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Apple, Qualcomm e Mediatek coi 2nm TSMC, ma la dimensione del chip attira sempre meno: importa come lo usi

Il processo produttivo a 2 nanometri di TSMC registra un numero record di tape-out, ma secondo gli analisti il salto tecnologico incide sempre meno sulle scelte dei consumatori.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   20/01/2026
Chip wafer

Il passaggio ai 2 nanometri rappresenta uno degli snodi tecnologici più rilevanti per l'industria dei semiconduttori, e TSMC si trova al centro di una competizione serrata tra i principali progettisti di chip. Apple, Qualcomm e MediaTek sono pronti a sfruttare il nuovo nodo produttivo per restare competitivi nel segmento mobile di fascia alta.

I numeri confermano l'interesse dell'industria: il nodo a 2 nanometri registra circa il 50 percento di progetti in più pronti per la produzione rispetto al precedente processo a 3 nm. Un dato che segnala una forte accelerazione sul fronte produttivo e progettuale. Allo stesso tempo, però, emergono segnali di disallineamento tra l'evoluzione dei processi produttivi e le aspettative del mercato, sempre meno sensibile alle riduzioni di nodo come fattore decisivo.

Le specifiche importano meno?

Secondo gli osservatori, il passaggio dai 3 ai 2 nanometri risulta meno significativo rispetto al passato, soprattutto a causa della crescente complessità interna degli smartphone moderni. L'aumento delle funzioni integrate, dalla fotografia computazionale alla gestione dell'IA on-device, riduce l'impatto percepito dei miglioramenti puramente legati alla litografia.

Vivo X300 Pro
Vivo X300 Pro

Apple sarebbe riuscita ad assicurarsi oltre la metà della capacità iniziale a 2 nm di TSMC per i futuri A20 e A20 Pro, mentre Qualcomm e MediaTek punterebbero sulla variante N2P, più matura, per i prossimi Snapdragon 8 Elite Gen 6 e Dimensity 9600. L'obiettivo non è solo ottenere volumi adeguati di wafer, ma anche sfruttare margini aggiuntivi per spingere le frequenze CPU.

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Nonostante questa competizione, un rapporto di DigiTimes evidenzia come le innovazioni legate al nodo produttivo stiano perdendo centralità nel racconto commerciale. Le aziende stanno spostando l'attenzione su miglioramenti architetturali e sull'aumento della cache di memoria, considerati più efficaci per ottenere guadagni concreti nelle prestazioni quotidiane.

Apple ha anticipato questa tendenza già con l'A19 Pro, introducendo core ad alta efficienza profondamente rivisti, capaci di offrire incrementi prestazionali fino al 29 percento a fronte di consumi quasi invariati. MediaTek ha seguito una strategia simile con il Dimensity 9500s, dotato di 19 MB di cache CPU per superare lo Snapdragon 8 Gen 5 in determinati scenari.