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Senatore australiano difende i videogiochi: i politici censurano senza conoscere minimamente l'argomento

David Leyonhjelm ha criticato la recente censura di Outlast II ad opera del Classification Board australiano

NOTIZIA di Davide Spotti   —   23/03/2017

In seguito alla censura di Outlast II da parte del Classification Board australiano, il senatore David Leyonhjelm è intervenuto pubblicamente per criticare l'approccio delle istituzioni nei confronti del medium videoludico, dichiarando che le leggi in materia vengono create e imposte da chi non conosce minimamente l'argomento. Secondo un recente sondaggio l'età media dei giocatori australiani è di 33 anni, mentre il 68% della popolazione è solita fruire videogiochi abitualmente. Nonostante questi dati, i funzionari pubblici rifiutano l'idea di entrare in contatto con realtà specializzate come IGN o PC Gamer, "perché potremmo dare a vedere di disapprovare un medium senza averlo capito".

"Non ci sono altrettanti problemi ad accedere a siti neonazisti come Stormfront o LiveLeak, dove è possibile vedere video di persone che vengono uccise. Non è qualcosa che mi sento di raccomandare o che guarderei, ma difendo il diritto degli adulti di accedere a tutti i tipi di siti internet, perché gli adulti dovrebbero essere liberi di scegliere".

Leyonhjelm ritiene che la censura di Outlast II sia inaccettabile soprattutto a causa dell'errata considerazione sociale che, ancora oggi, il videogioco subisce da parte dell'opinione pubblica. "Tutto ciò parte dal presupposto che le persone che giocano ai videogiochi siano bambini impressionabili che replicherebbero tutto quello che vedono. Ma internet è piena di immagini spiacevoli che coinvolgono persone reali, non personaggi generati da un computer, mentre la criminalità violenta in tutto il mondo è in declino".

"Come è possibile che gli adulti non vengano ritenuti in grado di fare scelte riguardo ai videogiochi e invece siano in condizione di votare?", conclude Leyonhjelm nel suo intervento, criticando la presunta "agenda innovativa" del primo ministro Malcolm Turnbull. "Qualsiasi segnale che mandiamo ai giocatori parla di censura, disapprovazione e scoraggiamento".

Qui sotto l'estratto integrale dell'intervento.