Xenoblade Chronicles ha alberi migliori di The Witcher 3

Spieghiamo per quale motivo crediamo che gli alberi con pochi poligoni siano sempre stati migliori degli alberi iper realistici.

SPECIALE di Marco Perri   —   03/08/2022
86

La prima vista delle Paludi di Satori è qualcosa d'indimenticabile: una palette che tende all'azzurro scuro, mischiando un tenue viola in superficie, un bagliore caldo, affascinante; complice una canzone sinuosa e delicata, cattura occhi e udito. È di notte che quel luogo un po' forestale, un po' paludoso di Bionis prende vita nella sua miglior forma, incantando e ricordando il peso della direzione artistica in un videogioco.

Veniamo al punto: quegli alberi di Xenoblade Chronicles, con qualche decina di poligoni, spappolano in estetica e anima gli alberi della foresta tipo di The Witcher 3. C'è un limite oltre il quale la grafica non ha più argomenti per autoaffermarsi e Takahashi, nel 2011, decise che quel limite, rispettando la propria ricca tradizione di popolo, dovesse chiamarsi ispirazione artistica.

È proprio percorrendo le Paludi di Satori che nasce la forte convinzione di chi scrive nel confermare un'idea tanto farlocca quanto precisa: corteccia e foglie a 4k non servono a nulla quando basta un albero a 480p a darti più ispirazione di un'intera foresta che ammicca al fotorealismo. Ma gli esempi di una flora videoludica tecnologicamente modesta, ma artisticamente ricchissima sono tanti.

La danza delle foglie

Un albero
Un albero

I più anziani ricorderanno l'epica scena delle foglie disegnata da Yu Suzuki in Shenmue: per quanto il Dreamcast fosse una meraviglia tecnologica, quelle foglie erano ricche più di passione che di poligoni, ma nessuno avrà memoria di quella cornice piena di verde e rosso del tramonto grazie alla mole tecnologica: ce la ricordiamo per la pura poesia del momento, il lirismo interiore di quell'attimo. Ma andiamo avanti con il Bosco di Macalania di Final Fantasy X: un tripudio di estetica blu, con un fitto senso di densità dato dalla nebbia di sottofondo e sfere di luce e licheni ad accompagnare il viaggio di Tidus, fino ad arrivare al laghetto pieno di magia e fascino in cui respirare una delle più belle scene d'intermezzo della storia del videogioco. L'opera magna di Toriyama, mai più capace di toccare quei picchi, decise che in quel preciso punto, dopo aver schivato i fulmini di una piana oscura, il mondo di Spira dovesse deliziarci con un delicato incrocio di rami, spirali legnose, giochi di luce, particelle fatate e quel sottofondo sonoro Uematsiano che trascina via, in una dimensione differente, eterea, molto intima.

Uno splendido e poetico albero in Xenoblade. Viene voglia di scrivere un haiku
Uno splendido e poetico albero in Xenoblade. Viene voglia di scrivere un haiku

La foresta, il legame con la terra, il rispetto per l'ambiente e le meraviglie della natura sono elementi che il Giappone ha cercato di trasmettere da sempre, facendo assurgere l'albero e la pianta a protagonisti di tante situazioni e viaggi, i veri eroi di svariati dipinti di game design. Potremmo andare avanti citando la foresta di Horteka in Skies of Arcadia, la città di Eruyt di Final Fantasy XII, la fiaba di Agogo Village in Eternal Sonata, il villaggio dei Maghi Neri di Final Fantasy IX, la Foresta Rossa di Lost Odyssey. Golden Sun dedica una colonna sonora clamorosamente ispirata a quell'intricato bosco in cui Isaac dovrà avanzare, con una Forest's Requiem che odora così tanto di nostalgia da farci venire da piangere. La torre dei misteri di Alexandria di Dragon Quest VIII ci racconta l'esplorazione di un luogo incantato, immerso nella fitta foresta, accompagnato ancora una volta da una colonna sonora di riferimento che trascina lontani dai pensieri del quotidiano. Ma l'elemento floreale è un caposaldo di Legend of Legaia, specialmente in un epico quanto drammatico finale, o di Suikoden 2, con i raggi di sole che dolcemente colorano la scena forestale di Rokkaku Village.

