Super Mario Run accusato di sessismo

A volte si esagera

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   20/12/2016
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Alcuni giocatori di Super Mario Run si sono lamentati per il sessismo di Super Mario Run. No, Mario non maltratta donne o funghi femmina. Il nocciolo della questione è la rappresentazione della principessa Peach, considerata antiquata e piena di stereotipi sulle donne.

La polemica non è nuova e si rinnova a ogni Super Mario che esce sul mercato.

Nel caso di Super Mario Run l'attacco riguarda in particolare la modalità World Tour, in cui Peach invita Mario a una festa nel suo castello e si offre di cucinargli una torta. Peach viene però rapita dal solito Bowser dando il là al gioco.

Insomma, perché nel 2016 Peach deve essere ancora rapita e salvata da Mario come avviene dal 1985 (in effetti pigliare una scorta non le farebbe male, sessismo a parte)? Perché Nintendo non cambia rotta? Perché Peach deve cucinare una torta? Non potrebbe fare come le donne moderne e farla cucinare a Mario?

Non stiamo scherzando... l'oggetto del contendere è proprio su Peach che cucina torte (e fagli la caponata a questo idraulico panzone che lo fai felice). Figuratevi che la polemica è stata ripresa anche dall'agenzia di stampa Ansa, che riporta:

"Online il dito viene puntato verso il personaggio della principessa Peach, il cui ruolo si riduce all'essere salvata proprio come nel primo gioco di Super Mario, nel 1985.

Il sessismo viene ravvisato all'inizio del gioco, quando Peach invita Mario, l'idraulico protagonista, a una festa al castello, per la quale sfornerà una torta. "E' il 2016, quindi perché Super Mario sta ancora salvando una principessa che sforna torte?", titola il sito Recode. Le critiche arrivano anche via Twitter. "Quindi Super Mario Run è divertente e tutto quanto... ma perché Peach deve sfornare per la festa? Non poteva fare la DJ o qualcosa del genere?", ha scritto Kate Sommers-Dawes, vice-caporedattrice di Mashable. "Le politiche di genere retrograde di Super Mario Run sono deludenti, anche se questo tweet mi fa sentire un cliché", ha commentato Chris Suellentrop, collaboratore del New York Times."

Ora, non vogliamo giustificare il sessismo in alcun modo o minimizzare il ruolo degli studi sulla condizione femminile nei media, ma evitiamo di sparare contro il titolo del momento solo perché se ne parla tanto. In fondo Mario ha come unica colpa quella di essere sempre se stesso. Sicuramente possiamo parlarne, ma teniamo giù i forconi.