Call of Duty: Black Ops 4 e Battlefield V infiammano la guerra delle polemiche: chi l'ha fatta più grossa? 90

Dopo le rispettive presentazioni, arrivano puntuali le polemiche

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   25/05/2018

È uno dei grandi dualismi dell'industria videoludica odierna, insieme a FIFA e Pro Evolution Soccer, Fortnite e PlayerUnknown's Battlegrounds, lo scontro fra Call of Duty e Battlefield è ormai un appuntamento fisso annuale, che si è rinnovato anche nel 2018 con una presentazione quasi simultanea per Call of Duty: Black Ops 4 e Battlefield V. Come molto spesso accade, quello che emerge dopo le fanfare del marketing e degli spettacolari trailer dal taglio hollywoodiano sono soprattutto le polemiche, che dall'internet tendono sempre a prevalere sul resto del chiacchiericcio e anche in questo caso la stanno facendo da padrone, per motivi diversi.


Di Call of Duty: Black Ops 4 si critica soprattutto la scelta contenutistica-strutturale, ovvero la famosa assenza della campagna single player, che rappresenta una grossa mancanza agli occhi di buona parte dell'utenza, anche se l'effettivo impatto di questa decisione sulle vendite è tutto da verificare, considerando le nuove tendenze del mercato. Battlefield V fa invece discutere soprattutto sul fronte stilistico-filologico, per così dire, per una presunta mancanza di coerenza nei confronti dei principi di realismo storico che dovrebbero comunque stare alla base di un gioco che, pur di fantasia, prende in prestito scenari ed eventi reali della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, la presenza di donne tra i protagonisti. All'interno di tutto questo viene dunque da chiedersi: chi l'ha fatta più grossa? Si tratta di due franchise importanti e affermati ma che hanno indubbiamente bisogno di rinnovarsi, dunque è anche ammirevole che publisher e sviluppatori abbiano deciso di correre dei rischi, ma quale dei due sta affrontando i pericoli maggiori?


Con Battlefield 1 la serie DICE aveva già provato qualcosa di piuttosto azzardato, mettendo in scena le battaglie della Prima Guerra Mondiale che in uno sparatutto in soggettiva non venivano utilizzate (almeno come tematica principale) da un bel po' di tempo, dunque si tratta di una serie che ha già provato a svicolare dal sentiero tracciato. Si potrebbe dire che le critiche emerse in questi giorni sull'infedeltà di Battlefield V rispetto alla rappresentazione storica della Seconda Guerra Mondiale siano questioni veniali rispetto alla sostanza, ma gli appassionati potrebbero non perdonare. C'è anche da dire che la serie non ha mai brillato per grande realismo, preferendo indubbiamente una rappresentazione spettacolarizzata fino al parossismo delle guerre messe in scena.


Dall'altra parte, la posizione di Call of Duty: Black Ops 4 potrebbe essere più complicata. Eliminare la campagna in single player è una sorta di affermazione della volontà di intraprendere un nuovo corso, nonché una conseguenza piuttosto logica degli attuali trend di mercato, ma quando si tratta di valutare l'acquisto di un gioco da 60 euro (circa) la presenza o meno di un elemento del genere può essere determinante, giusta o sbagliata che sia questa posizione. L'elemento critico di Black Ops 4 sembra tutto sommato più grave di quello emerso per Battlefield V, dunque questo può risultare in uno sbilanciamento in favore dello sparatutto DICE per quest'anno? Staremo a vedere, anche se l'equilibrio tra i due titoli si è sempre basato sui loro stili di gioco piuttosto differenti, dunque un "travaso" di utenti da Call of Duty a Battlefield non è assolutamente scontato anche a fronte di evidenti differenze in termini di lacune.