Alberi come persone

Un albero in The Witcher 3, al contrario, trasmette morte e aridità
Un albero in The Witcher 3, al contrario, trasmette morte e aridità

La foresta, nei videogiochi giapponesi, è sempre stato quell'ambiente in cui riaffermare un legame intimo con il videogiocatore, nella quale ricollegarsi con l'anima stessa del viaggiatore che a essa affida il proprio tempo libero e la voglia di sognare, viaggiando con la mente. Il verde, i fiori, la natura, gli alberi, il legno sono elementi primordiali che da sempre i maestri nipponici somministrano con intelligenza nei loro prodotti, rendendolo protagonisti di un momento preciso e non semplici elementi di background realistico. Pensiamo a The Legend of Zelda: A link to the Past e l'iconico viaggio nei Lost Woods, quintessenza della magia del franchise leggendario, o al Deku Tree, simbolo di uno dei più grandi capolavori di sempre, capace al tempo di stregare anche quel mattacchione di Gabe Newell. Alberi, alberi, alberi ovunque ma mai banali, sempre capaci di creare loro stessi la regia di un quadretto in cui il giocatore non è più solo protagonista ma osservatore affascinato, particella di un ambiente definito e unico; gli alberi non sono paradigma tecnologico di un ecosistema che è lì per odorare di banale realismo, bensì sono veri e propri pezzi di design artistico che, congiuntamente a una colonna sonora creata ad hoc, creano una foto interiore di rara bellezza fantasiosa, ricordi perenni che si tramuteranno fisiologicamente in pura nostalgia di qualità.

C'è albero più famoso del Deku Tree?
C'è albero più famoso del Deku Tree?


Torniamo a noi: gli alberi di Xenoblade Chronicles e quelli di The Witcher 3. Avrete ormai iniziato a capire cosa chi scrive stia cercando di dirvi. Ci sono alberi che raccontano viaggi, personaggi, nemici, musiche, trasmettono poesia e quello splendido senso di bassa attinenza con la realtà. Lo fanno con poche risorse, aggrappandosi a una componente artistica e ispirazionale così luminosa da rimanere dentro per anni. Poi ci sono alberi che fanno semplicemente parte di un open world cucinato a puntino: bello, ricco, ma senza soluzione di continuità, un mondo in cui nessun ambiente è protagonista ma solo specchio della propria solitaria esistenza all'interno di uno splendido manuale tecnologico applicato al videogioco. Questo non toglie al gioco CD Projekt RED lo status di capolavoro o prodotto epocale, ma sottolinea come quel mondo voglia essere un insieme di tanti pezzi di realtà messa insieme in un universo fantasy, che non un mondo di fantasia che si applica alla realtà per portare via lontano.

Barbalbero
Barbalbero

Chi scrive desidera solo affermare, ancora una volta, a costo di risultare un vecchio bacucco che generalizza con apparente facilità, che ci sarà un giorno in cui la sete di grafica, così pateticamente venduta da anni come elemento fondante del videogioco moderno, si placherà in ognuno di voi al crescere anagrafico. E quando quella festa di poligoni, texture e pixel sarà satura e la dialettica a essa collegata si sminuirà, potrà capitare che vi chiederete se quel tripudio tecnico abbia anche un'anima dietro l'ammaliante coltre di nebbia e fuochi d'artificio, se vi abbia trasmesso qualcosa, se abbia intrattenuto il vostro io più intimo, se quel tanto agognato realismo di texture e motion capture vi abbia fatto nascere delle sensazioni, oltre a mero appagamento visivo. Quando e se questo accadrà, gli alberi delle Paludi di Satori, così affascinanti, delicati e pieni di colori soffusi vi sembreranno molto più belli delle foreste plastiche e perfette di The Witcher 3.

Disclaimer importante

Il presente articolo non rispecchia il punto di vista della redazione di Multiplayer.it, da alcune settimane impegnata a discutere se siano migliori i cespugli di Uncharted 4: Fine di un ladro o quelli Animal Crossing: New Horizons. Le opinioni sopra presentate sono strettamente da attribuire all'autore dell'articolo, articolo che potrebbe o non potrebbe essere nato da una vecchia discussione sul nostro canale Twitch e da una scommessa persa. Nessun albero, reale o di finzione, è stato maltrattato nella realizzazione di questo contenuto, e a tal proposito è possibile piantare qualche albero nella foresta di Multiplayer.it.