Ricordate la politica interpellata dalla pediatra scandalizzata dalla violenza di Grand Theft Auto V? Ha scritto una lettera a Matteo Renzi

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   06/02/2015
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I minimizzatori a tutti i costi sono solitamente creature ingenue, per non dire sciocche. Sono quelli che davanti al post della pediatra Sabrina Salvadori sul blog "La Ventisettesima Ora" del Corriere della Sera, in cui si scagliava contro Grand Theft Auto V, hanno preferito fare finta di nulla, considerandolo uno dei tanti attacchi che l'industria videoludica riceve giornalmente da agenti esterni.

Noi, come potete leggere nella vecchia notizia, avevamo notato che qualcosa non andava e che non ci trovavamo di fronte al solito caso di mala informazione, ma a qualcosa dalla portata leggermente maggiore. In effetti in poche settimane quella storia si è evoluta, trasformandosi da un singolo articolo in qualcosa di più ampio, che vede coinvolta anche Striscia la Notizia, Repubblica e altri grandi quotidiani nazionali, e che ha portato alla scrittura da parte della parlamentare Ilaria Capua, quella interpellata dalla pediatra, di una lettera indirizzata a Matteo Renzi, che non va assolutamente sottovalutata, nonostante i toni ragionevoli.

Insomma, prima abbiamo l'articolo del blog con il nome della Capua citato a bella vista, quindi il servizio di Striscia la Notizia che, pur abbastanza equilibrato (probabilmente anche grazie alle reazioni della stampa specializzata), ha aumentato l'attenzione dell'opinione pubblica sulla questione Grand Theft Auto V, quindi la lettera della Capua a Matteo Renzi, che, casualmente, è stata spedita in contemporanea all'uscita del servizio di Striscia (fine gennaio), telegiornale finto satirico da sempre organico al potere.

Quali sono i rischi di questa operazione, tutta politica, che appare sempre più come concordata per fare presa sull'opinione pubblica? Bisogna aspettare la risposta di Renzi e del governo per dirlo. Magari non accadrà nulla. Forse, se la storia andrà avanti, ne uscirà una buona legge o una buona campagna di sensibilizzazione, come richiesto. Il rischio però, visti i toni, è che venga ripresa la legge scritta dal centro destra diversi anni fa, come già ipotizzato da qualcuno, che più che risolvere il problema, avrebbe creato un altro ente inutile, dannoso per l'industria tutta e dal forte sapore censorio, che avrebbe avuto come unico vantaggio la creazione di nuove poltrone per i politici.

Leggiamo ora il testo integrale della lettera spedita da Ilaria Capua al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, compresa del cappello introduttivo tratto dal suo sito istituzionale:

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Ecco la lettera che a fine gennaio 2015 ho inviato al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sulla diffusione di videogiochi teoricamente "raccomandati per un pubblico di età superiore ai 18 anni", come indica il bollino rosso che recano, e che invece circolano piuttosto liberamente anche tra i più piccoli. E' il caso del videogioco GTA V, violento, cruento, criminale...ma non è certo il solo. Di qui l'iniziativa di scrivere al Presidente del Consiglio, padre di tre figli, per un'opera di sensibilizzazione da parte del Governo sulla criticità e la pericolosità di questo tipo di intrattenimento.

Gentile Presidente,

Le scrivo, anche a nome della Vicepresidente della VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera dei Deputati, on. Flavia Piccoli Nardelli, e dei rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari presenti in Commissione, in merito al tema delicato dell'utilizzo da parte di minori di videogiochi con bollino rosso "raccomandati per un pubblico di età superiore ai 18 anni".

In proposito, Le rappresento la nostra viva preoccupazione circa il rischio concreto che ragazzi, adolescenti e preadolescenti entrino in contatto e si intrattengano con questi prodotti, senza che i genitori ne siano a conoscenza.

Il tema è stato da ultimo rilanciato anche da alcune trasmissioni televisive che hanno mostrato in modo chiarissimo come oggi i rivenditori di videogiochi vendano tranquillamente i prodotti riservati ad un pubblico maggiorenne (quelli con il bollino rosso) anche ad acquirenti minorenni.

Il problema affonda le sue radici nel digital divide fra genitori e figli, a causa del quale i genitori non sono a conoscenza dei contenuti violenti di alcuni di questi prodotti, pertanto non vigilano sulle tipologie di giochi utilizzati dai propri figli, che in alcuni casi possono essere del tutto inadatti all'età adolescenziale o pre-adolescenziale e possono, quindi, avere delle ricadute negative sullo sviluppo psicologico del minore.

Per questo, Le sottoponiamo l'esigenza urgente che il Governo avvii una campagna di sensibilizzazione sul tema rivolta ai genitori diretta in particolare a diffondere la consapevolezza circa la necessità che i genitori acquisiscano, anche attraverso l'utilizzo di piattaforme informatiche già presenti nel panorama europeo, informazioni sui videogiochi che i propri figli intendono utilizzare, che comprendano, oltre all'età minima di utilizzo, anche la presenza nei contenuti di scene che generano paura, linguaggio volgare, presenza di scene violente, scene di nudi o di atti sessuali, il riferimento o l'uso di droghe, scene che contengono discriminazione o che possono incoraggiarla e scene in cui si gioca d'azzardo oppure si insegna a giocare d'azzardo.

Certa della sua sensibilità sull'argomento, Le invio i miei più cordiali saluti,

Ilaria Capua

(Vicepresidente della VII Commissione)

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Dott. Matteo RENZI

Presidente del Consiglio dei Ministri

Palazzo Chigi

ROMA

Fonte: Sito istituzionale di Ilaria Capua