che era uno sparatutto a scorrimento), si svolgeva in realtà in ambientazioni molto diverse tra loro e una volta usciti dal villaggio abbiamo apprezzato la ferrovia, il vilaggio dei pellerossa, il Gran Canyon, i vari ranch dei boss di fine livello, fiumi e praterie. Insomma c'era proprio tutto in questo stupendo titolo sviluppato da Capcom e che aveva come designer nientepopodimeno che da Yoshiki Okamoto. Il leggendario designer ha in realtà giocato un ruolo cruciale nello sviluppo di tutti i moderni giochi western perché fu proprio lui a inventare il franchise di Red Dead, originariamente sviluppato da Angel Studios che poi diventò Rockstar San Diego. La compagnia fondata dal colombiano Diego Angel si occupava inizialmente di effetti speciali e grafica 3D, collaborando per esempio al film "Il Tagliaerbe" e a tantissimi videoclip musicali. Poi si spostarono sui videogiochi collaborando anche con Nintendo e Miyamoto e infine con Capcom per il porting su N64 di Resident Evil 2. Okamoto si può quindi considerare uno dei padri spirituali (e non solo) dell'intero franchise Red Dead. A questa incredibile storia dedichiamo una delle colonne sonore più iconiche del Maestro: "C'era una volta il West". E questa volta è proprio il caso di dirlo.

Wild Guns

Abbiamo parlato di come Capcom e i giapponesi abbiano giocato un ruolo importante nella nascita di tutti i moderni titoli western e nel successo di Rockstar Games con la saga di Red Dead. Da sempre gli amici nipponici sono stati innamorati del cinema italiano, soprattutto quello che va dagli anni '60 ai primi anni '80, esattamente il periodo in cui Ennio Morricone ha espresso le sue creazioni più indimenticabili. E i giapponesi avranno anche visto, sicuramente, tutti i film di Sergio Leone perché tantissimi titoli western provenivano da oriente, prima che dall'altra parte del mondo occidentale (dove per altro quella cultura fa parte del DNA). Lo sviluppatore Natsume fece uscire un titolo ancora oggi ricordato con affetto: Wild Guns. La particolarità di questo titolo era rappresentata dal fatto che fosse una perfetta combinazione tra western e un antesignano dello steampunk, con macchine e robot avanzate per l'epoca in cui era ambientato. Detto questo, era comunque un titolo western fino al midollo con tutte le ambientazioni classiche del genere: le prigioni, le miniere, i villaggi e gli assalti ai treni. Wild Guns era uno dei giochi più divertenti dell'epoca e uscì su Super Nintendo a partire dal 1994, successivamente con un remake/reboot sui digital store di PS4 e Nintendo Switch.A questo iconico titolo degli anni '90 dedichiamo una altrettanto leggendaria canzone di Ennio Morricone: "Il Buono, il Brutto, il Cattivo", considerato all'unanimità la quintessenza dello spaghetti western e uno dei film italiani più conosciuti di sempre, chiudeva la famosa "trilogia del dollaro" di Sergio Leone. Molti cineasti tra cui Quentin Tarantino lo considerano uno dei migliori dell'intera storia del cinema. Merito anche della potenza evocativa della colonna sonora, indimenticabile, del Maestro Ennio Morricone.